LE NEWS, QUELLE STRANE RAGAZZE - Le recensioni

Se un libro vale non importa la data di uscita


Facendo zapping mi sono imbattuta nella recensione a “Quelle strane ragazze” sul sito La Lampada di Aladino.

https://www.lalampadadialadino.net/single-post/2018/03/16/quelle-strane-ragazze-di-daniela-alibrandi

Bella, profonda, una descrizione incredibilmente autentica dei personaggi, degli intrecci e della magia in cui si snodano le vite delle quattro ragazze e le loro storie che, come dice il recensore, affascinano e indignano allo stesso tempo.

Vi invito a leggerla, perchè è coinvolgente e toccante, lo è stata anche per me…

“Quelle strane ragazze”(Premio Letterario Nazionale Perseide 2014) è in distribuzione globale in tutto il mondo:

https://danielaalibrandi.com/2019/12/30/dove-acquistare-quelle-strane-ragazze/

https://danielaalibrandi.com/category/distribuzione-globale/

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LE NEWS, Le Recensioni

Finalmente la trilogia nel suo insieme in una eccezionale recensione di Tuttatoscanalibri


https://tuttatoscanalibri.com/2022/03/18/la-trilogia-di-daniela-alibrandi-ambientata-a-roma/

Una analisi accurata delle trame e dei personaggi, nella recensione a tutto campo apparsa oggi nella raffinata vetrina di Tuttatoscanalibri. Finalmente uno sguardo che spazia sulle storie e le segrete ambientazioni dei tre romanzi nei quali ho voluto celebrare il fascino di una Roma sconosciuta, fotografata in un periodo storico e sociale a noi vicino, ma lontano dalle nostre abitudini.

E’ una recensione completa, che vi invito a leggere!

Protagonista il commissario Riccardo Rosco e la sua squadra in una Roma inconsueta, segreta e sotterranea, a cavallo tra la fine dei Settanta e i primi anni Ottanta.

Capelli rossi, occhi chiari, barba e baffi di fuoco, alto, sovrappeso, vicino alla quarantina, combatte con il diabete e la pressione alta, carattere ruvido e vita privata disastrata, cui fanno da contrappeso acume e intuito nella ricerca della soluzione eventualmente glissando sul rispetto delle regole…. Continua a leggere https://tuttatoscanalibri.com/2022/03/18/la-trilogia-di-daniela-alibrandi-ambientata-a-roma/

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LE NEWS, Le Recensioni

DELITTI POSTDATATI- LE RECENSIONI Tuttatoscanalibri e altri


Salvina Pizzuoli da Tuttatoscanalibri:

Ed ecco ancora il commissario Rosco e la sua squadra in azione in queste nuove pagine di Daniela Alibrandi che si leggono bene, scorrono fluide con la sua scrittura piana che rende spedito l’andare avanti facilitando la bramosia del lettore che vuol capire e sapere perché, come in ogni buon giallo che solo giallo non è ma godibile in tutti i suoi risvolti, segreti e misteri si svelano lentamente: personaggi e protagonisti escono dalle pagine animati da una descrizione che li tratteggia vivificandoli, come gli ambienti in cui si muovono di una Roma datata, quella dei quartieri alti e delle sue spettacolari bellezze ed opere d’arte.https://tuttatoscanalibri.com/2021/06/24/daniela-alibrandi-delitti-postdatati-vincitore-del-premio-poliziesco-gold-2020-recensione-di-salvina-pizzuoli/

Da Sicilymag Massimo Salvatore Fazio

La trama, ricca di suspense e colpi di scena, tesse una complessa tela fatta di storie parallele che si intrecciano all’improvviso, quando tre omicidi si susseguono negli ambienti bene della capitale. I crimini metteranno in allarme i cittadini e a dura prova la squadra del commissario Rosco, chiamata a indagare. https://www.sicilymag.it/lo-specialesabatini-daniela-alibrandi-e-ariase-barretta-i-piu-attesi-della-settimana.htm?fbclid=IwAR17MvQLUYyr2SYdghwwhK1knFRDT8M8V88vsOQ95dLib-B5i2iiqqoh6lo

Da Alessandra de Antoniis:

Tre cose ha questo libro: I personaggi,Roma, e una finestra sanguinante su un periodo storico atroce.Della prima cosa sono inebriata: tanti personaggi da vivere, da amare, da odiare … quella sorta di apparenza perbenista in cui vivono persone malsane, illuse che una professione e un attico sul laghetto dell’euro … possa far di loro gente per bene; una donna in attesa di riscattare la sua vita con l’amore; una bambina fragile, un omuncolo, una squadra di poliziotti, anzi di uomini e donne che ormai sono diventati famiglia. Della seconda sono ammaliata e anche un po infreddolita: Roma è Roma, ce devi stà alle sette de matina in giro pe l’Aventino, pè capillo!Della terza sono amareggiata, tanto, e lo sei anche tu, che con questa storia hai voluto riscattare molte morti.Questo tuo lavoro, Daniela Alibrandi è un esame autoptico sull’animo umano che si inginocchia nella Cattedrale di San Pietro in Vincoli. BELLO, BELLO, BELLO.

