Eventi, LE NEWS

Sabato 18 giugno ore 18,30 “Letti di notte”, Libreria Odradek, Via dei Banchi Vecchi 57, Roma


locandina_alibrandi_18giugnoScaffale Libreria Odradek

Sullo scaffale delle opere in evidenza della libreria Odradek il mio libro “Una morte sola non basta” fa davvero un bell’effetto!!!

#LDN16 Giunta alla quinta edizione, Letti di notte, la notte magica del libro e della lettura, avrà un tema: le città. Sabato 18 giugno, dal tramonto, le librerie diventano città del mondo. Ogni libreria decide che città vuole essere, quale mondo e Paese reinventare. La libreria Odradek di Roma ha scelto di giocare in casa presentando “UNA MORTE SOLA NON BASTA” di Daniela Alibrandi , Del Vecchio Editore, un libro che descrive trent’anni di cambiamenti sociali e culturali della nostra capitale. Presenterà il libro la dott.ssa Cristina Perini, Direttrice della Biblioteca Comunale di Santa Marinella “A. Capotosti” e leggeranno alcune significative parti del libro Raffaella D’Ovidio e Francesca Musella, lettrici dell’Associazione Culturale specializzata in Reading “Le Voci” di Santa Marinella. In esposizione anche gli acquerelli della pittrice Elisabetta Mattei. Ingresso gratuito.

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Eventi, LE NEWS

Palermo Orto Botanico “Una Marina di Libri”


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Il mio libro “Una morte sola non basta” tra i libri di Del Vecchio Editore a Una Marina di Libri, presso l’Orto Botanico di Palermo! Che bell’effetto!!!

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LE NEWS, LE RECENSIONI, UNA MORTE SOLA NON BASTA - Le numerosissime recensioni

“Una morte sola non basta”- Recensione di Salvina Pizzuoli per Prosa e Poesia


Daniela Alibrandi – Una morte sola non basta

Recensione di Salvina Pizzuoli

UNA MORTE SOLA NON BASTA

Un incontro casuale, due esistenze, due mondi, uno popolare e l’altro borghese, nella Roma dell’immediato dopoguerra, s’incrociano su di una panchina di spalle alla pineta del Forlanini, il sanatorio, fuori dal nosocomio dove una nuova vita ha visto la luce e un’altra che vi è appena entrata è già segnata dal dolore e dall’assenza degli affetti fondanti; così il lettore, come lo spettatore di un film neorealista, viene introdotto nelle esistenze dei protagonisti: in un caso ai limiti dell’indigenza, ma dove nonostante tutto riesce a fiorire l’amore, come un fiore tra le miserie umane scaturite dall’ignoranza e dall’essere ai margini, malvissuti e derelitti, dentro quello spazio dell’anima in cui rancore e amore fanno rima; nell’altro anche chi gode di un certo benessere non per questo è immune da indigenze, sebbene affettive.

L’Autrice, la cui scrittura scorre piana e lineare lungo le pieghe del raccontato, sa avvicinare il mondo dell’Italia del dopoguerra al lettore cui diviene familiare perché sa punteggiarla di canzoni, di luoghi, di abbigliamenti, di abitudini di vita che come pietre miliari ne segnano il tempo, trascorrendo tra le deprivate realtà dei protagonisti: tre cucchiaini d’olio sono uno spreco ma l’egoistica esecuzione di qualcuno che ha la sola colpa di turbare un equilibrio di egocentrismi, lo rendono necessario; e nel rovescio della medaglia anche i meno sguarniti, i più agiati, quelli che possono permettersi di andare a Ostia e vedere il mare e che posseggono una loro automobile privata, ma anche quelli che ci si ammazzano andando a tutta velocità, non sono esenti da miserie anch’esse umane, umanissime, di solitudini e carenze affettive.

