Anni fa, durante una di quelle passeggiate che l’estate romana invita a fare, sono entrata quasi per caso nel quartiere Coppedè, o Magico, come viene non a caso definito. Una zona circoscritta, che si sviluppa attorno alla pittoresca Piazza Mincio, dov’è forte il gorgoglio della fontana delle rane. Mi accorsi subito di essere immersa in un’atmosfera diversa, misteriosa e favolistica. Mi sembrò addirittura che cambiassero i fattori climatici all’interno di quel perimetro. Di fronte a me il Villino delle Fate, con i chiari richiami alla bellezza di Firenze e Venezia, più in là il Palazzo del Ragno, alle mie spalle l’arco immenso tra i palazzi degli Ambasciatori, illuminato dallo splendido lampadario in ferro battuto. Fui rapita da una magia indefinibile che divenne subito fonte di ispirazione e che concretizzai con la scrittura di un libro molto particolare, “Quelle strane ragazze” (Premio Letterario Perseide 2014). Nel romanzo una delle protagoniste, Roberta, si trova a passeggiare per quelle vie e a lei ho affidato il mio pensiero:
” Inutile cercare di distrarsi, riferendosi allo studio
iconografico dei vari e a prima vista casuali elementi
artistici ostentati nelle varie costruzioni. Roberta preferì
rilassarsi facendosi cullare dall’atmosfera onirica che
emanavano le decorazioni dorate, i riferimenti antichi. Le
torrette con i tetti spioventi, i biscioni che costituivano il
parapetto di piccoli e deliziosi balconi la riportavano alle
fiabe che lei immaginava da bambina.<
sguardo per notare quanto sfugga ai miei occhi!>>
pensava tra sé, mentre si stupiva nel notare per la prima
volta quante immagini di animali venissero riportate nelle
decorazioni. Il suo sguardo andò come in un vortice dai
cavalli ai coccodrilli, dalle rane ai serpenti fino a che sentì
che la testa le girava piacevolmente, come presa in uno
splendido turbine. Una sensazione unica e indimenticabile. “ Da “Quelle strane ragazze” p. 132
Oggi ho avuto una magnifica sorpresa. Le pagine Facebook Quartiere Coppedè e Piazza Mincio, che ringrazio di cuore, hanno dedicato al mio libro uno spazio meraviglioso. Per me una profonda emozione!
In libreria e nei negozi on line, in edizione cartacea ed e-book, in Italia e all’estero
Il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999.
Questa è la definizione ufficiale del significato dato alla ricorrenza. A cosa tutto ciò corrisponda, però, e a quello che una violenza subita possa rappresentare nella vita di una donna, o ancora meglio di una ragazza che diventerà donna, quello si scopre solo “vivendo” ciò che nessuna femmina dovrebbe mai provare.
La violenza ha ispirato spesso i miei romanzi. Violenza intesa nel significato più puro o nella sua subdola perpetrazione a danno di un essere inerme o debole, come un bambino o come a volte può essere una donna. E’ per questo che ho dato vita a una nuova promozione gratuita del mio primo romanzo, che inizia oggi 23 novembre per terminare proprio domenica 25.
“Nessun segno sulla neve”, infatti, affronta in modo originale e inaspettato la piaga della violenza sulle donne. Solo chi lo ha letto e apprezzato sa di cosa sto parlando. Questo libro ha ottenuto molti riconoscimenti in Italia e all’estero ed è tuttora tra i primi Best Seller di Amazon. (Premio Letterario Nazionale Circe 2013, evento culturale dell’ Estate Romana, più volte Best Seller di Amazon, tradotto nell’edizione inglese e in catalogo presso l’Italian & European Bookshop di Londra).
Vi invito a conoscere la storia che ha toccato in modo indelebile la sensibilità di tanti lettori
Violentare un bambino per trasformare il periodo più spensierato e luminoso della sua vita in un atroce e lugubre marchio nell’anima, che segnerà il suo percorso futuro. E ci sono tanti modi per farlo, non solo attraverso la vigliacca violenza fisica, ma anche tramite una odiosa, subdola e crudele violenza psicologica. Mi è stato sempre molto a cuore questo argomento e ho scritto un’infinità di pagine al riguardo. Due dei miei libri trattano in modo crudo e senza filtri questo argomento, “Una morte sola non basta” e “Nessun segno sulla neve”.