Da Giacomo Messenio :

“A proposito di DELITTI POSTDATATI. La capacità di Daniela nel prendere il lettore dei suoi romanzi, come con DELITTI POSTDATATI, metterlo a proprio agio descrivendo in maniera minuziosa e precisa i luoghi in cui si svolgono i fatti, facendolo sentire partecipe del racconto, ha un effetto coinvolgente e allo stesso tempo rassicurante. Niente fa presagire i risvolti e i colpi ad effetto che il romanzo riserva. E questo porta il lettore alla curiosità e alla voglia di conoscere il finale della storia. Anzi, i vari finali perché i romanzi di Daniela racchiudono diverse storie, apparentemente estranee tra esse, che in modo sapiente e quasi naturale vanno a collegarsi e a chiudere il cerchio. Anche in questo ultimo lavoro non si rimane delusi e si arriva con soddisfazione e partecipazione alla fine del libro.Unico rammarico è quello di trovarsi in un fiato alla fine della lettura e quindi non rimane altro che aspettare con trepidazione la pubblicazione di un nuovo romanzo.Come sempre, Daniela, hai fatto un ottimo lavoro e meriti riconoscimenti molto più alti.”

Nellanotizia.nei:

Ambientato in una Roma inconsueta di inizio anni Ottanta il romanzo, già vincitore come inedito del Premio Poliziesco Gold 2020 al concorso letterario nazionale Gold Crime Carlo de Filippis, conduce il lettore a scoprire il mistero che lega alcune famiglie in tre diversi quartieri della Roma bene: L’Aventino, l’Eur e l’antichissimo Rione Monti. Il ritmo incalzante aumenta di pagina in pagina con l’intrecciarsi di tre inspiegabili omicidi, sui quali indagherà la squadra del commissario Rosco. https://www.nellanotizia.net/scheda_it_103496_-Delitti-postdatati–il-nuovo-romanzo-di-Daniela-Alibrandi_1.html?fbclid=IwAR2C_GjE-tgC_fzaZcZaZBO4jChojRluGyFEHpExtMxJd8U1SIWBZZnKYUs

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Le Recensioni, VIAGGIO A VIENNA - Le recensioni

Poliedrica e di grande impatto la bellissima recensione di Emma Fenu a “Viaggio a Vienna”


Profonda, poliedrica e di grande impatto l’analisi a tutto campo nella bellissima recensione di Emma Fenu a “Viaggio a Vienna” per Cultura al Femminile. Non è facile saper leggere tra le righe e focalizzare le innumerevoli sfumature che possono celarsi nella trama di un romanzo complesso come “Viaggio a Vienna” (Morellini Editore)

Questo romanzo non ha un solo volto e, se lo avesse, gli occhi di differente colore ne tradirebbero la duplicità, la contraddizione, la doppiezza.

Una storia non è solo una storia, se a viverla ci sono più protagonisti e in ogni protagonista se ne nasconde un secondo

E’ una recensione che va letta e analizzata nel significato profondo di ogni parola.

Leggetela al seguente link:

https://www.culturalfemminile.com/2020/12/17/viaggio-a-vienna-di-daniela-alibrandi/?fbclid=IwAR2CQCy0Kf8TMSDOcPq9xG25y91FogQ_q4Zdhxn4laKYsi9v3GXFveDg-Ww

 

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LE NEWS, Le Recensioni, VIAGGIO A VIENNA - Le recensioni

Formidabile la recensione di Salvina Pizzuoli a “Viaggio a Vienna” per Tuttatoscanalibri


“…Domande, tante le domande che il lettore si pone ma alle quali troverà risposta solo alla fine, in quelle pagine del romanzo che rappresentano una vera agnizione finale, sebbene i segni non vengano lesinati e sapientemente inseriti nel contesto della narrazione dall’autrice, insinuando dubbi e sospetti che vengono addolciti nel cammino che Anna ripercorre di quei giorni a Vienna. E il lettore segue le due amiche nel caldo abbraccio delle pasticcerie viennesi dove stemperare il freddo…”

Vai all’articolo:

Daniela Alibrandi “Viaggio a Vienna” recensione di Salvina Pizzuoli

Una recensione profonda e completa in un blog raffinato e attento  che riserva molta attenzione ai miei lavori, come a quelli di tanti autori scelti con grande stile e cura.

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DELITTI FUORI ORARIO - Le recensioni, LE NEWS, Le Recensioni

Per Contorni di Noir, una bella recensione di Adriana Pasetto a “Delitti fuori orario”(Ianieri Edizioni)


… “Delitti fuori orario” è ambientato a Roma, nel quartiere Prati la cui particolare conformazione alla fine degli anni ‘70 diventa fulcro del romanzo. La Alibrandi infatti rifacendosi proprio ai cunicoli nascosti, crea un noir semplice, lineare ma anche coinvolgente e interessante. I personaggi, da Alice a Rosco, sono ben studiati e descritti e, specialmente in queste serate autunnali in cui l’inverno sembra voler arrivare troppo presto, la lettura di questo volume è un toccasana… Continua a leggere l’articolo al seguente link:

http://contornidinoir.it/2020/12/daniela-alibrandi-delitti-fuori-orario/?fbclid=IwAR38SlR3m1MPcVElnJfJiQYndBJpn-cZJMqGnIizlSXrCwRpKHjtYvUPa4o

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Il romanzo è disponibile in tutte le librerie fisiche e online e al sito dell’editore in edizione cartacea e in ebook

              https://www.google.com/search?client=firefox-b-d&q=delitti+fuori+orario+ianieri

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LE NEWS, Le Recensioni

“Delitti fuori orario”, la magnifica analisi di Martino Ciano per L’Ottavo


Un assassino, una dattilografa, persone apparentemente normali, la solitudine che ognuno si porta dentro e che rende folli.

Sono questi gli ingredienti del noir di Daniela Alibrandi che, mossa da quella gran voglia di creare caratteri ben delineati, mai scontati, ma immersi nella realtà urbana di una Roma frenetica e fredda, dà vita a una storia capace di ricalcare i canoni del genere e alla quale non manca quel tocco di originalità che rende il libro accessibile a coloro che non si sentono attratti dai “gialli.

