“Bravissima Daniela Alibrandi, lei ha conquistato un lettore che non l’abbandonerà più!”, questo mi diceva nella prima recensione Vincenzo Pignanelli, dopo aver letto “Nessun segno sulla neve” (Edizioni Universo). A volte capita che poi, pur continuando a seguirti, alcuni lettori non sentano più lo stimolo a recensire i tuoi libri. Invece in breve lui ha seguito con uno splendido giudizio su “Viaggio a Vienna” (Morellini Editore), https://danielaalibrandi.com/category/la-parola-ai-lettori/ per approdare oggi alla seguente recensione, breve, eccezionale e toccante a “Una morte sola non basta” (Del Vecchio Editore)
“Una morte sola non basta: È un avvincente romanzo della nostra sempre bravissima e sorprendente Daniela Alibrandi. Sotto la facciata di un coinvolgente giallo si nasconde l’epica ed eterna lotta tra il bene ed il male. Leggere Il libro è come essere sulle montagne russe delle più forti emozioni, dove la bassezza umana, l’ignominia, l’orrore, il ribrezzo e le paure ancestrali nascoste in ogni essere umano si alternano a momenti d’amore lirico e fortemente carnale, lasciando il lettore senza fiato facendogli perdere la cognizione del tempo. Riemergere dalle pagine è difficoltoso tanto è profondo il sapiente intreccio di situazioni creato dall’autrice. È un romanzo dalle tinte forti per lettori dai nervi saldi e solidi principi. Mi ha ricordato “Dietro la facciata”, lo splendido romanzo di Èmile Zola. Anche qua una piccola borghesia, riemergente dalla devastazione della guerra, nasconde le sue bassezze dietro le porte di casa. Gran finale da centellinare.
Che dire? Ho sempre pensato che il premio letterario più importante sia quello che viene dai lettori. Grazie Vincenzo delle emozioni che hai saputo trasmettermi!”
Ricordo che “Una morte sola non basta”è stata protagonista di un importante e originale evento alla Fiera del Libro Piùlibripiùliberi presso la Nuvola di Roma lo scorso 7 dicembre 2023. Il romanzo è stato presentato presso la biblioteca della Camera dei deputati ed è in catalogo, in edizione italiana, nelle prestigiose biblioteche di Harvard e Yale.
Gli eventi più “dolci”e amabili dell’anno che si è concluso sono stati quelli vissuti con i bambini. Negli ultimi giorni di scuola, prima delle vacanze natalizie, grazie alla Dirigente Scolastica Angela Esposito e alle docenti Marica Tomeo e Sabrina Carmellini dell’I.C. Marina di Cerveteri, ho avuto un significativo e indimenticabile incontro con i bambini che stanno per leggere il mio libro “L’ispettore Supplì, le mozzarelle scomparse e altre fantastiche storie” e che hanno espresso il desiderio di conoscere la scrittrice. Un emozionante confronto con la sensibilità e l’intelligenza di quelli che erroneamente consideriamo piccoli lettori. Le domande che mi hanno posto sono degne delle più accurate interviste. Hanno voluto approfondire non solo i temi del libro in anteprima ma anche, e soprattutto, quello che è il mondo di una scrittrice, le sue sensazioni, che cos’è l’ispirazione e come la si riconosce, se c’è un luogo e un’ora precisa dove e quando scrivere, e addirittura se l’aver parlato dell’ispettore Supplì è stato un modo di evidenziare un’eccellenza della cucina italiana. Una raffica di stimolanti domande che mi hanno permesso di descrivere l’importanza non solo della lettura, ma anche dell’ascolto delle proprie emozioni, e il significato della ricerca descrittiva grazie alla quale un “fatto” non è mai solamente un fatto. Mi hanno scrutato con grandi occhi attenti e critici. Il momento più bello è stato quando, con grande delicatezza e direi anche con circospezione, si sono avvicinati per poi abbracciarmi e chiedermi la dedica sul libro o sul proprio diario. Non mi vergogno nel dire che mi hanno commosso. La loro richiesta di tornare a trovarli e, soprattutto, di scrivere ancora per loro è un appuntamento prezioso a cui non mancherò.
