La prima nazionale della Trilogia Crimini del Labirinto non è stata la classica presentazione di un libro, ma un vero e proprio viaggio tra linguaggi diversi, capace di coinvolgere il numeroso pubblico dall’inizio alla fine. L’incontro si è distinto per la sua originalità e per la capacità di creare un’atmosfera accogliente, elegante e sorprendentemente intima, pur svolgendosi in uno spazio ampio come l’Acme Studio di Ladispoli. Un contesto che ha favorito l’ascolto, la partecipazione e un dialogo autentico tra gli ospiti e i presenti.
FOTO DI MAURO ZIBELLINI, che ringrazio di cuore.





Molto seguito il bellissimo dialogo con la giornalista Barbara Pignataro, che con molto tatto e precisione è riuscita a sviscerare le trame e le riflessioni che i tre romanzi offrono, coniugandole con le ambientazioni e il particolare periodo storico e sociale vissuto da Roma e dall’Italia negli anni Ottanta. Una analisi condotta in modo impeccabile e di grande interesse.




Particolarmente apprezzate sono state le proiezioni dei video proposti, con richiami alle trasmissioni RAI che si sono occupate delle trame dei romanzi, e delle immagini scelte, tra cui alcune storiche e uniche, che hanno accompagnato il pubblico in un percorso visivo di grande impatto emotivo. I contenuti multimediali non hanno rappresentato un semplice supporto, ma una parte integrante dell’incontro, contribuendo a valorizzare temi, atmosfere e significati del romanzo, enfatizzando le atmosfere da cui ho tratto le mie ispirazioni. Le immagini quindi hanno dialogato con le parole, arricchendo la narrazione e stimolando l’immaginazione degli attenti spettatori.



Di alto livello anche gli interventi dei professionisti invitati, che hanno saputo offrire punti di vista diversi e complementari. Le loro riflessioni hanno approfondito gli aspetti scientifici, storici e archeologici oltre a quelli umani dell’opera. E non era facile, dovendo descrivere tre thriller autonomi e dalle ambientazioni diverse, dai cunicoli sotterranei del quartiere Prati, ai sotterranei Vaticani per finire all’Aventino, al Rione Monti e al laghetto dell’EUR. Tre MultiDimensionCrime, ognuno con personaggi inquietanti, animati da problemi psichiatrici. Il criminologo forense Gianluca Di Pietrantonio ha delineato le varie patologie che portano a delitti di impeto, come a delitti seriali e ha incantato la platea descrivendo quali sono le sensazioni che si provano nel dover valutare un personaggio che è un probabile assassino. Lo speleologo romano Fabrizio Baldi ci ha condotto invece a scoprire alcuni particolari inediti del sottosuolo romano, focalizzando l’attenzione sulle coincidenze esistenti tra gli aspetti letterari espressi dal mio lavoro e le antichità esistenti al di sotto della superficie. Emblematico è stato il raffronto tra ciò che emerge in “Delitti negati” e quello che racchiude la Basilica di San Pietro nelle sue segrete. ( Da “Delitti negati”, secondo romanzo della trilogia, la descrizione della cupola di San Pietro: Era quello il momento nel quale alla luce del giorno si sostituiva quella dei riflettori, che ne esaltavano la sacra architettura a duplice calotta, con i contrafforti del tamburo a doppie colonne e l’alternarsi delle finestre triangolari a quelle circolari. Quel rincorrersi di assetti era tutto inteso a enfatizzare lo slancio verso l’alto della cuspide con la sfera di bronzo e la croce. E la struttura era di per sé una immensa preghiera, rappresentava l’infinita supplica del genere umano nei confronti di Dio.) Ogni contributo, quindi, ha aggiunto un tassello alla comprensione del progetto, mantenendo sempre viva l’attenzione del pubblico.





Uno dei momenti più intensi è stato senza dubbio quello dedicato alla recitazione teatrale affidata al regista e attore Agostino De Angelis e agli attori Stefano e Samira Ercolani della sua Academty for Theater, Cinema and Cultural Heritage. Gli attori, con interpretazioni coinvolgenti e ricche di sensibilità, hanno dato voce ai personaggi e alle emozioni della Trilogia, rendendo la narrazione viva e tangibile. Una “nomination” speciale per la giovanissima attrice Samira Ercolani, che è un talento già evidente. La forza espressiva della performance ha conquistato la platea, che ha seguito ogni scena con grande partecipazione, lasciandosi trasportare dalla profondità dei testi e dall’intensità delle interpretazioni.





La scelta di rinunciare alla vendita diretta del libro ha confermato la natura esclusivamente culturale dell’iniziativa, lasciando spazio all’incontro, al dialogo e alla condivisione. Al termine della serata, ho voluto salutare i partecipanti con un segnalibro raffigurante la copertina del romanzo, accompagnato da una dedica personalizzata: un ricordo semplice ma significativo di un’esperienza che ha lasciato il segno. Ed è stato bello anche apporre la dedica sui miei libri che alcuni dei presenti già possedevano. Un format originale e coinvolgente che dimostra come la promozione di un’opera possa trasformarsi in un’occasione di incontro tra arti diverse, capace di emozionare, far riflettere e creare un rapporto autentico con il pubblico.


Un ringraziamento agli organizzatori e alla loro accoglienza impeccabile, al folto pubblico convenuto e a tutti coloro che hanno reso la serata un ricordo indelebile!
Ed ecco la slide con alcuni scatti presi durante l’incontro:

Gli attori Agostino de Angelis e Stefano Ercolani. Sullo schermo la foto dei tre romanzi in pubblicazione singola che compongono ora la Trilogia del Labirinto. I libri si trovano in edizione italiana nella biblioteca di Harvard e nella Public Library di New York

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