Continua a leggere al seguente link…

Delitti fuori orario e una Roma frenetica e fredda

“Delitti fuori orario” (Ianieri Edizioni) è disponibile in tutte le librerie fisiche e online in edizione cartacea e in ebook e al sito della casa editrice http://www.ianieriedizioni.com/negozio/varia/delitti-fuori-orario-2/

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LE NEWS, Le Recensioni, VIAGGIO A VIENNA - Le recensioni, VIAGGIO A VIENNA - Rassegna stampa

“Viaggio a Vienna”, la splendida lettura di Daisy Raisi per Agoravox


“Ci sono libri che tradiscono immediatamente la preparazione di chi li scrive. “Viaggio a Vienna” è uno di questi.

Non lasciatevi ingannare dall’incipit. La struttura della storia narrata è solo apparentemente lineare. Infatti mano a mano che la trama si dipana ci si rende conto che quanto riportato è frutto di un racconto e costituisce l’antefatto di una situazione di tutt’altra natura.

L’autrice gestisce con destrezza le rievocazioni, i flashback: presente, passato recente e passato remoto si avvicendano in questa storia senza creare confusione del lettore. Le vicende sono ambientate in una Vienna magica, con i suoi monumenti i suoi palazzi, la sua storia, il cibo, le tradizioni. Il tutto è narrato dalla penna invidiabile di Daniela Alibrandi, autrice di grande esperienza e talento, che dimostra ancora una volta di essere dotata di una capacità descrittiva fuori del comune che non si concentra solo su ambienti e tratti fisici dei personaggi, ma scava nella psiche di questi ultimi, in maniera incisiva e sicura.

….

E’ tutto da leggere al seguente linkhttps://www.agoravox.it/Viaggio-a-Vienna-di-Daniela.html?fbclid=IwAR1WPZ7nZaIKMDJxP50barrTey4ZKads-BZGAe7PcUUk2PeZuUG-Cuy3c7A         

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 VIAGGIO A VIENNA (Morellini Editore), in tutte le librerie fisiche e online, in edizione cartacea e in ebook e al sito della casa editrice https://www.morellinieditore.it/scheda-libro/daniela-alibrandi/viaggio-a-vienna-9788862987646-579361.html

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Le Recensioni

In anteprima nella raffinata vetrina di Tuttatoscanalibri, la prima recensione!


In “Delitti fuori orario” di Daniela Alibrandi non c’è solo il “giallo”, con un maniaco assassino, tre cadaveri, un’indagine e un commissario che indaga in un quartiere che cela nelle fondamenta dei suoi palazzi cunicoli e labirinti anch’essi protagonisti; ma c’è anche un’accurata presentazione dei personaggi che ne scruta i comportamenti e i moti dell’animo, dentro una trama composita e ben articolata che pullula di protagonisti e comparse, di figure di primo piano e secondarie sullo sfondo di una Roma, bella e indifferente, con i suoi cieli tersi e stellati, i tramonti arrossati, il lento scorrere del Tevere, tra il rumore di un traffico incessante di cui pare quasi di avvertire il frastuono, la pioggia e anche tanta solitudine e umane miserie. Le figure portanti si muovono in ambienti limitati ma il racconto delle loro vite, denso e sfaccettato, dove vizi e virtù emergono delineati con mano felice, si integra perfettamente con le indagini e il lettore le segue con lo stesso fervore. Una di queste, con cui si aprono le prime pagine del romanzo, è Alice, personaggio complesso e controverso, dattilografa provetta in un ufficio del Lungotevere nel quartiere Prati. Brutta, sgradevole e quindi scostante, dall’infanzia infelice e senza una vita propria il cui unico affetto è Greta, la gatta, decide di vendicarsi di un’umanità, quella a lei prossima, che la rifiuta valutandone solo l’aspetto esteriore. E lo fa intromettendosi nelle vite dei colleghi di lavoro, cercando di carpirne i segreti… Continua a leggere… https://tuttatoscanalibri.com/2020/08/20/daniela-alibrandi-delitti-fuori-orario-ianieri-editore-recensione-di-salvina-pizzuoli/

 

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LE NEWS, QUELLE STRANE RAGAZZE - Le recensioni

Formidabile recensione a “Quelle strane ragazze”!

Buongiorno! Oggi partecipo alla rubrica L’angolo vintage 2.0 ideata da Chiara (La lettrice sulle nuvole) e Dolci (Le mie ossessioni librose) e per l’occasione ho deciso di leggere Quelle strane ragazze di Daniela Alibrandi. Sinossi: Siamo all’inizio degli anni Novanta, il muro di Berlino è stato abbattuto da poco, l’assetto politico mondiale sta rapidamente cambiando […]

via L’angolo vintage 2.0 – Recensione: “Quelle strane ragazze” di Daniela Alibrandi — ROMANCE E ALTRI RIMEDI

L’angolo vintage 2.0 – Recensione: “Quelle strane ragazze” di Daniela Alibrandi — ROMANCE E ALTRI RIMEDI

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LE NEWS, Le Recensioni, QUELLE STRANE RAGAZZE - Le recensioni

Teresa Anania per “Il mondo incantato dei libri”, assolutamente da leggere!