E non è finita lì. Infatti la lettura del mio libro “L’ispettore Supplì, le mozzarelle scomparse e altre fantastiche storie“, da me pubblicato senza illustrazioni proprio perchè avesse un costo contenuto, ha acceso la fantasia dei piccoli lettori dell’I.C. Salvo d’Acquisto di Cerveteri. E grazie alla Dirigente Scolastica Velia Ceccarelli e alla coordinatrice Monia Monarca è nata l’dea di un concorso nel quale sono in gara i disegni degli alunni dalla prima alla quinta elementare. Una commissione, composta da nomi illustri quali la Street Artist italiana Tiziana Rinaldi Giacometti e il pittore Giuliano Gentile, ha esaminato con la mia collaborazione i numerosi e bellissimi elaborati. Durante la premiazione che avrà luogo il 17 gennaio nello stesso istituto, verranno scelte le opere che faranno parte dell’edizione speciale del libro con le illustrazioni degli alunni e la nuova copertina da loro creata.
E nella giornata di oggi dedico con il cuore la favola “La vera storia della Befana” a tutti i bambini. La sua attualità, purtroppo, è sempre più calzante. Leggendola si comprende il perché.
Vorrei ringraziare singolarmente per i tanti auguri di Buon Natale che mi stanno giungendo, ma non è possibile. Siete davvero meravigliosi. Alla domanda che mi pongono molti sulle prossime novità, rispondo di restare collegati perchè ce ne saranno tantissime e sorprendenti…
Tra le numerose bellissime cartoline e reel che mi state inviando ho scelto quella di un mio amico, divertente e allegra, spero che sia visibile e soprattutto udibile al link di Istagram.
Vi ringrazio di vero cuore!
TANTISSIMI AUGURI DI BUONE FESTE A TUTTI VOI E ALLE VOSTREFAMIGLIE!
Quella con i bambini, l’esperienza più tenera ed emozionante per un’autrice che considera il ritorno da parte dei lettori il premio letterario più importante. Non potevo immaginare quale mondo mi attendesse una volta varcata la soglia dell’Istituto Comprensivo Salvo D’Acquisto di Cerveteri. Ad attendermi la Dirigente Scolastica Velia Ceccarelli e la Coordinatrice Monia Monarca, che hanno ideato il concorso Diventa Illustratoredopo aver letto il mio libro per bambini“L’ispettore Spplì, le mozzarelle scomparse e altre fantastiche storie”. E con loro gli alunni delle elementari che hanno aderito con entusiasmo a quello che è partito come un progetto e si è trasformato in un concorso.
Ho avuto così il confronto diretto con i piccoli adorabili lettori, che mi hanno bersagliato di domande non solo sui contenuti delle storie, ma anche sul mio essere scrittrice. Hanno saputo leggere l’emozione attraveso il mio sguardo e scandagliato il mio mondo nel modo diretto che solo i bambini posseggono. Che cos’è un’ispirazione, cosa sento quando mi metto a scrivere, quali sono le mie letture, cosa sono per me i sentimenti. E ancora, quando ho capito di essere una scrittrice, cosa vuol dire un libro e tantissime altre meravigliose domande, incredibili se sono dei piccoli a porle. Poi il loro abbraccio, i loro diari su cui apporre la mia dedica, il dolcissimo sguardo di chi sa capire. Tra loro, alcuni mi hanno lasciato anche dei biglietti con i loro pensieri, un tesoro inestimabile! E poi mi hanno strappato la promessa di tornare presto a trovarli e di scrivere ancora per loro.
Ed è stato importante durante l’incontro evidenziare i messaggi che trasmettono i quattro racconti del libro: il rispetto per il cibo, per i giochi spesso trascurati, la cura e la salvaguarida dell’ambiente, l’amore per gli animali. Ma anche l’amicizia, l’unione che rende forti, i sogni e la speranza.
Scrivo gialli, thriller e noir, scrivo da sempre per gli adulti, tranne che per una favola (La vera storia della befana) e qualche racconto breve. Finchè il mio nipotino mi ha fatto sentire in colpa quando, tempo fa, imbronciato mi ha detto: “Scrivi per tutti, e per noi bambini nemmeno un libro!”
Era vero, una mancanza che ai suoi occhi, e in quel momento anche ai miei, era gravissima. Poi iniziò la pandemia. Tutti chiusi in casa, settimane senza poter vedere mio nipote. Scrissi per lui questo libro, con la speranza di poterlo leggere insieme una volta finito l’incubo. Gli piacque molto e allora decisi di pubblicarlo su Amazon e Kobo, privo di illustrazioni, proprio perchè avesse un costo minimo, accessibile a tutte le famiglie, senza dover passare per la filiera commerciale editoriale e di distribuzione.