Le due storie corrono parallele in un primo momento l’una sbilanciata rispetto all’altra camuffata dentro un alone amoroso ma che lascia intuire al lettore le fasi del procedere: il dramma è nelle righe della storia che l’Autrice tratteggia sullo sfondo di quella del periodo che la inquadra e dove Roma rivive alla luce di quei ricordi che il tempo accumulato e trascorso spinge a riassaporare: pagine che la scrittrice sa dedicare alla sua città.

Nello scenario dell’Urbe che si trasforma dal dopoguerra al boom economico le due giovani protagoniste sono diventate due ragazze, infelici e sole nella realtà della propria esistenza, l’una con i suoi spettrali ricordi l’altra subendo ancora, vittime ancora: mentre all’inizio le loro giovani vite si muovevano tra l’amore e l’egoismo ed erano bersagli innocenti di menti turbate da ignoranza e presunzione di sapienza, o in un panorama che sordidamente le costringeva e stritolava, nella realtà nuova s’incontrano e si sostengono, riconoscendosi entrambe sole e bersaglio della sorte e di quegli esseri umani che per viltà avevano agito, taciuto, approfittato all’ombra di una “fede” con i suoi riti e le sue promesse.

L’autrice disegna il mondo interiore di tutti i protagonisti: tra ambiguità e grettezza emotiva le psicologie adulte, nel dibattersi di ali ferite quelle delle giovani, con le proprie risposte, di chi subisce violenze e psicologiche e corporali. Oltre ad una spiccata sensibilità il lettore attento può cogliere la ricerca e la documentazione che sono state necessarie all’Autrice per poter descrivere i moti dell’animo di chi ha sofferto tali tragedie.

Una storia cruda, dal finale imprevedibile che da una parte soddisfa nel lettore un senso di giustizia e dall’altra lascia amare e aperte considerazioni; una storia che scorre piana per una scrittura senza fronzoli e costruzioni, quasi a rispecchiare e sottolineare un procedere ineluttabile.

Interessanti le pagine che costituiscono l’Epilogo: alcuni articoli di giornale del periodo e alcune note di approfondimento: quale il nesso tra la storia narrata e il contenuto delle cronache da Il Messaggero del 6 Luglio 1973? Riportano notizie reali o un messaggio dell’Autrice?

Le note di approfondimento incuriosiscono sia chi non riesce a trovare traccia nella sua memoria di personaggi allora famosi, di locali alla moda e frequentati, di leggi che hanno segnato un punto fermo sulla tela del tempo, sia chi quel periodo lo ha vissuto: è l’incontro con vecchi amici e la possibilità di valutare avvenimenti alla luce delle conseguenze successive. “Una morte sola non basta” è infatti un romanzo che sa lasciare il segno non solo per le vicende crude che racconta ma anche perché offre la possibilità di raffrontare ieri con oggi impossessandosi di quella chiave che solo la storia e la microstoria possono e sanno comunicare: comprendere e imparare dalle esperienze degli altri, quelli venuti dal passato.

E nell’ultima pagina una foto a corollario: via Cristoforo Colombo, all’epoca una grande strada “vuota”, con tre giovani in primo piano e il palazzo della civiltà dell’Eur sullo sfondo.

Buona lettura!

 

Daniela Alibrandi – Una morte sola non basta – Del Vecchio editore, Roma 2016

Euro 19,00

S. Pizzuoli

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Eventi, LE NEWS

LETTI DI NOTTE, SABATO 18 GIUGNO ORE 18,30, LIBRERIA ODRADEK


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Sabato 18 giugno, ore 18,30 alla Libreria Odradek, Via dei Banchi Vecchi 57 Roma- racconta Roma. Nell’ambito della rassegna letteraria “Letti di Notte” 2016, le librerie diventano città e raccontano il mondo! E Roma racconterà Roma con la presentazione del mio libro “Una morte sola non basta”, Del Vecchio Editore. Presenterà il libro la dott.ssa Cristina Perini, Direttrice della Biblioteca Comunale di Santa Marinella “A. Capotosti” e leggeranno alcune significative parti del libro Raffaella D’Ovidio e Francesca Musella, lettrici dell’Associazione Culturale specializzata in Reading “Le Voci” di Santa Marinella. In esposizione anche gli acquerelli della pittrice Elisabetta Mattei.

