LE RECENSIONI, Nessun segno sulla neve, recensioni

Tutte le recensioni al libro “Nessun Segno sulla Neve”


Di seguito le moltissime recensioni che il libro ha ricevuto, sia nella sua prima edizione di Laboratorio Gutenberg, che lo ha inserito nella collana editoriale “Oltre la città”, che in quella di Universo Editoriale, che lo ha rieditato nel 2015 e inserito a sua volta nella collana editoriale”Crimini Innocenti” . Il libro ha vinto il Premio Letterario Nazionale Circe 2013, è stato tradotto nell’edizione inglese “No steps on the snow” ed è stato in catalogo presso l’Italian & European Bookshop di Londra.

 

Miriam Alborghetti per L’Ortica del Venerdì:IL CAPOLAVORO IN CASA

Molti sono convinti che sia necessario allontanarsi dai luoghi a loro vicini per poter incontrare ambienti, paesaggi o persone di grande valore. In verità la categoria del “bello”, dell’”appassionante”, a volte del “sublime” sta dietro l’angolo o addirittura davanti agli occhi. Ed è proprio questa la riflessione da cui può essere colta una qualunque persona, residente nel nostro comprensorio, dopo aver letto Nessun segno sulla neve, un romanzo ambientato tra Roma e i nostri lidi, scritto da una nostra concittadina, residente a Cerveteri, dotata di una incredibile vena narrativa. Una storia appassionante, una narrazione condotta in modo magistrale. Ritmi concitati e pause riflessive perfettamente calibrate. Suspence e colpi di scena. Una doppia voce narrante, quella del protagonista alternata con quella dell’antagonista. Un finale mozzafiato. Un’analisi introspettiva dei personaggi degna di uno psicologo. Il ritratto di un’epoca, il ‘68 romano, con le sue tensioni sociali, politiche e culturali, sentito come un passato, rivissuto attraverso la memoria, fatto di emozioni spontanee e vere in contrasto con un presente cinico e privo di passione. Amore e odio. Ragione e sentimento. Giovinezza e Maturità. Vita e morte. Nostalgica rimembranza e rimozione. Eros e thanatos. I grandi opposti si alternano, si attraggono e si respingono con un ritmo crescente nel tentativo di una impossibile composizione armonica. Un thriller psicologico di grande impatto emotivo, che lascia il segno, un pugno allo stomaco dei nostri sentimenti. E che induce indubbiamente a riflettere, conducendo il lettore, a volte dolcemente a volte violentemente, nei meandri delle passioni negate e delle illusioni perdute. E sono queste le ragioni per cui Nessun segno sulla neve, il primo romanzo di Daniela Alibrandi, pubblicato nel 2010, è stato apprezzato dalla critica e dai lettori al punto da essere alla sua seconda riedizione e da ricevere diversi riconoscimenti. Ed è per il suo indubbio valore letterario che il 5 luglio scorso è stato insignito del Premio Circe, bandito dalla Associazione Culturale Circe, dopo aver superato il giudizio di due giurie, quella popolare formata da quaranta lettori volontari, e quella di qualità composta da personalità in campo artistico, giornalistico e letterario. Il libro “Nessun Segno sulla Neve” ha vinto inoltre una importante promozione editoriale, con divulgazione dell’opera attraverso pubblicazioni cartacee, in rete e presentazione alla Fiera del libro di Roma “Più libri più liberi2013” a cura dell’agenzia letteraria “La Bottega Editoriale”.

Ricordiamo che la nostra autrice, in passato già vincitrice di importanti premi letterari, ha pubblicato i romanzi “Il Bimbo di Rachele” nel giugno 2012 e “Un’Ombra sul fiume Merrimack”. Quest’ultimo, rientrato tra i vincitori del premio letterario internazionale Nanowrimo 2012, è stato pubblicato in Amazon, come e-book, e in cartaceo da Youcanprint Edizioni nel marzo 2013. E tra pochi giorni, nell’edizione inglese “A Shadow on Merrimack River”, uscirà anche negli Stati Uniti e negli store online Europei. Non possiamo che complimentarci con Daniela Alibrandi, nostra preziosa collaboratrice e feconda scrittrice di racconti e romanzi, augurandole sempre maggiore successo

Domenico di Basilio per Leggere a Colori:

http://www.leggereacolori.com/leggere-a-colori/letti-e-recensiti/recensione-di-nessun-segno-di-daniela-alibrandi/

Un pezzo di passato che si credeva dimenticato torna per sconvolgere la vita. Un efferato omicidio senza risoluzione che terrà il lettore in sospeso.

Ci sono due correnti di pensiero per quel che riguarda quel periodo storico che tutti noi conosciamo come il ’68. Chi c’era lo ricorda come un periodo dalle mille contraddizioni. Rinnovamento, rivoluzione sociale, emancipazione e tutte quelle novità intellettuali che poi diventeranno la norma, più o meno, negli anni a venire. Chi non c’era li rivive nelle storie, nei racconti che per quanto oggettivi sono sempre di parte negli occhi di chi li ha vissuti. E proprio da questa contrapposizione che inizia Nessun Segno sulla neve di Daniela Alibrandi e ci catapulta subito in questa visione. Un padre che ritrova una vecchia fiamma mai dimenticata su facebook galeotto anche questa volta come non mai. Un padre che si ritrova a vivere in un’epoca dove si sente un po’ estraneo e solo con l’aiuto della figlia riesce a districarsi..ma non e’ soltanto questo.

E’ un episodio ancora irrisolto successo proprio negli anni di piombo, dove i ragazzi oltre ad essere considerati ‘rivoluzionari’ si divertivano, si amavano e cercavano di cambiare le cose. Proprio da quell’episodio rimasto sopito da allora il nostro protagonista rivive con nostalgia il passato e tutto quello che ne consegue insieme al suo vecchio amore riscoperta donna e che rientra prepotentemente nella sua vita. Il ritmo in alcuni momenti cambia così repentinamente da lasciare senza fiato..calmo, riflessivo per poi diventare incalzante. Perché si c’è uno spaccato di vita vissuta come trama principale che tira le fila della narrazione, ma mai troppo nascosto c’è questo alone di thriller che rende la scrittura e fortunatamente per noi, la lettura davvero appassionante il tutto condito da colonna sonora perfetta per quel periodo.

La cosa che colpisce e che apprezzo sempre in qualsiasi scritto, e’ la capacita di immergere e di far immaginare uno sfondo, un paesaggio e uno momento narrato come se fosse la scena di un film. Lo dico con tutta la stima possibile, ma credo che Nessun Segno sulla neve di Daniela Alibrandi possa benissimo essere messo in atto come un giallo all’italiana, un giallo intrigante che ha tutti gli elementi per tenere incollati allo schermo gli spettatori, dopo aver fatto lo stesso con i lettori.

Mi sento davvero di consigliarlo perché di libri buoni ce ne sono molti per fortuna, ma di libri buoni che si ricordano e’ più difficile trovarne..e questo non si dimenticherà facilmente.

 

Per Il Trovalibri: Il thriller della futura Patricia Cornwell

http://iltrovalibri.it/2012/11/23/daniela-alibrandi-il-thriller-della-futura-patricia-cornwell-2/

Nessun Segno sulla Neve

Un avvenimento di tanti anni fa, che risale al 1968 ed ai tempi del liceo, una storia che sembra ormai dimenticata e sepolta. Un orribile omicidio, al quale non è mai stato dato un colpevole. Ma per un brillante e stimato medico oncologo di mezza età, tutto ritorna all’improvviso drammaticamente attuale. In un caldo e pigro pomeriggio settembrino, infatti, divertendosi a navigare in internet insieme al figlio, entra nel sito di Facebook e si imbatte nel profilo della ragazza che amava disperatamente in quegli anni, dalla quale purtroppo non era mai stato ricambiato. Da qui parte un viaggio interiore fatto di profonda nostalgia, ricordi e passioni , che porterà il suo destino ad intrecciarsi in modo imprevedibile con quello della ragazza, divenuta ormai una donna matura. Il racconto offre un appassionante, fedele e nostalgico spaccato della vita italiana durante i grandi avvenimenti e mutamenti sociali e politici, che segnarono in modo indelebile un’intera generazione, quella del ’68. I contenuti del racconto sapranno quindi parlare delle profonde passioni e dei disperati amori a chi li ha vissuti all’epoca e a chi ne è tuttora alla ricerca. Ad arricchire il racconto una trama gialla che, partendo da un episodio criminoso avvenuto allora, conduce ad oggi, per terminare con un finale mozzafiato.

Andrea Benei per Booky Booky:

Alcune storie meritano di essere raccontate. Alcune di queste perché ritraggono alcuni profili di uomini e di donne le cui azioni ben rappresentano il mondo dentro al quale ci muoviamo tutti, e da cosa questo mondo ha ereditato i suoi tratti somatici. È indubbio, per l’Occidente, che uno di questi mondi sia stato il decennio dei ’60.

Scendere in quegli anni, oggi, è possibile per lo più attraverso i documenti e le opere che quegli anni hanno generato, e che abbiamo ereditato, conosciuto, e sui quali si basa oggi un vivace revival dell’energia vitale che i Sessanta possedevano ed esprimevano senza difficoltà. Il nostro approccio alla preparazione culturale, alla società civile, e la moda, e addirittura uno tra i più seguiti serial televisivi sono adesso frutto di elaborazioni sgorgate in quel tempo lontano ormai mezzo secolo.

La storia di Daniela Alibrandi, esordiente, regala un’esperienza più viva di tutte queste. Nessun segno sulla neve è una discesa nella vita quotidiana di quegli anni, attraverso una prima persona sorprendente per un’autrice: un uomo.

Un uomo del nostro tempo, degli anni duemila, che avvicinandosi ad un altro burrone, i social network, compie quasi inconsapevolmente un’operazione affettiva ovvia: cercare i protagonisti del suo passato, quello emotivo, quello dell’adolescenza. E spalancando così nuovi contatti recisi dal tempo, quest’uomo riscopre, e con lui noi, il bel ’68.

Facce, persone, personaggi, avventure, sensazioni fisiche e tumulti del pensiero e del cuore risorgono come appena vissuti, e il medium del suo ricordo offre al lettore l’impressione sublime di percorrerli come potessero essere i propri.

Roma. L’eterna, silenziosa, la testimone perfetta dei moti dell’umanità, quelli grandi e quelli non visti, sfuggiti. Il ruggito del ’68 qui non è una registrazione in bianco e nero, o una ricordanza documentale, è una visita di persona in una quotidianità sconvolta dalla passione di quel periodo, chiusa nelle aule di una scuola, nelle pareti di una casa di quartiere, strillata per vie dove il rosso e il nero si spezzavano all’uscita dai licei, per fronteggiarsi e per risolversi nella società italiana di oggi.

Partecipare alla politica del corteo e soffrire l’invadente presenza di genitori per la prima volta non temuti, non presi più ad esempio, semplicemente svelati in tutta la loro antichità di costumi, di costrutti, di valori. Organizzare scherzi e baruffe, conoscere ambulanti e professori, innamorarsi e lottare fisicamente per un futuro che sia, dopo le brutture dei padri in guerra, finalmente a misura d’uomo.

Molte ragazze oggi prendono ad esempio l’aggressivo femminismo delle sessantottine, ed ormai quest’immagine stantia è diventata anacronistica, pop, conosciuta per capi sommi e imprecisi. Daniela Alibrandi, come se non ci sorprendesse già con l’inquietante precisione con cui si è calata nei panni di un uomo, propone una protagonista femminile magica, slacciata da ogni cliché abusato del ’68. Milena, di una bellezza virale, dagli occhi non azzurri, non verdi: trasparenti. Associazione mentale: cosa contenga il vuoto, è una delle domande che portò Yves Klein a lanciarsi da un palazzo. E in quello sguardo limpido come un volo verso il basso troveremo uno dei più realistici esempi della sofferenza e del costo che l’emancipazione di sé può chiedere a una donna.

Milena è una chiave prodigiosa per capire quel periodo, per riflettere se quel periodo si sia effettivamente risolto come si auguravano i ragazzi che corrono e vivono tra le righe di Nessun segno sulla neve.

Questa bella prima prova svapora in un fumo di thriller, alcune pagine di diario fin dall’inizio fanno sbandare il lettore verso un climax drammatico che si svela piano, ma a intervalli sempre più corti. Inizierete a leggere questo romanzo per vedere Roma nel ’68, o per respirare l’aria delle manifestazioni che hanno permesso i successi e i fallimenti della nostra società, oppure per scoprire cosa pensino gli uomini, e vi troverete stretti in una storia convulsa e romantica che, come il ’68 ci ha insegnato, non può esimersi dal sanguinare per trovare finalmente la propria soluzione.

