Una bella intervista a casa mia nel 2014…
Una bella intervista a casa mia nel 2014…
“No steps on the snow” tra i Book Deals del blog americano The Books Machine!
http://www.thebooksmachine.com/deals/description.html?id=3345
How could I, brought up by a woman like that, be able to do what I did? Suddenly this studio seems too small, I feel that everything is a grand insult. I don’t want to read Milena’s message again. I return to the desktop, but I don’t switch off the computer. I don’t want to risk not receiving her mails.
I feel without breath. Maybe it’s better to take a walk around here, and if the pizzeria at the corner is still open, I’ll have a pizza and drink a beer. I want to get drunk not to think. Milena will always have that horrible memory of me. If she wants to meet me, how can I deal with it, proving as I am now, if in the end she is right: am I that different from how I was then? I just want the fresh air of this September evening. I go out and, while I close the door, I think that the doors left locked inside our soul can open again when they want to, even if we delude ourselves into thinking we have thrown away the …

“”No steps on the snow” ebook
Con Moreno Filipetto e Massimo De Muro parliamo degli aspetti letterari, ma anche degli argomenti storici e sociali , che definiscono il mio nuovissimo romanzo “Una morte sola non basta”, Del Vecchio editore.
Link non più attivo.


Le prime pagine del romanzo “Una morte sola non basta” lette a Prima Pagina di Radiolibri!
Link non più attivo.
Scritto da Andrea Terzi.
Ci sono romanzi di troppo, ed altri che al contrario sono troppo. È questione di qualità.
Di solito, nei volumi ponderosi, non ne trovo che uno, di volume: il più basso, inadeguato ai miei gusti. Dice Ozzy che se il volume è troppo alto, tu sei troppo vecchio, e nell’ultimo romanzo di Daniela Alibrandi il troppo è il primo dei sensi. Dalle descrizioni minuziose, da entomologa del linguaggio, ai singoli ritratti dei personaggi.
Ero stranito all’inizio, rivendicavo il diritto a immaginarli un po’ anch’io. Poi ho capito che quella era la giusta misura, in quanto adatta a tutto il racconto, ambientato fra gli anni Cinquanta ed i Settanta, un periodo storico che i miei coetanei ricordano bene, ma i nostri figli, e talvolta i nipoti, no. Tanti non l’hanno neanche sfiorato, ecco quindi che le gestualità, gli usi, l’ambiente, hanno bisogno di una precisione a cui la mia fantasia si ribellava. Lo stesso vale per i luoghi, i prodotti (che flash il Sidol!) e i paesaggi, i soprannomi, gli eventi, le auto, i cantanti, i politici: chiedono il piacevole sforzo dello scrupolo per dare alla memoria un corpo oltre che una traccia di spirito. E così comincia la proiezione, il film interiore. Su carta, ma vivo e palpitante nella memoria. Due presenze femminili, e due estrazioni sociali differenti, seguite fino dalla nascita. Una borghese, ligia al culto delle apparenze, ai codici casti e a quel perbenismo di convenzione che maschera di bontà la ferocia; l’altra proletaria, dura di stenti e di oltraggi, privazioni, con l’etichetta dell’etica bassa e della fatica, mai libera dai mali del male.