Un evento da non perdere!         Letti di notte

Visitate i seguenti link: http://www.lettidinotte.com/

https://www.facebook.com/Daniela-Alibrandi-Autore-108488582556510/

https://www.facebook.com/Libreria-Odradek-Roma-156666177709793/?fref=ts

  UNA MORTE SOLA NON BASTAGiunta alla quinta edizione, Letti di notte, la notte magica del libro e della lettura, avrà un tema: le città. Sabato 18 giugno, dal tramonto, le librerie diventano città del mondo. Ogni libreria decide che città vuole essere, quale mondo e Paese reinventare: Lisbona, Istanbul, Buenos Aires, Tokyo, Dakar, Praga, Marsiglia… Ma anche Trieste, Torino, Firenze, Palermo… Letteratura, musica, poesia, fiabe, saggi, fotografia, immagini, cibi, profumi: mille possibili modi con cui far viaggiare una libreria e rendere unica la notte del 18 giugno.

Non c’è forse tutto il mondo, in libreria?

Non solo libreria: biblioteche, associazioni culturali, festival e piazze accenderanno Letti di notte.

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LA STAMPA, LE NEWS, LE RECENSIONI, UNA MORTE SOLA NON BASTA - Le numerosissime recensioni, UNA MORTE SOLA NON BASTA - Rassegna stampa

Grazia Giordani per il quotidiano L’Arena di Verona


Uno degli articoli più belli scritti su “Una morte sola non basta”

 

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LE NEWS

The Books Machine


“No steps on the snow” tra i Book Deals del blog americano The Books Machine!

http://www.thebooksmachine.com/deals/description.html?id=3345

How could I, brought up by a woman like that, be able to do what I did? Suddenly this studio seems too small, I feel that everything is a grand insult. I don’t want to read Milena’s message again. I return to the desktop, but I don’t switch off the computer. I don’t want to risk not receiving her mails.
I feel without breath. Maybe it’s better to take a walk around here, and if the pizzeria at the corner is still open, I’ll have a pizza and drink a beer. I want to get drunk not to think. Milena will always have that horrible memory of me. If she wants to meet me, how can I deal with it, proving as I am now, if in the end she is right: am I that different from how I was then? I just want the fresh air of this September evening. I go out and, while I close the door, I think that the doors left locked inside our soul can open again when they want to, even if we delude ourselves into thinking we have thrown away the …

“”No steps on the snow” ebook

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LE NEWS, LE RECENSIONI, UNA MORTE SOLA NON BASTA - Le numerosissime recensioni

Recensione di Andrea Terzi, quando il romanzo diventa epopea,


Una Morte Sola Non Basta

Scritto da Andrea Terzi.

Ci sono romanzi di troppo, ed altri che al contrario sono troppo. È questione di qualità.