Ebbene, questa mia scelta è stata più che premiata. Infatti la Dirigente Scolastica, la Coordinatrice e le bravissime insegnanti hanno proposto ai bimbi, entusiasti delle letture, di creare loro le illustrazioni. E la cosa più sorprendente è stata l’adesione in massa all’idea. Infatti il libro, originariamente destinato ai bambini dagli otto anni in su, è stato letto anche dai piccoli della prima e seconda elementare, e tutti hanno prodotto dei disegni meravigliosi, che sono valutati in questi giorni da due nomi eccellenti in campo artistico: la Street Artist italiana Tiziana Rinaldi Giacometti e il pittore Giuliano Gentile, a cui mi affianco col mio giudizio di scrittrice. Vi assicuro che è l’impegno più bello che si possa immaginare.
È magnifico vedere come i piccoli (anche di sei anni!) hanno saputo interpretare i contenuti delle quattro avvincenti storie che compongono il libro di ben centoventi pagine, trasmettendo a me le emozioni ricevute.
I numerosissimi elaborati sono incredibilmente belli, colorati, fantasiosi, originali e significativi. Per questo i premi che saranno assegnati il 17 gennaio, durante la premiazione ufficiale, saranno di varia natura. Verranno scelti poi quelli tra i più rappresentativi che faranno parte dell’edizione speciale del libro, a cui verrà data una copertina nuova disegnata ad hoc dai piccoli.
Una bella soddisfazione anche per i bambini, che vedranno concretizzarsi il proprio impegno.
La mia intervista inizia al minuto 34:30, dopo l’intervista di Giuliano Amato
Il podcast della trasmissione nella quale si è parlato di “Delitti sommersi” (Morellini Editore) come di un romanzo “da sceneggiare”. Quel pomeriggio ho avuto il piacere di stringere la mano a Giuliano Amato, che è stato intervistato prima di me. E tutto dal decimo piano del Bettoja Hotel, con una Roma fantastica da ammirare al tramonto. Una bellissima esperienza, in compagnia della giornalista Laura Pranzetti Lombardini e l’attrice Marina Parrulli.
Io e Marina ci siamo conosciute durante le riprese del cortometraggio La città oltre il tunnel, della regista Lucilla Colonna. La Parrulli era nei panni di una giornalista che intervista una scrittrice. E io ho interpretato me stessa. E’ stato piacevole ed entusiasmante partecipare alle ripese di un’opera che sta ottenendo grande successo, selezionata da festival emergenti come Indie Cinema e importanti manifestazioni internazionali come Capri e Hollywood.
Dall’articolo di Plusnews: “Altri contributi importanti provengono dalle interpreti Marina Parrulli e Michela Scarlett Aloisi, dal giovane attore emergente nonchè campione di karate Roberto Manieri, dalle romanziere Daniela Alibrandi e Cristiana Astori.”
Francesca Ceci, la stupenda protagonista del corto “La città oltre il tunnel”
Cinquantaquattro anni dalla Strage di Piazza Fontana. Ero adolescente e ricordo l’impressione e lo sgomento. E nel romanzo “Nessun segno sulla neve”, ho dedicato alcune pagine a ciò che avvenne in una famiglia italiana nel momento in cui irruppe l’edizione straordinaria del telegiornale per darne notizia. Ma ho fotografato anche le riflessioni di chi si trovava a crescere in quegli anni. A parlare è Francesco, il protagonista del romanzo:
“Era intanto terminato il primo trimestre e i voti erano stati appena sufficienti. Io avevo avuto l’im- pressione di aver fatto tutto in quei tre mesi, tranne che studiare. Ma il peggio doveva ancora venire e ar- rivò prima della fine dell’anno. Il dodici dicembre del ’69, quando Roma e l’Italia si preparavano già al Na- tale, una bomba esplose a Milano, nella Banca Nazionale dell’Agricoltura a Piazza Fontana e fermò, oltre al cuore di diciassette persone, il cammino del cambiamento, per lo meno per come lo avevamo inteso fino ad allora. In quello stesso tragico pomeriggio anche a Roma scoppiarono tre bombe al centro, di cui una di fronte all’Altare della Patria, per fortuna senza provocare vittime, solo qualche ferito. Una quarta fu rinvenuta prima che esplodesse.