Soprattutto per le figure maschili, simboli dei guasti sociali e “punti di luce spenta” quel troppo, poco o tanto esso sia, è insostenibile. In quell’atmosfera di losca, segreta ambiguità, il troppo domina ogni cosa, e condiziona la vita di Ilaria e Michela. Il boom economico dell’Italia, l’espansione edilizia che si mangia il territorio e chiazza le periferie di caseggiati illividiti, la lotta politica e sociale, la contestazione, lo spettro del benessere che porta dovunque le vetture e da nessuna parte gli uomini, con tutti i loro vizi e le debolezze; il troppo delle attenzioni perverse di zio Enzo per Ilaria che cresce al passo con tempi che lui non riesce a seguire, tempi sventrati dal languore con cui spesso li si guarda pensando al passato. La Alibrandi non fa neppure una concessione alla pietà, che manca ai parenti stretti dei due nuclei familiari: ora per la violenza del sesso, ora per il morbo della superstizione, la piaga delle sette. E nel troppo la paura non ha confini. Nell’età di cappuccetto rosso, i cappucci che guardano Michela sono neri, e intorno hanno candele di cera scura, gesti arcani e apotropaici, sporchi di sangue e della nausea dell’occulto. E lasciano cicatrici fonde nella lotta di ogni giorno: «A tanti anni di distanza, lei continuava a lottare per il bene di sua figlia. Michela non le dimostrava riconoscenza per i sacrifici fatti, anzi la guardava sempre in modo tale da farla sentire in colpa, ma Annamaria faceva finta di niente, cercando solo di non contrariarla mai. Anche per questo non si era mai instaurato un vero dialogo tra loro. Ormai era solo una mamma che si affaticava cercando di soddisfare tutti i desideri della figlia adolescente, e una figlia che non era mai contenta di niente, facendole costantemente sentire di non aver fatto abbastanza.» Annamaria è una madre – come tutti i genitori, nel libro – incolpevole, messa in minoranza dai guasti oggettivi di invidia, ignoranza e crudeltà delle cognate. Le macabre esperienze dell’infanzia, unite agli stereotipi ed ai pregiudizi, segnano le persone in modo profondo: «Se quello era stato l’inizio dei suoi problemi e squilibri, bene, allora voleva dire che era proprio lei ad essere pazza e nessuno avrebbe mai più potuto aiutarla. Mentre osservava ogni tanto i sorrisi rassicuranti di Ilaria, lei si sentiva sprofondare in una voragine di paure ancora peggiori di prima. Distaccata dalla realtà e chiusa nel mondo dei folli, le voci l’avrebbero avuta vinta e non ci sarebbe mai stato posto per l’amore o la felicità. Ora si sentiva gelida dentro e fuori, sospesa nel mondo di chi, nel tempo, sarebbe stato volentieri dimenticato.»
Eppure, nonostante la pressione del male, la goccia della coscienza ne penetra l’arida pietra, ed apre una crepa in cui filtra la luce di un qualche riscatto.
L’autrice non teme di mettere in scena il troppo delle angosce e della pubertà violata, l’intreccio di amori e ribellioni tra «invidie e vecchie faide createsi nel corso degli anni» con quel suo linguaggio da biografa della convulsione. Disegna uno spiraglio in cui le due ragazze, adesso ventenni, possono scegliere di gettarsi verso l’uscita o temere di restare abbagliate, prigioniere ancora una volta nel gioco cinico della violenza che segna le esistenze, una violenza fisica che lascia ferite sullo spirito, e costringe anche la mite Ilaria ad alzare la voce, a perdere le staffe, a nascondere al fidanzato l’orrore degli stupri subiti dallo zio. Di pagina in pagina vengono a galla i segreti di entrambe le giovani, che si svelano piano piano con la confessione quotidiana dell’amicizia – la più efficace terapia – prima di un finale mozzafiato.
Recensione Kultural
Recensione di Martino Ciano
È un libro duro quello che ci presenta la Alibrandi in cui narrativa, sociologia e storia si legano. Con sguardo critico, onnisciente e distaccato, l’autrice ci accompagna nelle complesse trame delle vite di Michela e Ilaria. Storie difficili da digerire, raccontate senza tralasciare i particolari. Ad entrambe le ragazze infatti sono state tolte le gioie dell’infanzia e dell’adolescenza. Il contesto storico in cui si svolgono le vicende delle due protagoniste è quello che va dagli anni cinquanta-settanta. Vent’anni in cui si succedono le speranze del boom economico e le disillusioni di un’emancipazione solo di facciata. A far da cornice al romanzo, Roma.
Ilaria e Michela. Prima bambine oltraggiate nella loro purezza, poi adolescenti che riversano i propri traumi in comportamenti ambigui e misteriosi. Ilaria e Michela. Distrutte non dai propri genitori, ma dai parenti stretti. Violenze domestiche e psicologiche, momenti raccontati con nitidezza come se l’autrice volesse distruggere in noi l’idea che in quegli anni tutto fosse casto, puro, eticamente perfetto. Il male invece è presente in ogni tempo. Cambiano le condizioni, gli accidenti, ma agisce sempre secondo le stesse modalità e anche le conseguenze sono le medesime. Gli unici elementi cangianti sono le contraddizioni e in quel periodo l’Italia ne stava vivendo parecchie.
L’emancipazione della donna, il cambio repentino dei costumi, la fine del mondo rurale e l’inizio del consumismo. La lotta di classe, il divorzio, la società dello spettacolo, i traumi della guerra, la povertà che lasciava spazio all’abbondanza. La stoltezza di un’Italia poco coesa e di una politica che ancora non era riuscita a fare gli italiani. In tutto questo trambusto si annida il male, gli orchi escono dalle fiabe e diventano umani. Maschi o femmine, non importa il loro sesso, essi si alimentano di contraddizioni.