“Una morte sola non basta”, Del vecchio Editore 2016, segue la vita di Ilaria e Michela dai loro primi giorni fino alla adolescenza. Sono due creature che nascono negli anni Cinquanta, vittime ognuna di una forma diversa di violenza privata. Quelli erano gli anni nei quali non esisteva ancora il telefono azzurro e non si prestava molta attenzione ai disagi infantili. All’epoca era molto più facile esiliare nelle classi scolastiche differenziali o nelle scuole speciali i piccoli che manifestavano dei comportamenti difficili.
Alla trama fa da cornice la città di Roma, dipinta nelle sue atmosfere, dalla semplicità degli anni Cinquanta, al boom economico dei Sessanta fino alle contraddizioni che hanno caratterizzato gli anni Settanta. Il libro è stato definito un grande romanzo (neo)realista, ed è fornito di note di approfondimento che riguardano la trasformazione della società italiana, anche tramite il percorso legilativo.
Il quotidiano La Repubblica mi ha definito, proprio in occasione dell’uscita del libro, “Una scrittrice appassionata e onesta, senza artifici”. Anche se la lettura è scorrevole non è certo una lettura leggera, le descrizioni non sono edulcorate, ma leggerlo può rappresentare un viaggio nell’animo umano e nella storia della nostra società che lascerà il segno.
Il libro sarà presente a Piùlibripiùliberi 2018 ed è disponibile in tutte le librerie e nei negozi online
Sono tornata, dopo tanti anni, a passeggiare per Viale Marconi, il quartiere romano che frequentavo all’epoca del liceo. Ripercorrere quel viale e le stradine che vi confluiscono mi ha riportato indietro alle passioni e alle illusioni che hanno caratterizzato un periodo così importante per me e per chi è cresciuto insieme a me.
Viale Marconi, Via Nistri, Via Gherardi, Piazza Fermi, mi è sembrato di udire ancora l’allegro vociare dei tanti giovani che uscivano da scuola, avvolti dalla freschezza dei primi amori, e animati dalla forza di nuove e affascinanti convinzioni. Le loro infinite passioni per la musica e l’arte ancora vibravano nell’aria, insieme alle disperazioni di quella generazione. Tanto è cambiato da allora, adesso i marciapiedi sono affollati dalle bancarelle, le lingue parlate sono molteplici, il traffico congestionato e il quartiere ha ceduto il suo aspetto signorile in favore di una variopinta moltitudine. Ma chiudendo gli occhi sono riuscita a sentire ancora il profumo che c’era nell’aria in quel tempo poi non così lontano.
La nostalgia mi ha indotto a scrivere il mio primo libro “Nessun segno sulla neve”. In quelle pagine, vestendo i panni di un uomo, ho sfogato quanto di quel periodo è rimasto indelebile, e non solo in me. Infatti, quello che all’inizio sembra essere il protagonista, Francesco, al giorno d’oggi uno stimato oncologo, navigando in un social network si imbatte nel profilo della ragazza da lui amata durante gli anni del liceo, e si chiede se ricontattarla o meno. Si riapre così il mondo che lui credeva di aver dimenticato, e che ammette di aver tradito, esprimendo il suo rimorso nei confronti di quella giovane, adesso una donna matura. Il Sessantotto a Roma, vissuto tra i banchi di scuola, intonando le canzoni dei Beatles e lottando nelle manifestazioni. Le casacche di tela bianca trasparente e le camicie variopinte, i capelli lunghi e le minigonne. il cambiamento drastico della società italiana.
E un omicidio rimasto insoluto.
La vera protagonista del romanzo viene fuori lentamente, e prende la scena in punta di piedi, fino a dominarla tutta nelle ultime, strazianti, indimenticabili pagine del romanzo. E’ Milena, la cui storia rivela la vera posizione della donna negli anni della contestazione e il reale prezzo da pagare per raggiungere l’emancipazione.
“Nessun segno sulla neve” è stato amato, premiato (Premio letterario nazionale Circe 2013), celebrato (Estate Romana), apprezzato all’estero anche nella sua edizione inglese ed è tuttora tra i primi cento best seller di Amazon Italia, dopo esserlo stato in America, Francia, Germania, Regno Unito, Austria, Canada e Gappone.
Ci sarà un motivo che coinvolge i lettori fino all’ultima pagina!