Io ero a casa, cercando di studiare qualcosa, mentre già pregustavo la cena che stava preparando mia madre, quando ci fu l’edizione straordinaria del telegiornale. Mia madre si sentì male, spense i fornelli e si sedette accanto a me stringendomi forte la mano. Le vennero le lacrime agli occhi mentre continuava a ripetere: – No, non può essere, ce n’è già stata una di guerra! – Insomma, anche lei come noi, a modo suo, gridava “Bastaaaa!” e io ero rimasto senza parole. Le indagini portate avanti negli anni successivi, per arrivare ai colpevoli di quella barbarie, spaziarono nei più diversi ambiti: anarchici, gruppi extraparlamentari di destra e sinistra, logge massoniche e addirittura servizi segreti deviati. La verità non venne mai a galla. Ma in quel momento, mentre attonito guardavo il telegiornale con mia madre, mi sentivo responsabile insieme ai tanti che avevano sfidato le regole. Vidi noi studenti come un figlio che si ribella, dice le parolacce e manca di rispetto ai genitori e un padre che si incazza tantissimo e lo punisce in malo modo, addirittura con la morte. Mi sembrava chiaro che se noi non avessimo fatto tutto quel casino, forse quei diciassette morti non ci sarebbero stati.”
Nessun segno sulla neve è stato il mio primo romanzo, che tratta delle illusioni e delle disperazioni di quella generazione. A distanza di tanti anni, spesso torna tra i best seller di Amazon e Kobo ed è letto anche nell’edizione inglese di No steps on the snow. Molti mi chiedono dove trovarlo, perchè ormai è da considerarsi un libro da collezione, non facile da reperire in lbreria, fruibile solo in ebook. Per averlo è necessario ordinarlo direttamente alla casa editrice Universo Editoriale, che ha voluto fortemente rieditarlo e per Natale ha preparato un pacco dono con gli altri miei primi e rieditati successi.
Leggendo “Il bimbo di Rachele” si respira un forte amore per la scrittura, riassunto, con estrema efficacia, da Daniela in questa sua dichiarazione: “Scrivere è il mio rifugio, il mio tutto“.
Non si fa fatica a crederle. Staccare gli occhi dalle sue pagine è davvero difficile e, se si è costretti a farlo per impegni impellenti, un vero dispiacere.
La trama de “Il bimbo di Rachele” si snoda su due diversi piani temporali, dove si svolgono le vicende della protagonista, rispettivamente da giovane e da donna matura.
Pagina dopo pagina, ci si affeziona a questa figura femminile, alle sua storia fatta di carenze affettive, fragilità, vizi e solitudine. Una storia sofferta, che è anche la sapiente radiografia di un’anima sensibile, con alle spalle un vissuto familiare difficile, l’incontro con l’uomo sbagliato e una perdita che, in qualità di donna, la segnerà nel profondo, spezzandone gli equilibri già precari, fino a farla sprofondare nell’alcolismo.
Daniela sa descriverne con perizia i moti dell’animo, scandagliando insistentemente la sua interiorità, con un lavoro di scavo psicologico di spessore, che affascina e incanta.
Il libro è ambientato in parte a Roma e in parte a Santa Marinella, a due passi da Cervetri : il mare nelle vicende di Rachele quarantenne la fa da padrone insieme al paesaggio, che sembra prestarsi perfettamente all’ambientazione di questo thriller psicologico. Da un certo punto in poi, infatti, nella mente di Rachele inizia a insinuarsi un atroce sospetto che mette in serio pericolo la serenità ritrovata lasciando l’Urbe per trasferirsi nella località marittima.
E’così che il romanzo da psicologico si trasforma in thriller: il focus si sposta dall’interiorità della protagonista su indizi e accadimenti inquietanti fino al colpo di scena finale, che rimescola tutto, spingendo Rachele a riconsiderare interamente la sua vita.
Il finale aperto potrebbe rappresentare una sorta di invito all’autrice stessa a proseguire la narrazione delle vicende di Rachele e chissà che Daniela Alibrandi non accetti di raccoglierlo, prima o poi! I suoi lettori gliene sarebbero sicuramente grati.
Per ora, godiamoci quest’opera, avvincente e ben scritta, nella quale emozioni forti, passione, eventi inspiegabili e colpi di scena giocano un ruolo di tutto rispetto, dando vita a una trama intrigante e godibilissima, magistralmente supportata da uno stile brillante.
La Giornalista Luana la Camera:
Cari lettori, in questo numero dedico a voi tutti l’intervista che il gruppo face book di “In treno” riflessioni per tutti i giorni ha fatto a Daniela Alibrandi lo scorso 31 agosto. L’autrice de “Il bimbo di Rachele” ci racconta cosa rappresenta per lei la scrittura e come nascono le sue ispirazioni.