“Quelle strane ragazze”, di Daniela Alibrandi

Flora, Eva, Marina e Roberta, quattro donne unite da un dorato filo di Arianna la cui trama ricca di combinazioni lega le loro vite e i loro destini ad un perpetuo ricamo di intrecci tra dritto e rovescio …

 

Roma, primi anni Novanta, quartiere Coppedé.  Il romanzo si apre con una sorta di monologo fuori campo che si sviluppa  in terza persona.  Si capisce che a parlare è un uomo profondamente angosciato, deluso, depresso e arrabbiato con la vita al punto tale da desiderare e progettare la propria morte.  Una voce fuori campo che accompagnerà misteriosamente l’intera vicenda e la cui identità prenderà forma delineandosi un po’ per volta fino al colpo di scena finale.  Collocato in un periodo storico particolare, il muro di Berlino abbattuto da poco, un forte vento di cambiamento soffia sulla politica europea e mondiale così come sulle forme di spionaggio e Intelligence e tra le Organizzazioni Internazionali che le governano.  Un uomo a capo di una misteriosa Organizzazione e una donna, una “segretaria”, il cui ruolo e la cui vera identità  si sveleranno pian piano attraverso retroscena imprevedibili.  Quattro donne lavorano per l’Organizzazione, alcune inconsapevoli delle tele che si tessono dietro un apparente “lavoro d’ufficio”.  Nulla è come sembra, intrecci, colpi di scena, segreti, misteri, doppia vita, circostanze imprevedibili, impensabili e inaspettate … tutto si incastra con un destino beffardo fatto di mancanze e desiderio profondo di amare ed essere amati.  Perché alla fine di tutto, è sempre l’Amore il perno attorno al quale ruota l’Esistenza di ognuno di noi.   La lotta tra bene e male, la voglia di riscatto ad ogni costo da una “vita mediocre” in cui il “dio denaro” tutto può, tutto diventa lecito, anche e soprattutto la mercificazione del corpo.  Emergono le debolezze e le fragilità psicologiche dell’animo umano, dietro le mentite spoglie di una facciata apparentemente felice e rispettabile ma intrisa di egoismo, sofferenza, dolore, violenza e morte …  Continua a leggere

https://ilmondoincantatodeilibri.altervista.org/quelle-strane-ragazze-di-daniela-alibrandi/?fbclid=IwAR0OC1UIvwV1cIOStwBcdFfokdPgIzVFgzYUgTMtLKjVaRcaz7D6ClxmsWw

Ordinabile in tutte le librerie fisiche del territorio nazionale, nei negozi online, al sito di Youcanprint e in distribuzione globale in tutto il mondo, in versione ebook e cartacea

 

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LE NEWS, Le Recensioni, UNA MORTE SOLA NON BASTA - Le numerosissime recensioni

Oltre la trama, oltre le parole, fino al fulcro del mio mondo


Stupefacente l’indagine introspettiva che ha superato il limite delle parole scritte e della trama narrata, pur esaminandole con estrema attenzione e delicatezza, per tuffarsi a scoprire il fulcro del mio mondo di autrice, intuendo magnificamente ciò che muove e movimenta le mie storie. E con precisione e accuratezza l’analisi focalizza la scelta delle ambientazioni, il ritmo della narrazione, l’impietoso modo di offrirmi ai lettori. E’uscita pochi giorni fa la recensione al mio romanzo “Una morte sola non basta” di Marilù Giannone per Consul Press, valutazione impreziosita anche da un ponderato giudizio tecnico. E’ un pezzo che merita di essere letto.

https://www.consulpress.eu/una-sola-morte-non-basta/

Ne riporto alcuni tratti:

Sembra, “Una morte sola non basta”, un titolo quasi consueto per i romanzi gialli che al momento sembrano detenere l’interesse maggiore di lettori e di Fiere editoriali. Ma è così solo in parte, solo per ciò che concerne il mistero, l’indagine, la volontà di fare giustizia sul male che, in questo libro di Daniela Alibrandi, fecondissima autrice di opere aventi questo scopo, ha l’aspetto ripugnante di chi lo compie sui bambini.….”

“….in quanto spesso Daniela riprende gli ambienti dei promettenti anni Cinquanta, fino ai rivoluzionari stati degli anni Settanta e non quelli attuali: si ha quasi una nostalgia, allora, e si ritorna alla semplicità dovuta alla mancanza di tecnologia che allontana  ad ogni modo persone e soluzioni dei problemi, rendendosi conto del tempo che è passato, mitigando le reazioni.

È da notare la linearità espressiva che, nonostante la ricchezza lessicale e la creatività del componimento, sottolinea come un rasoio incisore i pensieri positivi o aggressivi dei soggetti, lo svolgersi tremendo di un delitto, fino a fare sentire dolore anche a chi, leggendo, considera che è una narrazione che finisce, e per questo, cioè per trovare ragione della sua ipotesi, non riesce a distaccarsi dalla lettura.…”

I suoi romanzi dalla prosa elegante, quasi leggera, senza remore espressive, sono una vera arma micidiale contro ogni tipo di persecutore, ipocrita o manifesto. Sono una via per meditare su come si può guarire da essi, sono certezza di fede in ciò che è, veramente, un autentico essere umano: un essere che ama.

 

In tutte le librerie del territorionazionale e neinegozi online in versionecartacea e ebook

Una morte sola non basta, Del Vecchio Editore

 

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LE NEWS, QUELLE STRANE RAGAZZE - Le recensioni

“Quelle strane ragazze” approda all’isola letteraria


                        ISOLA LETTERARIA

“Quelle strane ragazze”di Daniela Alibrandi

March 16, 2018, Daisy Raisi

…Già a partire dalla trama il romanzo di Daniela Alibrandi si preannuncia particolarmente interessante.

I molteplici intrecci, i colpi, di scena, l’ambientazione in sé, avvolta da un velo di mistero, catturano l’interesse sin dalle prime battute.  Con l’ausilio di una prosa scorrevole e di un periodare incisivo, la presenza di personaggi non banali e le vicende in bilico fra quotidianità ed eccezionalità creano un gioco di luci e ombre molto intrigante.