“Il luogo dell’azione, che nella narrativa dell’Alibrandi non è mai un elemento accessorio, in questo caso assume una valenza straordinaria, fino ad assurgere a vero protagonista. Il Quartiere Magico, nel quale Dario Argento ha girato alcuni dei suoi capolavori come L’Uccello dalle piume di Cristallo, fatto costruire nei primi anni del 900 dall’architetto Coppodè, nella sua particolarità di spazio atipico, con palazzi dalle strutture un po’ fiabesche, cariche di decorazioni in una somma di stili presi in prestito da ogni epoca, romano, gotico, rinascimentale, barocco, gioca un ruolo fondamentale nel romanzo e il quadro che ne emerge è quello di un mondo a sé, una sorta di involucro chiuso rispetto alla frenesia e al frastuono che dominano nelle vie adiacenti. Un palcoscenico perfetto per thriller psicologico di grande effetto.
Giovinezza e Maturità. Vita e morte. Nostalgica rimembranza e rimozione.L’Amore, coniugato in tutte le sue espressioni, anche quelle erotiche (anche se solo accennate) e la Morte, che in questo caso assume persino sembianze antropomorfiche.Ma nel finale, drammatico e struggente, eros e thanatos trovano, ancora una volta, una loro composizione.”
Dalla recensione della giornalista Miriam Alborghetti
SINOSSI DEL ROMANZO: Siamo all’inizio degli anni Novanta, il muro di Berlino è stato abbattuto da poco, l’assetto politico mondiale sta rapidamente cambiando e si sperimentano nuove forme di spionaggio. Nel quartiere romano Coppedè o Magico, come viene comunemente definito, sta iniziando una nuova giornata e attorno allo scrosciare della Fontana delle Rane si tessono le storie di diversi personaggi. Un uomo è solo in casa, deciso stavolta a riuscire nell’intento di togliersi la vita. Di fronte, in uno dei misteriosi edifici, alcune ragazze svolgono il lavoro di impiegate presso una prestigiosa organizzazione internazionale, coordinate dalla anziana segretaria del direttore. Le vite e i destini dei protagonisti si intrecceranno in modo imprevedibile, nell’osmosi di vicende mutevoli, che segneranno per sempre il loro percorso. Il quartiere quieto e suggestivo, con i suoi richiami onirici ed esoterici, fa da cornice a una trama che, dopo aver sorpreso il lettore sin dalle prime righe, lo lascerà alle prese con un finale mozzafiato.
“No steps on the snow”, the English edition of “Nessun segno sulla neve”, in a great free promotion. Find the newest edition of this book that won several awards and was Amazon best seller in USA, Canada, Germany, United Kingdom and Japan.
“I’m a woman that writes about women. In this book you’ll find what it meant being a girl during the years of protests and female emancipation research… have a good read!”
“…..Protagonista vero dei libri di Daniela Alibrandi è l’indifesa innocenza, che l’egoismo di chi dovrebbe amarla o proteggere strazia, provocando conseguenze anche a distanza atroci, sia sotto forma di difesa dell’inerme, che di vendetta o ancora compensazione di un orribile vuoto creato. Che le vittime siano spesso di sesso femminile, è perchè chi vulnera è fisicamente il più forte, stato favorito tipico dell’ego prevaricatore, ma non mancano figure maschili, come lo stesso protagonista di “Nessun segno sulla neve”, la sensibilità del quale in ogni atto è oscurata da debolezza . I noir di Daniela sono una presa di posizione contro la violenza attraverso l’esito delle tremende distorsioni che produce, che il linguaggio espositivo netto e veritiero rende ancora più ineluttabile ed agghiacciante. Ogni frase è disposta a questo, ogni vocabolo, come precise frecce diritte al bersaglio dell’umano intelletto, perchè non le sia dato adito. La poesia cede, l’amore si raggela: la violenza uccide un’anima, e quella di chi la commette, e la muta in nulla ed in lemure diabolico...”
In giro per la nostra bella Italia, tra antichità, arte e gustosi sapori. Umbria e Toscana, un tuffo nell’Italia medievale e rinascimentale. Immancabile la visita alle isole del Lago Trasimeno, e un tour nei borghi antichi e suggestivi come Castiglione del Lago. Cortona, Arezzo e tanti altri luoghi, perle preziose da scoprire!