Daniela ci spiega che per lei l’ispirazione è come una carezza nell’anima che attiva un desiderio irrefrenabile di far uscire una storia, della quale lei già sente le prime parole che andranno a rappresentare l’inizio. Nel leggere il romanzo il lettore noterà come questo racconto sia capace di creare un contatto diretto con i ricordi e con tante esperienze che ciascuno di noi è costretto ad affrontare nel proprio percorso di vita.
La protagonista del romanzo, Rachele, è una donna che guarda al passato. Attraverso il suo libro Daniela ha voluto esprimere l’importanza dei sentimenti, la fragilità dell’animo umano, il peso di alcune decisioni per le quali si paga per la vita, l’amore infinito per la natura e per i figli. Difatti Il bimbo di Rachele rappresenta l’intreccio tra la ricerca di un amore che è sempre sbagliato e il dono che lei riceve proprio da chi vuole distruggerla. Sarà così possibile notare come in questo thriller vi siano alcune pagine piuttosto forti relative alla descrizione di una teoria politica sull’aborto, un tema scottante che ha permesso all’autrice di trovare risposte su una domanda che nessuno si pone o che molti hanno paura di farsi: Cosa c’è nell’animo di una donna nel momento in cui si sottopone all’aborto?
Fabio Pinna per Leggere a Colori:
Rachele, quarant’anni passati troppo in fretta, vuoti e persi. Poi una Rachele nuova. Questo libro ci presenta due vite diverse in una. Gli anni dell’amore per Riccardo direttore della banca dove Rachele lavora, amore clandestino in quanto lui giá sposato e con un figlio, che le permette di conoscere il sentimento e il sesso per la prima volta nella vita in una relazione complicata, in cui certo Rachele vorrebbe avere tutte le attenzioni per sè. La gravidanza inaspettata, il primo “bimbo di Rachele” da affrontare improvvisamente senza il sostegno di un uomo o di una famiglia, e senza casa.
Poi una fuga quasi obbligata per entrare in una spirale di oblio, alcool e dolorosi pensieri e ricordi. Una donna, come talvolta accade nella vita, che si trova a metà tra decidere se andare avanti o farsi condizionare da una serie di avvenimenti avversi e tristi, come la perdita del padre e della sorella. Una vita densa di preoccupazioni, di buche nel percorso, di motivi che vengono a mancare.
E poi una seconda vita, nata dall’estremo pericolo in cui si trovava la precedente, una nuova vita, che serve a reinventarsi come donna. Amarsi, avere il coraggio di scelte che possano portare la felicitá e l’autonomia nella propria vita, come la decisione di trasferirsi da Roma al paesetto di Santa Marinella a ridosso della scogliera. Uno stile di vita sano, puro e pensieri freschi come il vento d’inverno su quelle scogliere che la porteranno a trovare un nuovo equilibrio e infine un nuovo amore.
La storia appare tutt’altro che scontata perchè proprio nel momento di maggior realizzazione succederá qualcosa capace di alterare gli equilibri della storia.
I rapporti tra Rachele e gli uomini di questa narrazione saranno tutti a loro modo particolari e in qualche modo incompleti, a partire dal padre con una sorta di quasi disinteresse reciproco, poi Riccardo che la userá per i propri scopi e che non lascerá mai la moglie per lei, la riscoperta dell’ amore con Alexander un giovane sordomuto con cui è difficile comunicare, poi Michele un collega di lavoro che potrebbe non essere chi afferma di essere suscitando sospetti e paura nel suo animo, Alfio un’altro collega di lavoro che cercherá di starle vicino aiutandola a dipanare il mistero che si nasconde dietro Michele e al suo passato, rapporto anch’esso che rimarrá sospeso.
Un libro d’amore che assume i connotati di un giallo con dei delitti da risolvere e in cui Rachele stessa dovrá lottare per la propria vita. Ma la speranza non muore mai, e non morirá nemmeno in questa storia, con il secondo “bimbo di Rachele”, arrivato in un momento in cui la protagonista è più matura e più consapevole nonostante porti infinito dolore in sé.
Un romanzo ben scritto e incalzante in cui Daniela Alibrandi alterna opportunamente scene d’amore con scene di vita vissuta, dialoghi e mistero. Lo stile è semplice e immediato e la storia coinvolgente. Si può sempre trarre qualcosa di buono anche dalle avversità, forse questo il messaggio tra le righe di questa storia, e solo chi è abbastanza maturo da coglierlo può finalmente giungere alla felicitá.