Daniela sa tessere abilmente la propria tela nella quale il lettore rimane piacevolmente impigliato. Le vicende delle strane ragazze…. Continua a leggere

              Il sito che ospita la recensione è in allestimento

Il libro è ordinabile in libreria e immediatamente disponibile in cartaceo e in versione ebook in Amazon e in tutti i negozi online:

 

                                  

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LE NEWS, QUELLE STRANE RAGAZZE - Le recensioni

Tuttotoscanalibri, la prima emozionante recensione e i link utili


La recensione, la prima del romanzo, uno dei momenti più emozionanti che l’autore vive nel meraviglioso viaggio che è la pubblicazione di un libro. Dopo mesi trascorsi nella scrittura del romanzo, a contatto con i personaggi, vivendo del loro stesso modo di essere, dopo aver oltrepassato il momento nel quale scrive la parola fine e sancisce il distacco dalla storia che ha creato, è lì che lo scrittore dona il proprio lavoro al mondo. E la prima recensione è determinante, tanto più per questo romanzo. “Quelle strane ragazze”, infatti, rappresenta la versione integrale del libro “La fontana delle rane” (ora fuori catalogo), che vinse il Premio Perseide 2014 e, per esigenze concorsuali, venne pubblicato in una forma più leggera.

Oggi, la recensione a “Quelle strane ragazze”di Salvina Pizzuoli per Tuttotoscanalibri  rende il significato della trama nella sua totalità e profondità. Con grande sensibilità vengono descritte le varie tinte, forti e leggere, che colorano e sfumano i personaggi e i contorni della trama intrecciata e dell’avvolgente ambientazione. Di più non aggiungo, leggete la recensione del nuovissimo e interessante blog che inaugura con “Quelle strane ragazze” la sua attività.

tuttatoscana libri

Daniela Alibrandi “Quelle strane ragazze”

“Splendida e misteriosa nello stesso tempo l’ambientazione che Daniela Alibrandi riserva a questo suo romanzo, già editato e vincitore del Premio Perseide del 2014, ma che viene dato nuovamente alle stampe nella sua veste completa e ampliata, libera dai vincoli delle regole concorsuali che lo volevano più snello. Sullo sfondo Roma, la sua città, e in particolare un quartiere che sa di magico e favolistico, quello che ha preso il nome dall’architetto Coppedè che lo realizzò nel primo trentennio del secolo scorso. E ritroviamo i luoghi dove si svolge la vicenda che la scrittrice ci presenta con dovizia di particolari e ce li fa “vedere”, palcoscenico scenografico ad una storia incalzante, indecifrabile come un codice segreto, e inattesa, come le facciate dei palazzi che vi albergano: il Villino delle Fate, l’arco d’ingresso con il suo monumentale lampadario in ferro battuto, e soprattutto la fontana, la fontana delle rane che gorgoglia e canta le sue melodie d’acqua…. Continua a leggere

https://tuttatoscanalibri.com/narrativa/daniela-alibrandi-quelle-strane-ragazze/ 

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Il libro è immediatamente disponibile in versione cartacea al seguente link, https://www.youcanprint.it/fiction/fiction-thriller/quelle-strane-ragazze-9788827812662.html

ma dalla fine della prossima settimana potrà essere ordinato e prontamente consegnato  nelle 4.500 librerie indicate nella mappa interattiva che troverete entrando nel seguente link.  https://www.youcanprint.it/librerie-in-italia-self-publishing.html

Basterà cliccare sulla regione di appartenenza per individuare la libreria più vicina. Inoltre, al di là di quelle indicate nella mappa, il romanzo potrà essere ordinato da TUTTE le librerie sul territorio nazionale tramite la piattaforma Fastbook. Presto il romanzo, anche in versione ebook, sarà disponibile presso Feltrinelli, Mondadori, Amazon, in Italia e all’estero.

https://www.youcanprint.it/librerie-in-italia-self-publishing.html

                                      FACSIMILE MAPPA DELLE LIBRERIE
Mappa dell'Italia
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I MISTERI DEL VASO ETRUSCO - recensioni, LE NEWS, Le Recensioni

La recensione di Marta Geri


Nella nuova opera, l’autrice Daniela Alibrandi ci sorprende ancora una volta, regalandoci qualcosa di diverso da quello a cui ci aveva abituato: una storia quotidiana, uno spicchio di vita di una famiglia dei nostri giorni che vive le ansie, le difficoltà, le gioie, gli amori, le delusioni e le sorprese comuni.

La famiglia di Mirko, Rosy e Adele è una famiglia in cui regna un forte reciproco affetto, reso tanto più tenace da tragiche esperienze vissute nel passato. I personaggi si trovano a combattere sfide legate alla difficoltà economica che può costringere a considerare l’idea di abbandonare il proprio nido e i propri affetti, al dolore della malattia acutizzato dall’impossibilità di trovare persone competenti cui potersi affidare, alla lotta di chi riconosce i limiti della propria istruzione e tenta di riscattarsi. Emerge anche il fastidio di vivere in un piccolo centro con i suoi pettegolezzi, rivalità e antipatie, che però è anche una potente risorsa perché, tuttosommato, vi sopravvive l’umana compassione e la collaborazione nel momento del bisogno.