Si è svolto in un clima di riflessioni profonde e sentimenti vibranti l’incontro di ieri a Roma, presso la sede di Coaster, un delizioso spazio di coworking, coffice e bitzmatching nel quariere Prati. A presentare il mio libro è stato lo scrittore e poeta Bruno Brundisini, che è uno dei lettori più attenti e raffinati delle mie opere. Nella sua presentazione del libro “Una morte sola non basta”, infatti, oltre a proporre una analisi profonda delle tematiche trattate, è riuscito a offrire uno sguardo generale sulla complessità della mia attività letteraria.
Nel descrivere le prime pagine del romanzo, che si apre con l’incontro tra due uomini nel giardino dell’ospedale romano San Camillo, negli anni Cinquanta, Bruno Brundisini, che oltre ad essere uno scrittore è un dirigente medico, ha focalizzato la sua attenzione sui grandi cameroni di cui parlo nel libro, dove decine e decine di malati stipano i cosiddetti padiglioni, perdendo la propria intimità. Anche lui, nelle sue prime esperienze nei nosocomi romani di allora, ha potuto constatare delle realtà simili a quelle da me descritte.
Il suo scavare nella trama del romanzo mi ha fatto capire quanto di me e dei miei personaggi rimanga indelebile in chi legge e ama i miei libri. Mi sono emozionata ascoltando le sue parole, grata a questa passione che prende la mia anima e riesce sempre e costantemente a sorprendermi con soddisfazioni incredibili. Ho scoperto che lo stesso relatore aveva dato un titolo alle letture appassionate di alcune pagine, che l’attore Avio Focolari ha scandito in modo magnifico!
Le domande del relatore sono state argute e non vi nego che in alcuni momenti mi hanno colpito profondamente. Qui rispondo alla sua prima domanda: “Perché hai sentito la necessità di ambientare l’inizio della storia nella città di Roma, negli anni Cinquanta?” Ed è stato bello descrivere quella società semplice, ma piena di voglia di rcostruire, comparandola ai sentimenti che caratterizzano la società di oggi.
Abbiamo parlato delle prime feste che si iniziava ad organizzare in famiglia, nell’intento di dimenticare gli orrori della guerra terminata da poco.
E Bruno Brundisini, che ringrazio infinitamente per la disponibilità e l’impegno che mi ha voluto dedicare, è andato ben oltre con le sue domande, rispondendo alle quali è stato possibile sviscerare gli argomenti trattati nel libro, anche approfondendo gli aspetti sociali e filosofici legati al concetto del male, un dialogo che il pubblico in sala ha seguito con notevole attenzione.
Una tra tutte è stata la seguente: “Perché hai voluto affrontare il tema della violenza, quella più subdola che si vive all’interno della famiglia, e credi nella forza del destino che, come in questo caso, riesce a intrecciare due storie tanto complesse e drammatiche?” Lascio a voi questa considerazione, il male esiste in embrione o si costruisce per fattori diversi?
E infine ci siamo salutati con una riflessione sul ruolo della donna e sul suo percorso alla ricerca dell’uguaglianza tra i sessi. Questa la sua domanda: Tu scrivi di donne, e in questo romanzo hai fatto capire quanto sia cambiata negli anni la posizione della donna nella società italiana, quanto sia costata la ricerca di emancipazione femminile. Pensi che ci sia ancora molto da percorrere per le donne di oggi e di domani?
A mio avviso c’è molto ancora da percorrere, ho risposto, anche se molto è stato fatto. A questo proposito ho letto alcune righe che ho scritto parlando del femminicidio, in un articolo per Cultura al Femminile
“Per me il termine Femmina racchiude un universo complesso, morbido, luminoso, contrastante, passionale, profondo, divertente e soprattutto incompreso, forse proprio per l’imponderabile versatilità che contraddistingue la natura femminile in contrasto con la prevedibile natura maschile.” E ho aggiunto che “Per questo credo che la donna dovrebbe maturare la consapevolezza di possedere le sue peculiarità e capire, finalmente, che ottenere la parità con l’uomo, in alcuni casi, può essere addirittura riduttivo”, chiedendo scusa agli uomini in sala naturalmente.