La nuova edizione di “Nessun segno sulla neve” pubblicata nel 2015 da Universo Edizioni e inserita nella collana editoriale Crimini Innocenti

Massimiliano Baldacci per L’Opinione di Civitavecchia:

Cosa accadrebbe se, dopo aver creduto di calpestare la distesa bianca e vergine di neve che è la nostra vita, ci accorgessimo, voltandoci indietro, di non aver lasciato alcun segno sulla neve?” E’ con questo interrogativo che i partecipanti all’incontro di Giovedì scorso, lasciano la sala della Biblioteca Civica dove è stato appena presentato il libro dal titolo “Nessun segno sulla neve”, scritto da Daniela Alibrandi per le Edizioni Laboratorio Gutemberg, Alla presenza di un pubblico attento ed eterogeneo, la presentazione si apre con una introduzione al testo ed alla scrittrice da parte del critico e giornalista Fabio Sajeva, delle Gutemberg. Subito dopo la docente Velia Ceccarelli, oltre a presentare la vita artistica e personale dell’autrice con tono appassionato e coinvolgente, sottolinea come la narrazione della Alibrandi abbia la capacità di saltellare con naturalezza sui due grandi temi che emergono dallo sfondo dell’opera. Da un lato l’afflato romantico e rivoluzionario di una voglia di emancipazione dalla società borghese contro cui si scagliarono i ragazzi del 68 e dall’altra le misteriose dinamiche individuali che ci parlano di amore e gioia piuttosto che di dolore e sofferenza. Con una sgradita ospite che fa irruzione in modo prepotente e che non abbandonerà mai più la scena, la violenza, declinata nel privato piuttosto che nel collettivo. Sempre la Ceccarelli nel presentare le tematiche contenute nel testo che, ricordiamolo, per una “buona” parte della storia del romanzo si svolge proprio nel territorio di Santa Marinella, pone per prima – in un gioco di batti e ribatti con Sajeva, le prime domande all’autrice. Quest’ultima padroneggiando le scomode domande provocatoriamente poste dai complici co-presentatori, dopo aver bene sostanziato i temi posti alla sua attenzione sul clima vissuto negli anni del ’68, sulle lotte politiche tradite dalla politica, sul suo a-femminismo e poi ancora su legalità e famiglia, fa virare  l’attenzione al testo, in modo più approfondito. Lo spunto viene dato dalle “Voci” della biblioteca che, estrapolando alcuni brani dell’opera in modo particolarmente espressivo portano i partecipanti per qualche passo nelle trame del romanzo. Alla lettura, il romanzo scorre con ritmi decisamente coinvolgenti, probabilmente la scelta dell’io narrante inframmezzato da scorci tratti da ricordi e di appunti da diario, genera nel lettore una maggiore identificazione con il protagonista. Volendo evitare l’elegia di cortesia, possiamo segnalare all’autrice – nella speranza che voglia farne tesoro, il fatto che in alcuni tratti, avendo scelto per protagonista un uomo, a quest’ultimo sembra fargli toccare moti dell’anima e sfumature in alcuni momenti decisamente troppo femminili.  Sicuramente il tema affrontato è indiscutibilmente vasto e complesso, come si ricordava all’inizio, le vicende personali innestate nei sommovimenti di quegli anni posti in parallelo con le sconfitte valoriali di chi vive nell’attualità non è una chiave di facile soluzione. L’autrice però con spiccato senso tattico risolve il suo romanzo facendolo divenire un thriller dai toni noir, non banale e assolutamente sorprendente. Il gioco dei ruoli è particolarmente interessante e le figure che appaiono al principio passive risolvono il romanzo in modo decisamente inaspettato. Senza dubbio, la crisi che attanaglia l’attuale modello socio-politico, è figlia di quelle sconfitte morali e, che lo si voglia riconoscere o meno, ci stiamo nutrendo in un bel frullatone di disvalori consumistici, dei suoi peggiori frutti. Non è un caso infatti che le interessanti domande al termine della presentazione, portano il segno di una cocente delusione e senso di tradimento, proprio di quei valori di cui la rivoluzione sessantottina intendeva farsi portatrice. Oltre ai complimenti e all’apprezzamento nei confronti dell’opera, non erano pochi coloro che già avevano letto il romanzo, l’autrice ha felicemente risposto anche alle domande circa i contenuti politici e passionali della storia. Non sono infatti passate inosservate, ad alcune lettrici, alcune delle pagine piuttosto calde che in qualche misura graffiano le sensibilità più castigate. Come ricorda la quarta di copertina “Il racconto offre un fedele e nostalgico spaccato della vita italiana durante i grandi mutamenti sociali e politici che segnarono un’intera generazione, quella del ’68. Profonde passioni e disperati amori  per chi li ha vissuti all’epoca e per chi ne è ancora alla ricerca. Ad arricchire il racconto una trama gialla che partendo da quegli anni conduce ad oggi, per terminare con un finale mozzafiato”. Ci sembra un bel viatico tutto sommato, per una Autrice che di certo ci riserverà come annunciato al termine della presentazione e prima dei saluti di rito, un nuovo libro su un tema importante quanto delicato come quello centrato sul mondo della violenza sui minori.

Alessandro Colò per Kathodik:

Facciamo una premessa, ciò che mi aveva attratto di questo libro era stata la quarta di copertina che riportava le testuali parole: “Il racconto offre un appassionante, fedele e nostalgico spaccato della vita italiana durante i grandi avvenimenti e mutamenti sociali e politici che segnarono in modo indelebile un’intera generazione, quella del ’68”, invece probabilmente è proprio questo il limite più grande del racconto… Ma andiamo per gradi.
Il romanzo prende il via dalla descrizione della quotidianità di un affermato oncologo romano che casualmente, e grazie al figlio “smanettone”, entra in contatto tramite Facebook con il proprio passato e con un amore a tratti morboso mai realmente sopito nel tempo. Da qui partono una serie di flashback che ci catapultano alla fine degli anni sessanta, periodo in cui il futuro medico frequentava i primi anni del liceo e veniva chiamato Dustin, per la somiglianza con l’attore americano a quel tempo sulla cresta dell’onda (e già qui si sente quel sapore un po’ forzato della ricostruzione del tempo che fu). L’amicizia al tempo faceva gioiosamente convivere il nostro Dustin tendenzialmente di sinistra (non per scelta ma per essere vicino alla ragazza dei suoi sogni, Milena, che naturalmente gli preferiva il bel capopopolo organizzatore delle manifestazioni) e Nuccio, suo compagno di banco e di scorribande, benestante proto-estremista di destra.
La serenità del presente del professore, fatto da una stabile amante e da una quieta moglie oltre che da una famiglia affettuosa, viene quindi irrimediabilmente turbata dal passato e dal desiderio di chiudere il cerchio affettivo che lo lega ancora alla bella Milena e ad alcuni fatti tragici e violenti su cui non è mai stata fatta chiarezza.
Questa in “soldoni” la trama, che come dicevo trova il suo freno maggiore nelle ambientazioni del passato, in cui viene presentato un ’68 a tratti stereotipato e a tratti malinconico dove non si respira l’aria fatta di grandi sogni, grandi speranze e grandi ideali ma anzi, in alcuni passaggi, sembra quasi che si voglia racchiudere il tutto negli episodi di violenza fini a se stessi.
Il meglio del romanzo invece ci viene dalla grande padronanza di scrittura dell’autrice Daniela Alibrandi che risulta, in alcuni passaggi descrittivi soprattutto di luoghi e paesaggi (le vicende si dipanano in una Roma inconsueta, disegnata con maestria e passione, una maestria e una passione che sembrano venire da chi certi posti li ha vissuti intensamente), scrittrice di valore potenzialmente enorme.
La trama gialla, a differenza delle vicende affettive, è decisamente ben costruita il che rende la lettura, maggiormente nella seconda parte del romanzo, godibile e ricca di pathos.
Quindi in conclusione un consiglio ai lettori, superate quelle parti che possono avere un sapore un po’ artefatto e quelle che rischiano di sfociare nell’harmonyzzazione del racconto perché superata la collina la strada è in discesa e vale la pena percorrerla. Vi garantisco che a bilanciare il tutto ci sono anche alcuni momenti pulp da non perdere.

Centro di Documentazione di Pistoia:

Le ubbie di un professionista romano, uno che ha fatto carriera, ha cambiato il proprio status sociale con un matrimonio socialmente azzeccato, ha una famiglia che, come tutte le famiglie, passa attraverso le varie crisi, classiche ma non devastanti nei rapporti tra generazioni diverse; tuttavia in mezzo ad altri banalissimi e presunti segreti di corna da professionista borghesuccio nasconde un segreto, anzi, un peccato segreto di gioventù. Dopo aver scoperto quale strumento potente sia la rete informatica con i social network, cade volontariamente in una ricerca di quel che è stato realmente quello che lui, il protagonista, ha sempre considerato il miglior periodo della sua vita. È un viaggio interiore, fatto di ricordi ma anche di ricerche pratiche per ritrovare un notiziario 219 amore giovanile, trasformato dalla nostalgia nell’amore-vero-e-puro-della-vita. Con un finale mozzafiato. Una lettura del periodo più difficile della seconda metà del Novecento per tutto il pianeta, il ’68 e dintorni, piuttosto banale per chiunque Io abbia vissuto in prima persona, a Roma come in qualsiasi città di provincia. L’autrice non sembra in realtà interessata a raccontare la Storia attraverso le storie, questo è un giallo ambientato nell’attualità con flash back nel passato di ieri letto come un periodo in cui si sentiva tanta buona musica, finalmente anche roba d’oltremare, e in cui scopriva sesso e libertà di marinare la scuola con uno sfondo fatto di violenza estrema, di scontri tra fascisti e compagni, ma che era lontana dalla vita della stragrande maggioranza degli studenti che, infatti, faranno le loro scelte e la loro vita indipendentemente dagli avvenimenti in cui sono immersi. Salvo poi misurarsi con la concretezza della quotidianità senza ideologia ma con tanta violenza a cui nessuna pratica degli anni ’70 può porre rimedio, e che ha un solo sbocco, evidente nell’ultimo capitolo del libro. Amaro anche nella realtà.

Aurora Logullo per La Bottega Editoriale:

Nessun segno sulla neve è un giallo sui generis. Un percorso che si apre con un salto indietro nel tempo, agli anni del liceo, per rivivere le stesse intense sensazioni di allora o sistemare qualcosa lasciato in sospeso. A volte poi basta poco perché ci si trovi sommersi dal flusso dei ricordi e dal desiderio di recuperare rapporti ritenuti fondamentali un tempo, ma lasciati andare. Nell’era dei social network, poi, in cui digitando un nome in uno spazio vuoto si possono ritrovare con facilità persone con cui non si hanno rapporti da tempo, è molto semplice fare un tuffo nel passato senza preoccuparsi troppo delle conseguenze.
Francesco, il protagonista, si trova in un pomeriggio di settembre a cercare tra i volti di Facebook i suoi compagni di liceo: «il cuore mi sta battendo leggermente più forte, i nomi stanno uscendo da dietro l’armadio impolverati, ma pieni di fascino. Il liceo, l’esperienza più bella e più drammatica della mia vita. So di risvegliare in me avvenimenti che ormai dormivano in silenzio, ma non ne posso fare a meno». Davanti alla foto di Milena, il suo primo amore, inevitabilmente invecchiata, ma ancora bellissima, i ricordi irrompono prepotenti e Francesco, ora rispettabile oncologo sposato e con quattro figli, non può trattenere il desiderio di mettersi in contatto con lei e rivederla.

                            Il ’68: primi amori e contestazione politica
Da questo punto in poi il lettore segue Francesco lungo la strada dei ricordi: perché Milena potrebbe rifiutare di incontrarlo? Cosa cela di tanto drammatico il suo passato? Fin dall’inizio dunque incombe sulla storia un intenso alone di mistero, che l’autrice riesce abilmente a mantenere vivo nel corso di tutta la narrazione. Ci si trova così catapultati nelle aule di un liceo romano tra il ’68 e il ’69, anni di cui si rievocano anche film e musica, quasi lunga colonna sonora per tutto il romanzo. Francesco, e il lettore con lui, rivede Nuccio Resia, compagno di banco e di avventure estive, un ragazzo difficile, profondamente segnato dall’abbandono della madre. Rivede l’arrivo di Milena, trasferitasi da Imperia a Roma con la madre e il fratello, molto silenziosa, ma capace di attirare le attenzioni di tutti i maschi della classe. Nella caratterizzazione di Francesco e degli altri personaggi, l’autrice prende le distanze da qualsiasi stereotipo, mostrandone, con profonda capacità di immedesimazione e verosimiglianza, debolezze, paure e vigliaccheria.
Ovviamente non manca in quegli anni la contestazione politica: Nuccio si avvicina ai gruppi di estrema destra, Milena stringe una relazione con Roberto Menechini, leader dei gruppi di sinistra, che segue politicamente. Ciò che invece caratterizza Francesco è l’incapacità di scegliere, la voglia di lasciare che le cose vadano da sé senza che lui debba agire in qualche modo: un tratto della personalità che nella maturità diventa più acuto, perdendo però quella spontaneità adolescenziale e facendolo quindi apparire agli occhi del lettore ipocrita ed egocentrico.
Dapprima si avvicina alla sinistra per amore di Milena, ma la mancanza di coraggio in un corteo, conclusosi in modo violento, mette in crisi l’amicizia con la ragazza; in seguito, riconsidera le sue priorità e passa al fianco di Nuccio, senza particolare attivismo: «vedendo che il mio simpatizzare non andava oltre determinati atteggiamenti, i più estremisti di destra mi tacciarono di vigliaccheria e di infedeltà. Per cui per parecchio tempo dovetti guardarmi sia dai sinistroidi, che ormai mi avevano bollato come un giuda, che dai destroidi, che mi avevano bollato come un infedele».
Nonostante tutto, Francesco ha l’occasione di strappare un tenero bacio alla ragazza in un pomeriggio di studio. Rifiutato, il ragazzo racconta tutto a Nuccio, il quale metterà in atto una sadica vendetta ai danni di Milena nella palestra della scuola: «Non seppi mai quello che successe dopo, se Nuccio le usò violenza o no, io scappai senza voltarmi indietro, sapendo che avevo perso il sentimento più bello e più puro che un essere umano possa provare».
La fuga di Francesco dalla palestra sancisce la definitiva rottura con i due compagni di classe: il rifiuto di agire e di prendere una posizione anche in una situazione così drammatica e nei confronti di una persona a lui emotivamente legata costituisce un vero tradimento, che il protagonista nasconde nel tempo, ma per cui una banale ricerca su Facebook è in grado di sollevare un senso di rimorso. Leggero però: nonostante la gravità della cosa il protagonista continuerà a credere di essere ancora in tempo per scusarsi e recuperare il grande amore della sua vita, con risvolti inevitabilmente drammatici.