Il racconto è dunque uno spaccato di vita, di un paese e di una famiglia, animato dall’intrecciarsi di vicende ed emozioni di più generazioni che convivono, nonni e nipoti. Non si può però definire frettolosamente questo libro come un romanzo verista, o un romanzo storico, come ho definito altri dell’autrice, perché qui il contesto storico fa solo da sottile cornice. La penna dell’autrice è come la pennellata veloce di un quadro impressionista: non indugia nella descrizione fisica, ma tratteggia le emozioni che ora un periodo storico, ora un luogo, ora un personaggio suscitano in chi ci vive o lo incontra. Così io sono sicura senza ombra di dubbio di aver riconosciuto quella casa, quella farmacia, quella parrucchiera del mio paese, ma in realtà quel luogo può essere qui o altrove, in questo tempo o in un altro a seconda dell’occhio del lettore che interpreta quell’emozione abilmente trasmessa dal testo.

In questo modo l’autrice offre una grande opportunità al lettore, quella di partecipare all’esperienza autoriale, la possibilità di rendere più viva e più personale la storia che sta leggendo, perché è il suo bagaglio di conoscenza di luoghi e persone che dà completamente vita ai personaggi e agli spazi del racconto. L’autrice riesce a compiere ciò scrivendo una storia piana che si svolge secondo il ritmo della quotidianità, dove gli unici balzi temporali sono i ricordi dei protagonisti; dove la drammaticità che essi sperimentano non è mai superiore a quella che il comune lettore può aver sperimentato e quindi riconoscere; così anche la comicità, nel racconto così come nella vita reale, ha la forza di affacciarsi nella drammaticità delle situazioni e nei momenti di massima tensione, può ad esempio avere le sembianza di una parola storpiata come spesso accade di fare a nonna Adele…anche in questo caso Daniela trova sempre la soluzione brillante che strappa una vera e prepotente risata.

È un libro che si può leggere tutto d’un fiato, ma che consiglio di assaporare lentamente affinché ai sentimenti e alle emozioni rinchiusi nel profondo dell’anima del lettore sia concesso il tempo di riemergere, risvegliati dalla lettura, e di dare a loro volta vita e consistenza al racconto.

Ancora una volta ringraziamo Daniela per questa avventura ed esperienza che ci fa vivere…buona lettura.

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I MISTERI DEL VASO ETRUSCO - recensioni, LA PAROLA AI LETTORI, Le Recensioni

E’ più quello che un autore riesce a dare al lettore o ciò che riceve da chi legge?


La domanda resterà senza risposte, così come a me è capitato di rimanere senza parole davanti alla determinazione, alla delicatezza e perfino alla dolcezza con cui è scritto questo pezzo… è da leggere!

Un altro capolavoro di Daniela Alibrandi. Non è un thriller, ma ti cattura l’attenzione come se lo fosse. Lo avverti subito, quando già all’inizio ti senti immerso, senza neanche accorgertene, nell’atmosfera di quel borgo montano, di origini etrusche, dalla cui piazza centrale si poteva scorgere “una striscia di mare perennemente azzurra”. Un luogo abitato da gente semplice, adagiato in un circolo chiuso di affetti, di pettegolezzi, di solidarietà. L’autrice, come sempre, riesce a darci l’affresco sociale di questa comunità della provincia italiana, popolata da tanti personaggi diversi, ma accomunati da un atavico senso di appartenenza “al paese”, alla cultura contadina, alla vendemmia, all’odore del mosto che diventa vino. Poi, all’interno di tutto ciò c’è la famiglia, la grande presente nella multiforme letteratura della Alibrandi. La famiglia con le sue dinamiche interne, declinate sia nel bene che nel male. Qui però c’è solo il bene palpabile, c’è il sublime racconto degli affetti. Qui c’è un’anziana signora, nonna Adele, che dopo la morte della figlia e del genero, con la sua tenacia, diventa la guida concreta di quel che resta della famiglia. Figura che non delude, fortemente affettiva e accudente, che i due nipoti bonariamente prendono spesso in giro per i suoi frequenti strafalcioni. C’è la paura, del tutto attuale, di dover emigrare o perdere il posto di lavoro per progetti di delocalizzazione dell’industria. C’è l’intrecciarsi di due storie d’amore, entrambe di una purezza incredibile. C’è anche l’amore fisico, che trova rifugio tra le ombre di una necropoli etrusca. L’amore e la morte.  La morte lontana, scolpita nei sarcofaghi e nella sacralità di un popolo antico e misterioso,ma presente e palpabile in quelle stanze fredde. Scene d’amore, raccontate con grande stile ed eleganza. C’è il vaso di Bemberly, eccolo, col suo simbolismo, eccolo, con le sue raffigurazioni enigmatiche che ricompongono e chiudono quel circolo di affetti che ha percorso tutto il romanzo. C’è il finale bellissimo, come tutti i finali di questa grande scrittrice, ove il dolore è raccontato con sussurri, come nei versi di una poesia o nelle scene di un meraviglioso sogno.

Bruno Brundisini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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LE NEWS, Le Recensioni, UNA MORTE SOLA NON BASTA - Le numerosissime recensioni

Daniela Alibrandi | Una morte sola non basta — Il giro del mondo attraverso i libri


Periodo storico, titolo, intreccio e ambientazione sono quattro elementi che mi hanno intrigata quando l’Autrice mi ha scritto per propormi la lettura del suo ultimo romanzo. “Una morte sola non basta” di Daniela Alibrandi (Del Vecchio editore, 406 pagine, 19 €) è un libro molto corposo e coinvolgente, che attraversa un ventennio di storia italiana, […]

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“Una morte sola non basta”- Recensione di Salvina Pizzuoli per Prosa e Poesia