Molti gli articoli usciti sull’originale e inedita performance artistica che è stata messa in scena alla Nuvola con il mio romanzo pubblicato da Del Vecchio Editore “Una morte sola non basta”. Con il prezioso contributo del noto attore regista Agostino De Angelis si è creata una forma immediata e particolare, nella quale il dialogo e il dibattito su temi scottanti come la violenza domestica sui minori, sia fisica che psicologica, è nato spontaneo tra l’attore, il pubblico, l’editore e me. La chicca è stata la presenza, tra gli altri, di Romolo Tranquilli, nipote di Ignazio Silone. La sua spontanea testimonianza ha arricchito lo scenario delle ambientazioni che ho scelto per il romanzo. Non lo conoscevo, e abbiamo trascorso delle ore molto intense dal punto di vista letterario. Andando via mi ha salutato con una frase che ricorderò per sempre: “La ringrazio perchè mi ha fatto fare un tuffo nell’intelligenza”.
Ieri alla Nuvola, presso lo Stand della Del Vecchio ha avuto luogo l’originale evento che ha visto protagonista il mio romanzo “Una morte sola non basta”. Un’esperienza particolare dove mi sono trovata a parlare del libro attraveso le toccanti letture dell’attore regista Agostino De Angelis. Un dialogo aperto con il pubblico presente che, calamitato dall’inedita forma tra letteratura e spettacolo, ha partecipato numeroso e attento. Tra i presenti, in prima fila, Romolo Tranquilli, nipote di Ignazio Silone che, apprezzando le spinose tematiche e le originali ambientazioni del romanzo, è intervenuto per parlare del clima storico e sociale dell’immediato dopoguerra. Insomma una performance artistica che ha dimostrato quanto la condivisione immediata con il pubblico e i lettori sappia trasformarsi in un evento di grande spessore. Un ringraziamento va a Ilaria Troncacci e allo staff della Del Vecchio Editore
Poi una bella carrellata di foto prese nella struttura della Nuvola, accompagnati dalla piacevole presenza di Romolo Tranquilli e sua moglie, e di Desirèe Liza Arlotta.
E non ho dimenticato di visitare lo stand B55 della Ianieri Edizioni, dove sono in esposizione i miei romanzi della Trilogia Romana, Delitti fuori orario, Delitti negati nei sacri sotterranei e Delitti Postdatati Piacevole l’incontro con l’editore Mario Ianieri.
Quindi ben quattro romanzi presenti all’importante Fiera del Libro Piùlibripiùliberi, tre dei quali sono anche sullo scaffale delle biblioteche di Harvard (Una morte sola non basta, Delitti fuori orario e Delitti Postdatati) e di Yale (Una morte sola non basta).
Stand E50 della Del Vecchio Editore alle ore 16:00, vi aspetto insieme all’attore regista Agostino De Angelis e il mio “Una morte sola non basta”. Sarà un evento del tutto particolare, un’interpretazione nel contatto diretto con il pubblico e i lettori, tra stand e pubblicazioni… non mancate!
Quest’anno la Nuvola di Piùlibripiùliberi ospita quattro dei miei romanzi. A farla da padrona, comunque, è l’everlasting “Una morte sola non basta” (Del Vecchio Editore). Infatti giovedì 7 dicembre, alle ore 16:00 presso lo Stand E 50, il romanzo sarà protagonista di un evento molto particolare. In una originale condivisione con il pubblico e tra gli stand di libri, io e l’attore regista Agostino De Angelis rappresenteremo la drammaticità di alcuni stralci presi dal romanzo, che suscita sempre maggiore interesse per le tematiche trattate, sia in Italia che all’estero.
Il romanzo, infatti, presentato anche presso la Biblioteca della Camera dei Deputati, è in catalogo in edizione italiana nelle biblioteche universitarie di Harvard e di Yale.
Link alla trasmissione di Radio Città Futura con Federica Manzitti: Come si costruisce il male? E come nasce un “mostro”?
In “Una morte sola non basta” e nella sua trama neorealista c’è veramente tutto. Una Roma fotografata nella semplicità degli anni Cinquanta, nel boom economico dei Sessanta fino alle contraddizioni degli anni Settanta. E c’è una società che cambia insieme all’assetto urbanistico della città, una società che è impreparata a trattare il disagio infantile, mentre leggi importanti chiudono i postriboli e cambiano il ruolo della donna.
E a Piùlibripiùliberi sono in esposizione altri miei tre romanzi, presso lo Stand B55 della Ianieri Edizioni, la Trilogia Romana, anch’essa in catalogo presso la biblioteca universitaria di Harvard.
