LA STAMPA, NESSUN SEGNO SULLA NEVE - Rassegna stampa, Nessun segno sulla neve, recensioni

Nessun segno sulla neve, sempre nel cuore dei lettori e dei critici letterari


https://www.consulpress.eu/nessun-segno-sulla-neve-noir-di-daniela-alibrandi/

“…..Protagonista vero dei libri di Daniela Alibrandi è l’indifesa innocenza, che l’egoismo di chi dovrebbe amarla o proteggere strazia, provocando conseguenze anche a distanza atroci, sia sotto forma di difesa dell’inerme, che di vendetta o ancora compensazione di un orribile vuoto creato. Che le vittime siano spesso di sesso femminile, è perchè chi vulnera è fisicamente il più forte, stato favorito tipico dell’ego prevaricatore, ma non mancano figure maschili, come lo stesso protagonista di “Nessun segno sulla neve”, la sensibilità del quale in ogni atto è oscurata da debolezza . I noir di Daniela sono una presa di posizione contro la violenza attraverso l’esito delle tremende distorsioni che produce, che il linguaggio espositivo netto e veritiero rende ancora più ineluttabile ed agghiacciante. Ogni frase è disposta a questo, ogni vocabolo, come precise frecce diritte al bersaglio dell’umano intelletto, perchè non le sia dato adito. La poesia cede, l’amore si raggela: la violenza uccide un’anima, e quella di chi la commette, e la muta in nulla ed in lemure diabolico...”

                                                                                                                                 Marilù Giannone

Standard
LE NEWS

Nel ’68 c’era anche lui, Francesco…


Quante volte i miei figli mi hanno chiesto di quegli anni “Papà, ma tu hai studiato in un’epoca che ha fatto storia, possibile che non ci sai raccontare mai niente del mitico ’68?”. Ma che ne volete sapere voi del ’68, che per sentirvi pasionari dovete per forza occupare la scuola e fare autogestione, guarda caso sempre vicino alle vacanze di Natale, tanto per allungarle un po’, così da fare anche la felicità dei vostri professori! Che ne volete sapere voi di una generazione intera che trovò finalmente il coraggio per sollevarsi e strapparsi il giogo che la attanagliava facendo proprio l’urlo di altre generazioni, di antiche schiavitù. Una generazione di giovani che come in una gigantesca “Ola” che pervase il mondo intero riuscì a dire “Basta!” Il sessantotto, io sono stato parte di quella storia, ma l’ho tradita come tante altre cose nella mia vita. Sono passati quarant’anni e sento ancora il profumo di quell’autunno, il mio primo anno di liceo, la quarta ginnasio. Sento che il sonno sta prendendo il sopravvento e mi abbandono al profumo che c’era allora nell’aria, ai libri nuovi che i miei genitori, tra mille sacrifici, mi comprarono. Sto tornando a quei tramonti autunnali, all’inadeguatezza dei pantaloni corti con cui andai il primo giorno di scuola e tutti mi presero in giro, alla realtà di professori che ci davano ancora del lei, mentre già si sentiva il fermento del cambiamento sociale, dopo il quale niente sarebbe stato come prima. Mentre mi addormento sono in piedi lì, davanti al cancello, attorniato da ragazzi e ragazze che non conosco, emozionato e un po’ impaurito, mentre posso sentire a momenti l’odore umido del fiume Tevere che scorre a pochi metri dall’edificio scolastico. Il sonno ha il sopravvento e io sto morendo di nostalgia.

Questi sono i pensieri di Francesco, uno stimato oncologo di mezza età che, divertendosi a navigare in Internet insieme a suo figlio, in un pomeriggio perfetto, come lo definisce lui stesso, si imbatte nel profilo della ragazza, ormai donna matura, da lui amata disperatamente durante il ’68 e gli anni del liceo. Il suo era un amore sfortunato, non ricambiato, in un’epoca densa di passioni politiche e sentimenti disperati. E lui, nel riconoscere quell’immagine in un attualissimo network torna a ricordare e a chiedersi se sia il caso o meno di ricontattare Milena. Qualcosa di terribile era avvenuto all’epoca, un delitto archiviato come un atto di stampo politico, a cui non era mai stato dato un colpevole. Il viaggio interiore di Francesco porta il lettore a vivere la quotidianità dei ragazzi del ’68, fa riprovare le passioni di chi ha vissuto quell’epoca, mentre porta a scoprirle chi invece ne ha solo sentito parlare, fornendo una inedita chiave di lettura di un periodo storico e sociale tanto controverso. E la trama gialla, che affonda le radici in quegli anni e porta a un finale imprevedibile, toglierà il respiro.

“Nessun segno sulla neve” ha vinto il Premio Letterario Circe 2013, è stato scelto dal Comune di Roma per un evento culturale dell’Esate Romana, è stato tradotto nell’edizione inglese ed apprezzato anche all’estero. Best Seller di Amazon Italia, America, nel Regno Unito, in Germania e in Giappone, è in catalogo presso l’Italian & European Bookshop di Londra. Al seguente link potrete leggere l’anteprima dell’ebook che continua a mantenere i primi posti nella classifica dei Best Seller dei gialli di Amazon Italia.

 

Standard
LE NEWS

E se cercate dei brividi estivi…


Se d’estate desiderate qualche brivido in più, ecco a voi cinque proposte da non perdere!

https://danielaalibrandi.wordpress.com/category/dove-acquistare-i-miei-libri/

“Quelle strane ragazze” (Premio Perseide 2014) –  Siamo all’inizio degli anni Novanta, il muro di Berlino è stato abbattuto da poco, l’assetto politico mondiale sta rapidamente cambiando e si sperimentano nuove forme di spionaggio. Nel quartiere romano Coppedè o Magico, come viene comunemente definito, sta iniziando una nuova giornata e attorno allo scrosciare della Fontana delle Rane si tessono le storie di diversi personaggi. Un uomo è solo in casa, deciso stavolta a riuscire nell’intento di togliersi la vita. Di fronte, in uno dei misteriosi edifici, alcune ragazze svolgono il lavoro di impiegate presso una prestigiosa organizzazione internazionale, coordinate dalla anziana segretaria del direttore. Le vite e i destini dei protagonisti si intrecceranno in modo imprevedibile, nell’osmosi di vicende mutevoli, che segneranno per sempre il loro percorso. Il quartiere quieto e suggestivo, con i suoi richiami onirici ed esoterici, fa da cornice alla trama. Finale adrenalinico.
“Una morte sola non basta” (Uscito nel 2016 per Del Vecchio Editore viene già definito un grande romanzo neo realista) – Due uomini si incontrano negli anni Cinquanta nel giardino di un ospedale romano. A uno di loro è appena nata una bambina, l’altro invece si trova a dover crescere la nipotina per un tragico evento familiare. E’ un incontro fugace, le loro vite si separano. Le storie personali delle due bambine, vittime di tipi diversi di violenza, seguono distanti e parallele, fino a quando per un caso negli anni Settanta le due ragazze si incontrano e, nel coinvolgente rapporto di amicizia che nasce tra loro, entrambe cercano il proprio riscatto. Finale totalmente imprevedibile.
“Nessun segno sulla neve”(Premio Circe 2013, tradotto anche nell’edizione inglese) – Un thriller psicologico che nasce al giorno d’oggi ma affonda le radici nel ’68 romano.Un oncologo di mezza età si trova a fare zapping in Internet insieme al figlio in un pomeriggio “perfetto” e incappa nel profilo Facebook della ragazza, ormai donna matura, da lui amata ai tempi del liceo, quando era avvenuto un terribile omicidio, per il quale non si era trovato un colpevole. Nostalgia di un amore non ricambiato, il fedele spaccato della società dell’epoca con le sue disperate passioni e i primi tentativi di emancipazione femminile, e il desiderio di ricontattare Milena. Finale mozzafiato.
“Un’ombra sul fiume Merrimack” (Novel Writing 2012, tradotto anche nell’edizione inglese) – Un romanzo giallo ambientato in una cittadina del Nordest americano durante gli anni ’60, quando l’America era nel pieno della guerra contro il Vietnam. Una adolescente, disobbedendo insieme a un’amica alle raccomandazioni della mamma, va a pattinare sul fiume ghiacciato, Una lastra si rompe e lei vede passare sotto ai suoi piedi un cadavere. E’ l’inizio di un incubo, nel quale la forza del carattere di una ragazza italiana, trapiantata nella società americana dell’epoca, sarà la chiave di volta. Meglio non parlare del finale!
“Il bimbo di Rachele”Un thriller che vede una donna di quarant’anni, sola e ancora molto piacente, volgere il proprio sguardo indietro al suo passato, che le sembra solo avvolto da una fitta nebbia, un percorso fatto di nulla. Man mano che la giornata si svolge, però, attraverso degli efficaci flash back, appaiono in tutta la loro intensità le sue passioni, le scelte drammatiche, come quella legata all’aborto, l’amore che ha profuso e le cocenti delusioni. Il suo percorso ora si è spostato in un paesino di provincia, per sfuggire a ciò che è stato, mentre è proprio qui che il passato tornerà a cercarla. Finale sorprendente.
Tutti i romanzi sono disponibili in edizione cartacea e in ebook:
E quindi amici miei…. Buona Lettura!
Standard
LE NEWS

Quando un libro non smette mai di entusiasmare!


Il 15 giugno scorso il mio primo libro “Nessun segno sulla neve”(Nuova Edizione), rieditato da Edizioni Universo nel 2015, era di nuovo tra i Best Sellers di Amazon Italia. La prova che questo libro dalle mille sfumature non smette mai di entusiasmare. Scelto dal Comune di Roma nel 2012 per un evento culturale nell’ambito dell’Estate Romana è stato presentato nei giardini di Castel Sant’Angelo. Il maestro Maio ha accompagnato l’evento, suonando al pianoforte le musiche  nominate nel romanzo, figlie del ’68, Don’t Let Me Down dei Beatles, The Sound of Silence di Simon & Garfunkel e molte altre, riproducendo nella magia della sera d’estate l’atmosfera che aveva caratterizzato gli anni della rivolta, degli hippies e dell’amore libero. Vincitore del Premio Circe 2013 questo romanzo è stato tradotto nell’edizione inglese “No Steps On The Snow” e, nell’estate 2015, ben cinquanta blog letterari statunitensi ne hanno parlato. E’ in catalogo anche presso l’Italian & European Bookshop di Londra, dove mi recai nel maggio 2014 per incontare i miei lettori. Insomma le soddisfazioni legate a questo romanzo sono indescrivibili, come la gioia di leggere le recensioni dei critici e quelle spontanee lasciate dai lettori.

“Nessun segno sulla neve (Nuova Edizione) , Edizioni Universo è disponibile in ebook al seguente link ed è ordinabile in cartaceo (ISBN 9788890963421) in tutti i negozi online (IBS, Libro.co, Libreria Universitaria, Feltrinelli etc…) e alla mail della casa editrice info@edizioniuniverso.it

Vi invito a leggere di seguito l’anteprima gratuita e, al di sotto, un estratto preso dalle motivazioni che hanno portato “Nessun segno sulla neve” alla vittoria del Premio Circe .