La Alibrandi non ci racconta solo delle violenze che subiscono Ilaria e Michela, ma ci mostra gli stili di vita di due ceti sociali opposti. Quello borghese da cui proviene Ilaria e che si ammanta di perbenismo e di una rigida educazione conservatrice volta a contrastare l’avanzata dell’emancipazione; quello proletario di Michela in cui albergano la precarietà, l’ignoranza, l’essere-agiti-da, il malocchio. Eppure entrambi si completano a vicenda. L’uno si alimenta delle contraddizioni dell’altro. L’incastro è così perfetto che diventa chiaro fin dalle prime pagine, tant’è che alla fine le due protagoniste si incontrano e si annullano a vicenda in un finale impossibile da immaginare, ma che è la logica conseguenza delle contraddizioni vissute dalle due ragazze.
Un romanzo scritto in maniera impeccabile. Un’autrice interessante che induce a riflettere su temi trattati con troppa tragicità e poco spirito critico. La Alibrandi è una innovatrice, ma vi direi troppo e vi farei perdere il gusto di amare un libro che va letto e analizzato. In questo romanzo ci viene mostrata l’altra faccia della medaglia di un’Italia dimenticata e di un’epoca giudicata frettolosamente come il necessario passaggio verso la modernità. Invece…
http://www.satisfiction.me/una-sola-morte-non-basta/
http://www.delvecchioeditore.com/libro/cartaceo/227/una-morte-sola-non-basta
Il pensiero dei lettori per un autore è il momento più significativo:
Sono una buona lettrice e ho letto l’ultimo libro di Daniela Alibrandi: -Una morte sola non basta- mi ha: sorpreso, coinvolto, emozionato, commosso. È un libro scritto con una leggerezza sorprendente nonostante la tematica FORTE….I personaggi sono messi a fuoco fin da subito….sembra quasi di averli già incontrati….quindi ho provato una grande immedesimazione. Daniela Alibrandi deve assolutamente continuare a scrivere per donare a tutti noi che amiamo leggere momenti piacevoli che fanno bene allo spirito e soprattutto al cuore… Passate parola.
Grazie
Pia Corciulo

RADIO CITTA’ FUTURA, DA ASCOLTARE!
La registrazione della trasmissione Primo Spettacolo di Radio Città Futura. Insieme alla giornalista Federica Manzitti percorriamo la trama del nuovo libro “Una morte sola non basta”, pubblicata da Del vecchio Editore, mettendone in luce la complessità e la particolare ambientazione storica e sociale.
Amici miei carissimi, siete tutti invitati ad ascoltare la trasmissione Primo Spettacolo di Radio Città Futura domani, 5 aprile alle ore 16.00, sintonizzandovi su 97.7 FM oppure seguendola in streaming. Sarò infatti in diretta dai microfoni della radio per parlare del mio nuovo libro “Una morte sola non basta”, Del Vecchio editore. Non mancate!!!
https://www.facebook.com/events/217601071961791/

A Mario poco importava, per ora l’essenziale era che Annamaria credesse che quella casa era solo per loro.

La costruzione di un amore / spezza le vene delle mani / mescola il sangue col sudore / se te ne rimane / La costruzione di un amore / non ripaga del dolore / è come un altare di sabbia / in riva al mare. Così, come è noto, Ivano Fossati, La costruzione di un amore. Anche il male, però, si costruisce: e non c’è spazio, in questo caso, per nessuna possibilità di assoluzione. L’innocenza è solo un’ipotesi che non si può suffragare. Non esiste ipocrisia, non c’è eventualità di equivoco. Il male si sceglie, e dal male ci si deve riscattare. Bisogna fuggire, sopravvivere, scappare e scampare. In una Roma anni Cinquanta che si sta ritirando su mattone per mattone dopo la guerra l’ospedale San Camillo è il teatro di un breve incontro tra due uomini su una panchina. Passano altri vent’anni e nell’epoca che per antonomasia si associa ai fermenti giovanili sono questa volta due ragazze a incontrarsi. A riconoscersi: negli occhi lo stesso sguardo da superstiti. È l’ora dell’amicizia, è l’ora del riscatto. Svolgimento perfetto, finale geniale, scrittura ottima: Una morte sola non basta, Daniela Alibrandi, Del Vecchio. Da non perdere.