In un clima di grande amicizia è terminato l’incontro. Ringrazio ancora il pubblico presente che ha scelto di trascorrere insieme a me e al mio libro un sabato mattina ancora assolato ed estivo. Un ringraziamento particolare va all’organizzazione e allo staff di Coaster, che ha ospitato l’evento e, oltre che a Bruno Brundisini, ad Avio Focolari, che si è reso disponibile nonostante i suoi pressanti impegni teatrali, e a Marilù Giannone, di Consul Press, la cui presenza e le cui domande hanno dato un tocco giornalistico all’incontro. Sul finire le foto di rito, con un magnifico bouquet di fiori rossi, un graditissimo omaggio a me e alla mia scrittura!
Ricordate, sabato prossimo, 22 settembre, alle ore 10,30 della mattina, presso Coaster, Via Caio Mario 14/B a Roma, un incontro davvero speciale con Il noir italiano. L’attore Avio Focolari reciterà alcune parti del romanzo “Una morte sola non basta” (Del Vecchio Editore), e con l’autrice Daniela Alibrandi dialogherà lo scrittore e poeta Bruno Brundisini. INGRESSO LIBERO E GRATUITO…non mancate!
La frase del titolo è ripresa dalla magnifica recensione al libro di Emma Fenu per Cultura al Femminile
“…Chi legge i suoi “gialli” non può che prendere la parte giusta. I suoi romanzi dalla prosa elegante, quasi leggera, senza remore espressive, sono una vera arma micidiale contro ogni tipo di persecutore, ipocrita o manifesto. Sono una via per meditare su come si può guarire da essi, sono certezza di fede in ciò che è, veramente, un autentico essere umano: un essere che ama.”
E già ripartiamo per una nuova avventura amici miei! Subito dopo il successo ottenuto al Castello di Santa Severa con il libro “Quelle strane ragazze”, si profila all’orizzonte un altro importante evento. Nella mattina di sabato 22 settembre, alle ore 10,30, al mio libro “Una morte sola non basta” verrà dedicato uno spazio letterario di grande interesse, presso la sede di Coaster-Coworking, a Roma Via Caio Mario 14/B. “Una morte sola non basta”, pubblicato da Del Vecchio Editore nel marzo 2016, inserito nella collana editoriale Formelunghe e definito dalla critica un grande romanzo (neo)realista, accende sempre maggiore interesse per i temi trattati e per le ambientazioni filmo grafiche della città di Roma, colta nel suo mutare dalla semplicità degli anni Cinquanta allo sviluppo economico dei Sessanta fino alle contraddizioni degli anni Settanta. Un viaggio attraverso l’animo umano, che non risparmia le perversioni e la crudeltà, e che rende onore all’affascinante cornice della Città Eterna.
A presentare il libro sarà lo scrittore Bruno Brundisini e la recitazione di alcune parti del libro sarà affidata alla voce dell’attore Avio Focolari.
Un’emozione inalterabile, quella che si prova leggendo la recensione di un lettore affezionato…grazie Giacomo!
“L’abilità con cui Daniela tesse la trama di un romanzo, intrecciando storie all’apparenza a se stante, è fenomenale. In “Quelle strane ragazze” sono stato preso nel consueto pacato modo, nella lettura delle storie dei vari personaggi e nulla mi ha indotto a pensare che ci fosse un nesso tra esse. Salvo poi arrivare verso le ultime pagine del romanzo e scoprire quanto invece fossero forti i legami al punto di sconvolgere, soprattutto in modo drammatico, la vita dei protagonisti. Daniela insegna che si può scrivere in modo semplice, senza parole o frasi ad effetto o cruente e toccare la sensibilità dei lettori in maniera molto profonda. Inoltre in questo capolavoro ho colto due grandi insegnamenti. La vita ci riserva sorprese e situazioni impensabili ed inimmaginabili che possono sconvolgerla radicalmente. L’altro insegnamento è che non sempre ci rendiamo conto dei tesori che possediamo, li sottovalutiamo, se non ignoriamo, fino a quando siamo sul punto di perderli o li perdiamo. È allora che lo capiamo e spesso, però, non si riesce a recuperarli. I libri di Daniela meritano di essere inseriti nei programmi di lettura nelle scuole. Ancora una volta, brava!”