Perché Bottega editoriale ha scelto questo romanzo?
Ilenia Marrapodi, per conto di Bottega editoriale, in qualità di responsabile dello staff letterario, ha giudicato il romanzo durante la premiazione. Nella sua relazione mette in risalto le caratteristiche tecniche e stilistiche dell’opera.
Dal punto di vista contenutistico, spiega infatti, fin dalle prime pagine quello che si può percepire è la buona capacità dell’autrice nel coinvolgere ed attrarre il lettore con una storia ben costruita, in grado di creare quell’andamento oscillante tra passato e presente, senza tuttavia appesantire la narrazione.
Si tratta, a parere della relatrice, di continui salti nel tempo che non fanno perdere la stabilità nella lettura, ma al contrario creano quel clima di suspense che spinge il destinatario a porsi la fatidica domanda: ma come va a finire?
Lo svelamento, sottolinea, arriverà solo poco alla volta, in una narrazione misurata che cresce di intensità pagina dopo pagina.
A favore del testo, sostiene sempre Ilenia Marrapodi, gioca la semplicità dell’evolversi della storia. «Non c’è difficoltà nel seguire gli accadimenti proprio perché si ha l’impressione di avvicinarsi alle vite dei personaggi, entrare nell’intimo del loro vissuto. E mentre le pagine si susseguono, ci si appassiona sempre di più, proprio, a quei personaggi che non sono poi molto lontani dalla realtà dei nostri giorni».
Prende forma, continua a spiegare, la figura di un uomo di mezza età, realizzato professionalmente, un po’ incapace nell’uso delle nuove tecnologie, all’interno di un contesto familiare dal quale spesso cerca di evadere.
Grazie ai figli, che lo aiutano ad utilizzare Facebook, riesce a ritrovare un vecchio amore mai ricambiato: la già citata Milena Varnazza. Questo momento viene descritto nell’opera così: «La sensazione di vomito mentale è più forte di qualsiasi considerazione e a un tratto quel nome esce, non ci posso fare niente, e lo pronuncio con rabbia e con amore, mentre guardo loro due che sorridono divertiti, ignari di ciò che ha voluto dire quel tratto breve e profondo della mia vita. ‒ Prova questo: Milena Varnazza, dai! ‒ ho avuto un tremito nella voce che nessuno ha percepito. Mentre spero che il suo viso non appaia mai, sento che sto rivivendo la conosciuta e mai dimenticata sensazione di tragica contraddizione che mi legava a lei e una disperazione incontenibile mi fa temere che forse lei non sia tra gli iscritti a questo sito».
Nel proseguire la sua analisi, l’editor dell’agenzia letteraria, spiega come lungo la narrazione, si riprendono alcuni prototipi della nostra società, l’uomo un po’ infedele, la figura di una moglie paziente che, sotto sotto, tutto sa e comprende in virtù della consapevolezza che «non c’è nulla di male se un uomo divaga un attimo. L’essenziale è che non faccia mai mancare nulla alla moglie e alla famiglia perché la moglie è al di sopra di tutto!».
Un uomo che parla e riflette attraverso gli occhi di una donna, un processo anche psicologico, riflette la relatrice, che avrà condotto la stessa Alibrandi ad immedesimarsi nei pensieri di un uomo: «un’attività di studio che poi alla fine ha prodotto un buon risultato, in quanto la figura di Francesco risulta ben definita e anche molto credibile. Risultano credibili gli stati d’animo come anche le reazioni provate, i dialoghi e i pensieri maschili attraverso i quali le vicende si dipanano».
Proseguendo nel dibattito, Ilenia Marrapodi rivela anche come interessanti siano stati i momenti “storici”: «il racconto attraverso i ricordi degli anni della gioventù sono gli occhi di un periodo storico complesso, un periodo in cui sono appunto le azioni dei protagonisti descritti con tale realtà da far rivivere appunto le giornate “rivoluzionarie del tempo”. Una riflessione se vogliamo anche impegnativa, in cui si racconta di un’epoca battagliata e conquistata proprio da coloro che si preparavano a diventare i nuovi adulti della società».
Un romanzo che suscita interesse anche per quell’aura di mistero, quella nebbia che solo nelle ultime pagine si fa meno fitta, la combinazione tra detto e non detto, tra Milena, una sorta di femme fatale che è fin dall’inizio al centro della scena. Ed è proprio questo uno degli elementi più positivi dell’opera: riuscire ad incastrare più misteri, lasciarli senza una risoluzione, portare avanti la narrazione senza sconcentrare o annoiare il lettore.
L’intervento tecnico della relatrice si conclude con un’ultima analisi: «se si pensa di leggere un romanzo di mera narrativa bisogna prendere atto che ben presto necessiterà virare rotta: ci si ritrova in poco tempo all’interno di un thriller, e la cosa interessante è che non lo si capisce fin dall’inizio, ma lentamente in un crescendo, in cui è difficile tenere a bada la curiosità del lettore se non utilizzando degli artifizi. L’autrice punta sull’offrire particolari con moderazione. Per cui la trama si infittisce fino in fondo, senza anticipazioni. Ed è così capace a depistare il lettore che difficilmente ci si aspetterebbe un finale del genere.
Naturalmente risulta di notevole efficacia la tecnica narrativa usata: prima lo sguardo si rivolge alla vita del protagonista e poi, nelle ultime intense pagine, il ritmo travolgente ed incalzante del giallo».

Lodi all’opera e al premio
Si è quasi alla fine della presentazione quando l’autrice si sofferma sull’attività di scrittrice, cominciata grazie a un infortunio, che le ha dato il tempo e il modo di concentrarsi solo su di essa. «Stiamo chiusi  ore per dare. Lontano nel tempo e nell’animo umano», dice Daniela Alibrandi, il cui merito è quello di essere riuscita a calarsi nei panni di un uomo e a cimentarsi in vecchi ricordi in modo efficace e delizioso.

Standard

Questo slideshow richiede JavaScript.

https://danielaalibrandi.wordpress.com/category/dove-acquistare-i-miei-libri/

 

I MIEI LIBRI, LE NEWS

I miei libri, alcuni anche in edizione inglese

Galleria
LE NEWS, Nessun segno sulla neve, recensioni

Tra le più belle recensioni a “Nessun segno sulla neve”


E’ sempre amato e apprezzato questo libro, il mio primo lavoro, che scava nell’animo umano, e sorprendentemente un animo maschile, visto che è stato scritto da una donna. Un thriller psicologico che mette a nudo le contraddizioni dell’epoca nella quale passioni personali e politiche hanno illuso un’intera generazione. Una lettura coinvolgente, ben interpretata da Lina Mazzotti, che ha scritto una delle più belle recensioini dedicate a questo libro per Cultura al Femminile.

“Il romanzo Nessun segno sulla neve è un giallo il cui protagonista è Francesco un medico oncologo cinquantenne e la sua famiglia. Giulia la moglie, conosciuta durante gli studi universitari e i quattro figli; Amanda la sua preferita e Goffredo, Michele genio informatico dall’animo generoso con il quale ha molta sintonia e Luigi diciannovenne il minore. Continua a leggere

http://www.culturalfemminile.com/2018/02/28/nessun-segno-sulla-neve-di-daniela-alibrandi/

Il libro ha vinto il Premio Letterario Circe 2013, è stato scelto dal Comune di Roma per un evento culturale dell’Estate Romana 2012 ed è in catalogo presso l’Italian & European Bookshop di Londra. Rieditato nel 2015 da Universoeditoriale è stato tradotto nell’edizione inglese “No steps on the snow”.

Disponibile in ebook e in cartaceo nelle librerie online Feltrinelli, Mondadori, IBS, Libreriauniversitaria etc… e in Amazon.it

https://www.amazon.it/NESSUN-SEGNO-SULLA-Nuova-Edizione-ebook/dp/B01M4JNG4V/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1519893492&sr=1-1&keywords=nessun+segno+sulla+neve&dpID=41S03d1OmUL&preST=_SY445_QL70_&dpSrc=srch 

 

Standard
LE NEWS

Due parole sulla neve


Mi sveglio e guardo fuori. Dalle mie finestre domino la baia fino ai contorni antichi del castello di Santa Severa, e nevica! Sarà forse per il titolo di quel libro, o forse per l’amore sconfinato che nutro per il mio primo romanzo, che il mio pensiero va a “Nessun segno sulla neve”. Era inverno quando iniziai a scriverlo, ero ferma a letto dopo un brutto infortunio e immaginai che la nostra vita fosse una distesa di neve vergine, un’ estensione bianca e soffice, sulla quale camminiamo e cadiamo nei momenti bui della nostra vita. Ci illudiamo di segnare il nostro percorso, ma cosa accadrebbe se alla fine del cammino, voltandoci indietro, ci accorgessimo di non aver lasciato alcun segno sulla neve?

Ho scritto quel primo romanzo nel periodo che ho trascorso ferma nel letto, rivedendo molto delle mie esperienze, le lotte studentesche, la Roma del ’68, l’ipocrisia, le passioni disperate che proprio in quel momento sentivo riaffiorare nell’animo. Parlai con la voce del protagonista, un uomo, inusuale per una scrittrice, e ho amato girovagare nell’animo maschile, dipingendone le innumerevoli sfumature. Terminai la scrittura del romanzo durante la fisioterapia che mi riportò alla normalità. E io, grazie  ai mie personaggi e al loro modo di essere, così come all’ambientazione nella quale ero tornata a vivere, mi sentivo finalmente rinata.

E’ per questo che il posto che occupa quel libro nel mio cuore è speciale. Dopo non ho più smesso di creare storie e racconti, guardando sempre indietro, sperando di scorgere il segno dei miei passi sulla neve.

Proprio venerdì scorso “Nessun segno sulla neve” è stato ospite della rubrica Il libro della settimana, del settimanale L’Ortica del Venerdì, presentato nel restyling di copertina. Una soddisfazione in più che si è aggiunta alle tante che il romanzo mi ha donato. Infatti, oltre ad aver vinto il premio letterario nazionale Circe 2013, il libro è stato tradotto nell’edizione inglese “No steps on the snow”, del quale nel 2015 hanno parlato ben cinquanta blog letterari americani. Nel 2012 è stato scelto dal Comune di Roma per un evento culturale dell’Estate Romana. Il libro è inserito in due collane editoriali, Oltre la Città e Crimini Innocenti. Nel 2014, durante una visita in Inghilterra, ho potuto incontrare i miei lettori inglesi e lasciare loro una dedica sul libro, che è tuttora in catalogo presso l’Italian & European Bookshop di Londra.

  LA SINOSSI

Un thriller psicologico, la cui trama inizia ai giorni nostri e porta a un avvenimento criminoso mai risolto, avvenuto nel 1968, quando il protagonista del romanzo frequentava il liceo. Questa storia, che sembrava dimenticata e sepolta, torna ad essere improvvisamente e drammaticamente attuale per lui, ora brillante e stimato medico oncologo di mezza età, quando in un caldo e pigro pomeriggio settembrino, si diverte a navigare in internet insieme al figlio. Aiutato da quest’ultimo, infatti, entra in un importate network e si imbatte nel profilo della ragazza che amava disperatamente in quegli anni, dalla quale purtroppo non era mai stato ricambiato. E’ l’inizio di un viaggio interiore intriso di profonda nostalgia, ricordi e passioni, che porterà il suo destino a intrecciarsi in modo imprevedibile con quello della ragazza, divenuta ormai una donna matura. Il romanzo offre un affresco fedele e nostalgico della vita italiana durante quegli avvenimenti sociali e politici, che segnarono in modo indelebile un’intera generazione. Ad arricchire il racconto una trama gialla che, partendo da un episodio criminoso avvenuto allora, termina con un finale imprevedibile al giorno d’oggi.