Daniela Alibrandi – Una morte sola non basta

Recensione di Salvina Pizzuoli

UNA MORTE SOLA NON BASTA

Un incontro casuale, due esistenze, due mondi, uno popolare e l’altro borghese, nella Roma dell’immediato dopoguerra, s’incrociano su di una panchina di spalle alla pineta del Forlanini, il sanatorio, fuori dal nosocomio dove una nuova vita ha visto la luce e un’altra che vi è appena entrata è già segnata dal dolore e dall’assenza degli affetti fondanti; così il lettore, come lo spettatore di un film neorealista, viene introdotto nelle esistenze dei protagonisti: in un caso ai limiti dell’indigenza, ma dove nonostante tutto riesce a fiorire l’amore, come un fiore tra le miserie umane scaturite dall’ignoranza e dall’essere ai margini, malvissuti e derelitti, dentro quello spazio dell’anima in cui rancore e amore fanno rima; nell’altro anche chi gode di un certo benessere non per questo è immune da indigenze, sebbene affettive.

L’Autrice, la cui scrittura scorre piana e lineare lungo le pieghe del raccontato, sa avvicinare il mondo dell’Italia del dopoguerra al lettore cui diviene familiare perché sa punteggiarla di canzoni, di luoghi, di abbigliamenti, di abitudini di vita che come pietre miliari ne segnano il tempo, trascorrendo tra le deprivate realtà dei protagonisti: tre cucchiaini d’olio sono uno spreco ma l’egoistica esecuzione di qualcuno che ha la sola colpa di turbare un equilibrio di egocentrismi, lo rendono necessario; e nel rovescio della medaglia anche i meno sguarniti, i più agiati, quelli che possono permettersi di andare a Ostia e vedere il mare e che posseggono una loro automobile privata, ma anche quelli che ci si ammazzano andando a tutta velocità, non sono esenti da miserie anch’esse umane, umanissime, di solitudini e carenze affettive.

Le due storie corrono parallele in un primo momento l’una sbilanciata rispetto all’altra camuffata dentro un alone amoroso ma che lascia intuire al lettore le fasi del procedere: il dramma è nelle righe della storia che l’Autrice tratteggia sullo sfondo di quella del periodo che la inquadra e dove Roma rivive alla luce di quei ricordi che il tempo accumulato e trascorso spinge a riassaporare: pagine che la scrittrice sa dedicare alla sua città.

Nello scenario dell’Urbe che si trasforma dal dopoguerra al boom economico le due giovani protagoniste sono diventate due ragazze, infelici e sole nella realtà della propria esistenza, l’una con i suoi spettrali ricordi l’altra subendo ancora, vittime ancora: mentre all’inizio le loro giovani vite si muovevano tra l’amore e l’egoismo ed erano bersagli innocenti di menti turbate da ignoranza e presunzione di sapienza, o in un panorama che sordidamente le costringeva e stritolava, nella realtà nuova s’incontrano e si sostengono, riconoscendosi entrambe sole e bersaglio della sorte e di quegli esseri umani che per viltà avevano agito, taciuto, approfittato all’ombra di una “fede” con i suoi riti e le sue promesse.

L’autrice disegna il mondo interiore di tutti i protagonisti: tra ambiguità e grettezza emotiva le psicologie adulte, nel dibattersi di ali ferite quelle delle giovani, con le proprie risposte, di chi subisce violenze e psicologiche e corporali. Oltre ad una spiccata sensibilità il lettore attento può cogliere la ricerca e la documentazione che sono state necessarie all’Autrice per poter descrivere i moti dell’animo di chi ha sofferto tali tragedie.

Una storia cruda, dal finale imprevedibile che da una parte soddisfa nel lettore un senso di giustizia e dall’altra lascia amare e aperte considerazioni; una storia che scorre piana per una scrittura senza fronzoli e costruzioni, quasi a rispecchiare e sottolineare un procedere ineluttabile.

Interessanti le pagine che costituiscono l’Epilogo: alcuni articoli di giornale del periodo e alcune note di approfondimento: quale il nesso tra la storia narrata e il contenuto delle cronache da Il Messaggero del 6 Luglio 1973? Riportano notizie reali o un messaggio dell’Autrice?

Le note di approfondimento incuriosiscono sia chi non riesce a trovare traccia nella sua memoria di personaggi allora famosi, di locali alla moda e frequentati, di leggi che hanno segnato un punto fermo sulla tela del tempo, sia chi quel periodo lo ha vissuto: è l’incontro con vecchi amici e la possibilità di valutare avvenimenti alla luce delle conseguenze successive. “Una morte sola non basta” è infatti un romanzo che sa lasciare il segno non solo per le vicende crude che racconta ma anche perché offre la possibilità di raffrontare ieri con oggi impossessandosi di quella chiave che solo la storia e la microstoria possono e sanno comunicare: comprendere e imparare dalle esperienze degli altri, quelli venuti dal passato.

E nell’ultima pagina una foto a corollario: via Cristoforo Colombo, all’epoca una grande strada “vuota”, con tre giovani in primo piano e il palazzo della civiltà dell’Eur sullo sfondo.

Buona lettura!

 

Daniela Alibrandi – Una morte sola non basta – Del Vecchio editore, Roma 2016

Euro 19,00

S. Pizzuoli

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Grazia Giordani per il quotidiano L’Arena di Verona


Uno degli articoli più belli scritti su “Una morte sola non basta”

 

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Recensione di Andrea Terzi, quando il romanzo diventa epopea,


Una Morte Sola Non Basta

Scritto da Andrea Terzi.

Ci sono romanzi di troppo, ed altri che al contrario sono troppo. È questione di qualità.