                   Suspense e sovrapposizione di piani
Ecco dunque che dopo una rievocazione dolce e malinconica dell’adolescenza e degli anni ’60 il romanzo assume un ritmo molto più accelerato, trasformandosi in un vero e proprio giallo: cosa è successo nella palestra della scuola dove Francesco ha lasciato soli Milena e Nuccio, scappando via di corsa? Chi ha ucciso Roberto Menechini, l’ormai ex ragazzo di Milena?
L’autrice si dimostra infatti abilissima nel catturare l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine attraverso un’elaborata combinazione di detto e non detto: seguire il flusso dei ricordi del protagonista non basta, Milena è l’unica che sa come sono andate veramente le cose.
Si tratta dunque di un romanzo dalla struttura ricercata e complessa, ma perfettamente ponderata, in cui diversi misteri si incastrano l’uno dentro l’altro con grande maestria: la stessa Milena, prima di trasferirsi a Roma, ha dovuto fare i conti con una dolorosa esperienza, solo implicitamente rievocata nelle pagine del suo diario che interrompono spesso il filo della narrazione principale. Quella precedente esperienza, apparentemente slegata dall’episodio della palestra, collaborerà a minare la sua fragilità e la sua stabilità, inducendola a compiere atti di violenza estrema. L’autrice non lascia dunque nulla al caso, ma ogni spunto è funzionale allo svolgimento della narrazione.
Proprio questo gioco di incastri conferisce al testo un ritmo vivace e ascendente, che non lo rende mai monotono. Anzi: quando sembra che tutto si sia risolto per il meglio e che effettivamente il dolore e il rimorso siano stati cancellati dal tempo, un finale del tutto inaspettato lascia il lettore senza parole, ma piacevolmente stupito dall’abilità narrativa dell’autrice.
L’eccezionalità del romanzo risiede dunque nella straordinaria capacità evocativa dell’autrice, nell’abilità di creare una trama originale e mai scontata e nell’uso perfettamente ponderato di vari strumenti retorici per mantenere alto il livello della suspense, ma non solo: lo stile chiaro e fluido, nonché il lessico semplice, permettono infatti al lettore di procedere senza interruzioni fino alla fine. Il prodotto finale della combinazione di tutti questi elementi è un romanzo avvincente e facilmente godibile dalla prima all’ultima pagina, una lettura tutta d’un fiato che non potrà deludere il lettore.

Simona Leo per Temperamente Libri:

Non si può parlare di un vero e proprio giallo, almeno secondo il mio modesto parere. Non ci sono investigatori e, inizialmente, neanche qualcosa su cui indagare. Buona parte del libro ci inserisce poco a poco nella vita di Francesco, un oncologo, marito di Giulia e padre di tre figli: Luigi, Michele e Amanda. Dopo che il protagonista scopre, attraverso uno dei figli maschi, il mondo virtuale di Facebook decide di recuperare i contatti con i suoi vecchi compagni di classe, o meglio con una compagna di classe, Milena. Da questo momento in poi iniziano una serie di flashback che ci portano indietro nel tempo, offrendoci un ottimo spaccato di quello che fu il ’68, un anno cruciale per la nostra storia, la quale positivamente o negativamente subì una svolta. A poco a poco recuperiamo ogni tassello dell’esistenza di Francesco, che in queste pagine si svolge tra vita presente, e quindi vita coniugale, tradimenti e lavoro, e vita passata, ricostruita attraverso i suoi ricordi: il liceo, le manifestazioni studentesche, le divisioni politiche, l’amore non ricambiato per Milena e il suo senso di colpa. Il tutto diventerà estremamente attuale e a ciò contribuirà il ritorno, nella sua vita, di quella ragazza, ora donna matura, che non ha mai smesso di amare. Solo nelle ultime pagine, infatti, si sviluppa un giallo, che ricollega il passato al presente e che si conclude con un finale crudo e inaspettato, e che, tuttavia, non prevede indagini o la presenza di un investigatore.

La storia procede lentamente nella prima parte, arricchendo di volta in volta l’immagine di Francesco, e, inciampando qua e là in refusi e piccole sviste, subisce un’accelerata sul finale, dove tutto si svela velocemente. È forse questa la parte più riuscita, dove ai sentimenti di repulsione verso un mondo maschile traditore e vigliacco si contrappone un ritmo incalzante animato da ansia e terrore, dovuti a una giustizia raggiunta ‘ingiustamente’ e in modo del tutto privato.

Livia Frigiotti per Anobi:

Libro particolare. Si tratta di un lungo racconto in prima persona. Un giallo segnato dalla storia vera e vissuta della contestazione studentesca del ’68. Era difficile essere studenti in quel periodo e soprattutto era difficile rimanere impassibili senza schierarsi di fronte agli eventi e al vento di cambiamento; cambiamento a volte troppo violento per essere sostenuto, riconosciuto, vissuto e portato dentro in quello che è stato il futuro di quegli studenti. Un liceo classico di Roma (strano tra le righe per me, riconoscere lo stesso liceo dei  miei studi tanti anni dopo), la feroce contestazione, i gruppi politicizzati (destra, sinistra) i comitati, gli assembramenti, le risse, gli omicidi politici. Ma in tutto questo i personaggi principali vivono ore difficili e concitate che segneranno per sempre le loro esistenze future. Ma il personaggio principale a suo modo subisce gli eventi, con i suoi sentimenti  subisce le forti personalità di chi lo circonda. Questo non gioca a suo favore e non lo farà crescere e maturare, piuttosto lo renderà sempre piuttosto disattento e ingenuo. Figli di famiglie troppo chiuse o già scardinate dalla vita, contestano il sistema e la famiglia stessa con quella educazione chiusa che non segue il vento di cambiamento. Ma l’interiore rabbia del ’68, in questo racconto,  creerà un mostro ben più grande che si paleserà con tutto il suo odio e la sua più estrema e premeditata ferocia. Tutta la storia è attraversata da un omicidio ma tra le righe si nascondono anche altri delitti più o meno aberranti e biechi.
C’è un finale del tutto a sorpresa dopo alcune pagine che danno una netta pausa che quasi non lo fa sembrare più un giallo. Il finale lo farà diventare un thriller spiegando il centro del racconto ma a mio modo di vedere, data la fantasia e la voglia di scrivere dell’Alibrandi, è un finale aperto che potrebbe anche voler avere un seguito e perché no, aprire a un nuovo filone investigativo. Lettura piacevole e accattivante proprio per le sue variazioni sul tema.

Alessandro Colò per Orthodik:

Facciamo una premessa, ciò che mi aveva attratto di questo libro era stata la quarta di copertina che riportava le testuali parole: “Il racconto offre un appassionante, fedele e nostalgico spaccato della vita italiana durante i grandi avvenimenti e mutamenti sociali e politici che segnarono in modo indelebile un’intera generazione, quella del ’68”, invece probabilmente è proprio questo il limite più grande del racconto… Ma andiamo per gradi.
Il romanzo prende il via dalla descrizione della quotidianità di un affermato oncologo romano che casualmente, e grazie al figlio “smanettone”, entra in contatto tramite Facebook con il proprio passato e con un amore a tratti morboso mai realmente sopito nel tempo. Da qui partono una serie di flashback che ci catapultano alla fine degli anni sessanta, periodo in cui il futuro medico frequentava i primi anni del liceo e veniva chiamato Dustin, per la somiglianza con l’attore americano a quel tempo sulla cresta dell’onda (e già qui si sente quel sapore un po’ forzato della ricostruzione del tempo che fu). L’amicizia al tempo faceva gioiosamente convivere il nostro Dustin tendenzialmente di sinistra (non per scelta ma per essere vicino alla ragazza dei suoi sogni, Milena, che naturalmente gli preferiva il bel capopopolo organizzatore delle manifestazioni) e Nuccio, suo compagno di banco e di scorribande, benestante proto-estremista di destra.
La serenità del presente del professore, fatto da una stabile amante e da una quieta moglie oltre che da una famiglia affettuosa, viene quindi irrimediabilmente turbata dal passato e dal desiderio di chiudere il cerchio affettivo che lo lega ancora alla bella Milena e ad alcuni fatti tragici e violenti su cui non è mai stata fatta chiarezza.
Questa in “soldoni” la trama, che come dicevo trova il suo freno maggiore nelle ambientazioni del passato, in cui viene presentato un ’68 a tratti stereotipato e a tratti malinconico dove non si respira l’aria fatta di grandi sogni, grandi speranze e grandi ideali ma anzi, in alcuni passaggi, sembra quasi che si voglia racchiudere il tutto negli episodi di violenza fini a se stessi.
Il meglio del romanzo invece ci viene dalla grande padronanza di scrittura dell’autrice Daniela Alibrandi che risulta, in alcuni passaggi descrittivi soprattutto di luoghi e paesaggi (le vicende si dipanano in una Roma inconsueta, disegnata con maestria e passione, una maestria e una passione che sembrano venire da chi certi posti li ha vissuti intensamente), scrittrice di valore potenzialmente enorme.
La trama gialla, a differenza delle vicende affettive, è decisamente ben costruita il che rende la lettura, maggiormente nella seconda parte del romanzo, godibile e ricca di pathos.
Quindi in conclusione un consiglio ai lettori, superate quelle parti che possono avere un sapore un po’ artefatto e quelle che rischiano di sfociare nell’harmonyzzazione del racconto perché superata la collina la strada è in discesa e vale la pena percorrerla. Vi garantisco che a bilanciare il tutto ci sono anche alcuni momenti pulp da non perdere.

La Giornalista Silvia Sciamplicotti:

Milena e Francesco ..o Francesco e Milena un grande amore dei banchi della scuola….si rincontrano in uno dei modi piu’ moderni dei nostri tempi un potente social network .facebook…e si ritroveranno con le loro gia’ arredate stanze  della vita con i mobli al proprio posto…con annessi e connessi di una solita routine quotidiana,,questo racconto ci porta per mano attraverso lo sguardo maschile di Francesco in un passato 68, in un amore che sembrava dimenticato …attraverso la scrittrice questo testo ne e’ trattato in modo che la sua scorrevolezza letteraria trascina chi si addentra in questa avventura a vivere o rivivere in prima persona attimi di grandi avvenimenti storici del paese e allo stesso tempo un contenuto ricco di sentimenti passioni e segnali di un’ epoca che ha scritto la nostra storia..ma attenzione non tutto quello che si legge al principio e’ come sembra ..infatti  la trama e i suoi personaggi si troveranno in un crescendo di emozioni quasi visive che sfoceranno in un finale assolutamente sorprendente e inaspettato.tutto passa attraverso le musiche che hanno segnato un’ epoca…simon e garfunkel..i beatles…ma anche battisti morandi…..chiunque abbia vissuto quel periodo non puo’ esimersi dal leggere questa meraviglia e chi invece non ne ha la consapevolezza trovera’ in questo thriller una descrizione piacevolissima ambientale e passionale. Chi di noi non ha avuto qualcosa che avrebbe voluto ritrovare dentro di se..aprendo magari uno sportello del cuore.

La Scrittrice Giulia Madonna:

Il romanzo”Nessun segno sulla neve” di Daniela Alibrandi narra  la vicenda di un oncologo di mezza età che, provenendo da una famiglia umile, ha fatto mille sforzi per arrivare al suo successo, e tra gli sforzi c’è stato anche il suo matrimonio sereno ma senza amore, riuscendo a barcamenarsi, tra mille bugie, lavoro, famiglia e i frequenti tradimenti, fatti ripetutamente per sentirsi ancora vivo. Improvvisamente, introdotto a  face book grazie al figlio per gioco,  vive un’intensa  crisi di mezza età per il ritorno nei suoi pensieri di una ragazza amata  tristemente da ragazzo. Il suo tormento lo porta ad isolarsi nel suo studio e rivivere i ricordi del passato in cui ha vissuto in prima persona le rivolte del ’68.

L’ autrice ricorre spesso all’uso del flashback che si alterna al racconto fatto tutto in prima persona, appunto dalla parte di Francesco, ed abilmente viene descritto il punto vi vista del protagonista che alterna le sue sensazioni del presente con le immense emozioni provocate dai ricordi del passato. L’autrice offre un piacevole spaccato degli anni della protesta giovanile e ci fa capire come i ragazzi allora vivessero intensamente quei giorni spinti da grandi ideali ma che poi tutto pian piano sfociò solo nella violenza sterile e pericolosa. Infatti la protesta ben presto  portò a scontri continui tra fazioni opposte e forze dell’ordine fino a sfociare nell’orrendo omicidio, che rimase impunito,  di uno dei ragazzi più attivi. L’ondata improvvisa e devastane dei ricordi scombussolano completamente il castello di fragili vetri che il protagonista ha imbastito  nella sua vita e comincia a non riuscire più a reggere il gioco. Cerca in tutti i modi di difendere la sua tranquillità ma i ricordi e gli antichi sogni prendono il sopravvento. Tutto va in tilt quando tramite face book riesce a  ricontattare la giovane amata. L’amore prende il sopravvento tra i due e a quel punto il protagonista, sentendosi finalmente vivo e realizzando il suo antico sogno, decide che metterà fine alla farsa del suo matrimonio. Ma un finale mozzafiato quanto improvviso e inaspettato scombussola totalmente tutte le  facili previsioni lasciando a bocca  aperta il lettore.

L’autrice ha saputo mettersi abilmente nei panni del protagonista e accompagnarci nei meandri del suo profondo tormento e nel suo continuo tentativo di essere fedele alla sua parte di buon marito, padre e professionista, senza però riuscire a reggere più un gioco stanco di fronte al profumo inebriante dell’amore. Lo stile è fluido e scorrevole, l’attenzione e il pathos non vengono mai meno lasciando il lettore avvinto alla narrazione fino in fondo. La scelta del finale improvviso e inaspettato lascia il lettore senza fiato e lo porta a riflettere se sia davvero il caso di mettere i propri valori a repentaglio solo per il gusto di sentire ancora i brividi lungo la schiena.