ALCUNI PASSAGGI

“Quante volte i miei figli mi hanno chiesto in quegli anni “Papà, ma tu hai studiato in un’epoca che ha fatto storia, possibile che non ci sai raccontare mai niente del mitico ’68?”….Che ne volete sapere voi di una generazione intera che trovò finalmente il coraggio per sollevarsi e strapparsi il giogo che la attanagliava facendo proprio l’urlo di altre generazioni, di antiche schiavitù. Una generazione di giovani che come in una gigantesca “Ola” che pervase il mondo intero riuscì a dire “Basta!” Il sessantotto, io sono stato parte di quella storia, ma l’ho tradita come tante altre cose nella mia vita.”

 “Mi manca l’aria. Meglio fare una passeggiata qui intorno e, se è aperta la pizzeria all’angolo, mangerò una bella pizza e berrò una birra. Voglio ubriacarmi per non pensare. Milena di me avrà sempre quell’orribile ricordo. Se anche volesse incontrarmi, come potrò affrontarla, provarle come sono io, se in fondo lei ha ragione: sono poi così tanto diverso da come ero allora? Voglio solo l’aria fresca di questa serata di settembre. Esco e, mentre chiudo la porta a chiave, penso che le porte lasciate chiuse dentro di noi possono riaprirsi quando vogliono, anche se ci illudiamo di aver dato alla serratura tutte le mandate.”

“Adesso capisco che il bagliore è dovuto al sole sulla neve. Ma più corro verso di loro e più si allontanano da me e non riesco a capire perché mai i miei passi affannati e faticosi non lasciano alcun segno su questa neve soffice e fresca…”

Il romanzo è stato ripubblicato da Universoeditoriale nel 2015 (ISBN 9788890963421), nella nuova edizione impreziosita dal disegno di copertina di Carlo Grechi. Le precedenti edizioni sono fuori catalogo.

La versione cartacea del libro, che si sta attivando su tutto il territorio nazionale,  si può ordinare presso IBS e in tutti i negozi online https://www.ibs.it/nessun-segno-sulla-neve-libro-generic-contributors/e/9788890963421

Il libro è disponibile in ebook al seguente link:

Al libro è dedicata la pagina facebook https://www.facebook.com/NESSUN-SEGNO-SULLA-NEVE-504029679694675/

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Standard
LE NEWS

Un Natale ricco di Buone Letture!


A Natale, se potete, orientate la scelta dei regali in modo da alimentare l’interesse per la lettura. La lettura, come la scrittura del resto, rimane una delle forme più alte di libertà. E io aggiungerei l’ultimo baluardo a difesa della creatività, dell’immaginazione e della fantasia. E’ duro confrontarsi con la comoda semplicità dell’utilizzo di chat, Ipad, smartphone e palinsesti televisivi che poco hanno a che fare con la “bellezza assoluta” della lettura di un buon libro.

In fin dei conti sta a noi formare le nuove generazioni, intuire la loro sete di informazioni e portarle all’acquisizione di conoscenze e riflessioni, conseguenti solo a buone letture. Senza ignorare l’utilità dei nuovissimi mezzi di comunicazione, cerchiamo di riportare la sensibilità, la consapevolezza e il sogno in vetta alla scala di valori che tra un bip, una app e le chat, rischiano di perdersi per sempre .

A Natale, quindi amici, regalate un buon libro!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Standard
I MIEI LIBRI

Tutti i miei libri e le loro edizioni inglesi


I MIEI LIBRI:

Per la lista aggiornata, che ormai comprende diciassette pubblicazioni, entrate nel link https://danielaalibrandi.com/category/biografia/ dove primeggiano i nuovi MultiDimensionCrime e le nuovissime edizioni inglesi!

“Una morte sola non basta”, Del Vecchio Editore, marzo 2016. I critici: “E’un grande romanzo (neo)realista”

 http://www.delvecchioeditore.com/libro/cartaceo/227/una-morte-sola-non-basta

*  *  *

     *  *  *

“Un’ombra sul fiume Merrimack” ,Premio Novel Writing 2012, Youcanprint Ediziioni, Amazon, Kobo.

https://www.youcanprint.it/fiction/fiction-generale/unombra-sul-fiume-merrimack-9788891106391.html

        *  *  *

“Quelle strane ragazze”. Una trama che prende dalle prime pagine e non dà tregua, conducendo verso un finale imprevedibile ed emozionante. Il romanzo ha vinto il Premio Perseide 2014 con il titolo “La fontana delle rane”(ora fuori catalogo) e ne rappresenta la versione ampliata e integrale.

http://www.mondadoristore.it/Quelle-strane-ragazze-Daniela-Alibrandi/eai978882781266/

https://www.amazon.it/dp/B07C54B1TB/ref=dp-kindle-redirect?_encoding=UTF8&btkr=1

      *  *  *

“Nessun segno sulla neve”, Premio letterario nazionale Circe 2013, Universo Editoriale.

http://danielaalibrandi.wixsite.com/nessunsegnosullaneve

https://www.amazon.it/NESSUN-SEGNO-SULLA-Nuova-Edizione-ebook/dp/B01M4JNG4V/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1524841848&sr=1-1&keywords=nessun+segno+sulla+neve&dpID=41S03d1OmUL&preST=_SY445_QL70_&dpSrc=srch

    *  *  *

“Il bimbo di Rachele” Apollo Edizioni 2012, ora Amazon e-book e cartaceo, Kobo.

https://www.amazon.it/BIMBO-RACHELE-Nuova-Edizione/dp/1521011028/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1507650866&sr=1-1&keywords=il+bimbo+di+rachele

  *  *  *

“I doni della mente” Antologia di racconti brevi vincitori di premi letterari nazionali, Amazon, ebook e cartaceo, Kobo.

https://www.amazon.it/DONI-DELLA-MENTE-Racconti-Pensieri/dp/1521363919/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1507651122&sr=1-1&keywords=I+doni+della+mente

LE MIE EDIZIONI INGLESI

“No steps on the snow” (Edizione inglese di “Nessun segno sulla neve”) Amazon ebook e cartaceo.

https://www.amazon.it/STEPS-SNOW-New-Daniela-Alibrandi/dp/1521772983/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1507651335&sr=8-1

“A shadow on Merrimack River”Novel Writing 2012 (Edizione inglese di “Un’ombra sul fiume merrimack), Amazon

https://www.amazon.it/SHADOW-MERRIMACK-RIVER-English-ebook/dp/B00EU3TOGE/ref=sr_1_1?s=english-books&ie=UTF8&qid=1507651559&sr=1-1&keywords=a+shadow+on+merrimack+river

“Echoes of the soul” (Edizione inglese de “I doni della mente”), Amazon.

https://www.amazon.it/ECHOES-SOUL-Novels-Thoughts-English-ebook/dp/B019QS6AAU/ref=sr_1_8?s=english-books&ie=UTF8&qid=1507651676&sr=1-8&keywords=Echoes+of+the+soul

Standard
Eventi, LE NEWS, Trasmissioni televisive e radiofoniche

In trasmissione “A tu per tu” in onda oggi 6 ottobre!


Un dialogo molto interessante quello che abbiamo imbastito durante la rubrica di approfondimento “A tu per tu” in onda su Telesantamarinella.tv. Gli argomenti letterari che abbiamo esaminato sono stati molti. A partire dal come sono nati i miei libri, al modo nel quale ci si accorge di essere uno scrittore, per finire a quello che è l’attuale mondo dell’editoria e ai consigli che devono sempre accompagnare uno scrittore esordiente, nel momento in cui decide di pubblicare il proprio libro. Antonella de Antoniis mi ha posto alcune domande precise circa  le insidie che si possono nascondere in un percorso tanto luminoso come quello che porta alla pubblicazione di un libro. E’ da ascoltare!

Per me un’ esperienza bellissima, circondata da simpatia, cortesia e grande professionalità. Un ringraziamento di cuore ad Alessandra de Anroniis che mi ha intervistato, a Bruno Zoi e alle sue acute considerazioni e a tutto lo staff di Telesantamarinella.tv

Tra i miei libri ecco quelli di cui abbiamo parlato: “Il vaso di Bemberly”, L’Erudita di Giulio Perrone Editore maggio 2017, “Una Morte sola non basta”, Del Vecchio Editore marzo 2016 e la nuova edizione di Universo Editoriale dicembre 2015 del mio primo libro “Nessun segno sulla neve”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

https://www.facebook.com/Daniela-Alibrandi-Autore-108488582556510/

https://www.facebook.com/Una-Morte-Sola-Non-basta-1665854637074596/?ref=br_rs

https://www.facebook.com/NESSUN-SEGNO-SULLA-NEVE-504029679694675/ 

 

Standard
LE NEWS

Era ora! Adesso “Nessun segno sulla neve”…


COMUNICAZIONE DI SERVIZIO Purtroppo per motivi tecnici la versione cartacea di “Nessun segno sulla neve” (Nuova Edizione) Universoeditoriale al momento non è disponibile al link di Amazon. Tornerà ad esserlo presto. Resta invece acquistabile l’ebook al seguente link:

Era ora! Quante volte mi sono sentita dire Vorrei tanto leggere il tuo romanzo, ma non si trova in libreria, Ho provato a richiederlo ma non risulta ordinabile! Sì, l’ebook è disponibile, ma a me piace leggere il libro sfogliandone le pagine! E ogni volta che ho ricevuto una mail o un commento del genere ho provato una stilettata nell’animo. Purtroppo questo libro, il mio primo romanzo, è stato la mia “nave rompighiaccio”nel difficile mondo dell’editoria. Pur essendo pubblicato da editori seri ha sofferto sempre di problemi di distribuzione, perchè, lo sappiamo tutti, la grande distribuzione non è facile da raggiungere.

Adesso la nuova edizione di Nessun segno sulla neve del 2015 in versione cartacea è anche disponibile (e con disponibilità immediata su Amazon! Potrete ordinare il libro e farlo arrivare comodamente a casa, oppure scegliere uno degli 8.500 punti ritiro, tra cui i numerosi Giunti al Punto, a voi più vicino!

Il libro, un thriller psicologico che inizia ai giorni nostri ma affonda le sue radici nel ’68 romano, ha vinto il premio Circe 2013, è stato scelto dal Comune di Roma per un evento culturale dell’Estate Romana, è in catalogo presso l’Italian & European Bookshop di Londra, è stato tradotto nell’edizione inglese di “No steps on the snow”, ha ricevuto ottime recensioni dalla critica lettraria e giudizi a cinque stelle in Italia e all’estero.

Ho iniziato a scriverlo quando, dopo un brutto infortunio, ero immobile e riuscivo a muovere solo la mano sinistra. I critici hanno poi detto, tra l’altro, che “Questo romanzo è stato scritto con la mano sinistra, quella del cuore”. Ma il ritorno che per un autore è il più significativo è il giudizio dei lettori. Posto di seguito solo alcuni dei tanti, meravigliosi commenti che ho ricevuto:

“Romanzo formidabile, bellissimo e con un finale veramente imprevedibile ed esplosivo.”

“Questo romanzo ha tutto per piacere: il titolo, la cover e la sinossi sono parte integrante del thriller mozzafiato.”

“La narrazione parte dai nostri giorni per poi andare agli anni sessanta, quelli della contestazione studentesca, facendo il giro di boa intorno ad un delitto allora non risolto. In un ritmo narrativo sempre più serrato si arriva di nuovo ai nostri giorni con un finale ricco di colpi di scena e del tutto imprevedibile”.

Al seguente link troverete il libro, che ricordo resta disponibile anche in versione ebook, da cui è presa  l’anteprima:

https://www.amazon.it/NESSUN-SEGNO-SULLA-Nuova-Edizione/dp/8890963425/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1496216490&sr=1-1

E per i miei lettori all’estero, il libro è disponibile anche in Amazon.com, .fr, .uk, .de, .es, jp!