Di solito, nei volumi ponderosi, non ne trovo che uno, di volume: il più basso, inadeguato ai miei gusti. Dice Ozzy che se il volume è troppo alto, tu sei troppo vecchio, e nell’ultimo romanzo di Daniela Alibrandi il troppo è il primo dei sensi. Dalle descrizioni minuziose, da entomologa del linguaggio, ai singoli ritratti dei personaggi.
Ero stranito all’inizio, rivendicavo il diritto a immaginarli un po’ anch’io. Poi ho capito che quella era la giusta misura, in quanto adatta a tutto il racconto, ambientato fra gli anni Cinquanta ed i Settanta, un periodo storico che i miei coetanei ricordano bene, ma i nostri figli, e talvolta i nipoti, no. Tanti non l’hanno neanche sfiorato, ecco quindi che le gestualità, gli usi, l’ambiente, hanno bisogno di una precisione a cui la mia fantasia si ribellava. Lo stesso vale per i luoghi, i prodotti (che flash il Sidol!) e i paesaggi, i soprannomi, gli eventi, le auto, i cantanti, i politici: chiedono il piacevole sforzo dello scrupolo per dare alla memoria un corpo oltre che una traccia di spirito. E così comincia la proiezione, il film interiore. Su carta, ma vivo e palpitante nella memoria. Due presenze femminili, e due estrazioni sociali differenti, seguite fino dalla nascita. Una borghese, ligia al culto delle apparenze, ai codici casti e a quel perbenismo di convenzione che maschera di bontà la ferocia; l’altra proletaria, dura di stenti e di oltraggi, privazioni, con l’etichetta dell’etica bassa e della fatica, mai libera dai mali del male.
Soprattutto per le figure maschili, simboli dei guasti sociali e “punti di luce spenta” quel troppo, poco o tanto esso sia, è insostenibile. In quell’atmosfera di losca, segreta ambiguità, il troppo domina ogni cosa, e condiziona la vita di Ilaria e Michela. Il boom economico dell’Italia, l’espansione edilizia che si mangia il territorio e chiazza le periferie di caseggiati illividiti, la lotta politica e sociale, la contestazione, lo spettro del benessere che porta dovunque le vetture e da nessuna parte gli uomini, con tutti i loro vizi e le debolezze; il troppo delle attenzioni perverse di zio Enzo per Ilaria che cresce al passo con tempi che lui non riesce a seguire, tempi sventrati dal languore con cui spesso li si guarda pensando al passato. La Alibrandi non fa neppure una concessione alla pietà, che manca ai parenti stretti dei due nuclei familiari: ora per la violenza del sesso, ora per il morbo della superstizione, la piaga delle sette. E nel troppo la paura non ha confini. Nell’età di cappuccetto rosso, i cappucci che guardano Michela sono neri, e intorno hanno candele di cera scura, gesti arcani e apotropaici, sporchi di sangue e della nausea dell’occulto. E lasciano cicatrici fonde nella lotta di ogni giorno: «A tanti anni di distanza, lei continuava a lottare per il bene di sua figlia. Michela non le dimostrava riconoscenza per i sacrifici fatti, anzi la guardava sempre in modo tale da farla sentire in colpa, ma Annamaria faceva finta di niente, cercando solo di non contrariarla mai. Anche per questo non si era mai instaurato un vero dialogo tra loro. Ormai era solo una mamma che si affaticava cercando di soddisfare tutti i desideri della figlia adolescente, e una figlia che non era mai contenta di niente, facendole costantemente sentire di non aver fatto abbastanza.» Annamaria è una madre – come tutti i genitori, nel libro – incolpevole, messa in minoranza dai guasti oggettivi di invidia, ignoranza e crudeltà delle cognate. Le macabre esperienze dell’infanzia, unite agli stereotipi ed ai pregiudizi, segnano le persone in modo profondo: «Se quello era stato l’inizio dei suoi problemi e squilibri, bene, allora voleva dire che era proprio lei ad essere pazza e nessuno avrebbe mai più potuto aiutarla. Mentre osservava ogni tanto i sorrisi rassicuranti di Ilaria, lei si sentiva sprofondare in una voragine di paure ancora peggiori di prima. Distaccata dalla realtà e chiusa nel mondo dei folli, le voci l’avrebbero avuta vinta e non ci sarebbe mai stato posto per l’amore o la felicità. Ora si sentiva gelida dentro e fuori, sospesa nel mondo di chi, nel tempo, sarebbe stato volentieri dimenticato.»
Eppure, nonostante la pressione del male, la goccia della coscienza ne penetra l’arida pietra, ed apre una crepa in cui filtra la luce di un qualche riscatto.
L’autrice non teme di mettere in scena il troppo delle angosce e della pubertà violata, l’intreccio di amori e ribellioni tra «invidie e vecchie faide createsi nel corso degli anni» con quel suo linguaggio da biografa della convulsione. Disegna uno spiraglio in cui le due ragazze, adesso ventenni, possono scegliere di gettarsi verso l’uscita o temere di restare abbagliate, prigioniere ancora una volta nel gioco cinico della violenza che segna le esistenze, una violenza fisica che lascia ferite sullo spirito, e costringe anche la mite Ilaria ad alzare la voce, a perdere le staffe, a nascondere al fidanzato l’orrore degli stupri subiti dallo zio. Di pagina in pagina vengono a galla i segreti di entrambe le giovani, che si svelano piano piano con la confessione quotidiana dell’amicizia – la più efficace terapia – prima di un finale mozzafiato.

Recensione KulturalUNA MORTE SOLA NON BASTA

http://www.kultural.eu/component/content/article/1291-una-morte-sola-non-basta

http://www.delvecchioeditore.com/libro/cartaceo/227/una-morte-sola-non-basta

 

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