“Una morte sola non basta”, Del Vecchio Editore, è ora in libreria! Cercate quella più vicina a voi!

PRESENTAZIONE di
Una morte sola non basta
di
Daniela Alibrandi
L’affresco di vent’anni di storia sociale e culturale d’Italia, raccontato attraverso la lente di un grande e coinvolgente romanzo (neo)realistico
30 marzo ore 18.30
Presso la LIBRERIA FAHRENHEIT 451
Campo de’ Fiori, n.44 – Roma
Una morte sola non basta di Daniela Alibrandi, pubblicato da Del Vecchio Editore, sarà presentato a Roma, presso la Libreria Fahrenheit451 il 30 marzo 2016 alle ore 18.30.
Con l’autrice saranno presenti:Roberto Tavani, già Assessore alla Cultura XVII Municipio di Roma, Segreteria Politica Presidenza Regione Lazio, e la regista Guia Farinelli Mascagni, direttore artistico comitato promotore Pietro Mascagni. Letture di Avio Focolari.
Una morte sola non basta è la storia commovente e avvincente di una relazione profonda e complessa che porta i segni della violenza e delle fragilità di un’epoca. E’ il racconto del passaggio all’età adulta di due giovani – prima bambine e poi adolescenti – le cui storie nascono si sviluppano e si concludono intrecciandosi con le vicende di un’intera generazione e la Storia di una nazione in fermento, colta nella transizione dalla semplicità degli anni Cinquanta al folgorante e ottimistico sviluppo del boom economico degli anni Sessanta, fino alle contraddizioni, ai contrasti e alle ipocrisie degli anni Settanta.
Ilaria e Michela condividono molte cose. Sono nate nella Roma degli anni Cinquanta e hanno affrontato entrambe la violenza di genere e non di chi avrebbe invece dovuto proteggere la loro infanzia. Si incontrano già adolescenti: hanno ormai lasciato alle spalle i sogni del “miracolo italiano” e, anche in conseguenza di ciò che hanno subìto, cominciano a collezionare errori e profonde delusioni. Nel coinvolgente rapporto che si instaura, nascerà il tentativo di un reciproco riscatto che le porterà a un epilogo totalmente imprevedibile.
L’autrice: nata a Roma, ha vissuto tra l’Italia e gli Stati Uniti. Si è occupata di relazioni internazionali e di scambi culturali con l’estero, nell’ambito dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa. Ha vinto numerosi premi letterari nazionali, tra questi Il Volo di Pègaso, La Città e Il Mare, il Memorial Miriam Sermoneta e Mani in Volo. E’ rientrata, inoltre, tra i finalisti del concorso nazionale La Memoria. Tra i suoi romanzi, in catalogo presso la Italian&European Bookshop di Londra,Nessun Segno sulla Neve, tradotto anche in inglese, è vincitore del premio letterario nazionale Circe 2013. Nel 2012 ha pubblicato Il Bimbo di Rachele e Un’Ombra sul Fiume Merrimack. Quest’ultimo, anch’esso tradotto in inglese, è tra i vincitori del Premio Letterario Internazionale NovelWritingMonth. Nel 2014 è uscitoLa Fontana delle Rane che ha vinto la seconda edizione del premio letterario nazionale Perseide. E’ stata insignita di numerosi riconoscimenti anche per i suoi racconti, pubblicati in diverse antologie e su diverse riviste e ora raccolti nella pubblicazione I Doni della Mente, disponibile nell’edizione inglese Echoes Of The Soul. Con Una morte sola non basta è al suo quinto romanzo.
«Una scrittrice appassionata e onesta, senza artifici.»
La Repubblica
On line: danielaalibrandi.wordpress.com
http://danielaalibrandi.wix.com/danielaalibrandi
Pagine: 416- euro 19 – ISBN 9788861 101593
Del Vecchio Editore via dei Giardini, 2 – 00062 Bracciano (RM)www.delvecchioeditore.com
UFFICIO STAMPA
Francesca Bellino – ufficio.stampa@delvecchioeditore.it – 338.2791296
Non è descrivibile ciò che un autore sente a questo punto del percorso. La pubblicazione del suo libro. Quante volte ha immaginato questo momento, in quanti modi diversi lo ha sognato. E ora l’esplosione di sentimenti è intima e per certi versi indescrivibile. “Una morte sola non basta”, che esce per Del Vecchio Editore, è forse quello, tra i miei scritti, a cui tengo di più per gli argomenti che tratta e per il periodo storico contemporaneo nel quale è immersa la sua trama. Sento di aver dato con “Una morte sola non basta” un contributo significativo alla storia del nostro Paese e in particolare della mia amata Roma, colta nella sua trasformazione dalla semplicità degli anni cinquanta, al sogno del boom economico degli anni sessanta fino alle contraddizioni e alle ipocrisie degli anni settanta. La città eterna è infatti la cornice della storia di Ilaria e Michela, nate in un periodo nel quale non si prestava molta attenzione al disagio infantile. In un crescendo ininterrotto la storia delle due ragazze si segue nell’impietoso viaggio che le porterà a un finale inaspettato.