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LE RECENSIONI, Un'Ombra sul Fiume Merrimack, recensioni

Recensioni varie al libro “Un’Ombra sul Fiume Merrimack”


1454733_711298068900079_1731006414_nDa Pointblog:

Una adolescente, Diana, sta vivendo una meravigliosa esperienza, un anno di vita negli Stati Uniti che sta per concludersi. Lei cerca di vivere in pieno i mesi che ha davanti a sè prima di rientrare in Italia. Con la sua amica Jenny, una ragazza obesa, decide di andare a pattinare sul fiume MerriMack ancora in parte ghiacciato. La lastra su cui Diana pattina si rompe all’improvviso e lei, terrorizzata, guarda al di sotto della lamina. Vede scorrere l’acqua, che trasporta un corpo morto dal quale lei stessa rischia di essere trascinata a fondo.Per lei è l’inizio di un incubo che vivrà fino alla partenza da quella che reputava una tranquilla cittadina della provincia americana. Una storia emozionante e coinvolgente che si concluderà con un finale mozzafiato.Un libro complesso, che scava nei sentimenti umani, nel rapporto conflittuale esistente tra madre e figlia e parla di amicizia profonda. Una trama thriller che prende l’attenzione del lettore sin dalle prime righe per condurlo fino a una conclusione completamente inaspettata.
Notevoli ledescrizioni della particolarità dei luoghi e della natura del Nord America.Interessanti i riferimenti alla guerra nel Vietnam e come questa veniva all’epoca vissuta e subita dalla società americana.Questo libro è rientrato tra i vincitori del premio letterario internazionale NaNoWriMo 2012. L’autrice, che ha già scritto “Nessun Segno sulla Neve”, per il quale è stata definita la futura Patricia Cornwell, e “Il Bimbo di Rachele”, due thriller che hanno avuto molto successo, non si smentisce. La sua particolarità di scrivere dei thriller che non siano fini a se stessi, ma collocati in precisi momenti storico sociali si nota chiaramente anche in questo libro, che rappresenta senz’altro una lettura interessante ed entusiasmante.

Mariella Baroli per il giornale L’Intraprendente:

«Il miglior modo per scrivere un romanzo è iniziare a scrivere» e novembre è il mese giusto per farlo. NaNoWriMo nasce quattordici anni fa con l’intento di aiutare chi sente di avere una storia da raccontare a prendere carta e penna – o accendere il proprio laptop – e iniziare a scrivere. Il tutto in un mese, che in numeri equivale a 50mila battute, 1,667 al giorno. È la storia di un sito qualsiasi che è riuscito a trasformarsi in uno degli eventi più attesi a livello mondiale. I partecipanti arrivano da ogni parte del mondo – incoraggiati a scrivere in inglese o nella loro lingua madre – e per quest’anno si prevedono circa 500,000 iscrizioni (contro le 341, 375 dell’anno precedente). Gli italiani che scelgono di partecipare alla “gara” sono un numero sempre in crescita. Alcuni vincono (arrivano a completare le 50mila battute), altri perdono, altri ancora abbandonano a metà (incolpando il blocco dello scrittore). Ma c’è anche un’altra categoria; quella composta da chi, grazie a NaNoWriMo, riesce a diventare un vero e proprio scrittore. Il libro di Francesca D’Amato, I Draghi dei Visconti, è stato pubblicato nel 2010. Così come Un’Ombra sul Fiume Merrimack di Daniela Alibrandi e Controvento di Aura Conte, entrambi editi nel 2013. In totale sono più di 250 gli scrittori pubblicati da case rinomate – migliaia quelli scelti da case indipendenti o auto-pubblicatisi –, l’allieva più famosa è persino riuscita a trasformare il suo romanzo in un film hollywoodiano. Come Acqua per Elefanti di Sara Gruen nasce nel 2007 da un’idea nata su NaNoWriMo.

Libera Il Libro:

Un thriller appassionante e coinvolgente, ambientato in una cittadina del New England nel 1965, quando gli Stati Uniti erano nel pieno della guerra col Vietnam. Trama intrigante e finale mozzafiato, stupende descrizioni della natura Nordamericana e non mancano riferimenti storici.Questo libro è rientrato tra i vincitori del premio letterario internazionale NaNoWriMo 2012, nella sezione Giallo-Thriller
In vendita online su Kindle Amazon, circa € 3,00, è stato pubblicatoin versione cartacea da Youcanprint editore. L’edizione inglese sta uscendo in questi giorni in contemporanea negli Stati Uniti, in Canada e in Europa!

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Video Gallery

Video tanti e meravigliosi dai primi momenti e da non perdere!


I seguenti sono i video dei primi momenti. Se volete gustare una carrellata di video che ritraggono i momenti più significativi del mio percorso personale e professionale, visitate il mio canale youtube, c’è molto da vedere!

https://www.youtube.com/user/DanielaAlibrandi/videos

Agosto 2013, Canale 10 si interessa al mio lavoro. Riprese e intervista di Fabio Nori: https://www.facebook.com/video.php?v=542195012518546&set=vb.108488582556510&type=2&theater

28.11.2014 Il momento magico nel quale vengo nominata vincitrice del Premio Perseide 2014:

https://www.youtube.com/watch?v=SZQOi7h5Q94

dicembre 2015 Tutte le novità dell’anno che volge al termine e i progetti futuri

Presento il mio “Un’ombra sul fiume Merrimack”, leggendo le prime indimenticabili pagine!

Luglio 2013 Il momentonel quale vengonominatavincitrice del Premio Circe, sezioneEditi, con il mio “NessunSegno sulla Neve”:

Luglio 2013 Sono ospite della trasmissione Cambia il Mondo per parlare dei miei successi e del viaggio a Londra per incontrare i miei lettori inglesi:  https://www.youtube.com/watch?v=XQ8Ta2moNK0

Agosto 2011 Sono ospite della trasmissione Aperitivo Letterario per presentare il mio libro Nessun Segno sulla neve. A intervistarmi è il giornalista del Messagero Emanuele Rossi e le riprese sono del regista Fabio Bellucci di Etruriain.tv:

Agosto 2012 Sono di nuovo ospite della trasmissione Aperitivo Letterario per presentare questa volta il mio secondo libro “Il Bimbo di Rachele”. Notevole l’effetto dato all’intervista di Emanuele Rossi dal regista Fabio Bellucci di Etruriain.tv:  https://www.youtube.com/user/DanielaAlibrandi/videos?view=57&flow=grid 

7 dicembre 2010 Esce il mio primo libro “Nessun segno sulla Neve”. I filmati che seguono si riferiscono ai momenti più significativi dell’evento. A presentarmi è la regista Giorgia Pini, a leggere i brani del libro è l’attore Avio Focolari e infine Un mio compagno di scuola, Franco Lozzi, legge ciò che ha detto di me la scrittrice Cristina Masciola:  SEI VIDEO DA NON PERDERE!

Premiazione presso la Casa della Memoria. Sono tra i finalisti con il racconto “I suoi passi leggeri” al concorso Letterario nazionale La Memoria 2011

 

 

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Trasmissioni televisive e radiofoniche

Trasmissioni Televisive e Radiofoniche dell’esordio


                                                                              ANNO 2011

“Aperitivo Letterario”2011, trasmissione della Etruriain.tv. A intervistarmi il giornalista del Messaggero Emanuele Rossi. Regia di Fabio Bellucci.  Si parla di “Nessun segno sulla neve” il mio primo romanzo pubblicato allora nella vecchia edizione e RIEDITATO NELLA NUOVISSIMA EDIZIONE DA UNIVERSOEDITORIALE.

Da allora il libro ha vinto il Premio Circe 2013, è stato scelto dal Comune di Roma per un evento letterario dell’Estate Romana ed è stato tradotto nell’edizione inglese di “No Steps on the snow”, di cui, nell’estate 2015, hanno parlato ben 50 blog letterari statunitensi. Il libro è stato a lungo tra i Best Seller di Amazon Italia, Stati Uniti, Germania, Giappone, Regno Unito e Francia.

                                                                    ANNO  2012

Siamo nel 2012. Una nuova puntata di “Aperitivo Letterario”, con me sono sempre Emanuele Rossi, giornalista del Messaggero e il regista  Fabio Bellucci. Parliamo insieme del libro “Il bimbo di Rachele, nella allora vecchia edizione. IL ROMANZO E’ STATO RIPUBBLICATO NELLA NUOVISSIMA EDIZIONE ebook e cartacea disponibikle in Amazon. E’ stato tra i Best Seller di Amazon Italia e Francia.

 

                                                                            ANNO 2013

Il 19 dicembre, in contemporanea con l’inizio negli stati uniti del tour promozionale dell’edizione inglese del libro “Un’ombra sul fiume merrimack” (titolo inglese “A Shadow On Merrimack River”), ho partecipato alla trasmissione radiofonica a radio autori emergenti. Durante il tour americano al mio libro sono state assegnate 5 stelle dai recensori, lettori e blog letterari….wow!!!

il seguente e’ il link per ascoltare la bella intervista, anche se sembra difficile accedervi.

http://it.1000mikes.com/app/archiveEntry.xhtml?archiveEntryId=295758

   ANNO 2013

Luglio 2013 Sono ospite della trasmissione Cambia il Mondo DI Centromareradio per parlare dei miei successi e del viaggio a Londra per incontrare i miei lettori inglesi:

 

 

 

 

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Interviste

Interviste


Il seguente link vi condurrà all’intervista che ho rilasciato a “Libera il Libro”, quale ospite della rubrica intervista all’autore il 20 agosto 2012. leggetela, io la trovo bellissima…..

http://www.liberaillibro.com/intervista-alla-scrittrice-daniela-alibrandi/

Di seguito e’ il link dell’intervista che ho rilasciato ad apollo edizioni, in occasione dell’uscita del mio thriller “Il bimbo di Rachele”

http://www.apolloedizioni.it/archivio.php

di Simona Leo
Fonte  temperamente.it

Daniela benvenuta. Lei ha esordito con il suo libro “NESSUN SEGNO SULLA NEVE”, una vicenda che si svolge nel presente ma che ha un fortissimo legame con il passato. Come mai questo titolo? Cosa vuole rappresentare?

Al titolo ho voluto dare un significato allegorico. La nostra vita vista come una distesa immensa, bianca di neve vergine e soffice, dove noi camminiamo anche affannosamente, con passi a volte pesanti. Cosa avverrebbe se, alla fine del cammino, voltandoci indietro, ci accorgessimo di non aver lasciato alcuna traccia sulla neve della nostra vita?

Il protagonista, Francesco, a un certo punto, attraverso Facebook ritrova Milena, una compagna di classe della quale negli anni del liceo si è innamorato. Cosa rappresenta per lei questo potente social network? Possiamo consideralo il motore della storia, considerato che grazie ad esso Francesco e Milena si ritrovano?

Facebook mi sono avvicinata con molta diffidenza, come molte persone della mia generazione, che preferiscono di gran lunga servirsi di vecchie agendine o diari per ritrovare gli amici del passato.  Mi sono dovuta ricredere quando, grazie a questo network, sono riuscita a riprendere i contatti con amici della mia vita trascorsa in Italia e, incredibilmente,  anche con quelli legati al periodo della mia adolescenza, vissuto negli Stati Uniti. Ho scoperto con gioia di essere rimasta nel cuore di tutti e che il modo di rapportarci ai sentimenti passati era comune. Pur riconoscendo quindi la validità del social network, non posso affermare che Facebook sia il motore della storia che ho scritto. Piuttosto è un mezzo che aiuta il protagonista a tornare sui suoi passi. È proprio la voglia di Francesco di riprendere i discorsi lasciati in sospeso durante la sua crescita a muovere la trama del romanzo, la casualità poi fa sì che il destino si compia.

I ricordi di Francesco riportano i lettori indietro nel tempo e, in particolar modo, nel ’68. Attraverso continui flashback quegli anni vengono ricostruiti e in qualche modo rivissuti. Io che in quel periodo non ero ancora nata ho avuto modo di poter apprendere quel clima che animava la nostra nazione e che ha determinato dei veri e propri cambiamenti. In queste pagine sicuramente emerge anche il suo ricordo. Cosa hanno rappresentato per lei quegli anni e quanto i ricordi di Francesco si avvicinano ai suoi?

Quegli anni hanno voluto dire molto per la mia generazione e per me. Anch’io ero insieme a quei ragazzi che credevano fermamente di cambiare il mondo, ero insieme ai tanti Francesco e Milena che correvano nella piazze gridando. I ricordi che evoco nel romanzo sono autentici, così come i luoghi dove la storia è ambientata ed i divertenti scherzi dei quali si ride ogni tanto. Ho voluto far conoscere anche a chi, come lei, non ha vissuto quel periodo quale fosse il reale clima sociale e politico che si viveva, descrivendo i sentimenti e le intime passioni di quei ragazzi, che con estrema facilità si trovavano coinvolti in situazioni pericolose e violente. Credo di essere riuscita a dare risposte valide a chi si è chiesto, ad esempio, cosa possa essere accaduto nella quotidianità di una famiglia italiana quando l’edizione straordinaria del telegiornale irruppe per dare la notizia della strage di Piazza Fontana a Milano e di altri tre attentati avvenuti contemporaneamente a Roma. Oppure ancora come abbia risposto la piazza  ad un avvenimento estremo come il compimento di una strage. Nel mio romanzo questi accadimenti si vivono finalmente in modo intimo e diretto.

La vicenda è narrata in prima persona e il protagonista è, appunto, un uomo. Come mai questa scelta? E come è stato immedesimarsi, da donna, nel ruolo di Francesco?

Premesso che l’ispirazione che porta a scrivere un romanzo è talmente coinvolgente da non prevedere scelte logiche, posso dire che all’inizio pensai di narrare la storia in prima persona per far entrare in modo immediato il lettore nella vita e nei pensieri  del protagonista. Sentii che il narrare un uomo mi avrebbe aiutato a non scivolare nell’autobiografia, permettendomi di raccontare liberamente anche me stessa, senza limitazioni. Man mano che andavo avanti però mi accorgevo sempre più di essere riuscita a forzare l’animo maschile in modo completo, descrivendone le debolezze, le passioni e anche le vigliaccherie e ho amato spaziare in quell’universo di sentimenti anche contraddittori, che non avrei mai creduto di poter interpretare così pienamente.

Il mondo maschile, però, ne esce sconfitto, a mio parere. È rappresentato come un mondo traditore e vigliacco. E di contro canto l’immagine della famiglia è sorretta su menzogne. Mi spiego. I personaggi maschili che incontriamo in questa vicenda tradiscono le loro mogli, ma l’importante è non farsi scoprire e non far  mai mancare niente alla donna portata all’altare. Mi sorprende che in questo meccanismo sia coinvolto anche il padre di Giulia, moglie del protagonista. Anziché augurarsi che l’uomo che sua figlia si accinge a sposare sia diverso da sé, raccomanda al genero di non far in modo che le sue ‘scappatelle’ facciano soffrire Giulia e per far sì gli consiglia di mentire ma di considerarla sempre al primo posto. Inoltre è proprio il comportamento maschile che porta al tragico epilogo, che non sveliamo. Come mai questa visione?