Quindi, come sempre, Buona Lettura!

Standard
Eventi

Primo convegno sulla bibliografia di Santa Marinella


Sabato 22 aprile, alle ore 17.00, sarò presente tra gli autori delle opere in mostra al primo convegno sulla bibliografia di Santa Marinella. Infatti anch’io, come molti scrittori e artisti, sono stata rapita dal fascino della città e vi ho ambientato ben due dei miei libri. “Nessun segno sulla neve”, la cui storia nasce a Roma ma si sviluppa nella sua seconda parte proprio in quei luoghi, e “Il bimbo di Rachele” sono infatti due thriller coinvolgenti alle cui trame fa da cornice, con i suoi scenari  incantevoli, la splendida e misteriosa città. Vi aspetto alla Biblioteca Comunale A.Capotosti di Santa Marinella, non mancate!

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

 

Standard
LE NEWS

Un altro importante traguardo è stato raggiunto!


Carissimi amici,

un nuovo e importante traguardo è stato raggiunto! Tra pochi giorni quelli che tra i miei romanzi  erano disponibili solo come ebook saranno reperibili in VERSIONE CARTACEA, CON DISPONIBILITA’ IMMEDIATA e, cosa che non guasta, A PREZZI CONTENUTI. Saranno reperibili (ripeto in versione cartacea) negli store Amazon dell’intero territorio nazionale e in quelli di tutto il mondo. Sarà possibile ordinarli direttamente, come nel sito di qualsiasi libreria, oppure scegliere il punto di ritiro per voi più comodo (tra cui anche i numerosi Giunti al Punto).

Con questa grande operazione di diffusione riuscirò a esaudire il desiderio che avevo da tanto tempo e che mi è stato rappresentato da molti di voi, dall’ Italia e dall’estero. Infatti c’è chi ha il desiderio di sfogliare un libro, sentirne la consistenza, perfino annusarne l’odore di carta prima di immergersi nella storia che scoprirà. Del resto il contatto fisico con il libro è stato sempre molto importante anche per me!

Quindi restate collegati, perchè nei prossimi giorni vi informerò più dettagliatamente circa il susseguirsi delle uscite. Vi ringrazio come sempre per l’attenzione che mi dedicate e l’affetto con cui seguite la mia attività letteraria.

A presto amici miei!

Daniela

Questo slideshow richiede JavaScript.

Standard
LA PAROLA AI LETTORI

Una bella recensione di “Nessun segno sulla neve” da parte di un lettore


Tutti gi autori sanno quanto siano importanti le recensioni, e il peso che avrà la valutazione dei critici letterari sulla futura riuscita di un’opera. Ma, secondo la mia esperienza, quello che tocca veramente l’animo è ciò che un lettore, appena chiusa l’ultima pagina del libro, sente l’impulso spontaneo di trasmettere, esprimendo le emozioni che la lettura del romanzo ha suscitato in lui. E’ per questo che  ho voluto dedicare una pagina del mio sito all’espressione genuina e autentica di quei sentimenti e di quell’impareggiabile calore umano.  Ecco cosa scrive Giacomo Messenio di  “Nessun segno sulla neve”.        https://www.facebook.com/NESSUN-SEGNO-SULLA-NEVE-504029679694675/?ref=bookmarks

“È come stare seduti in una bella giornata di primavera sulla sponda di un ruscello ad osservare il lento scorrere dell’acqua ed ascoltarne il leggero e rilassante scrosciare. Queste piacevoli sensazioni mi ha ispirato la lettura di “Nessun segno sulla neve”. Il modo come Daniela fa scorrere le parole, descrivendo con semplicità qualsiasi situazione, politica, sociale, sessuale e anche drammatica, rilassa e rende partecipe il lettore al suo racconto. Questo libro ha risvegliato in me antichi ricordi, antiche passioni e me le ha fatte rivivere, seppure in un contesto e con un epilogo diversi. Mi ha molto colpito la vicenda delle due povere vittime del romanzo. Francesco, soggiogato dall’influenza spesso negativa dell’amico Nuccio, causa della sua tragica fine. Milena, traumatizzata dall’incesto subito al punto da portarla alla pazzia, seppure ben mascherata con un comportamento un po’ strano ma normale nel periodo dell’adolescenza. Francesco, dopo circa quarant’anni ha ritrovato la ragazza che amava scoprendo con piacere quanto era, esteriormente, rimasta bella e attraente senza minimamente immaginare quello che era internamente. Il pregio di Daniela è che racconta tutto con semplicità, senza far uso di parole eclatanti od esasperate per trasmettere il suo pensiero. Per questo il lettore si lascia trasportare docile fino alla fine della storia. E seppure il finale sia inaspettato e forte viene assorbito senza traumi. Brava Daniela, questo è l’obiettivo di uno scrittore: coinvolgere il lettore affinché viva la storia con la stessa tua passione e trasporto. E tu ci riesci egregiamente!”

https://www.amazon.it/gp/product/B01M4JNG4V/ref=s9_acsd_simh_bw_c_x_1?pf_rd_m=A11IL2PNWYJU7H&pf_rd_s=merchandised-search-3&pf_rd_r=KA1YX6EEY4691VTXKPDV&pf_rd_t=101&pf_rd_p=c857ef99-3a34-4d11-94b0-cdd236d94159&pf_rd_i=827182031

Standard
NESSUN SEGNO SULLA NEVE - Il libro

Nessun segno sulla neve – Il libro


PREMIO LETTERARIO NAZIONALE CIRCE 2013 -TRADOTTO NELL’EDIZIONE INGLESE

IN CATALOGO PRESSO L’ITALIAN & EUROPEAN BOOKSHOP DI LONDRA

Un avvenimento di tanti anni fa, che risale al 1968 ed ai tempi del liceo, una storia che sembra ormai dimenticata e sepolta. Un orribile omicidio, al quale non è mai stato dato un colpevole. Ma per un brillante e stimato medico oncologo di mezza età, tutto ritorna all’improvviso drammaticamente attuale. In un caldo e pigro pomeriggio settembrino, infatti, divertendosi a navigare in internet insieme al figlio, entra nel sito di Facebook e si imbatte nel profilo della ragazza che amava disperatamente in quegli anni, dalla quale purtroppo non era mai stato ricambiato. Da qui parte un viaggio interiore fatto di profonda nostalgia, ricordi e passioni , che porterà il suo destino ad intrecciarsi in modo imprevedibile con quello della ragazza, divenuta ormai una donna matura. Il racconto offre un appassionante, fedele e nostalgico spaccato della vita italiana durante i grandi avvenimenti e mutamenti sociali e politici, che segnarono in modo indelebile un’intera generazione, quella del ’68. I contenuti del racconto sapranno quindi parlare delle profonde passioni e dei disperati amori a chi li ha vissuti all’epoca e a chi ne è tuttora alla ricerca. Ad arricchire il racconto una trama gialla che, partendo da un episodio criminoso avvenuto allora, conduce ad oggi, per terminare con un finale mozzafiato.

Nel 2015 il libro è stato pubblicato nella nuova edizione da Universo Editoriale, che lo ha inserito nella collana editoriale Crimini Innocenti e reso disponibile anche nella sua edizione inglese “No Steps On The Snow”. La prima edizione del romanzo, adesso fuori catalogo, venne pubblicata nel dicembre 2010 da Laboratorio Gutenberg e inserita nella collana editoriale Oltre la Città.

Best Seller di Amazon Italia, Francia, Regno Unito, Canada e Giappone.

Su questo libro si sono dette tante bellissime cose, lo potrete scoprire leggendo le recensioni dei critici letterari e le opinioni dei lettori. E’ stato presentato in vari contesti, a Roma e nella sua vasta provincia, così’ come a Genova. L’evento più importante e di grande rilievo e’ stata la scelta fatta dal comune di Roma di presentarlo nell’ambito delle manifestazioni culturali estive comunemente note come Estate Romana. Nella videogallery e nella photogallery troverete le immagini e potrete ascoltare la musica eseguita al piano dal maestro Luigi Maio, l’intervista del regista Fabio Bellucci, di Etruriain.tv. E’ stata un’occasione irripetibile, sotto il cielo della mia Roma, nei giardini di Castel Sant’Angelo, a pochi passi da San Pietro e dal fiume Tevere. Questo forse il ricordo piu’ bello legato al libro scritto con la mano sinistra, quella del cuore…

Il 5 luglio 2013 “Nessun segno sulla neve” ha vinto l’ambito Premio Letterario Nazionale Circe 2013, assegnatomi da due giurie, una popolare formata da quaranta lettori e l’altra di qualità composta da critici letterari, giornalisti e personalità del panorama letterario. La premiazione e’ avvenuta a Roma presso l’Auditorium Confesercenti di Via Nazionale. Il premio vinto prevedeva, tra l’altro, la presentazione del romanzo alla Fiera del Libro di Roma Piùlibripiùliberi, dove è stato presentato con grande successo l’8 dicembre 2013 alle ore 11.00 presso la Sala Corallo della Fiera del Libro, nel Palazzo dei Congressi di Roma.

Distribuito all’estero nell’edizione inglese “No steps on the snow”, ha raggiunto la vetta dei Best Seller di Amazon America, Germania e Giappone. Nell’estate del 2015 ben cinquanta blog letterari statunitensi hanno dedicato spazio a questo romanzo.

Pagina Facebook dedicata al libro:                                                                                             https://www.facebook.com/pages/NESSUN-SEGNO-SULLA-NEVE/504029679694675?ref=ts&fref=ts

Disponibile in ebook e in cartaceo nei negozi online quali IBS, Libreriauniversitaria, Feltrinelli, etc…

Nella terza ritampa già disponibile nelle seguenti librerie di Roma:

A TUTTO LIBRO:

Via acquedotto del Peschiera, 118 – Roma nord, 80

ALTRO QUANDO:

Via del Governo Vecchio, 80 – Roma centro

ARION PRATI:

Via PIER Luigi da Palestrina, 1 – Roma prati

ASSAGGI:

Via degli Etruschi, 4 – Roma est

oppure direttamente alla casa editrice info@edizioniuniverso.it

                      La nuova edizione di Nessun segno sulla neve" mostra in copertina i dipinti di Carlo GrechiLa parte dedicata all'autrice

La nuova edizione di Nessun segno sulla neve” mostra in copertina i dipinti di Carlo Grechi

Standard
LA PAROLA AI LETTORI, LE NEWS

“Nessun segno sulla neve”, la recensione di Bruno Brundisini


E’ un grande piacere per me pubblicare la recensione a cinque stelle di Bruno Brundisini, un autore che ringrazio molto. “Nessun segno sulla neve“, il mio primo libro, quello che dalla critica è stato definito Il libro scritto con la mano sinistra, quella del cuore, viene analizzato nella recensione in modo profondo e completo. Brundisini è riuscito a coglierne le molte sfumature, rendendole palpabili e palpitanti, traducendole in tangibili emozioni.

“Il romanzo NESSUN SEGNO SULLA NEVE è un thriller ambientato a Roma e nelle vicinanze che ha come protagonista un medico oncologo. La narrazione parte dai nostri giorni per poi andare agli anni sessanta, quelli della contestazione studentesca, facendo il giro di boa intorno ad un delitto allora non risolto. In un ritmo narrativo sempre più serrato si arriva di nuovo ai nostri giorni con un finale ricco di colpi di scena e del tutto imprevedibile. L’autrice, con grande maestria, scava nella psicologia dei personaggi, soprattutto del protagonista. La narrazione,che nei primi capitoli si sofferma sulla quotidianità ed ipocrisia di una famiglia borghese di oggi e poi sulla contestazione studentesca del’68, nelle pagine finali diventa cruda, perentoria, scandagliando con severità la straziante realtà del male e del crimine. Un romanzo assolutamente coinvolgente, in cui il lettore entra in maniera piena dall’inizio all’ultima parola, tanto pervaso da brividi ed emozioni da non volerne uscire più. Lo consiglio vivamente al lettore esigente, amante delle sensazioni forti.”