http://www.delvecchioeditore.com/libro/cartaceo/227/una-morte-sola-non-basta

Vincitore del Premio Internazionale Novel Writing 2012
“Un’Ombra sul Fiume Merrimack” ha raggiunto il podio dei Best Seller Free di Amazon Italia! Dopo essere arrivato al secondo posto nel settore Narrativa Stortica e tra i primi dieci di quello Gialli e Thriller è rimasto tra i 100 Best seller del Kindle Store anche dopo la promozione gratuita. Un grazie ai lettori!
Un paio di recensioni a cinque stelle lasciate dai lettori di Amazon, che ringrazio:
Acquisto verificato
Un giallo con un bel colpo di scena finale (finalmente!)
Diana è una ragazzina italiana che nel 1965 si è trasferita a Manchester, nel New Hampshire con la madre e il nonno. Un pomeriggio d’inverno lei è la sua amichetta Jenny vanno di nascosto a pattinare sul fiume gelato Merrimack. All’improvviso Diana sente incominciare a cedere la lastra sotto i suoi piedi e vede la sagoma di un cadavere scorrere sotto il sottile diaframma di ghiaccio. Le due ragazzine tacciono la loro scoperta per paura di essere punite per il pericolo corso. Ma un assassino è in circolazione e non si fermerà…. Sullo sfondo gli Stati Uniti in guerra nel Vietnam, una nazione che non parla dei suoi caduti, ancora in ricerca di una sua identità e di una storia condivisa.
Bel giallo, scritto con mestiere, calibrato nei tempi e nei modi. La storia prende e l’assassino non è così prevedibile come sembra…. Anzi!
Buona prova per l’autrice con un romanzo che nulla ha da invidiare ai ben più balsonati autori nostrani o d’oltreoceano.
Acquisto verificato
Libro che mi ha sorpreso: bella la cover che dà già l’dea di solitudine, bello il titolo che ti fa pregustare il giallo che sai arriverà, ma soprattutto ottima la narrazione, l’ambiente, i caratteri, la datazione e la sorpresa finale.La storia è commovente e anche un po’ da capire: Diana è senza amici, in un paese straniero con un carico di dolore notevole e trova un’amica che la comprende……il resto è da leggere! Un grande brava all’autrice!
Nelle librerie dal 25 febbraio 2016
Esce, per Del Vecchio Editore,Una morte sola non basta di Daniela Alibrandi. E’ la storia commovente e avvincente di una relazione profonda e complessa che porta i segni della violenza e delle fragilità di un’epoca. E’ il racconto del passaggio all’età adulta di due giovani – prima bambine e poi adolescenti – le cui storie nascono si sviluppano e si concludono intrecciandosi con le vicende di un’intera generazione e la Storia di una nazione in fermento, colta nella transizione dalla semplicità degli anni Cinquanta al folgorante e ottimistico sviluppo del boom economico degli anni Sessanta, fino alle contraddizioni, ai contrasti e alle ipocrisie degli anni Settanta.
Ilaria e Michela condividono molte cose. Sono nate nella Roma degli anni Cinquanta e hanno affrontato entrambe la violenza di genere e non di chi avrebbe invece dovuto proteggere la loro infanzia. Si incontrano già adolescenti: hanno ormai lasciato alle spalle i sogni del “miracolo italiano” e, anche in conseguenza di ciò che hanno subìto, cominciano a collezionare errori e profonde delusioni. Nel coinvolgente rapporto che si instaura, nascerà il tentativo di un reciproco riscatto che le porterà a un epilogo totalmente imprevedibile.