Anche questo è un retaggio di quella generazione e di certe convenzioni sociali. Una società che ancora non conosceva la conquista del divorzio, che emarginava come fossero marchiati una donna separata e i suoi figli,  preferiva la facciata borghese di un marito che non faceva mancare nulla alla famiglia, anche vivendo storielle extra coniugali, verso le quali si era molto indulgenti. Diverso era il discorso se ad essere adultera era la moglie, verso la quale non si usava alcuna clemenza e alla quale per legge potevano anche essere sottratti i figli. Il padre di Giulia, poi, non si illude che Francesco  sposi sua figlia  per amore, ed è per questo che lo affronta in modo così diretto ed inequivocabile. Nella storia l’importante per lui è, come per la mentalità borghese nella quale è vissuto, che la figlia sia sempre al di sopra di tutto. Anche se non sono stata mai particolarmente attratta dalle teorie femministe, l’essere cresciuta in quel periodo, in una società che sembrava ingessata e che privilegiava il ruolo maschile, mi ha fatto conoscere situazioni del genere. Credo, infine, che nessuno dei personaggi della storia, sia maschili che femminili, esca completamente vincitore o sconfitto.

Nel momento in cui ha iniziato a scrivere questo libro, aveva già in mente la sua conclusione o man mano che ‘nasceva’ si è trasformato in giallo?

Secondo la mia personale esperienza credo di poter  di dire che un autore inizia a scrivere una storia quando da vari giorni la sente “frullare” per la testa. Ne ode già le prime frasi, come venissero da una musica lontana, ne immagina le ambientazioni, i colori ed i profumi, ma non sa veramente come andrà a finire. Insomma egli immagina una situazione iniziale e poi si abbandona al fenomenale intreccio di ricordi, illusioni e creazioni che lo trasportano verso un finale che inizialmente non aveva neanche ipotizzato. È questa la magia della scrittura, un viaggio che lo stesso autore vede svolgere davanti ai suoi occhi e del quale è lui stesso parte integrante. Scrivendo questo libro ed i successivi, posso dire che l’ambientazione del thriller nel mio caso scatta ad un certo punto della storia, ma sempre all’improvviso.

Infine emerge una sorta di giustizia privata. Non troviamo, infatti,  investigatori ed effettivamente il caso si risolve ma non ci sono colpevoli ad espiare le proprie colpe. È un modo per manifestare una propria sfiducia nei confronti della giustizia?

Non particolarmente. Ho fiducia nella giustizia, ma credo che a volte la vita e gli eventi portino a far pagare i colpevoli in modo molto più sottile e crudele di come possa essere stabilito in un’aula di tribunale.

È in atto il progetto di un altro libro? Può svelarci qualcosa?

Come ho detto Nessun Segno Sulla Neve è il primo, ma non l’unico libro che ho scritto.  Credo di potermi sbilanciare dicendo che nell’anno in corso dovrebbe essere pubblicato un nuovo romanzo. È una storia appassionante e complessa che tratta di uno scottante argomento, quello cioè delle violenze fisiche e psicologiche ai danni dei bambini. Un thriller ambientato a Roma, la città eterna la cui crescita viene descritta insieme a quella dei protagonisti. Ma per ora non posso dire di più.

Augurandoci che possa lasciare tracce sulla neve, la ringraziamo per essere stata nostra ospite!

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LE RECENSIONI

Recensioni dagli Stati Uniti per “A Shadow on Merrimack River”


1391781_1424297347783723_1669529355_nDai Lettori:

a thriller set in New Hampshire in the 1960s, March 21, 2014
This review is from: A SHADOW ON MERRIMACK RIVER (Kindle Edition)
This thriller set in New Hampshire in the 1960s looks at one girl, her family, and the shadows of her life that are revealed. The author has done a wonderful job at portraying American life as seen through the eyes of a visitor to this country and the mystery behind the shadow on the Merrimack River is one that’s not easily solved by the reader.
The phrasing was a little hard to understand at times–it’s translated into English from Italian, and obviously by someone whose first language is not English. I would suggest that the author look for a translator who is American and is fluent in Italian for her next book, rather than an Italian who is fluent in English. I believe that would help with the ease of reading.
This issue did not reflect on my enjoyment of the book, however, and I look forward to the next book Ms. Alibrandi has for us.
5.0 out of 5 stars Good Quick Read- Interesting Journey, January 2, 2014
This book was a bit of a challenge at times {being translated from Italian}some phrases took me a bit to decipher. This did not take away from the main story. It is a tale of being treated as an outcast because of coming from another country, the way some shy away from people that are different. You become very connected to the character because of her treatment. The journey of finding a body within the water, adds the mystery. The building suspense and great character development leads to an unexpected ending.
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5.0 out of 5 stars A Mystery-Lover’s Mystery, December 9, 2013
Verified Purchase(What’s this?)
This review is from: A SHADOW ON MERRIMACK RIVER (Kindle Edition)
It has a great storyline and all the ingredients of a page-turning thriller with the suspense building chapter by chapter and then a totally unexpected surprise ending. I liked how we knew what the main character was thinking and feeling throughout and I had empathy for her. I also admired her courage in seeking out the truth even at risk to herself although I was scared for what might happen to her.
The translation could be a little smoother but that did not take away from understanding and enjoying the plot and character development. I didn’t want to put it down until I finished it! And now I’d like to read more!
5 out of 5 stars Excellent !, December 1, 2013
Verified Purchase(What’s this?)
This review is from: A SHADOW ON MERRIMACK RIVER (Kindle Edition)
I absolutely loved A Shadow on Merrimack River. It is definitely a page turner, and suspenseful throughout the story. The characters are well defined and the author’s attention to detail is amazing. A quick and wonderful read !
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A SHADOW ON MERRIMACK RIVER (Un'ombra sul fiume Merrimack)

A SHADOW ON MERRIMACK RIVER – The Book and the reviews


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THE BOOK:

A year in the United States, a fantastic opportunity to forget the events of the past. Then Diana will return to Rome, but if life in the United States will be a positive experience, she will be able to return. And Diana strongly hopes she will come back. In an evening of early spring, however, while with her friend Jenny, an obese girl, she is enjoying to skate on the Merrimack River still frozen, she doesn’t realize she has reached a point where the ice is breaking. In the fierce struggle that she engages with the force of the river waters, that with the beginning of the thaw are moving, Diana understands the plate is too thin, and may not hold up. And below, after hearing a thud, Diana realizes that glides silently a human body, a corpse from which she could be sucked into the river deepness. It’s the beginning of a nightmare in which Diana will live during the months that remain until her departure from what she had considered a quiet and peaceful little town. Until the solution of the mystery, which will take place with a stunning end.
The events take place in a small town in the Northeast of the United States in 1965-66, when America was in the midst of the conflict with Vietnam. Many descriptions of the places related to the nature and landscapes as well as to the complexity of American society. There is no lack of historical references.

The book is in catalogue at the Italian & European Bookshop in London.

Where to find it:

In the following link, where you can read the preview, and on Amazon stores all world wide.

THE REVIEWS:

By IT’S RAINING BOOKS:

This thriller set in New Hampshire in the 1960s looks at one girl, her family, and the shadows of her life that are revealed. The author has done a wonderful job at portraying American life as seen through the eyes of a visitor to this country and the mystery behind the shadow on the Merrimack River is one that’s not easily solved by the reader.

The phrasing was a little hard to understand at times–it’s translated into English from Italian, and obviously by someone whose first language is not English. I would suggest that the author look for a translator who is American and is fluent in Italian for her next book, rather than an Italian who is fluent in English. I believe that would help with the ease of reading.

This issue did not reflect on my enjoyment of the book, however, and I look forward to the next book Ms. Alibrandi has for us.

By DANIELLE JOHNS:

This book was a bit of a challenge at times {being translated from Italian}some phrases took me a bit to decipher. This did not take away from the main story. It is a tale of being treated as an outcast because of coming from another country, the way some shy away from people that are different. You become very connected to the character because of her treatment. The journey of finding a body within the water, adds the mystery. The building suspense and great character development leads to an unexpected ending.

By ALLISON WHITMORE:

It has a great storyline and all the ingredients of a page-turning thriller with the suspense building chapter by chapter and then a totally unexpected surprise ending. I liked how we knew what the main character was thinking and feeling throughout and I had empathy for her. I also admired her courage in seeking out the truth even at risk to herself although I was scared for what might happen to her.
The translation could be a little smoother but that did not take away from understanding and enjoying the plot and character development. I didn’t want to put it down until I finished it! And now I’d like to read more!

THE HUMAN STORY LINKED TO THIS BOOK:

The thriller is set in Manchester, New Hampshire. Brown Avenue, Goffs’ Falls, St. Francis Church and the school…here the characters move in an involving plot that takes to an umpredictable and stunning end.The place is where I lived during my adolescence. When my American friends read the book, they got in touch with me and told me that the whole area had been demolished to enlarge the airport area. I was so sorry when I came to know that those roads and buildings had all been demolished! But my friends where happy to have walked once again in those beloved places. After many years, thanks to the book, I met my friends again and that was the longest hug in history!

 

 

 

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I MIEI LIBRI, IL BIMBO DI RACHELE - Il libro

IL BIMBO DI RACHELE – Il libro


LA SINOSSI: “Un’alba di settembre luminosa e tersa, l’aria che profuma di mare. Una donna si sveglia in un giorno uguale agli altri nel quale, inspiegabilmente, sente di dover fare un bilancio della sua vita. Così lei, quarantenne sola e ancora molto piacente, volge il suo sguardo al passato, coperto da una nebbia tanto fitta da farle credere che gli anni trascorsi siano fatti di nulla. Man mano che la sua giornata si svolge, però, la nebbia si dissipa e lei, in una serie di flashback, inizia a rivedere il suo percorso che, al contrario, trasuda sentimento, passione ed è ricco di colpi di scena. L’amore che ha profuso, le cocenti delusioni e le decisioni che è stata costretta a prendere. Ancora in lei grida la scelta tra l’amore di un uomo e la vita di un bambino. Lasciare una città come Roma per trasferirsi in un paesino di provincia, sul mare, le è sembrato l’unico modo per sfuggire ai ricordi e a ciò che è stato. Ma è proprio lì, in quell’apparente rifugio sicuro, che il suo passato tornerà a cercarla. Una storia complessa, che regala momenti intensi e vividi, propri di una narrazione vivace e coinvolgente. Camminare tra le strade fumose di una Roma insolita e ammirare gli scenari naturali e stupefacenti di una solitaria scogliera. La passione, il sentimento, l’angoscia, il divertimento e la suspense che cresce e porta in modo sapiente al finale mozzafiato sono gli ingredienti di una storia indimenticabile.”

DUE PAROLE SUL LIBRO: Questo è il libro della mia produzione letteraria che si avvicina ai temi della letteratura rosa, trattati però con la forza del thriller. La storia di Rachele, infatti, è la semplice storia di una donna che non è riuscita, nonostante i suoi quaranta anni, a costruire una realtà sentimentale e familiare stabile. Ciò vuol dire che non ha saputo amare? Non è così, lei non solo ha amato, ma ha pagato per le sue scelte, fino a dover cambiare città per non essere coivolta maggiormante in ciò che il fato le ha riservato. Ma la sua fuga non le servirà a molto, il destino tornerà a cercarla, proprio nel luogo dove lei si sente più sicura.

Nel romanzo si parla di aborto, del femminismo degli anni ’80 e delle diverse realtà che si iniziavano a delineare nella Roma di quegli anni, come ad esempio la delinquenza di bande straniere o la scoperta della nuova inesorabile malattia, l’Aids. “Il Bimbo di Rachele” non è quindi un romanzo semplice, ma è piuttosto un viaggio introspettivo nell’animo di una donna che si è trovata a vivere nel turbinio del cambiamento di quella società divenuta  difficile e crudele.

Il libro è stato presentato con grande successo alla Fiera del Libro Calabrese di Lamezia Terme nel 2012 e ha ottenuto ottime recensioni. Ultimamente ha raggiunto la vetta dei Best Seller di Amazon Italia e Francia, dove ha ottenuto recensioni a cinque stelle. nella nuovissima edizione di Edizioni Universo ha vinto il Premio Speciale della Giuria “Lara Calisi- Carattere di Donna” al concorso nazionale premio letterario Città di Ladispoli 2024.

Qui potete leggere l’anteprima

La pagina Facebook dedicata al libro:

 

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I MIEI LIBRI, UN'OMBRA SUL FIUME MERRIMACK - Il libro

Un’Ombra sul Fiume Merrimack – Il libro


Questo libro, a lungo Best Seller di Amazon Italia, e’ tra i vincitori del premio internazionale Nanowrimo 2012. Tradotto nella versione inglese “A Shadow on Merrimack River” e’ ora diffuso negli Stati Uniti, Canada, Europa, Francia, Regno Unito e Giappone, dove ha spesso raggiunto la vetta dei Best Seller di Amazon. Il libro è in catalogo presso l’Italian & European  Bookshop di Londra. La sua edizione inglese ha ottenuto recensioni a cinque stelle dai lettori e dai blog letterari americani.

LA TRAMA: Un anno negli Stati Uniti, un’occasione fantastica per dimenticare gli avvenimenti del passato. Poi Diana tornerà a Roma. In una serata di inizio primavera, però, mentre insieme all’amica Jenny, una ragazza obesa, si diverte a pattinare sul fiume Merrimack ancora in parte ghiacciato, non si accorge di essere arrivata in un punto dove il ghiaccio sta cedendo e si rende conto che la lastra è troppo sottile per poter reggere il suo peso. E al di sotto di essa Diana si rende conto che scivola silenziosamente un corpo morto, dal quale rischia di essere catturata e trascinata nella profonda oscurità del fiume. E’ l’inizio di un vero incubo nel quale Diana vivrà ancora per i mesi di soggiorno che le restano fino alla partenza da quella che lei aveva reputato una tranquilla e pacifica cittadina della provincia americana. Fino alla soluzione del mistero, che avverrà con un finale mozzafiato.
Gli avvenimenti si svolgono in una cittadina del Nordest degli Stati Uniti, nel 1965, quando l’America era nel pieno del conflitto con il Vietnam. Molte le descrizioni relative alla natura dei luoghi e alla complessità della società americana. Non mancano riferimenti storici.