Di solito, nei volumi ponderosi, non ne trovo che uno, di volume: il più basso, inadeguato ai miei gusti. Dice Ozzy che se il volume è troppo alto, tu sei troppo vecchio, e nell’ultimo romanzo di Daniela Alibrandi il troppo è il primo dei sensi. Dalle descrizioni minuziose, da entomologa del linguaggio, ai singoli ritratti dei personaggi.
Ero stranito all’inizio, rivendicavo il diritto a immaginarli un po’ anch’io. Poi ho capito che quella era la giusta misura, in quanto adatta a tutto il racconto, ambientato fra gli anni Cinquanta ed i Settanta, un periodo storico che i miei coetanei ricordano bene, ma i nostri figli, e talvolta i nipoti, no. Tanti non l’hanno neanche sfiorato, ecco quindi che le gestualità, gli usi, l’ambiente, hanno bisogno di una precisione a cui la mia fantasia si ribellava. Lo stesso vale per i luoghi, i prodotti (che flash il Sidol!) e i paesaggi, i soprannomi, gli eventi, le auto, i cantanti, i politici: chiedono il piacevole sforzo dello scrupolo per dare alla memoria un corpo oltre che una traccia di spirito. E così comincia la proiezione, il film interiore. Su carta, ma vivo e palpitante nella memoria. Due presenze femminili, e due estrazioni sociali differenti, seguite fino dalla nascita. Una borghese, ligia al culto delle apparenze, ai codici casti e a quel perbenismo di convenzione che maschera di bontà la ferocia; l’altra proletaria, dura di stenti e di oltraggi, privazioni, con l’etichetta dell’etica bassa e della fatica, mai libera dai mali del male.
Soprattutto per le figure maschili, simboli dei guasti sociali e “punti di luce spenta” quel troppo, poco o tanto esso sia, è insostenibile. In quell’atmosfera di losca, segreta ambiguità, il troppo domina ogni cosa, e condiziona la vita di Ilaria e Michela. Il boom economico dell’Italia, l’espansione edilizia che si mangia il territorio e chiazza le periferie di caseggiati illividiti, la lotta politica e sociale, la contestazione, lo spettro del benessere che porta dovunque le vetture e da nessuna parte gli uomini, con tutti i loro vizi e le debolezze; il troppo delle attenzioni perverse di zio Enzo per Ilaria che cresce al passo con tempi che lui non riesce a seguire, tempi sventrati dal languore con cui spesso li si guarda pensando al passato. La Alibrandi non fa neppure una concessione alla pietà, che manca ai parenti stretti dei due nuclei familiari: ora per la violenza del sesso, ora per il morbo della superstizione, la piaga delle sette. E nel troppo la paura non ha confini. Nell’età di cappuccetto rosso, i cappucci che guardano Michela sono neri, e intorno hanno candele di cera scura, gesti arcani e apotropaici, sporchi di sangue e della nausea dell’occulto. E lasciano cicatrici fonde nella lotta di ogni giorno: «A tanti anni di distanza, lei continuava a lottare per il bene di sua figlia. Michela non le dimostrava riconoscenza per i sacrifici fatti, anzi la guardava sempre in modo tale da farla sentire in colpa, ma Annamaria faceva finta di niente, cercando solo di non contrariarla mai. Anche per questo non si era mai instaurato un vero dialogo tra loro. Ormai era solo una mamma che si affaticava cercando di soddisfare tutti i desideri della figlia adolescente, e una figlia che non era mai contenta di niente, facendole costantemente sentire di non aver fatto abbastanza.» Annamaria è una madre – come tutti i genitori, nel libro – incolpevole, messa in minoranza dai guasti oggettivi di invidia, ignoranza e crudeltà delle cognate. Le macabre esperienze dell’infanzia, unite agli stereotipi ed ai pregiudizi, segnano le persone in modo profondo: «Se quello era stato l’inizio dei suoi problemi e squilibri, bene, allora voleva dire che era proprio lei ad essere pazza e nessuno avrebbe mai più potuto aiutarla. Mentre osservava ogni tanto i sorrisi rassicuranti di Ilaria, lei si sentiva sprofondare in una voragine di paure ancora peggiori di prima. Distaccata dalla realtà e chiusa nel mondo dei folli, le voci l’avrebbero avuta vinta e non ci sarebbe mai stato posto per l’amore o la felicità. Ora si sentiva gelida dentro e fuori, sospesa nel mondo di chi, nel tempo, sarebbe stato volentieri dimenticato.»
Eppure, nonostante la pressione del male, la goccia della coscienza ne penetra l’arida pietra, ed apre una crepa in cui filtra la luce di un qualche riscatto.
L’autrice non teme di mettere in scena il troppo delle angosce e della pubertà violata, l’intreccio di amori e ribellioni tra «invidie e vecchie faide createsi nel corso degli anni» con quel suo linguaggio da biografa della convulsione. Disegna uno spiraglio in cui le due ragazze, adesso ventenni, possono scegliere di gettarsi verso l’uscita o temere di restare abbagliate, prigioniere ancora una volta nel gioco cinico della violenza che segna le esistenze, una violenza fisica che lascia ferite sullo spirito, e costringe anche la mite Ilaria ad alzare la voce, a perdere le staffe, a nascondere al fidanzato l’orrore degli stupri subiti dallo zio. Di pagina in pagina vengono a galla i segreti di entrambe le giovani, che si svelano piano piano con la confessione quotidiana dell’amicizia – la più efficace terapia – prima di un finale mozzafiato.