Grazie Bruno!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Standard
LE NEWS

“Nessun segno sulla neve” tra i primi Best Seller di Amazon Italia, Francia e Giappone


“Nessun segno sulla neve” al secondo posto dei Best Seller Gialli e Thriller e al numero nove del negozio kindle store free di Amazon Italia! Da stasera è anche primo in Francia e terzo in Giappone! Resta solo domani, 5 novembre, per approfittare della promozione gratuita… e ricordate che il dono più bello per un autore è la RECENSIONE DEL LETTORE!

NessunSegnoSullaNeve_Cop

https://www.amazon.it/gp/product/B01M4JNG4V/ref=s9_acsd_simh_bw_c_x_1?pf_rd_m=A11IL2PNWYJU7H&pf_rd_s=merchandised-search-3&pf_rd_r=KA1YX6EEY4691VTXKPDV&pf_rd_t=101&pf_rd_p=c857ef99-3a34-4d11-94b0-cdd236d94159&pf_rd_i=827182031

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Standard
I MIEI LIBRI, LE NEWS

“Nessun segno sulla neve” finalmente è un ebook!


“Nessun segno sulla neve”, Premio Letterario Nazionale Circe 2013 è adesso anche in versione e-book! Leggerlo non sarà una semplice lettura, ma un’esperienza che resterà per sempre!

NessunSegnoSullaNeve_Cop

https://www.amazon.it/gp/product/B01M4JNG4V/ref=s9_acsd_simh_bw_c_x_1?pf_rd_m=A11IL2PNWYJU7H&pf_rd_s=merchandised-search-3&pf_rd_r=KA1YX6EEY4691VTXKPDV&pf_rd_t=101&pf_rd_p=c857ef99-3a34-4d11-94b0-cdd236d94159&pf_rd_i=827182031

Standard
LE RECENSIONI, Nessun segno sulla neve, recensioni

Tutte le recensioni al libro “Nessun Segno sulla Neve”


Di seguito le moltissime recensioni che il libro ha ricevuto, sia nella sua prima edizione di Laboratorio Gutenberg, che lo ha inserito nella collana editoriale “Oltre la città”, che in quella di Universo Editoriale, che lo ha rieditato nel 2015 e inserito a sua volta nella collana editoriale”Crimini Innocenti” . Il libro ha vinto il Premio Letterario Nazionale Circe 2013, è stato tradotto nell’edizione inglese “No steps on the snow” ed è stato in catalogo presso l’Italian & European Bookshop di Londra.

 

Miriam Alborghetti per L’Ortica del Venerdì:IL CAPOLAVORO IN CASA

Molti sono convinti che sia necessario allontanarsi dai luoghi a loro vicini per poter incontrare ambienti, paesaggi o persone di grande valore. In verità la categoria del “bello”, dell’”appassionante”, a volte del “sublime” sta dietro l’angolo o addirittura davanti agli occhi. Ed è proprio questa la riflessione da cui può essere colta una qualunque persona, residente nel nostro comprensorio, dopo aver letto Nessun segno sulla neve, un romanzo ambientato tra Roma e i nostri lidi, scritto da una nostra concittadina, residente a Cerveteri, dotata di una incredibile vena narrativa. Una storia appassionante, una narrazione condotta in modo magistrale. Ritmi concitati e pause riflessive perfettamente calibrate. Suspence e colpi di scena. Una doppia voce narrante, quella del protagonista alternata con quella dell’antagonista. Un finale mozzafiato. Un’analisi introspettiva dei personaggi degna di uno psicologo. Il ritratto di un’epoca, il ‘68 romano, con le sue tensioni sociali, politiche e culturali, sentito come un passato, rivissuto attraverso la memoria, fatto di emozioni spontanee e vere in contrasto con un presente cinico e privo di passione. Amore e odio. Ragione e sentimento. Giovinezza e Maturità. Vita e morte. Nostalgica rimembranza e rimozione. Eros e thanatos. I grandi opposti si alternano, si attraggono e si respingono con un ritmo crescente nel tentativo di una impossibile composizione armonica. Un thriller psicologico di grande impatto emotivo, che lascia il segno, un pugno allo stomaco dei nostri sentimenti. E che induce indubbiamente a riflettere, conducendo il lettore, a volte dolcemente a volte violentemente, nei meandri delle passioni negate e delle illusioni perdute. E sono queste le ragioni per cui Nessun segno sulla neve, il primo romanzo di Daniela Alibrandi, pubblicato nel 2010, è stato apprezzato dalla critica e dai lettori al punto da essere alla sua seconda riedizione e da ricevere diversi riconoscimenti. Ed è per il suo indubbio valore letterario che il 5 luglio scorso è stato insignito del Premio Circe, bandito dalla Associazione Culturale Circe, dopo aver superato il giudizio di due giurie, quella popolare formata da quaranta lettori volontari, e quella di qualità composta da personalità in campo artistico, giornalistico e letterario. Il libro “Nessun Segno sulla Neve” ha vinto inoltre una importante promozione editoriale, con divulgazione dell’opera attraverso pubblicazioni cartacee, in rete e presentazione alla Fiera del libro di Roma “Più libri più liberi2013” a cura dell’agenzia letteraria “La Bottega Editoriale”.

Ricordiamo che la nostra autrice, in passato già vincitrice di importanti premi letterari, ha pubblicato i romanzi “Il Bimbo di Rachele” nel giugno 2012 e “Un’Ombra sul fiume Merrimack”. Quest’ultimo, rientrato tra i vincitori del premio letterario internazionale Nanowrimo 2012, è stato pubblicato in Amazon, come e-book, e in cartaceo da Youcanprint Edizioni nel marzo 2013. E tra pochi giorni, nell’edizione inglese “A Shadow on Merrimack River”, uscirà anche negli Stati Uniti e negli store online Europei. Non possiamo che complimentarci con Daniela Alibrandi, nostra preziosa collaboratrice e feconda scrittrice di racconti e romanzi, augurandole sempre maggiore successo

Domenico di Basilio per Leggere a Colori:

http://www.leggereacolori.com/leggere-a-colori/letti-e-recensiti/recensione-di-nessun-segno-di-daniela-alibrandi/

Un pezzo di passato che si credeva dimenticato torna per sconvolgere la vita. Un efferato omicidio senza risoluzione che terrà il lettore in sospeso.

Ci sono due correnti di pensiero per quel che riguarda quel periodo storico che tutti noi conosciamo come il ’68. Chi c’era lo ricorda come un periodo dalle mille contraddizioni. Rinnovamento, rivoluzione sociale, emancipazione e tutte quelle novità intellettuali che poi diventeranno la norma, più o meno, negli anni a venire. Chi non c’era li rivive nelle storie, nei racconti che per quanto oggettivi sono sempre di parte negli occhi di chi li ha vissuti. E proprio da questa contrapposizione che inizia Nessun Segno sulla neve di Daniela Alibrandi e ci catapulta subito in questa visione. Un padre che ritrova una vecchia fiamma mai dimenticata su facebook galeotto anche questa volta come non mai. Un padre che si ritrova a vivere in un’epoca dove si sente un po’ estraneo e solo con l’aiuto della figlia riesce a districarsi..ma non e’ soltanto questo.

E’ un episodio ancora irrisolto successo proprio negli anni di piombo, dove i ragazzi oltre ad essere considerati ‘rivoluzionari’ si divertivano, si amavano e cercavano di cambiare le cose. Proprio da quell’episodio rimasto sopito da allora il nostro protagonista rivive con nostalgia il passato e tutto quello che ne consegue insieme al suo vecchio amore riscoperta donna e che rientra prepotentemente nella sua vita. Il ritmo in alcuni momenti cambia così repentinamente da lasciare senza fiato..calmo, riflessivo per poi diventare incalzante. Perché si c’è uno spaccato di vita vissuta come trama principale che tira le fila della narrazione, ma mai troppo nascosto c’è questo alone di thriller che rende la scrittura e fortunatamente per noi, la lettura davvero appassionante il tutto condito da colonna sonora perfetta per quel periodo.

La cosa che colpisce e che apprezzo sempre in qualsiasi scritto, e’ la capacita di immergere e di far immaginare uno sfondo, un paesaggio e uno momento narrato come se fosse la scena di un film. Lo dico con tutta la stima possibile, ma credo che Nessun Segno sulla neve di Daniela Alibrandi possa benissimo essere messo in atto come un giallo all’italiana, un giallo intrigante che ha tutti gli elementi per tenere incollati allo schermo gli spettatori, dopo aver fatto lo stesso con i lettori.

Mi sento davvero di consigliarlo perché di libri buoni ce ne sono molti per fortuna, ma di libri buoni che si ricordano e’ più difficile trovarne..e questo non si dimenticherà facilmente.

 

Per Il Trovalibri: Il thriller della futura Patricia Cornwell

http://iltrovalibri.it/2012/11/23/daniela-alibrandi-il-thriller-della-futura-patricia-cornwell-2/

Nessun Segno sulla Neve

Un avvenimento di tanti anni fa, che risale al 1968 ed ai tempi del liceo, una storia che sembra ormai dimenticata e sepolta. Un orribile omicidio, al quale non è mai stato dato un colpevole. Ma per un brillante e stimato medico oncologo di mezza età, tutto ritorna all’improvviso drammaticamente attuale. In un caldo e pigro pomeriggio settembrino, infatti, divertendosi a navigare in internet insieme al figlio, entra nel sito di Facebook e si imbatte nel profilo della ragazza che amava disperatamente in quegli anni, dalla quale purtroppo non era mai stato ricambiato. Da qui parte un viaggio interiore fatto di profonda nostalgia, ricordi e passioni , che porterà il suo destino ad intrecciarsi in modo imprevedibile con quello della ragazza, divenuta ormai una donna matura. Il racconto offre un appassionante, fedele e nostalgico spaccato della vita italiana durante i grandi avvenimenti e mutamenti sociali e politici, che segnarono in modo indelebile un’intera generazione, quella del ’68. I contenuti del racconto sapranno quindi parlare delle profonde passioni e dei disperati amori a chi li ha vissuti all’epoca e a chi ne è tuttora alla ricerca. Ad arricchire il racconto una trama gialla che, partendo da un episodio criminoso avvenuto allora, conduce ad oggi, per terminare con un finale mozzafiato.

Andrea Benei per Booky Booky:

Alcune storie meritano di essere raccontate. Alcune di queste perché ritraggono alcuni profili di uomini e di donne le cui azioni ben rappresentano il mondo dentro al quale ci muoviamo tutti, e da cosa questo mondo ha ereditato i suoi tratti somatici. È indubbio, per l’Occidente, che uno di questi mondi sia stato il decennio dei ’60.

Scendere in quegli anni, oggi, è possibile per lo più attraverso i documenti e le opere che quegli anni hanno generato, e che abbiamo ereditato, conosciuto, e sui quali si basa oggi un vivace revival dell’energia vitale che i Sessanta possedevano ed esprimevano senza difficoltà. Il nostro approccio alla preparazione culturale, alla società civile, e la moda, e addirittura uno tra i più seguiti serial televisivi sono adesso frutto di elaborazioni sgorgate in quel tempo lontano ormai mezzo secolo.