Dove acquistarlo:

Per la versione cartacea basterà ordinarlo nella libreria più vicina tra le 4.500 indicate al seguente link, oppure in tutte le librerie del territorio nazionale, con il servizio Fastbook:

http://www.youcanprint.it/librerie-in-italia-self-publishing.html

Se vi piace leggere l’ebook ecco i link di Amazon e di Kobo, dove potrete leggere l’anteprima. Anche disponibile in IBS, Giunti etc…

Per Kobo:

https://www.kobo.com/us/en/ebook/un-ombra-sul-fiume-merrimack

Per Amazon:

https://www.amazon.it/UNOMBRA-FIUME-MERRIMACK-Daniela-Alibrandi-ebook/dp/B00BCGTIVI/ref=sr_1_fkmrnull_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=un%27ombra+sul+fiume+merrimack&qid=1554044434&s=books&sr=1-1-fkmrnull

Pagina Facebook dedicata al libro: 

https://www.facebook.com/pages/UnOmbra-sul-Fiume-Merrimack/711294325567120?fref=ts

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LA PAROLA AI LETTORI

Mail di due lettori di Nessun Segno sulla Neve e il dono di Luca Stratta


Di seguito potrete leggere ciò che mi ha scritto una lettrice del libro “Nessun Segno Sulla Neve”. L’emozione che la lettera mi ha fatto provare è indescrivibile, anche per me che amo analizzare le innumerevoli sfaccettature dei sentimenti umani. Per un autore il cerchio si chiude solo con il feedback dei suoi lettori, del suo pubblico e la profondità, la delicatezza delle parole che leggerete sono state la miglior risposta che potevo avere.

Cara Daniela, sono stata a lungo combattuta se scriverti una recensione o una lettera. Ho poi deciso per quest’ultima perché non è della trama del romanzo o della costruzione dei personaggi che ti voglio parlare, ma delle mie emozioni, quelle che il tuo libro mi ha suscitato. Come iniziare? Forse da quella sensazione che mi ha legato e imprigionato davanti alle pagine, da quel profondo senso di autenticità che ho percepito fin dalle prime righe. Il tuo modo di scrivere non è artificioso, la “mano dell’autore” (per questo ancor più magistrale) è talmente eclissata che si è immersi nell’animo dell’uomo che non racconta da narratore, ma che vive la sua vita. Ho apprezzato moltissimo il continuo intreccio dei molteplici tempi del racconto: l’adesso presente, i ricordi passati, i ricordi recenti, l’adesso del passato delle pagine di diario. Il tocco superlativo è quando finalmente tutti questi tempi indipendenti si incontrano e si fondono in uno, nell’ultima pagina.

Grazie alle tue descrizioni spontanee e semplici, inteso come essenziali e limpide, mi si sono materializzate davanti agli occhi le storie che narri, e non importava se fossi seduta in treno o in piedi sulla metro o ad aspettare l’arrivo del professore in aula (sfruttando ogni secondo per andare avanti nell’affascinante lettura), ovunque fossi riuscivo a sentire l’aria umida del Tevere, i caldi raggi del sole, il profumo del mare. Non ti scriverei cose per convenzione o che non sento col cuore: ho provato con i tuoi personaggi tutte le loro emozioni: l’amicizia, l’amore, la gioia, la passione, il senso di inadeguatezza, la sconfitta, il fallimento, i loro brividi e la loro malinconia. Se c’è un’emozione che sei riuscita a trasmettere di più, forse è proprio questa: la malinconia, che siamo sempre meno capaci di percepire in mezzo alla nostra fretta quotidiana.

Nelle presentazioni del tuo libro viene posto molto l’accento sul tema del‘68 e delle lotte dei giovani di quegli anni, che tanta parte hanno nel romanzo. Io su quegli anni sapevo quel poco che si studia sui libri di scuola, con quell’attenzione che puoi dedicarvi a fine anno, a fine programma e a fine liceo, e quei pochi commenti, spesso luoghi comuni, che si sentono in giro. Leggo molto, soprattutto romanzi storici, generalmente ambientati nell’epoca dell’antichità classica che è la mia passione, non sono un critico e non so quale sia il discrimine tecnico per definire un libro “romanzo storico”, ma da parte mia il tuo romanzo lo definirei tale. Mi ha fatto conoscere un periodo della nostra storia a me sconosciuto, con gli occhi di chi lo ha vissuto e poi elaborato e descritto con uno sguardo critico e oggettivo, per quanto un’interpretazione storica lo possa essere, che è difficile trovare persino nei testi scolastici. Sguardo critico che bisognerebbe adottare proprio in questi giorni che vedono tante manifestazioni e molti di noi studenti, che forti della vostra esperienza dovremmo cercare di non cadere in quegli eccessi e quelle strumentalizzazioni (che invece ancora si verificano) per poter fare un passo in più verso la civiltà.

Ma credo che chiunque legga questo libro verrà colpito da un aspetto diverso che toccando le corde del suo animo susciterà una melodia nuova. Non è quello del‘68 il tema che più mi ha toccato, quanto piuttosto la vicenda intima dell’ uomo che realizza di non credere più in ciò che vive e per cui ha vissuto per molti anni, e arriva a rinnegarlo in nome di un’illusione che lo porta, invece, a perdere tutto. Mi ha colpito la tua capacità di lettura dell’ animo di questo padre. Sarà perché tutte queste emozioni mi avevano invaso così profondamente il cuore che per il finale non trovo altre parole che “sconvolgente”. Veramente, pur avendo letto gli ultimi due capitoli (che potrebbero costituire un racconto breve a sé) nel pomeriggio, solo la mattina seguente sono riuscita a liberami del turbamento da ciò che avevo visto accadere.        Marta Geri

UN’ALTRA MERAVIGLIOSA MAIL DI UN LETTORE

Scusa se ti scrivo solo ora daniela, il libro l’ho finito ormai da molto tempo, tant’è che l’ho già passato ad altri lettori che spero lo apprezzeranno quanto l’ho apprezzato io.Mi è piaciuto tantissimo, è molto coinvolgente e mai banale. Sei stata capace di creare una trama molto articolata che fino all’ultimo mi ha tenuto attaccato alle pagine che scorrevano senza noia, e soprattutto alla fine sei riuscita a stupirmi completamente,non sospettavo niente di quello che sarebbe successo. L’ambientazione che hai scelto rende tutto così autentico e lascia un atmosfera familiare a chi vive i luoghi del racconto tutti i giorni.

Emanuele Bazzichetto

IL PENSIERO E IL DONO DI LUCA STRATTA

A volte dai lettori si ricevono dei veri e propri doni. Un affezionato lettore, Luca Stratta, mi ha inviato le sue recensioni ai miei racconti brevi, quelli che vengono pubblicati mensilmente dal settimanale L’Ortica del Venerdì, alcuni dei quali hanno vinto importanti premi letterari nazionali. Le recensioni di questo ragazzo meritano veramente di essere lette, le pubblico per voi:

1) La Terra Di Nessuno

Ci sono varie interpretazioni possibili riguardo a questo racconto breve. Innanzitutto, io lo vedo come un inno alla vita, come un inno alla natura. La semplicità la fa da padrona. La “matta” del paese potrebbe riconoscersi in una donna sola, senza figli, che cresce e tratta le sue piantine considerandole a tutti gli effetti la sua famiglia. Potrebbe anche essere una donna d’altri tempi, che non si riconosce più in questa società frenetica, e che piantando quelle piantine ritorna alle origini, cercando il contatto diretto con la natura e con il mistero della vita che nasce, cresce e ha bisogno di cura per andare avanti. C’è una nota “acida” nel racconto, ed è rappresentata non solo dai ragazzini, ma anche dai loro genitori, nella frase “…sentendo anche il disagio dei loro genitori…”. Hai fatto centro, è proprio così. Secondo me hai voluto lasciar intendere che molto spesso i ragazzini sono abbandonati a se stessi dai loro genitori davanti ai videogiochi, ed è per questo che perdono il contatto e il rispetto per le cose essenziali. Prendono tutto come un gioco. Naturalmente, il ripetitore è l’antenna eretta a Ladispoli, rappresentato in prima pagina dall’Ortica la scorsa settimana. Splendido il passaggio finale. Giorgio scopre la potenza della natura stessa, che, a differenza del ripetitore in questione, e di ogni creazione “artificiale” dell’uomo, fa il suo corso a prescindere da tutto e da tutti. Le piante cresceranno sempre anche se non ci sarà più l’uomo. La vita spazza via tutto, tranne la natura.

2) Il Vento Dolce D’Aprile

Il filo conduttore di questo racconto è innanzitutto la serenità. La serenità di aprirsi, di essere se stessi, e di sentirsi rilassati nel farlo. Il luogo da te descritto come calmo, tranquillo, la musica di sottofondo rilassante, fanno sprofondare il lettore in una sensazione identica. Ma la vera perla è la seguente frase : “Non è vero che si resta abbagliati guardando con fierezza il sole, anzi, inspiegabilmente in esso ci si rivede la propria immagine, come in uno specchio che, ardente, la fonde e la conia, per renderla eterna”. Splendida, complimenti.

3) Il Bacio Dei Vecchi.

Premessa : questo racconto fa capire, senza mezze misure che sei un’ inguaribile romantica. L’avevo già capito, ma leggendo queste righe ne ho avuto la conferma. Parli dell’amore a 360 gradi, dell’amore vero.I due anziani in questione si amano veramente, si sono amati una vita e lo faranno fino alla fine dei loro giorni. Da quanto ho capito, da quanto ho potuto vedere, tu comunque l’amore eterno l’hai trovato, ed è tuo marito. Credo proprio che tu sia innamorata cotta ancora oggi di lui. Il racconto lo fa trasparire. E’ come se in quella coppia di anziani avessi rivisto e raccontato la vostra storia d’amore tra 30 anni.Questo almeno è il mio pensiero. Forse è proprio per questo che l’amore, o comunque il sentimento, è il filo conduttore di tutti i tuoi racconti.

4) L’Ultima Casa

E’ veramente un racconto splendido. Spesso, gli anziani del mio paese, ripetono la frase : “E’ cambiato tutto!”. Lo stesso vale per il protagonista di questo racconto. Non vuole saperne di andare incontro all’industrializzazione, vuole continuare a vivere nel suo mondo “fatato”, magico e naturale. E’ dura per lui cancellare le sue origini, come per tutti, del resto. Il finale è triste, però il fatto che il mare “abbia vinto” lascia intravedere un barlume di speranza.

5) Il Compagno Amaro

E’ un racconto straziante, e ti devo fare i complimenti perché sei riuscita a raccontare il dolore in maniera sobria e diretta. Non è facile. C’è poco altro da dire, se non che tutte le donne che hanno letto il tuo racconto e hanno superato la malattia, sicuramente avranno pianto a dirotto durante la lettura.

6) La Rimpatriata

Qui gioco in casa. Ho finito da sei anni le superiori, e il tuo racconto mi ha fatto tornare indietro nel tempo. Nella tua storia, nel tuo racconto, nelle esperienze tue e dei tuoi compagni, ho rivisto le mie. Hai narrato perfettamente la magia dei giorni di scuola, della spensieratezza, della sensazione di libertà che si Provava, nonostante i compiti da fare. Concludendo, questo tuo racconto breve è pura emozione, ed è rivolto a tutti, perché tutti abbiamo vissuto quei momenti spensierati.

7) C’Era Una volta Una Donna Bellissima

Una madre vuole il meglio per suo figlio, in questo caso sua figlia. Una madre che ha dovuto crescere una figlia da sola, che si è ammalata pur di garantirle un piatto caldo e un tetto sulla testa, che è morta per darle una vita migliore. Un racconto struggente, e attuale : “la crisi economica” la stiamo vivendo anche ai giorni nostri, e credo il tuo intento fosse proprio questo. Rendere attuale la storia della “donna bellissima”.

8) I Suoi Passi Leggeri

Appena ho letto il termine ebreo, mi è venuto in mente uno dei miei film preferiti in assoluto, ovvero “La Vita E’ Bella” di Benigni. Anche questo argomento è scottante, ma ti sei destreggiata bene nel raccontarlo. Il succo della questione è che non bisogna mai rinnegare le proprie origini. Siamo esseri umani e basta, a prescindere da colore, sesso, razza e cultura. Il grido finale “Io resterò” è da brivido. …Ecco quello che penso dei tuoi racconti brevi. Essi riflettono perfettamente il tuo animo di donna romantica, sognatrice, attenta alle tematiche sociali, acuta osservatrice e amante della vita in ogni sua essenza. Complimenti ancora,

Luca Stratta

Ed ecco la bellissima poesia che mi ha dedicato Luca Stratta.

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LA PAROLA AI LETTORI

Cristina Masciola, il suo meraviglioso pensiero


Il seguente è un pezzo scritto per me da Cristina MASCIOLA, autrice di “Razza Bastarda” e “Terapia del Dolore”. Ho conosciuto  la Masciola in occasione del Concorso Letterario “Il Volo di Pegaso” 2010, indetto dall’Istituto Superiore di Sanità, che ho vinto con il pezzo “Il Compagno Amaro”, che trovate sul sito, nella pagina dedicata ai miei racconti. Lei faceva parte della giuria ed il momento nel quale mi ha cercato, per conoscermi e dirmi  che in me aveva trovato una “scrittrice vera” e che assolutamente avrei dovuto continuare a scrivere, per me resta una di quelle rare occasioni nelle quali si vola in alto, in un cielo terso e infinito.

