L’evento culturale che si è svolto ieri in uno dei siti archeologici più affascinanti della Capitale è stato di straordinario impatto, registrando una partecipazione eccezionale: sala gremita e numerosi posti in piedi nell’affascinante Antiquarium, a testimonianza di un interesse autentico e diffuso. La cornice storica delle Case Romane del Celio, carica di suggestioni e memoria, ha contribuito a rendere l’incontro un’esperienza immersiva e unica, capace di coniugare cultura, letteratura, teatro e approfondimento scientifico.

Al centro dell’attenzione, il mio romanzo “I delitti della Vergine” (Morellini Editore), nelle descrizioni della promotrice di lettura Giorgia Gioacchini, che ha delineato le affascinanti ambientazioni scelte nelle profondità dell’Acquedotto Vergine, un luogo invisibile eppure vitale per la città, che nella narrazione diventa spazio simbolico e allo stesso tempo dinamico. Il pubblico ha seguito con grande partecipazione il racconto della trama e dello stile narrativo, apprezzandone la capacità di fondere tensione, introspezione e stratificazione psicologica, in una scrittura che scava non solo negli spazi sotterranei, ma anche nelle zone più complesse della mente umana.


Di grande interesse l’intervento del criminologo forense dott. Gianluca Di Pietrantonio, che ha approfondito gli aspetti psicologici dell’opera, soffermandosi sulle diverse sfumature del disturbo mentale e su come determinati comportamenti possano essere letti, interpretati e diagnosticati. Un contributo che ha arricchito il dialogo, mostrando come la letteratura possa diventare uno strumento efficace di analisi e riflessione sulle fragilità dell’essere umano.


A completare il percorso, l’intervento dello speleologo romano Fabrizio Baldi, che ha condotto il pubblico in un viaggio sensoriale nelle profondità sotterranee, descrivendo le sensazioni del buio assoluto, un’oscurità totale in cui ogni riferimento visivo viene meno e nel quale alcune forme, come la mano davanti agli occhi, magicamente si materializzano solo nella percezione interiore. Un’esperienza limite, fatta di silenzio, ascolto e alterazione dei sensi, che ha trovato un potente parallelismo con le atmosfere del romanzo.

Momento di particolare intensità è stato infine quello dedicato alla recitazione magistrale dell’eccezionale regista Agostino De Angelis e dei magnifici attori della sua Academy for Theater, Cinema and Cultural Heritage: Riccardo Frontoni, Stefano Ercolani e la giovanissima e talentuosa Samira Ercolani, capace di restituire con straordinaria intensità il terrore e la vulnerabilità della vittima. Le loro performance hanno amplificato la forza evocativa del testo, trasformando le parole in immagini vive e donando al pubblico tutta la tensione emotiva e simbolica della storia.








L’evento si è così configurato come un incontro riuscito tra discipline, linguaggi e sensibilità diverse, coinvolgendo il raffinato pubblico su più livelli: emotivo, intellettuale e sensoriale. Un successo che conferma quanto la contaminazione tra letteratura, scienza, teatro e luoghi della memoria possa generare esperienze culturali di alto valore e grande partecipazione. Ringrazio di cuore chi ha partecipato e condiviso le forti e genuine emozioni che hanno caratterizzato l’incontro.




Un ringraziamento particolare a CoopCulture, alla dott.ssa Irene Pignatelli e allo staff delle Case Romane del Celio per aver ospitato l’evento e per l’organizzazione impeccabile che ha previsto, al termine della presentazione, l’offerta di una visita guidata gratuita. Bravissime archeologhe, infatti, hanno condotto il pubblico in un viaggio palpabile attraverso secoli di storia, svelando i misteri più nascosti legati a quelle antichissime mura.
https://www.caseromanedelcelio.it/
Ed ecco una carrellata di immagini nello slide show che segue:


https://danielaalibrandi.com/2025/07/04/dove-acquistare-i-delitti-della-vergine-morellini-editore/



