La storia di Daniela Alibrandi, esordiente, regala un’esperienza più viva di tutte queste. Nessun segno sulla neve è una discesa nella vita quotidiana di quegli anni, attraverso una prima persona sorprendente per un’autrice: un uomo.

Un uomo del nostro tempo, degli anni duemila, che avvicinandosi ad un altro burrone, i social network, compie quasi inconsapevolmente un’operazione affettiva ovvia: cercare i protagonisti del suo passato, quello emotivo, quello dell’adolescenza. E spalancando così nuovi contatti recisi dal tempo, quest’uomo riscopre, e con lui noi, il bel ’68.

Facce, persone, personaggi, avventure, sensazioni fisiche e tumulti del pensiero e del cuore risorgono come appena vissuti, e il medium del suo ricordo offre al lettore l’impressione sublime di percorrerli come potessero essere i propri.

Roma. L’eterna, silenziosa, la testimone perfetta dei moti dell’umanità, quelli grandi e quelli non visti, sfuggiti. Il ruggito del ’68 qui non è una registrazione in bianco e nero, o una ricordanza documentale, è una visita di persona in una quotidianità sconvolta dalla passione di quel periodo, chiusa nelle aule di una scuola, nelle pareti di una casa di quartiere, strillata per vie dove il rosso e il nero si spezzavano all’uscita dai licei, per fronteggiarsi e per risolversi nella società italiana di oggi.

Partecipare alla politica del corteo e soffrire l’invadente presenza di genitori per la prima volta non temuti, non presi più ad esempio, semplicemente svelati in tutta la loro antichità di costumi, di costrutti, di valori. Organizzare scherzi e baruffe, conoscere ambulanti e professori, innamorarsi e lottare fisicamente per un futuro che sia, dopo le brutture dei padri in guerra, finalmente a misura d’uomo.

Molte ragazze oggi prendono ad esempio l’aggressivo femminismo delle sessantottine, ed ormai quest’immagine stantia è diventata anacronistica, pop, conosciuta per capi sommi e imprecisi. Daniela Alibrandi, come se non ci sorprendesse già con l’inquietante precisione con cui si è calata nei panni di un uomo, propone una protagonista femminile magica, slacciata da ogni cliché abusato del ’68. Milena, di una bellezza virale, dagli occhi non azzurri, non verdi: trasparenti. Associazione mentale: cosa contenga il vuoto, è una delle domande che portò Yves Klein a lanciarsi da un palazzo. E in quello sguardo limpido come un volo verso il basso troveremo uno dei più realistici esempi della sofferenza e del costo che l’emancipazione di sé può chiedere a una donna.

Milena è una chiave prodigiosa per capire quel periodo, per riflettere se quel periodo si sia effettivamente risolto come si auguravano i ragazzi che corrono e vivono tra le righe di Nessun segno sulla neve.

Questa bella prima prova svapora in un fumo di thriller, alcune pagine di diario fin dall’inizio fanno sbandare il lettore verso un climax drammatico che si svela piano, ma a intervalli sempre più corti. Inizierete a leggere questo romanzo per vedere Roma nel ’68, o per respirare l’aria delle manifestazioni che hanno permesso i successi e i fallimenti della nostra società, oppure per scoprire cosa pensino gli uomini, e vi troverete stretti in una storia convulsa e romantica che, come il ’68 ci ha insegnato, non può esimersi dal sanguinare per trovare finalmente la propria soluzione.

La nuova edizione di “Nessun segno sulla neve” pubblicata nel 2015 da Universo Edizioni e inserita nella collana editoriale Crimini Innocenti

Massimiliano Baldacci per L’Opinione di Civitavecchia:

Cosa accadrebbe se, dopo aver creduto di calpestare la distesa bianca e vergine di neve che è la nostra vita, ci accorgessimo, voltandoci indietro, di non aver lasciato alcun segno sulla neve?” E’ con questo interrogativo che i partecipanti all’incontro di Giovedì scorso, lasciano la sala della Biblioteca Civica dove è stato appena presentato il libro dal titolo “Nessun segno sulla neve”, scritto da Daniela Alibrandi per le Edizioni Laboratorio Gutemberg, Alla presenza di un pubblico attento ed eterogeneo, la presentazione si apre con una introduzione al testo ed alla scrittrice da parte del critico e giornalista Fabio Sajeva, delle Gutemberg. Subito dopo la docente Velia Ceccarelli, oltre a presentare la vita artistica e personale dell’autrice con tono appassionato e coinvolgente, sottolinea come la narrazione della Alibrandi abbia la capacità di saltellare con naturalezza sui due grandi temi che emergono dallo sfondo dell’opera. Da un lato l’afflato romantico e rivoluzionario di una voglia di emancipazione dalla società borghese contro cui si scagliarono i ragazzi del 68 e dall’altra le misteriose dinamiche individuali che ci parlano di amore e gioia piuttosto che di dolore e sofferenza. Con una sgradita ospite che fa irruzione in modo prepotente e che non abbandonerà mai più la scena, la violenza, declinata nel privato piuttosto che nel collettivo. Sempre la Ceccarelli nel presentare le tematiche contenute nel testo che, ricordiamolo, per una “buona” parte della storia del romanzo si svolge proprio nel territorio di Santa Marinella, pone per prima – in un gioco di batti e ribatti con Sajeva, le prime domande all’autrice. Quest’ultima padroneggiando le scomode domande provocatoriamente poste dai complici co-presentatori, dopo aver bene sostanziato i temi posti alla sua attenzione sul clima vissuto negli anni del ’68, sulle lotte politiche tradite dalla politica, sul suo a-femminismo e poi ancora su legalità e famiglia, fa virare  l’attenzione al testo, in modo più approfondito. Lo spunto viene dato dalle “Voci” della biblioteca che, estrapolando alcuni brani dell’opera in modo particolarmente espressivo portano i partecipanti per qualche passo nelle trame del romanzo. Alla lettura, il romanzo scorre con ritmi decisamente coinvolgenti, probabilmente la scelta dell’io narrante inframmezzato da scorci tratti da ricordi e di appunti da diario, genera nel lettore una maggiore identificazione con il protagonista. Volendo evitare l’elegia di cortesia, possiamo segnalare all’autrice – nella speranza che voglia farne tesoro, il fatto che in alcuni tratti, avendo scelto per protagonista un uomo, a quest’ultimo sembra fargli toccare moti dell’anima e sfumature in alcuni momenti decisamente troppo femminili.  Sicuramente il tema affrontato è indiscutibilmente vasto e complesso, come si ricordava all’inizio, le vicende personali innestate nei sommovimenti di quegli anni posti in parallelo con le sconfitte valoriali di chi vive nell’attualità non è una chiave di facile soluzione. L’autrice però con spiccato senso tattico risolve il suo romanzo facendolo divenire un thriller dai toni noir, non banale e assolutamente sorprendente. Il gioco dei ruoli è particolarmente interessante e le figure che appaiono al principio passive risolvono il romanzo in modo decisamente inaspettato. Senza dubbio, la crisi che attanaglia l’attuale modello socio-politico, è figlia di quelle sconfitte morali e, che lo si voglia riconoscere o meno, ci stiamo nutrendo in un bel frullatone di disvalori consumistici, dei suoi peggiori frutti. Non è un caso infatti che le interessanti domande al termine della presentazione, portano il segno di una cocente delusione e senso di tradimento, proprio di quei valori di cui la rivoluzione sessantottina intendeva farsi portatrice. Oltre ai complimenti e all’apprezzamento nei confronti dell’opera, non erano pochi coloro che già avevano letto il romanzo, l’autrice ha felicemente risposto anche alle domande circa i contenuti politici e passionali della storia. Non sono infatti passate inosservate, ad alcune lettrici, alcune delle pagine piuttosto calde che in qualche misura graffiano le sensibilità più castigate. Come ricorda la quarta di copertina “Il racconto offre un fedele e nostalgico spaccato della vita italiana durante i grandi mutamenti sociali e politici che segnarono un’intera generazione, quella del ’68. Profonde passioni e disperati amori  per chi li ha vissuti all’epoca e per chi ne è ancora alla ricerca. Ad arricchire il racconto una trama gialla che partendo da quegli anni conduce ad oggi, per terminare con un finale mozzafiato”. Ci sembra un bel viatico tutto sommato, per una Autrice che di certo ci riserverà come annunciato al termine della presentazione e prima dei saluti di rito, un nuovo libro su un tema importante quanto delicato come quello centrato sul mondo della violenza sui minori.

Alessandro Colò per Kathodik:

Facciamo una premessa, ciò che mi aveva attratto di questo libro era stata la quarta di copertina che riportava le testuali parole: “Il racconto offre un appassionante, fedele e nostalgico spaccato della vita italiana durante i grandi avvenimenti e mutamenti sociali e politici che segnarono in modo indelebile un’intera generazione, quella del ’68”, invece probabilmente è proprio questo il limite più grande del racconto… Ma andiamo per gradi.
Il romanzo prende il via dalla descrizione della quotidianità di un affermato oncologo romano che casualmente, e grazie al figlio “smanettone”, entra in contatto tramite Facebook con il proprio passato e con un amore a tratti morboso mai realmente sopito nel tempo. Da qui partono una serie di flashback che ci catapultano alla fine degli anni sessanta, periodo in cui il futuro medico frequentava i primi anni del liceo e veniva chiamato Dustin, per la somiglianza con l’attore americano a quel tempo sulla cresta dell’onda (e già qui si sente quel sapore un po’ forzato della ricostruzione del tempo che fu). L’amicizia al tempo faceva gioiosamente convivere il nostro Dustin tendenzialmente di sinistra (non per scelta ma per essere vicino alla ragazza dei suoi sogni, Milena, che naturalmente gli preferiva il bel capopopolo organizzatore delle manifestazioni) e Nuccio, suo compagno di banco e di scorribande, benestante proto-estremista di destra.
La serenità del presente del professore, fatto da una stabile amante e da una quieta moglie oltre che da una famiglia affettuosa, viene quindi irrimediabilmente turbata dal passato e dal desiderio di chiudere il cerchio affettivo che lo lega ancora alla bella Milena e ad alcuni fatti tragici e violenti su cui non è mai stata fatta chiarezza.
Questa in “soldoni” la trama, che come dicevo trova il suo freno maggiore nelle ambientazioni del passato, in cui viene presentato un ’68 a tratti stereotipato e a tratti malinconico dove non si respira l’aria fatta di grandi sogni, grandi speranze e grandi ideali ma anzi, in alcuni passaggi, sembra quasi che si voglia racchiudere il tutto negli episodi di violenza fini a se stessi.
Il meglio del romanzo invece ci viene dalla grande padronanza di scrittura dell’autrice Daniela Alibrandi che risulta, in alcuni passaggi descrittivi soprattutto di luoghi e paesaggi (le vicende si dipanano in una Roma inconsueta, disegnata con maestria e passione, una maestria e una passione che sembrano venire da chi certi posti li ha vissuti intensamente), scrittrice di valore potenzialmente enorme.
La trama gialla, a differenza delle vicende affettive, è decisamente ben costruita il che rende la lettura, maggiormente nella seconda parte del romanzo, godibile e ricca di pathos.
Quindi in conclusione un consiglio ai lettori, superate quelle parti che possono avere un sapore un po’ artefatto e quelle che rischiano di sfociare nell’harmonyzzazione del racconto perché superata la collina la strada è in discesa e vale la pena percorrerla. Vi garantisco che a bilanciare il tutto ci sono anche alcuni momenti pulp da non perdere.