DANIELA  E’ UNA SCRITTRICE

Daniela è una scrittrice. Quello che a molti sembra un dato di fatto, una banale definizione, per lei non lo è, come non lo è per me. Non lo è mai stata.

C’è un momento, un istante, una frazione di tempo piccolissima, in cui si diventa “scrittori”. Non è il giorno in cui cominci a guardare un foglio bianco con la spinta irrefrenabile a riempirlo di storie. Non è il giorno in cui trovi il coraggio di chiedere a qualcuno di leggere ciò che hai scritto, il giorno in cui il tuo pudore, la tua vergogna tutta, lascia spazio al desiderio di essere conosciuta attraverso le parole. Non è neanche il giorno in cui un editore ti telefona e ti dice, il suo libro mi è piaciuto. E nemmeno il giorno in cui tieni in mano un volume, ed è il tuo, proprio il tuo, c’è scritto il tuo nome, corpo 20, neretto, e un titolo, il tuo titolo.

Ti accorgi che sei uno scrittore il giorno in cui senti che il tuo corpo, il tuo cuore, tutta te, è attraversato da milioni di parole, che entrano, si fanno sangue, circolano dentro di te, e finiscono su centinaia di pagine. E non è un caso, né un talento, è il tuo destino, e tu l’hai riconosciuto e ora lo percorri, senza tentennamenti. E allora, solo allora, se qualcuno ti chiede, cosa fai nella vita? Allora, solo allora tu puoi dire, io scrivo.

Il tuo viso adesso è diverso, i tuoi cinque sensi sono allertati, tutto ciò che assorbiranno potrebbe diventare un c’era una volta. E ogni giorno, mentre altri sentono i morsi della fame, mentre altri ancora hanno sete…tu hai bisogno di una penna, di un foglio di carta…e niente altro.

Così immagino quel momento. Forse Daniela era in macchina, forse sola nella sua casa, innaffiando un vaso di fiori, forse al lavoro tra colleghi distratti. Chissà che ora era. Se pioveva o c’era il sole. Ma in quel momento lei avrà sentito qualcosa dentro di sé., si sarà guardata intorno, qualcuno mi ha chiamata? No….nessuno l’ha chiamata, nessuno di quelli che erano intorno a lei. A chiamarla è stata il suo destino di narratrice.

Da quel giorno Daniela è una donna libera. Perché scrivere, come leggere, è la forma più alta di libertà.  Da quel giorno Daniela può dire fino in fondo, io sono. Da quel giorno non sarà più sola, perché la carta è compagna, le parole sono amiche, la penna è tua sorella.

Ho conosciuto Daniela in occasione di un concorso letterario. Ero la giurata. Ricordo mesi a leggere racconti, poesie. Ogni giorno affondavo lo sguardo in storie di dolore e solitudine. Ogni giorno vivevo la speranza di chi come lei, conosce la malattia, quella più ignobile, perché rara e sconosciuta. Poi, un pomeriggio di dicembre, come adesso, mi capitò il suo racconto tra le mani. Cominciai a leggere.  E mentre leggevo la mia carne si trasformava, assumevo le sembianze di quella donna, che nel tempo aveva scelto il suo compagno di vita, il dolore.

Poche pagine, interlinea singola, parole fitte di vita e morte. E alla fine mi ritrovai tra le lacrime. E mi resi conto che non piangevo di pena e compassione, io piangevo di gioia, la gioia assurda che prende quando leggi qualcosa che è perfetto, totalmente, irreversibilmente perfetto. La bellezza non è un movimento necessariamente positivo. La bellezza è l’adesione totale della parola alla vita, al sogno, al dolore, alla morte. Ecco, io avevo letto qualcosa di bello. Bello. E per tre mesi ho aspettato il giorno della premiazione, con l’unico scopo di guardare gli occhi di Daniela, e poterle dire grazie. Grazie, perché la bellezza è un dono raro. Come la sua malattia. E lei era stata generosa, mi aveva fatto un regalo immenso che ancora oggi di tanto in tanto torno ad aprire. Lo scarto piano, con delicatezza, rileggo quelle righe, e lo ritrovo.

Non vi ho parlato di questo libro. Oggi molti lo faranno. Io volevo dirvi Daniela, così come io la vedo. Una donna libera con una penna in mano, carne viva che si lascia attraversare dalle parole, generosa di sé, spudorata come ogni vero scrittore deve essere, onesta.

Grazie Daniela.

CRISTINA MASCIOLA

Il racconto “Il Compagno Amaro”, vincitore del concorso letterario nazionale Il Volo di Pegaso 2010 indetto dall’Istituto Superiore di Sanità, è stato pubblicato nella raccolta dedicata al concorso, da vari settimanali (tra cui l’Ortica del venerdì che ha curato la copertina in evidenza, da un periodico della RAI ed è parte dell’antologia I Doni della Mente al seguente link:

https://danielaalibrandi.wordpress.com/2017/07/09/dove-acquistare-i-doni-della-mente/

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Biografia

VOGLIA DI SCRIVERE


Sono nata a Roma, dove si è svolta la mia infanzia, mentre ho vissuto un periodo significativo della mia adolescenza negli Stati Uniti d’America, studiando alla St. Francis School di Manchester, New Hampshire. Tornata in Italia ho proseguito gli studi classici presso il liceo classico Socrate di Roma e l’Università La Sapienza. Anche nella vita professionale ho vissuto esperienze in contesti diversi, che hanno arricchito il mio bagaglio personale. Durante il mio impegno presso gli Scambi Culturali del MIUR, mi sono occupata di Relazioni Internazionali, nell’ambito dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa, curando anche l’edizione italiana di alcuni testi ufficiali. Ho fatto parte del team che ha realizzato il “Peace Program” con lo stato di New York. Ho rivestito inoltre il ruolo di Dirigente Amministrativo nel settore scolastico. Sposata e con due figli ho scelto di dedicarmi solo alla scrittura trasferendomi in una cittadina sulla costa a nord di Roma, senza dimenticare la città eterna alla quale resto sempre profondamente legata.

Sono stata sempre incline alla scrittura e questa passione mi ha portato a creare diverse opere con le quali ho avuto l’onore di vincere significativi riconoscimenti e premi letterari, tra cui nel marzo 2022 il prestigioso Premio alla Carriera Women Arts Week 2022 https://danielaalibrandi.wordpress.com/category/i-miei-premi-letterari/.

Nel maggio 2024 ho avuto un grande riconoscimento: lo stile dei miei romanzi di genere giallo/thriller/noir, più volte definito dai critici letterari e recensori sia italiani che statunitensi come multidimensionale, è stato ufficializzato e depositato con il nome di MultiDimensionCrime (acronimo MDC oppure MDCrime) del quale io risulto essere pioniera. Rispondono a questo genere solo quelli che tra i miei libri racchiudono e armonizzano le caratteristiche dei tre filoni portanti, giallo/thriller/noir forgiando l’immaginazione del lettore in modo multidimensionale e fregiandosi, unici al mondo, del relativo acronimo.

I MIEI LIBRI

Scrittori si nasce, ma quando, nel corso della vita, si trova l’impulso giusto per iniziare a scrivere? Nel mio caso è stato dopo un infortunio che per un po’ mi ha tenuto ferma, lontana dai ritmi concitati legati al lavoro e a tutto ciò che una donna sposata e con figli deve provvedere. Sola e inferma, mentre tutto il meccanismo del quale mi ritenevo erroneamente motore insostituibile andava avanti alla grande, mi sono abbandonata all’ispirazione e ho iniziato a scrivere “Nessun segno sulla neve”. Di seguito il mio percorso, in un crescendo di successi che mai avrei immaginato di poter raggiungere…

FRESCHI DI STAMPA DEL 2025

I DELITTI DELLA VERGINE

Roma nasconde segreti mortali. Ragazze innocenti scompaiono senza lasciare traccia, in un mistero legato agli antichi acquedotti da svelare prima che sia troppo tardi. Nel cuore di Roma, il commissario Rosco affronta il suo caso più inquietante: giovani ragazze stanno scomparendo misteriosamente, e l’unico collegamento sembra essere la leggendaria Fontana di Trevi. Quando il corpo di Diletta viene ritrovato nelle acque della fontana, Rosco si rende conto che sta affrontando qualcosa di più oscuro di un semplice serial killer. In questo thriller psicologico, Daniela Alibrandi intreccia magistralmente storia antica e crimine contemporaneo. I sotterranei di Roma diventano un labirinto di terrore, dove passato e presente si fondono in un racconto mozzafiato che esplora i temi della purezza, della vendetta e della redenzione.

FRESCHI DI STAMPA DEL 2024

I DELITTI DEL MUGNONE (Morellini Editore)cover-delitti-del-mugnone

E’ un MultiDimensionCrime di Daniela Alibrandi

Nell’atmosfera misteriosa e inquietante di un monastero, adagiato sulle colline toscane e in prossimità del fiume Mugnone, un giallo ambientato nella seconda metà degli anni Ottanta. Qui si intrecceranno i destini di una ragazza, alla ricerca disperata di un rifugio, di uno spietato assassino, che ama firmare i suoi efferati delitti, e del commissario Rosco, da poco trasferitosi a Firenze. Il capoluogo toscano non offre la sperata tranquillità al commissario, che si trova a lavorare, non senza difficoltà, insieme a una nuova squadra. Dal fiume Mugnone, infatti, riaffiorano a pochi giorni di distanza i cadaveri di due adolescenti, orrendamente sfigurati. Il richiamo ad altri due identici delitti irrisolti di tre anni prima porterà Riccardo Rosco a richiedere l’aiuto della sua ex ispettrice Porzi. Nella cornice fiorentina, intrisa di sapore medievale e abilmente descritta, si muovono con disinvoltura i personaggi. E tra intrecci imprevedibili e potenti colpi di scena, si definirà un raccapricciante puzzle.

FRESCHI DI STAMPA DEL 2023

DELITTI SOMMERSI (Morellini Editore)

                           E’ un MultiDimensionCrime di Daniela Alibrandi

Mani Fredde, un maniaco psicopatico, viene rilasciato dall’ospedale psichiatrico giudiziario dove ha scontato cinque anni di reclusione, per essere affidato alla valutazione del servizio neuropsichiatrico dell’ospedale romano Gianicolense. Ingannando gli specialisti, ottiene un regime di semilibertà. Ora potrà attuare la vendetta che ha pianificato contro il commissario Rosco e l’agente Loverso i quali, a suo tempo, lo assicurarono alla giustizia. Si è documentato sui segreti del sottosuolo romano, scoprendo l’esistenza di un sistema di laghi sotterranei. Il suo piano prevede di sfruttare a proprio vantaggio l’imperscrutabilità di quei luoghi. In quelle stesse ore Luigi Monti, un portantino dello stesso ospedale Gianicolense, sotto al quale si trova un enorme lago sotterraneo, si rivolge al commissario Rosco, per risolvere il mistero delle ruote tagliate sistematicamente alla sua auto. La vita di Mani Fredde si intreccerà drammaticamente con quella del Monti.

Appena uscito “Delitti sommersi” è stato inserito nel prestigioso Festival del Noir Torino e Milano in Bionda 2023, insieme alle opere dei più importanti giallisti italiani. Presentato in molti luoghi suggestivi, come la Sala del Nostromo al Castello di Santa Severa e il Chiostro degli Agosiniani di Bracciano, è stato protagonista di una delle più spettacolari presentazioni, all’interno dei sotterranei delle Case Romane del Celio, attigui ai laghi sotterranei.

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La seguente trilogia è finalmente nella nuovissima edizione MultiDimensionCrime. Ogni romanzo si può fregiare della definizione 

MultiDimensionCrime di Daniela Alibrandi

Lo stile che mi è stato riconosciuto, ufficializzato e depositato nel maggio 2024, che fonde in modo armonioso le caratteristiche del giallo, del thriller e del noir. I tre romanzi si leggono autonomamente ma, se si vuole seguire la vita e le vicende personali del commissario Rosco e della sua suadra, vi consiglio di leggerli nel seguente ordine: Delitti fuori orario, Delitti negati, Delitti postdatati. Tre romanzi di successo che vedono la continuazione in EDelitti sommersi, ambientato nei laghi sotterranei romani e I delitti del Mugnone, in un monastero tra Firenze e Fiesole.  

“Delitti fuori orario”, ora nella nuovissima edizione MultiDimensionCrime,  è rientrato tra i finalisti del prestigioso concorso letterario nazionale Romanzi in cerca d’autore 2018, organizzato da Mondadori Store, Kobo Writing Life e Passione Scrittore. Nell’aprile 2021 ha ottenuto la Segnalazione Premio Speciale Giallo Noir al concorso letterario nazionale Città di Grottammare. Della avvincente trama, oltre a vari settimanali, si è occupata anche la rivista Nuova Armonia della RAI. Dal 5 all’8 dicembre il romanzo è stato in esposizione alla Fiera Italiana dello Scrittore, del Libro e del Lettore, organizzata dalla FUIS e da Federintermedia. In particolare nella mattina del 7 dicembre il libro è stato oggetto di una videoconferenza. Una trasmissione  significativa dedicata a questo romanzo è stata la rubrica Lo Scaffale del Rg Lazio (RAI 3), a cura della giornalista Rossana Livolsi, andata in onda l’8 maggio 2021 e dedicata totalmente alla trama coinvolgente e alle sue misteriose ambientazioni. Il romanzo è presente in edizione italiana presso la prestigiosa biblioteca di Harvard e nella Public Library di New York

“Delitti Negati”, nella nuovissima edizione MultiDimensionCrime, ambientato nella Roma a cavallo tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, porta il lettore a scoprire una città inconsueta e fumosa, a calpestarne gli antichi selciati e, soprattutto, a inoltrarsi nel suo mondo sotterraneo, spesso sconosciuto agli stessi romani. In particolare il romanzo racconta di crimini che avvengono a Borgo Pio, il rione al confine con la Città del Vaticano e con le sue segrete. Attraverso intrecci e suspense si scoprirà l’inaspettato mondo dei sotterranei vaticani, nella perenne lotta tra il Bene e il Male. Il romanzo è stato ospite di varie trasmissioni RAI, tra cui Lo Scaffale di RAI 3, a cura di Rossana Livolsi e Incontri d’autore, a cura di Alessandra Rauti.