L’autrice: nata a Roma, ha vissuto tra l’Italia e gli Stati Uniti. Si è occupata di relazioni internazionali e di scambi culturali con l’estero, nell’ambito dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa. Ha vinto numerosi premi letterari nazionali, tra questi Il Volo di Pègaso, La Città e Il Mare, il Memorial Miriam Sermoneta e Mani in Volo. E’ rientrata, inoltre, tra i finalisti del concorso nazionale La Memoria. Tra i suoi romanzi, in catalogo presso la Italian & European Bookshop di Londra, Nessun Segno sulla Neve, tradotto anche in inglese, è vincitore del premio letterario nazionale Circe 2013. Nel 2012 ha pubblicato Il Bimbo di Rachele e Un’Ombra sul Fiume Merrimack. Quest’ultimo, anch’esso tradotto in inglese, è tra i vincitori del Premio Letterario Internazionale Novel Writing Month. Nel 2014 è uscito La Fontana delle Rane che ha vinto la seconda edizione del premio letterario nazionale Perseide. E’ stata insignita di numerosi riconoscimenti anche per i suoi racconti, pubblicati in diverse antologie e su diverse riviste e ora raccolti nella pubblicazione I Doni della Mente, disponibile nell’edizione inglese Echoes Of The Soul. Con Una morte sola non basta è al suo quinto romanzo.
«Una scrittrice appassionata e onesta, senza artifici.» La Repubblica
I siti internet dell’autrice: danielaalibrandi.wordpress.com
http://danielaalibrandi.wix.com/danielaalibrandi
Pagine: 350 – euro 16 – ISBN 9788861 101593
Del Vecchio Editore via dei Giardini, 2 – 00062 Bracciano (RM)
http://www.notizieinunclick.it/una-morte-sola-non-basta/
http://www.prosaepoesia.net/lettere-allautore/lettori-e-scrittori/#recensionialibrandi 

“Nessun segno sulla neve”, nuova edizione, vincitore del Premio letterario Nazionale Circe 2013
Certe immagini colpiscono a fondo. Sento suonare e apro la porta illuminando i loro sorrisi emozionati di gente cresciuta, invecchiata volendomi il bene più profondo. Sono loro, oggi come nei miei ricordi di ieri, lei con le rughe più segnate attorno al sereno sguardo di mamma col quale ci ha sempre avvolto e protetto; lui appesantito, con il solito sorriso di un bambino dolcissimo, di fratellino che mi viene incontro e mi abbraccia, come a ricordare insieme che nei giorni bui della nostra prima infanzia, io sono stata capace di non giocare più, finché lui non fosse tornato a casa. E lei la piccola sorellina che ora mi guarda con l’inconfondibile sguardo di tenera creatura nel bel volto di donna. Sono loro, la mia prima famiglia, e sono venuti a trascorrere il giorno di Natale con me, come tanti anni fa, quando eravamo solo noi quattro, e io non avevo conosciuto ancora gli altri amori che la vita mi ha dato. Sono loro che mi abbracciano commossi, perché era tanto che non ci ritrovavamo insieme e io, affondando il volto nel loro calore, sorrido felice. Finalmente è tornato il Natale.
Da oggi il mio primo libro “Nessun Segno sulla Neve” è disponibile nella nuova, strepitosa edizione di Universo Edizioni! Una nuova vita per questo libro che non è mai stato dimenticato dai lettori. La grafica è particolarmente curata, le immagini in copertina sono dei dipinti del grande artista italiano Carlo Grechi e il romanzo è inserito nella collana editoriale Crimini Innocenti! Una soddisfazione unica per una scrittrice che vede rinascere il proprio lavoro…
Il libro, nella sua precedente edizione, ha vinto il premio letterario nazionale Circe 2013 ed è stato presentato nell’ambito di eventi culturali quali l’Estate Romana 2012 e nelle importanti fiere del libro nazionali, quali La Fiera del Libro di Modena nel 2011 e la Fiera del Libro di Roma Piùlibripiùliberi 2013.
E’ stato tradotto nell’edizione inglese di “No Steps On The Snow”, che è oggi tra i best seller free di Amazon.com. Dal 1° all’8 agosto scorso ben cinquantadue blog americani estranieri hanno parlato del romanzo.
Il romanzo sarà ordinabile presso tutte le librerie del territorio nazionale alla fine del mese di gennaio 2016. Fino ad allora potrà essere trovato nelle librerie online, oppure ordinato direttamente alla casaditrice alla seguente mail info@edizioniuniverso.it
Mi è capitato di vincere alcuni premi letterari nazionali con i miei racconti brevi, brani che sono stati tutti pubblicati in vari settimanali e in un mensile della RAI. Sentivo la necessità di collezionare quei lavori in un’antologia ed è nata la pubblicazione “I doni della mente”.