Centro di Documentazione di Pistoia:

Le ubbie di un professionista romano, uno che ha fatto carriera, ha cambiato il proprio status sociale con un matrimonio socialmente azzeccato, ha una famiglia che, come tutte le famiglie, passa attraverso le varie crisi, classiche ma non devastanti nei rapporti tra generazioni diverse; tuttavia in mezzo ad altri banalissimi e presunti segreti di corna da professionista borghesuccio nasconde un segreto, anzi, un peccato segreto di gioventù. Dopo aver scoperto quale strumento potente sia la rete informatica con i social network, cade volontariamente in una ricerca di quel che è stato realmente quello che lui, il protagonista, ha sempre considerato il miglior periodo della sua vita. È un viaggio interiore, fatto di ricordi ma anche di ricerche pratiche per ritrovare un notiziario 219 amore giovanile, trasformato dalla nostalgia nell’amore-vero-e-puro-della-vita. Con un finale mozzafiato. Una lettura del periodo più difficile della seconda metà del Novecento per tutto il pianeta, il ’68 e dintorni, piuttosto banale per chiunque Io abbia vissuto in prima persona, a Roma come in qualsiasi città di provincia. L’autrice non sembra in realtà interessata a raccontare la Storia attraverso le storie, questo è un giallo ambientato nell’attualità con flash back nel passato di ieri letto come un periodo in cui si sentiva tanta buona musica, finalmente anche roba d’oltremare, e in cui scopriva sesso e libertà di marinare la scuola con uno sfondo fatto di violenza estrema, di scontri tra fascisti e compagni, ma che era lontana dalla vita della stragrande maggioranza degli studenti che, infatti, faranno le loro scelte e la loro vita indipendentemente dagli avvenimenti in cui sono immersi. Salvo poi misurarsi con la concretezza della quotidianità senza ideologia ma con tanta violenza a cui nessuna pratica degli anni ’70 può porre rimedio, e che ha un solo sbocco, evidente nell’ultimo capitolo del libro. Amaro anche nella realtà.

Aurora Logullo per La Bottega Editoriale:

Nessun segno sulla neve è un giallo sui generis. Un percorso che si apre con un salto indietro nel tempo, agli anni del liceo, per rivivere le stesse intense sensazioni di allora o sistemare qualcosa lasciato in sospeso. A volte poi basta poco perché ci si trovi sommersi dal flusso dei ricordi e dal desiderio di recuperare rapporti ritenuti fondamentali un tempo, ma lasciati andare. Nell’era dei social network, poi, in cui digitando un nome in uno spazio vuoto si possono ritrovare con facilità persone con cui non si hanno rapporti da tempo, è molto semplice fare un tuffo nel passato senza preoccuparsi troppo delle conseguenze.
Francesco, il protagonista, si trova in un pomeriggio di settembre a cercare tra i volti di Facebook i suoi compagni di liceo: «il cuore mi sta battendo leggermente più forte, i nomi stanno uscendo da dietro l’armadio impolverati, ma pieni di fascino. Il liceo, l’esperienza più bella e più drammatica della mia vita. So di risvegliare in me avvenimenti che ormai dormivano in silenzio, ma non ne posso fare a meno». Davanti alla foto di Milena, il suo primo amore, inevitabilmente invecchiata, ma ancora bellissima, i ricordi irrompono prepotenti e Francesco, ora rispettabile oncologo sposato e con quattro figli, non può trattenere il desiderio di mettersi in contatto con lei e rivederla.

                            Il ’68: primi amori e contestazione politica
Da questo punto in poi il lettore segue Francesco lungo la strada dei ricordi: perché Milena potrebbe rifiutare di incontrarlo? Cosa cela di tanto drammatico il suo passato? Fin dall’inizio dunque incombe sulla storia un intenso alone di mistero, che l’autrice riesce abilmente a mantenere vivo nel corso di tutta la narrazione. Ci si trova così catapultati nelle aule di un liceo romano tra il ’68 e il ’69, anni di cui si rievocano anche film e musica, quasi lunga colonna sonora per tutto il romanzo. Francesco, e il lettore con lui, rivede Nuccio Resia, compagno di banco e di avventure estive, un ragazzo difficile, profondamente segnato dall’abbandono della madre. Rivede l’arrivo di Milena, trasferitasi da Imperia a Roma con la madre e il fratello, molto silenziosa, ma capace di attirare le attenzioni di tutti i maschi della classe. Nella caratterizzazione di Francesco e degli altri personaggi, l’autrice prende le distanze da qualsiasi stereotipo, mostrandone, con profonda capacità di immedesimazione e verosimiglianza, debolezze, paure e vigliaccheria.
Ovviamente non manca in quegli anni la contestazione politica: Nuccio si avvicina ai gruppi di estrema destra, Milena stringe una relazione con Roberto Menechini, leader dei gruppi di sinistra, che segue politicamente. Ciò che invece caratterizza Francesco è l’incapacità di scegliere, la voglia di lasciare che le cose vadano da sé senza che lui debba agire in qualche modo: un tratto della personalità che nella maturità diventa più acuto, perdendo però quella spontaneità adolescenziale e facendolo quindi apparire agli occhi del lettore ipocrita ed egocentrico.
Dapprima si avvicina alla sinistra per amore di Milena, ma la mancanza di coraggio in un corteo, conclusosi in modo violento, mette in crisi l’amicizia con la ragazza; in seguito, riconsidera le sue priorità e passa al fianco di Nuccio, senza particolare attivismo: «vedendo che il mio simpatizzare non andava oltre determinati atteggiamenti, i più estremisti di destra mi tacciarono di vigliaccheria e di infedeltà. Per cui per parecchio tempo dovetti guardarmi sia dai sinistroidi, che ormai mi avevano bollato come un giuda, che dai destroidi, che mi avevano bollato come un infedele».
Nonostante tutto, Francesco ha l’occasione di strappare un tenero bacio alla ragazza in un pomeriggio di studio. Rifiutato, il ragazzo racconta tutto a Nuccio, il quale metterà in atto una sadica vendetta ai danni di Milena nella palestra della scuola: «Non seppi mai quello che successe dopo, se Nuccio le usò violenza o no, io scappai senza voltarmi indietro, sapendo che avevo perso il sentimento più bello e più puro che un essere umano possa provare».
La fuga di Francesco dalla palestra sancisce la definitiva rottura con i due compagni di classe: il rifiuto di agire e di prendere una posizione anche in una situazione così drammatica e nei confronti di una persona a lui emotivamente legata costituisce un vero tradimento, che il protagonista nasconde nel tempo, ma per cui una banale ricerca su Facebook è in grado di sollevare un senso di rimorso. Leggero però: nonostante la gravità della cosa il protagonista continuerà a credere di essere ancora in tempo per scusarsi e recuperare il grande amore della sua vita, con risvolti inevitabilmente drammatici.

                   Suspense e sovrapposizione di piani
Ecco dunque che dopo una rievocazione dolce e malinconica dell’adolescenza e degli anni ’60 il romanzo assume un ritmo molto più accelerato, trasformandosi in un vero e proprio giallo: cosa è successo nella palestra della scuola dove Francesco ha lasciato soli Milena e Nuccio, scappando via di corsa? Chi ha ucciso Roberto Menechini, l’ormai ex ragazzo di Milena?
L’autrice si dimostra infatti abilissima nel catturare l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine attraverso un’elaborata combinazione di detto e non detto: seguire il flusso dei ricordi del protagonista non basta, Milena è l’unica che sa come sono andate veramente le cose.
Si tratta dunque di un romanzo dalla struttura ricercata e complessa, ma perfettamente ponderata, in cui diversi misteri si incastrano l’uno dentro l’altro con grande maestria: la stessa Milena, prima di trasferirsi a Roma, ha dovuto fare i conti con una dolorosa esperienza, solo implicitamente rievocata nelle pagine del suo diario che interrompono spesso il filo della narrazione principale. Quella precedente esperienza, apparentemente slegata dall’episodio della palestra, collaborerà a minare la sua fragilità e la sua stabilità, inducendola a compiere atti di violenza estrema. L’autrice non lascia dunque nulla al caso, ma ogni spunto è funzionale allo svolgimento della narrazione.
Proprio questo gioco di incastri conferisce al testo un ritmo vivace e ascendente, che non lo rende mai monotono. Anzi: quando sembra che tutto si sia risolto per il meglio e che effettivamente il dolore e il rimorso siano stati cancellati dal tempo, un finale del tutto inaspettato lascia il lettore senza parole, ma piacevolmente stupito dall’abilità narrativa dell’autrice.
L’eccezionalità del romanzo risiede dunque nella straordinaria capacità evocativa dell’autrice, nell’abilità di creare una trama originale e mai scontata e nell’uso perfettamente ponderato di vari strumenti retorici per mantenere alto il livello della suspense, ma non solo: lo stile chiaro e fluido, nonché il lessico semplice, permettono infatti al lettore di procedere senza interruzioni fino alla fine. Il prodotto finale della combinazione di tutti questi elementi è un romanzo avvincente e facilmente godibile dalla prima all’ultima pagina, una lettura tutta d’un fiato che non potrà deludere il lettore.

Simona Leo per Temperamente Libri:

Non si può parlare di un vero e proprio giallo, almeno secondo il mio modesto parere. Non ci sono investigatori e, inizialmente, neanche qualcosa su cui indagare. Buona parte del libro ci inserisce poco a poco nella vita di Francesco, un oncologo, marito di Giulia e padre di tre figli: Luigi, Michele e Amanda. Dopo che il protagonista scopre, attraverso uno dei figli maschi, il mondo virtuale di Facebook decide di recuperare i contatti con i suoi vecchi compagni di classe, o meglio con una compagna di classe, Milena. Da questo momento in poi iniziano una serie di flashback che ci portano indietro nel tempo, offrendoci un ottimo spaccato di quello che fu il ’68, un anno cruciale per la nostra storia, la quale positivamente o negativamente subì una svolta. A poco a poco recuperiamo ogni tassello dell’esistenza di Francesco, che in queste pagine si svolge tra vita presente, e quindi vita coniugale, tradimenti e lavoro, e vita passata, ricostruita attraverso i suoi ricordi: il liceo, le manifestazioni studentesche, le divisioni politiche, l’amore non ricambiato per Milena e il suo senso di colpa. Il tutto diventerà estremamente attuale e a ciò contribuirà il ritorno, nella sua vita, di quella ragazza, ora donna matura, che non ha mai smesso di amare. Solo nelle ultime pagine, infatti, si sviluppa un giallo, che ricollega il passato al presente e che si conclude con un finale crudo e inaspettato, e che, tuttavia, non prevede indagini o la presenza di un investigatore.

La storia procede lentamente nella prima parte, arricchendo di volta in volta l’immagine di Francesco, e, inciampando qua e là in refusi e piccole sviste, subisce un’accelerata sul finale, dove tutto si svela velocemente. È forse questa la parte più riuscita, dove ai sentimenti di repulsione verso un mondo maschile traditore e vigliacco si contrappone un ritmo incalzante animato da ansia e terrore, dovuti a una giustizia raggiunta ‘ingiustamente’ e in modo del tutto privato.