Giacomo Messenio
Ho apprezzato profondamente la bellissima recensione, che mi ha colpito davvero tanto nelle ultime battute: “I libri di Daniela meritano di essere inseriti nei programmi di lettura nelle scuole”
Un evento memorabile, la presentazione del romanzo “Quelle strane ragazze” al Castelo di Santa Severa, organizzata da Coopculture e Med Cafè, che ringrazio per l’attenzione dedicata a me e al mio libro. L’atmosfera incantevole del castello medievale è stata la cornice ideale per parlare del romanzo, completamente ambientato nel quartiere romano Coppedè, o quartiere magico come viene comunemente definito. A introdurre i presenti nel climax di thriller psicologico è stata Giorgia Gioacchini, che ringrazio per la bellissima presentazione. Dopo aver fatto una rapida e accurata sintesi della mia attività letteraria e dei miei successi in Italia e all’estero, la Gioacchini ha sapientemente delineato i contorni di una trama complessa come quella narrata nel romanzo “Quelle strane ragazze”. La storia imprevedibile e coinvolgente, infatti, si svolge nel periodo storico, a noi vicino, successivo alla caduta del muro di Berlino. Come cornice una Roma segreta, alle prese con le nuove forme di spionaggio, come lo spregiudicato utilizzo delle “trappole di miele”. E nel ritmo sempre più pressante che pervade il romanzo, amore e morte caratterizzano le diverse storie umane apparentemente scollegate che troveranno, nel finale sorprendente, la loro drammatica composizione.
Un accenno anche al percorso di “Quelle strane ragazze”, stesura originale integrata e ampliata. La prima edizione del romanzo, infatti, vincitrice del Premio Letterario Nazionale Perseide 2014, era stata dimensionata per esigenze concorsuali (Come spiego nel seguente video, l’audio è in diretta e all’aperto!)
Ho avuto il piacere di avere con me Federica Scala, di Coopculture, che ringrazio per le sue emozionanti letture, oggetto di calorosi e ripetuti applausi. Riuscire a rendere la forza di un dialogo a più voci non è semplice e lei c’è riuscita in modo coinvolgente.
Purtroppo l’audio è all’aperto, ma il calore del pubblico è tangibile nell’applauso finale
Nel dialogo che è sorto con grande spontaneità, Giorgia Gioacchini e Federica Scala hanno fornito una visione generale dell’opera, investigando tutti gli aspetti, i personaggi, le ambientazioni, il pathos e le storie umane. Sono stati affrontati moltissimi argomenti, tra cui la violenza sulle donne e sui minori, l’occultismo e l’esoterismo, così come le ambientazioni storiche contemporanee che spesso si ritrovano nelle mie trame. Una conversazione che ha spaziato su vari argomenti tra cui, non ultimo, il periodo storico nel quale è ambientato il libro. I primi anni Novanta, subito dopo la caduta del muro di Berlino, mentre gli assetti mondiali si sgretolano e la necessità di carpire notizie porta all’utilizzo di spregiudicate forme di spionaggio. L‘atmosfera intima, interessante e gradevole ci ha accomopagnato al termine dell’incontro con la promessa di effettuare nel prossimo futuro una visita guidata al quartiere Coppedè, alla scoperta dei luoghi da me descritti nel romanzo.
Non c’è premio letterario più importante del ritorno delle emozioni da parte dei lettori, questo dico nel video, salutando il pubblico (L’audio è in diretta e all’aperto!)
Il 23 agosto alle ore 18,30 il thriller psicologico di Daniela Alibrandi “Quelle strane ragazze”, che ricordiamo ha vinto nella sua prima edizione il premio letterario nazionale Perseide 2014, verrà presentato presso il Med Cafè, nell’affascinante cornice del Castello di Santa Severa (Via del Castello, Via Aurelia Km 52,600). L’evento è organizzato da Coopculture e da Med Cafè nell’ambito della rassegna Il libro della settimana.