C’è chi diventa editore per una grande e innata passione e Cristiano Cimarelli, con il suo Universo Editoriale, è uno che di passione ce ne mette! I libri della sua produzione sono dei piccoli capolavori, curati nella grafica e nella confezione in modo quasi “maniacale”.
Ho avuto l’onore di essere tra gli autori che lui ha saputo valorizzare, creando delle magnifiche riedizioni di alcuni tra i miei primi successi, dando nuova vita a romanzi premiati e amati, cosa inconsueta nel panorama letterario attuale dove un libro, che sia valido o meno, esaurisce la propria vitalità nel giro di poco tempo.
E per le feste di Natale, Universo Editoriale ha preparato un pacco speciale con le tre riedizioni dei miei romanzi Nessun segno sulla neve, I misteri del vaso etrusco e quella nuovissima e stepitosa de Il bimbo di Rachele.
Non sfuggirà all’attenzione dei lettori che questi sono libri da collezione, non molto facili da trovare nelle librerie, e non disponibili immediatamente se richiesti negli store fisici e online. Ma sono ordinabili e preordinabili con disponibilità immediata direttamente alla casa editrice, che per lo Special Pack natalizio ha anche abbattuto i costi di spedizione:
E’ appena il caso di ricordare i successi che hanno ottenuto questi romanzi:
Nessun segno sulla neve, Premio letterario nazionale Circe 2013, tradotto nell’edizione inglese No steps on the snow, ricordato nel recente convegno tenutosi negli Stati Uniti a settembre scorso.
I misteri del vaso etrusco, Menzione di merito 2020 al concorso letterario nazionale La felicità ritrovata.
Il bimbo di Rachele, pubblicato a seguito della vittoria del premio letterario nazionale La città e il mare
Quindi il mio ringraziamento di cuore va a Cristiano Cimarelli e al suo magnifico staff di Universo Editoriale per la sensibilità, l’eleganza e la finezza con cui viene interpretato e rappresentato al meglio quello che c’è nel profondo dell’animo di un autore.
In questa particolare giornata, molti sono gli incontri che si susseguono per trattare lo spinoso tema della violenza sulle donne. Ma l’originale conferenza spettacolo a cui ho partecipato ieri, dal titolo “Violenza Infinita…La donna nella Storia tra Amore e Tragoedia”, ideata dall’attore e regista Agostino De Angelis, ha offerto una riflessione profonda che ha portato il numeroso e attento pubblico a una sincera commozione. L’evento è stato promosso dal Comune di Fiumicino con l’organizzazione dell’Associazione Donne per la Sicurezza in collaborazione con l’Associazione ArcheoTheatron. L’Aula Consiliare, solitamente teatro di incontri formali, si è trasformata in un ambiente carico di eleganza e di stile e, grazie al sapiente allestimento, ha offerto la cornice ideale allo svolgimento della manifestazione. In una sala gremita e nel corale e profondo sentimento, abbiamo indagato il mondo infranto di chi subisce violenza, percorrendo l’orribile sentiero che segna in modo indelebile per tutta la vita. E questo insieme a figure istituzionali e rappresentative delle associazioni che seguono fattivamente il problema della violenza sulle donne, e ai professionisti del settore, che con i loro interventi hanno descritto ciò con cui vengono a contatto nello svolgimento del proprio impegno. Ma ciò che ha raggiunto in profondità gli animi, facendo provare lo smarrimento delle vittime indifese, è stata l’interpretazione e la recitazione di alcuni brani da parte dell’attore Agostino De Angelis, qualcosa che è andata ben oltre la semplice lettura di alcune pagine. Un silenzio assoluto e attento ha seguito la sua voce, mentre riusciva a immedesimarsi e interpretare l’anima delle vittime e la crudeltà dei carnefici. Uno spettacolo indimenticabile, a cui si sono aggiunte le delicate danze curate da Paola Pagano di due giovani ballerine, Livia Antonini e Flavia Paloni e la musica dal vivo alla chitarra di Giuseppe Aurelio dell’Accademia MTDA di Fiumicino.