Livia Frigiotti per Anobi:

Libro particolare. Si tratta di un lungo racconto in prima persona. Un giallo segnato dalla storia vera e vissuta della contestazione studentesca del ’68. Era difficile essere studenti in quel periodo e soprattutto era difficile rimanere impassibili senza schierarsi di fronte agli eventi e al vento di cambiamento; cambiamento a volte troppo violento per essere sostenuto, riconosciuto, vissuto e portato dentro in quello che è stato il futuro di quegli studenti. Un liceo classico di Roma (strano tra le righe per me, riconoscere lo stesso liceo dei  miei studi tanti anni dopo), la feroce contestazione, i gruppi politicizzati (destra, sinistra) i comitati, gli assembramenti, le risse, gli omicidi politici. Ma in tutto questo i personaggi principali vivono ore difficili e concitate che segneranno per sempre le loro esistenze future. Ma il personaggio principale a suo modo subisce gli eventi, con i suoi sentimenti  subisce le forti personalità di chi lo circonda. Questo non gioca a suo favore e non lo farà crescere e maturare, piuttosto lo renderà sempre piuttosto disattento e ingenuo. Figli di famiglie troppo chiuse o già scardinate dalla vita, contestano il sistema e la famiglia stessa con quella educazione chiusa che non segue il vento di cambiamento. Ma l’interiore rabbia del ’68, in questo racconto,  creerà un mostro ben più grande che si paleserà con tutto il suo odio e la sua più estrema e premeditata ferocia. Tutta la storia è attraversata da un omicidio ma tra le righe si nascondono anche altri delitti più o meno aberranti e biechi.
C’è un finale del tutto a sorpresa dopo alcune pagine che danno una netta pausa che quasi non lo fa sembrare più un giallo. Il finale lo farà diventare un thriller spiegando il centro del racconto ma a mio modo di vedere, data la fantasia e la voglia di scrivere dell’Alibrandi, è un finale aperto che potrebbe anche voler avere un seguito e perché no, aprire a un nuovo filone investigativo. Lettura piacevole e accattivante proprio per le sue variazioni sul tema.

Alessandro Colò per Orthodik:

Facciamo una premessa, ciò che mi aveva attratto di questo libro era stata la quarta di copertina che riportava le testuali parole: “Il racconto offre un appassionante, fedele e nostalgico spaccato della vita italiana durante i grandi avvenimenti e mutamenti sociali e politici che segnarono in modo indelebile un’intera generazione, quella del ’68”, invece probabilmente è proprio questo il limite più grande del racconto… Ma andiamo per gradi.
Il romanzo prende il via dalla descrizione della quotidianità di un affermato oncologo romano che casualmente, e grazie al figlio “smanettone”, entra in contatto tramite Facebook con il proprio passato e con un amore a tratti morboso mai realmente sopito nel tempo. Da qui partono una serie di flashback che ci catapultano alla fine degli anni sessanta, periodo in cui il futuro medico frequentava i primi anni del liceo e veniva chiamato Dustin, per la somiglianza con l’attore americano a quel tempo sulla cresta dell’onda (e già qui si sente quel sapore un po’ forzato della ricostruzione del tempo che fu). L’amicizia al tempo faceva gioiosamente convivere il nostro Dustin tendenzialmente di sinistra (non per scelta ma per essere vicino alla ragazza dei suoi sogni, Milena, che naturalmente gli preferiva il bel capopopolo organizzatore delle manifestazioni) e Nuccio, suo compagno di banco e di scorribande, benestante proto-estremista di destra.
La serenità del presente del professore, fatto da una stabile amante e da una quieta moglie oltre che da una famiglia affettuosa, viene quindi irrimediabilmente turbata dal passato e dal desiderio di chiudere il cerchio affettivo che lo lega ancora alla bella Milena e ad alcuni fatti tragici e violenti su cui non è mai stata fatta chiarezza.
Questa in “soldoni” la trama, che come dicevo trova il suo freno maggiore nelle ambientazioni del passato, in cui viene presentato un ’68 a tratti stereotipato e a tratti malinconico dove non si respira l’aria fatta di grandi sogni, grandi speranze e grandi ideali ma anzi, in alcuni passaggi, sembra quasi che si voglia racchiudere il tutto negli episodi di violenza fini a se stessi.
Il meglio del romanzo invece ci viene dalla grande padronanza di scrittura dell’autrice Daniela Alibrandi che risulta, in alcuni passaggi descrittivi soprattutto di luoghi e paesaggi (le vicende si dipanano in una Roma inconsueta, disegnata con maestria e passione, una maestria e una passione che sembrano venire da chi certi posti li ha vissuti intensamente), scrittrice di valore potenzialmente enorme.
La trama gialla, a differenza delle vicende affettive, è decisamente ben costruita il che rende la lettura, maggiormente nella seconda parte del romanzo, godibile e ricca di pathos.
Quindi in conclusione un consiglio ai lettori, superate quelle parti che possono avere un sapore un po’ artefatto e quelle che rischiano di sfociare nell’harmonyzzazione del racconto perché superata la collina la strada è in discesa e vale la pena percorrerla. Vi garantisco che a bilanciare il tutto ci sono anche alcuni momenti pulp da non perdere.

La Giornalista Silvia Sciamplicotti:

Milena e Francesco ..o Francesco e Milena un grande amore dei banchi della scuola….si rincontrano in uno dei modi piu’ moderni dei nostri tempi un potente social network .facebook…e si ritroveranno con le loro gia’ arredate stanze  della vita con i mobli al proprio posto…con annessi e connessi di una solita routine quotidiana,,questo racconto ci porta per mano attraverso lo sguardo maschile di Francesco in un passato 68, in un amore che sembrava dimenticato …attraverso la scrittrice questo testo ne e’ trattato in modo che la sua scorrevolezza letteraria trascina chi si addentra in questa avventura a vivere o rivivere in prima persona attimi di grandi avvenimenti storici del paese e allo stesso tempo un contenuto ricco di sentimenti passioni e segnali di un’ epoca che ha scritto la nostra storia..ma attenzione non tutto quello che si legge al principio e’ come sembra ..infatti  la trama e i suoi personaggi si troveranno in un crescendo di emozioni quasi visive che sfoceranno in un finale assolutamente sorprendente e inaspettato.tutto passa attraverso le musiche che hanno segnato un’ epoca…simon e garfunkel..i beatles…ma anche battisti morandi…..chiunque abbia vissuto quel periodo non puo’ esimersi dal leggere questa meraviglia e chi invece non ne ha la consapevolezza trovera’ in questo thriller una descrizione piacevolissima ambientale e passionale. Chi di noi non ha avuto qualcosa che avrebbe voluto ritrovare dentro di se..aprendo magari uno sportello del cuore.

La Scrittrice Giulia Madonna:

Il romanzo”Nessun segno sulla neve” di Daniela Alibrandi narra  la vicenda di un oncologo di mezza età che, provenendo da una famiglia umile, ha fatto mille sforzi per arrivare al suo successo, e tra gli sforzi c’è stato anche il suo matrimonio sereno ma senza amore, riuscendo a barcamenarsi, tra mille bugie, lavoro, famiglia e i frequenti tradimenti, fatti ripetutamente per sentirsi ancora vivo. Improvvisamente, introdotto a  face book grazie al figlio per gioco,  vive un’intensa  crisi di mezza età per il ritorno nei suoi pensieri di una ragazza amata  tristemente da ragazzo. Il suo tormento lo porta ad isolarsi nel suo studio e rivivere i ricordi del passato in cui ha vissuto in prima persona le rivolte del ’68.

L’ autrice ricorre spesso all’uso del flashback che si alterna al racconto fatto tutto in prima persona, appunto dalla parte di Francesco, ed abilmente viene descritto il punto vi vista del protagonista che alterna le sue sensazioni del presente con le immense emozioni provocate dai ricordi del passato. L’autrice offre un piacevole spaccato degli anni della protesta giovanile e ci fa capire come i ragazzi allora vivessero intensamente quei giorni spinti da grandi ideali ma che poi tutto pian piano sfociò solo nella violenza sterile e pericolosa. Infatti la protesta ben presto  portò a scontri continui tra fazioni opposte e forze dell’ordine fino a sfociare nell’orrendo omicidio, che rimase impunito,  di uno dei ragazzi più attivi. L’ondata improvvisa e devastane dei ricordi scombussolano completamente il castello di fragili vetri che il protagonista ha imbastito  nella sua vita e comincia a non riuscire più a reggere il gioco. Cerca in tutti i modi di difendere la sua tranquillità ma i ricordi e gli antichi sogni prendono il sopravvento. Tutto va in tilt quando tramite face book riesce a  ricontattare la giovane amata. L’amore prende il sopravvento tra i due e a quel punto il protagonista, sentendosi finalmente vivo e realizzando il suo antico sogno, decide che metterà fine alla farsa del suo matrimonio. Ma un finale mozzafiato quanto improvviso e inaspettato scombussola totalmente tutte le  facili previsioni lasciando a bocca  aperta il lettore.

L’autrice ha saputo mettersi abilmente nei panni del protagonista e accompagnarci nei meandri del suo profondo tormento e nel suo continuo tentativo di essere fedele alla sua parte di buon marito, padre e professionista, senza però riuscire a reggere più un gioco stanco di fronte al profumo inebriante dell’amore. Lo stile è fluido e scorrevole, l’attenzione e il pathos non vengono mai meno lasciando il lettore avvinto alla narrazione fino in fondo. La scelta del finale improvviso e inaspettato lascia il lettore senza fiato e lo porta a riflettere se sia davvero il caso di mettere i propri valori a repentaglio solo per il gusto di sentire ancora i brividi lungo la schiena.

Standard
Trasmissioni televisive e radiofoniche

Trasmissioni Televisive e Radiofoniche dell’esordio


                                                                              ANNO 2011

“Aperitivo Letterario”2011, trasmissione della Etruriain.tv. A intervistarmi il giornalista del Messaggero Emanuele Rossi. Regia di Fabio Bellucci.  Si parla di “Nessun segno sulla neve” il mio primo romanzo pubblicato allora nella vecchia edizione e RIEDITATO NELLA NUOVISSIMA EDIZIONE DA UNIVERSOEDITORIALE.

Da allora il libro ha vinto il Premio Circe 2013, è stato scelto dal Comune di Roma per un evento letterario dell’Estate Romana ed è stato tradotto nell’edizione inglese di “No Steps on the snow”, di cui, nell’estate 2015, hanno parlato ben 50 blog letterari statunitensi. Il libro è stato a lungo tra i Best Seller di Amazon Italia, Stati Uniti, Germania, Giappone, Regno Unito e Francia.

                                                                    ANNO  2012

Siamo nel 2012. Una nuova puntata di “Aperitivo Letterario”, con me sono sempre Emanuele Rossi, giornalista del Messaggero e il regista  Fabio Bellucci. Parliamo insieme del libro “Il bimbo di Rachele, nella allora vecchia edizione. IL ROMANZO E’ STATO RIPUBBLICATO NELLA NUOVISSIMA EDIZIONE ebook e cartacea disponibikle in Amazon. E’ stato tra i Best Seller di Amazon Italia e Francia.

 

                                                                            ANNO 2013

Il 19 dicembre, in contemporanea con l’inizio negli stati uniti del tour promozionale dell’edizione inglese del libro “Un’ombra sul fiume merrimack” (titolo inglese “A Shadow On Merrimack River”), ho partecipato alla trasmissione radiofonica a radio autori emergenti. Durante il tour americano al mio libro sono state assegnate 5 stelle dai recensori, lettori e blog letterari….wow!!!

il seguente e’ il link per ascoltare la bella intervista, anche se sembra difficile accedervi.

http://it.1000mikes.com/app/archiveEntry.xhtml?archiveEntryId=295758

   ANNO 2013

Luglio 2013 Sono ospite della trasmissione Cambia il Mondo DI Centromareradio per parlare dei miei successi e del viaggio a Londra per incontrare i miei lettori inglesi:

 

 

 

 

Standard