Ci sono eventi che si preparano con cura, appuntamenti segnati sul calendario, parole pensate in anticipo. E poi ci sono incontri che, senza fare rumore, restano dentro. Quello del 25 maggio, con i bambini della scuola elementare dell’I.C. Marina di Cerveteri, plesso Due Casette, è stato proprio così. Con la guida della Maestra Sonia Rainoldi, referente del progetto di lettura “Il Volo”, e della Maestra Valentina Germinara, insegnante di italiano che ha accompagnato i suoi alunni nella lettura in classe, i piccoli grandi lettori hanno letto il mio libro per bambini “L’ispettore Supplì, le mozzarelle scomparse e altre fantastiche storie”.
Sono arrivata con l’idea di raccontare un libro. Loro, invece, mi hanno ricordato perché quel libro era nato.


Mi aspettavo curiosità, qualche domanda, forse un po’ di timidezza. Ho trovato occhi attenti, mani alzate con impazienza, osservazioni sorprendentemente profonde. I bambini hanno questa capacità rara: ascoltano senza filtri e parlano senza sovrastrutture. Non cercano frasi perfette, cercano verità. Ed è incredibile quanto riescano a coglierla. Durante l’incontro mi hanno fatto domande semplici solo in apparenza. “Perché hai scelto proprio questo finale?” “Quel personaggio era triste davvero?” “Le storie aiutano le persone?” Domande che costringono anche gli adulti a fermarsi. Perché i bambini non si accontentano della superficie: entrano dentro le emozioni con una naturalezza che spesso perdiamo, crescendo.

Mi ha colpito il loro modo di osservare i dettagli. Una frase ricordata a memoria, un gesto di un personaggio, perfino un silenzio tra le pagine. La loro voglia di raccontarmi le storie che ho scritto, creando una magia unica, nell’atmosfera del caldo pomeriggio vissuto in un giardino, che sembrava incantato. La richiesta genuina e spontanea di avere presto nuovi capitoli da leggere, con la loro proposta di trame talmente intriganti, che spero sviluppino durante l’estate.
È come se leggessero con tutto se stessi, non soltanto con gli occhi. E forse è proprio questa la loro grande saggezza. Noi adulti siamo abituati a correre, a interpretare, a spiegare tutto. I bambini, invece, sentono. Si fermano dove qualcosa li tocca e lì restano, senza paura di emozionarsi. Incontrare dei piccoli lettori non significa semplicemente parlare di un libro: significa lasciare che il libro torni vivo attraverso di loro.
C’è stata una tenerezza particolare nel vedere quanto desiderassero conoscere non solo le storie, ma anche la persona che le aveva scritte. Come nascono le idee, se scrivere rende felici, se i personaggi assomigliano a qualcuno reale. Se può accadere a uno scrittore di non riuscire più a creare. Domande che mi hanno ricordato quanto sia importante, per chi scrive, restare sincero. Perché i bambini riconoscono immediatamente ciò che è autentico.

Sono uscita da quella scuola con la sensazione di aver ricevuto molto più di quanto avessi dato. Un pensiero speciale va alla Dirigente Scolastica dott.ssa Angela Esposito e alle docenti Sonia Rainoldi e Valentina Germinara, che ogni giorno scelgono con pazienza e convinzione di difendere il valore della lettura. In un tempo in cui il web cattura continuamente l’attenzione dei più piccoli con immagini veloci e contenuti immediati, vedere adulti capaci di accompagnare i bambini verso i libri è qualcosa di prezioso. Non per allontanarli dalla modernità, ma per insegnare loro anche il silenzio, l’immaginazione, l’ascolto e la profondità che solo una storia letta davvero sa regalare. Vedere quanto entusiasmo i bambini sappiano ancora provare davanti a una storia raccontata bene è forse la risposta più bella al loro impegno, mentre regala la certezza che i libri, quando incontrano gli occhi giusti, diventano ponti silenziosi ma potentissimi.