Tra i pezzi rappresentati dall’attore, anche un brano tratto dal mio “Una morte sola non basta” (Del Vecchio Editore), che racconta della forma più abietta di crudeltà, la violenza domestica esercitata sui minori, sia fisica che psicologica. Il romanzo, presentato anche alla Biblioteca della Camera dei Deputati e in catalogo in edizione italiana nelle biblioteche di prestigiose università statunitensi, focalizza il tema della violenza attraverso le trasformazioni della società italiana. Dalla semplicità degli anni Cinquanta, al boom economico dei Sessanta, fino alle contraddizioni degli anni Settanta, Michela e Ilaria, sono accompagnate nel loro sventurato cammino e nella loro crescita, fino all’incontro e allo scoccare di una profonda amicizia nella quale ognuna cercherà il reciproco riscatto, in un finale imprevedibile. Due piccole vittime in un mondo a noi vicino, ma ancora non abbastanza sensibile al disagio infantile. Il 7 p.v. dicembre, alle ore 16:00, il romanzo sarà protagonista di un evento presso lo stand della Del Vecchio Editore, alla Fiera Piùlibripiùliberi di Roma.
Essere presente ieri è stato importante per me, come donna e come scrittrice, perché di violenza, in tutte le forme nelle quali essa si manifesta, ho parlato in molti dei miei lavori, come ad esempio Nessun segno sulla neve, Quelle strane ragazze, Delitti negati nei sacri sotterranei e anche nel recentissimo Delitti sommersi. Un impegno che è stato gratificato con il Premio Women Arts Week 2022, che mi è stato consegnato proprio nella giornata dedicata alla donna, l’8 marzo.
Metti un pomeriggio di fine novembre nel frastuono della stazione Termini. Metti il vento freddo che finalmente batte le vie della città e aggiungi la frizzante sensazione di entrare in un hotel di lusso, salire al decimo piano da cui poter dominare Roma, con le sue cupole e i suoi monumenti, mentre i contorni si arrendono alla luminosità di un languido tramonto. Metti insieme questi elementi e avrai la descrizione del mio pomeriggio di ieri, negli studi di Radio Rid, dove sono stata ospite della trasmissione Il salotto dei libri, condotta dalla giornalista Laura Pranzetti Lombardini. E con me a parlare di “Delitti somemrsi” (Morellini Editore) anche l’attrice Marina Parrulli.
Un piacevole e coinvolgente dialogo attraverso il quale siamo scese nella profondità della Roma segreta e dell’animo umano. La chicca è stata stringere la mano all’ospite andato in onda prima di me, il prof. Giuliano Amato.
A presto con la trasmissione, che andrà in onda il 6 dicembre alle ore 16:20. Intanto molti baci dalla Roma che amo!
Domani, 22 novembre alle 16:30, sarò in diretta ai microfoni di Radio Rid, 96,8 Fm, ospite della trasmissione Il salotto dei libri con la giornalista Laura Pranzetti Lombardini. E la cornice sarà davvero inconsueta, quella di un lussuoso Hotel di Roma!
Vi aspetto per parlare di retroscena inediti e curiosità su “Delitti sommersi” dalla Roma segreta che amo e non solo…
Mai così attuale questo articolo che ho scritto qualche anno fa. Oggi come allora non credo in quei simboli che esteriorizzano valori intoccabili, come la vita delle donne. Scarpe rosse, panchine rosse, infinite parole e intanto giù a botte, coltellate e uccisioni. Come non mi hanno mai convinto le quote rosa, un altro “simbolo” con cui ci si riempie la bocca, convinti che sia il numero a rendere giustizia alla fatica e al merito di una donna. Sono stata sempre una Afemminista (Alfa privativo), per i motivi che spiego nell’articolo.
Ma ci sono quattro parole, il cui significato può essere determinante per cambiare il mondo. Oggi le nostre coscienze sono scosse violentemente ancora una volta dalla morte di una ragazza dolcissima come Giulia, brava ed empatica al punto di continuare a mantenere i rapporti di amicizia con il ragazzo che tutti ritenevano “bravo”. Oggi ci chiediamo ancora perchè.
Una trasmissione interessante, nella quale vengono presentati tre autori con tre libri imperdibili. La mia intervista è la seconda al 5′ circa. Buon ascolto!
Rispondendo alle domande di Alessandra Rauti, che hanno indagato i vari aspetti del romanzo “Delitti sommersi” (Morellini Editore) e del particolare genere tridimensionale della mia scrittura, ho potuto anche svelare alcuni dettagli relativi alle leggende e alle ambientazioni spettacolari di cui gode la coinvolgente trama. Un ringraziamento sincero a Incontri d’autore di Rai Radio 1 per la bellissima opportunità.
Ricordate, oggi sarò con il mio “Delitti sommersi”(Morellini Editore) a Rai Radio 1, ospite della trasmissione Incontri d’autore, ore 13:45, al 5° minuto. Si può ascoltare anche in streaming e al canale 701 del digitale terrestre.