“Delitti Postdatati” , nella nuovissima edizione MultiDimensionCrime, è ambientato nella Roma dei primi anni Ottanta ma affonda le radici nella realtà degli anni Quaranta e, con una trama ricca di suspense e di colpi di scena, continua la serie iniziata dal pluripremiato “Delitti fuori orario”. I romanzi hanno in comune solo l’ambientazione in una Roma fumosa e inconsueta, a cavallo tra la fine anni Settanta e primi anni Ottanta. Mentre il primo della serie conduceva il lettore nel labirinto sotterraneo su cui è sorto il quartiere romano di Prati, e il secondo alla scoperta dei sotterranei vaticani, “Delitti Postdatati” rivela il misterioso legame esistente tra alcune famiglie residenti in tre quartieri strategici di Roma, L’Aventino, L’Eur e l’antichissimo Rione Monti. In un ritmo calzante, la trama si intreccia  dopo il verificarsi di alcuni delitti nella Roma bene. Presentato come inedito al concorso letterario nazionale Crime Gold Carlo De Filippis, il romanzo ha vinto il Premio Poliziesco Gold 2020, è stato ospite della trasmissione RAI Incontri d’autore, a cura di Alessandra Rauti, ed è presente in edizione italiana presso la prestigiosa biblioteca di Harvard così come nella Public Library di New York.

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Ricordo che le precedenti edizioni della trilogia “Delitti Fuori Orario, “Delitti Negati nei Sacri Sotterranei” e “Delitti Postdatati” della Ianieri Edizioni, così come “I Delitti negati” de L’Erudita Edizioni sono FUORI CATALOGO. (Vedi Fine Articolo)

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FRESCHI DI STAMPA DEL 2020

          “VIAGGIO A VIENNA” (Morellini Editore)

Dal 15 ottobre 2020 nelle librerie fisiche e online il mio nuovissimo romanzo “Viaggio a Vienna” (Morellini Editore) inserito nella collana editoriale Fuori Collana, in edizione cartacea e in ebook. Una trama intrecciata e coinvolgente, un viaggio onirico nella profondità dell’animo umano e nelle intime atmosfere della misteriosa e affascinante città di Vienna. Appena uscito ha già suscitato grande attenzione per le tematiche trattate e per le suggestive ambientazioni. Pubblicizzato su settimanali come L’Ortica del Venerdì e nazionali come MIO, ospite della rubrica Lo Scaffale del periodico RAI Nuova Armonia, il romanzo è stato oggetto di un’interessante intervista all’autrice su Rai Radio 1, per la trasmissione Incontri d’autore, condotta dalla giornalista Alessandra Rauti. Il romanzo è stato ospite della rubrica Eat Parade del Tg2 nazionale. Nel 2020 i circoli letterari italiani hanno definito il romanzo uno dei più bei libri dell’anno e “Viaggio a Vienna” è stato inserito nel Torneo Robinson di Repubblica del 2021.

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 LE USCITE DEL 2019

 “I MISTERI DEL VASO ETRUSCO”(Edizioni Universo)

Nel dicembre 2019 Edizioni Universo ha rieditato con il titolo “I Misteri del Vaso Etrusco”, il romanzo ora fuori catalogo “Il vaso di Bemberly”, che era stato pubblicato nel maggio 2017 da L’Erudita, marchio di Giulio Perrone Editore. Il libro, nella sua prima edizione, venne inserito nella rassegna letteraria Racconti in Blu e presentato presso il Castello di Santa Severa il 27 luglio 2017. Nella nuova edizione è stato ammesso al concorso “Il Borgo Italiano” 2018 ed è stato protagonista di una meravifglosa presentazione presso la Sala Ruspoli, nell’antico centro della Cerveteri etrusca, con le riprese televisive di Canale 10. Dal 5 all’8 dicembre il romanzo è stato in esposizione alla Fiera Italiana dello Scrittore, del Libro e del Lettore, organizzata dalla FUIS e da Federintermedia. In particolare nella mattina del 7 dicembre il libro è stato oggetto di una videoconferenza insieme a “Delitti fuori orario”.

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     I  GRANDI  SUCCESSI

“UNA MORTE SOLA NON BASTA”(Del Vecchio Editore)

Nel marzo 2016 un grande successo! Del Vecchio Editore ha pubblicato il mio libro “Una morte sola non basta”. Presentato con grande riscontro di pubblico a Roma e a Firenze, è stato inserito nella rassegna letteraria Letti di Notte 2016. Nell’agosto 2016, inserto nella rassegna letteraria Racconti in Blu, è stato presentato presso Il Castello di Santa Severa. Il romanzo, ammesso al concorso “Giornate di Letteraria 2017”, ha suscitato l’immediata attenzione della critica letteraria. Nel marzo 2019 “Una morte sola non basta” è stato presentato presso la Biblioteca della Camera dei Deputati. Presente nelle più importanti fiere del libro italiane come il Salone del libro di Torino, Book Festival di PisaBook Pride di Milano e Piùlibriepiùliberi di Roma, il libro è stato inserito, nella sua edizione italiana, nel catalogo di prestigiose università statunitensi quali Harvard e Yale e viene definito dalla critica “un grande romanzo neo realista”.

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“NESSUN SEGNO SULLA NEVE” (Edizioni Universo) 

Nel dicembre 2010 ho pubblicato il romanzo “Nessun Segno Sulla Neve”, rieditato nel 2015 da Universo Edizioni, un thriller psicologico presentato la prima volta il 7 dicembre 2010 a Roma, presso la libreria Odradek. Il romanzo è stato successivamente proposto presso la sala conferenze del Castello di Santa Severa, a Genova, presso la libreria Books in the Casba e in altri eventi, come le Fiera del Libro di Modena nel 2011. Inserito nella collana editoriale Oltre La Città, il libro è stato scelto dal Comune di Roma per un evento culturale e letterario dell’Estate Romana 2012 e presentato nei giardini di Castel Sant’Angelo a Roma. Nel luglio 2013 “Nessun Segno sulla Neve” ha vinto il premio letterario nazionale Circe 2013, aggiudicandosi una meravigliosa presentazione alla Fiera di Roma Piùlibripiùliberi 2013. Inserito in catalogo presso la Italian & European Bookshop di Londra e nella collana editoriale Crimini Innocenti, è stato tradotto nell’edizione inglese di “No Steps On The Snow” e reso disponibile all’estero. Il libro ha scalato con successo le classifiche dei Best Seller di Amazon Italia, America, Regno Unito, Francia e Giappone. Nell’estate del 2015 ben cinquanta blog statunitensi hanno parlato del romanzo.

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         “QUELLE STRANE RAGAZZE”(Youcanprint)

Nel febbraio 2018 è uscito il thriller “Quelle strane ragazze”, la riedizione integrale e ampliata del romanzo  “La Fontana delle Rane” (ora fuori catalogo), col quale ho vinto la seconda edizione del concorso letterario nazionale Perseide 2014. Il romanzo, completamente ambientato nel quartiere Coppedè, o Magico come viene definitodai romani, ha già ottenuto riconoscimenti e ottime recensioni da importanti blog letterari. In distribuzione globale in tutto il mondo, è stato postato nelle pagine dedicate al Quartiere Coppedè e Piazza Mincio, come riconoscimento dell’ambientazione.

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“UN’OMBRA SUL FIUME MERRIMACK” (Amazon – Kobo)

Alla fine di novembre 2012 sono risultata tra i vincitori del premio letterario internazionale National Novel Writing Month con il thriller “Un’Ombra Sul Fiume Merrimack”. Nell’agosto 2013 il romanzo è stato tradotto nell’edizione inglese “A Shadow on Merrimack River”, suscitando l’interesse dei blog letterari americani e ottenendo recensioni a cinque stelle sia dai lettori che dai critici statunitensi. Pubblicato da Amazon  ha scalato, nell’edizione italiana, la classifica dei Best Seller di Amazon Italia, dove ha occupato per lungo tempo le prime posizioni. Il libro è in catalogo presso la Italian & European Bookshop di Londra.

                                 LE TRAME AL FEMMINILE

“IL BIMBO DI RACHELE” (Edizioni Universo)

Nel 2012 ho avuto delle enormi soddisfazioni. Infatti grazie al contratto editoriale vinto con il premio letterario La Città e Il Mare, è stato pubblicato il mio secondo romanzo “Il Bimbo di Rachele”, uscito nel giugno 2012 e presentato alla Fiera del Libro Calabrese di Lamezia Terme. Il 31 agosto 2012 ho partecipato alla conversazione pubblica, organizzata dalla Pagina FB in Treno Conversazione per Tutti i Giorni, totalizzando, in meno di un’ora, centinaia di commenti relativi agli scottanti temi trattati nel libro. “Il Bimbo di Rachele”, ora disponibile in cartaceo e in ebook in Amazon, ha ottenuto recensioni a cinque stelle in Francia dove ha raggiunto la vetta dei Best Seller.Il libro è stato rieditato da Edizioni Universo nel 2023 e ha vinto il Premio Speciale della giuria al concorso letterario nazionale Città di Ladispoli.

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“QUELLA IMPROVVISA NOTTE A VENEZIA”(Amazon – Kobo)  

Nello stesso anno, è stato pubblicato il romanzo “Quella Improvvisa Notte a Venezia”,  (Amazon- collana editoriale Deny Lelly). Il romanzo ha inaugurato la collana di libri che possono configurarsi nella narrativa rosa, sempre dipinta a tinte forti e con una palpabile suspense. Nekl 2024 il romanzo è stato riproposto in in una nuova veste e tradotto nell’edizione inglese di “That sudden night in Venice”, raggiungendo in pochi giorni la vetta dei Best seller di Amazon Italia, America e Canada. PROVA 1 A.R.

QUATTRO PREMI LETTERARI MOLTO SIGNIFICATIVI PIU’ RECENTI TRA I SEDICI VINTI NEGLI ANNI

  1. INEDITO FINALISTA AL CONCORSO MONDADORI “DELITTI FUORI ORARIO”

Nel maggio 2018 ancora un fantastico traguardo. Sono infatti rientrata tra i finalisti del prestigioso concorso letterario nazionale Romanzi in cerca d’autore 2018, organizzato da Mondadori Store, Kobo Writing Life e Passione Scrittore, con il romanzo inedito “Delitti fuori orario”. L’emozionante premiazione si è svolta il 13 maggio, al Salone del Libro di Torino.Il romanzo è ora pubblicato da Ianieri Edizioni, nella collana editoriale Notturni.

    2. PREMIO POLIZIESCO GOLD 2020 A “DELITTI POSTDATATI” al concorso letterario nazionale Gold Crime Carlo De Filippi 2020. Il romanzo, in uscita per Ianieri Edizioni il 24 giugno 2021 in libreria, è parte della serie giallo poliziesca iniziata con “Delitti fuori orario”, pubblicata nella collana editoriale Notturni di Ianieri Edizioni.

     3. SEGNALAZIONE PREMIO SPECIALE GIALLO NOIR  al concorso letterario nazionale Città di Grottammare 2021 a “Delitti fuori orario.

     4. INSERIMENTO NEL TORNEO DEL QUOTIDIANO REPUBBLICA  del romanzo “Viaggio a Vienna” (Morellini Editore), segnalato dai circoli letterari italiani come uno dei più bei libri del 2020.

     5. PREMIO ALLA CARRIERA WOMEN ARTS WEEK 2022

I RACCONTI BREVI

STORIE TRA LUCI E OMBRE

Nel 2025 è stato pubblicata la nuova antologia Storie tra luci e ombre che ha ampliato e integrato la precedente I doni della mente

 

Nel 2010 ho vinto il concorso letterario nazionale Il Volo di Pègaso con l’opera “Il Compagno Amaro”. Con “I Suoi Passi Leggeri”  sono giunta tra i finalisti al concorso La Memoria, e con il racconto “L’Ultima Casa” ho vinto il premio letterario nazionale La Città e Il Mare. ” Il Bacio dei Vecchi” è risultato tra i vincitori del concorso letterario nazionale Memorial Miriam Sermoneta 2014 mentre, nello stesso anno, “Quei quattro minuti” si è classificato secondo  al concorso letterario nazionale Mani in Volo. Tutti i miei racconti brevi sono stati pubblicati nelle raccolte relative ai concorsi e mensilmente   dal settimanale L’Ortica del Venerdì e da una rivista della RAI. Ora sono inseriti, insieme a   poesie e pensieri, nella raccolta “I Doni della Mente”.

L’ISPETTORE SUPPLI’, LE MOZZARELLE SCOMPARSE E ALTRE FANTASTICHE STORIE

Il libro per bambini che ha dato origine al concorso “Diventa Illustatore” nella Scuola Primaria I.C. Salvo D’Acquisto di Cerveteri (Rm)

                                     LE EDIZIONI INGLESI

“Crimes After Hours”, edizione inglese di “Delitti fuori orario, appena uscito divenuto best seller di Amazon America e Canada.

“Denied Crimes è la seconda edizione inglese dei MultiDimensionCrime della Trilogia del Labirinto (Nella edizione inglese Rome’s Multidimensional Crimes). Appena uscito al n. 3 di Amazon America

“Nessun segno sulla Neve” nella edizione inglese “No steps on the snow” ha suscitato l’interesse di ben cinquanta blog statunitensi nell’estate del 2015. Valutato con recensioni a cinquer stelle, ha scalato velocemente le classifiche dei Best Seller di Amazon di Italia ed Europa, negli Stati Uniti, in Canada e in Giappone.

“Un’Ombra sul Fiume Merrimack” nella edizione inglese “A Shadow on Merrimack River”, tra i vincitori del Nanowrimo 2012 è stato un Best seller di Amazon Italia e in tutti i mercati Amazon all’estero. Ha ricevuto recensioni a cinque stelle negli Stati uniti e nel Regno Unito.

“I Doni della Mente”, è stato tradotto nell’ edizione inglese di “Echoes of the soul” ed è diffuso in tutto il mondo.

E continuo imperterrita a scrivere….

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