E la magia del Castello medievale di Santa Severa richiamerà l’ambientazione del libro, la cui trama si svolge completamente all’interno del quartiere romano Coppedè, o Magico, come viene comunemente definito. Il quartiere quieto e suggestivo, con i suoi richiami onirici ed esoterici, è il palcoscenico perfetto dove si consuma un thriller psicologico che coniuga l’amore, in tutte le sue forme, con la morte, che prende addirittura sembianze antropomorfiche. Il Villino delle Fate, Il Palazzo del Ragno e quelli degli Ambasciatori sono i misteriosi e affascinanti edifici della zona che, muti spettatori, riflettono la luce e il pathos sui loro enigmatici bassorilievi e sui mosaici dorati. Si parlerà della Roma dei primi anni Novanta quando, in conseguenza della caduta del muro di Berlino, si utilizzavano forme di spionaggio inconsuete, come le cosiddette trappole di miele. Presenterà il libro Giorgia Gioacchini e verranno letti alcuni emozionanti stralci del romanzo. Un appuntamento di rilievo che coniugherà la storia e il fascino di ambientazioni dal sapore favolistico…Continua a leggere…
“Quelle strane ragazze”, il mio thriller ambientato nel quartiere magico di Roma, il Coppedè, sarà presentato in un luogo altrettanto affascinante, il Castello di Santa Severa. La storia imprevedibile e coinvolgente del romanzo si svolge nel periodo storico, a noi vicino, successivo alla caduta del muro di Berlino. Come cornice una Roma segreta, alle prese con le nuove forme di spionaggio, come lo spregiudicato utilizzo delle “trappole di miele“. E in un ritmo sempre più pressante amore e morte caratterizzano le storie umane apparentemente scollegate, che troveranno, nel finale sorprendente, la loro drammatica composizione. Il romanzo, nella sua prima edizione, ha vinto il Premio Letterario Nazionale Perseide 2014. A dialogare con l’autrice sarà Giorgia Gioacchini. L’evento è organizzato da Coopculture e Med Cafè al Castello di Santa Severa. Non mancate!
Evento pubblico e gratuito. Ricordate, domani 23 agosto alle ore 18,30 presso il Med Cafè al Castello di Santa Severa!
(Via del Castello, Castello di Santa SeveraVia Aurelia Km 52,600)
La scrittrice Daniela Alibrandi si presenta ai lettori di Alessandria today
di Pier Carlo Lava
Alessandria today è lieta di presentare ai lettori la biografia della scrittrice Daniela Alibrandi, della quale in seguito pubblicheremo in esclusiva per il blog anche un intervista. Le opere della Alibrandi, tra l’altro, sono presenti al Salone del Libro di Torino, al Book Festival di Pisa, al Book Pride di Milano e Piùlibripiùliberi di Roma e in altri importanti appuntamenti letterari.
Daniela Alibrandi è nata a Roma e ha trascorso l’adolescenza negli Stati Uniti. In campo professionale l’autrice, sposata e con due figli, si è occupata tra l’altro di Relazioni Internazionali. La scrittrice predilige il genere noir, ambientando le trame intrecciate e sorprendenti in periodi storici e sociali a noi vicini, fornendone originali chiavi di lettura.
Con “Nessun Segno sulla Neve”, un thriller psicologico la cui trama nasce ai giorni nostri ma affonda le…
Signora Alibrandi la nostra breve intervista ha lo scopo di presentare ai lettori di tuttatoscanalibri le sue opere in modo ravvicinato, per così dire, entrando in quello che è il mondo di uno scrittore: perché si scrive e perché si sceglie un particolare genere narrativo? Potremmo intitolarla “Curiosità di chi legge”. Ha pubblicato il suo primo romanzo “Nessun segno sulla neve” nel 2010. Cosa l’ha spinta a scrivere un thriller psicologico?
Innanzitutto ringrazio tuttatoscanalibri e i suoi raffinati lettori per avermi voluto ospitare.
Perché si scrive, cos’è che porta una persona a trascorrere ore in solitudine, ascoltando solo la propria anima, mentre fuori c’è il sole e la vita scorre per tutti gli altri? La mia vita era frenetica fatta di lavoro, carriera, famiglia e, nonostante avessi sentito sin dall’infanzia che un giorno sarei stata una scrittrice, quel ritmo non mi permetteva di dedicarmi alla mia vera passione. Poi l’infortunio, un periodo di inattività nel quale ho potuto rispondere finalmente all’esigenza divenuta incontenibile di seguire l’ispirazione. Ed è così che è nato “Nessun segno sulla neve”, il romanzo che ha segnato anche il genere letterario che più mi si addice, cioè il thriller psicologico. Sarà forse perché ognuno di noi custodisce un universo segreto racchiuso nell’animo, un mondo più ampio di ciò che mostriamo e doniamo agli altri, un’intima atmosfera che indirizza molte delle nostre scelte ed è in grado di intercettare altri cosmi segreti, in un dialogo silenzioso e incomprensibile. È proprio quell’intreccio che ….Continua a leggere