Recensione KulturalUNA MORTE SOLA NON BASTA

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LE NEWS, LE RECENSIONI, UNA MORTE SOLA NON BASTA - Le numerosissime recensioni

La recensione di Martino Ciano


Una  morte sola non basta

Recensione di Martino Ciano

È un libro duro quello che ci presenta la Alibrandi in cui narrativa, sociologia e storia si legano. Con sguardo critico, onnisciente e distaccato, l’autrice ci accompagna nelle complesse trame delle vite di Michela e Ilaria. Storie difficili da digerire, raccontate senza tralasciare i particolari. Ad entrambe le ragazze infatti sono state tolte le gioie dell’infanzia e dell’adolescenza. Il contesto storico in cui si svolgono le vicende delle due protagoniste è quello che va dagli anni cinquanta-settanta. Vent’anni in cui si succedono le speranze del boom economico e le disillusioni di un’emancipazione solo di facciata. A far da cornice al romanzo, Roma.

Ilaria e Michela. Prima bambine oltraggiate nella loro purezza, poi adolescenti che riversano i propri traumi in comportamenti ambigui e misteriosi. Ilaria e Michela. Distrutte non dai propri genitori, ma dai parenti stretti. Violenze domestiche e psicologiche, momenti raccontati con nitidezza come se l’autrice volesse distruggere in noi l’idea che in quegli anni tutto fosse casto, puro, eticamente perfetto. Il male invece è presente in ogni tempo. Cambiano le condizioni, gli accidenti, ma agisce sempre secondo le stesse modalità e anche le conseguenze sono le medesime. Gli unici elementi cangianti sono le contraddizioni e in quel periodo l’Italia ne stava vivendo parecchie.

L’emancipazione della donna, il cambio repentino dei costumi, la fine del mondo rurale e l’inizio del consumismo. La lotta di classe, il divorzio, la società dello spettacolo, i traumi della guerra, la povertà che lasciava spazio all’abbondanza. La stoltezza di un’Italia poco coesa e di una politica che ancora non era riuscita a fare gli italiani. In tutto questo trambusto si annida il male, gli orchi escono dalle fiabe e diventano umani. Maschi o femmine, non importa il loro sesso, essi si alimentano di contraddizioni.

La Alibrandi non ci racconta solo delle violenze che subiscono Ilaria e Michela, ma ci mostra gli stili di vita di due ceti sociali opposti. Quello borghese da cui proviene Ilaria e che si ammanta di perbenismo e di una rigida educazione conservatrice volta a contrastare l’avanzata dell’emancipazione; quello proletario di Michela in cui albergano la precarietà, l’ignoranza, l’essere-agiti-da, il malocchio. Eppure entrambi si completano a vicenda. L’uno si alimenta delle contraddizioni dell’altro. L’incastro è così perfetto che diventa chiaro fin dalle prime pagine, tant’è che alla fine le due protagoniste si incontrano e si annullano a vicenda in un finale impossibile da immaginare, ma che è la logica conseguenza delle contraddizioni vissute dalle due ragazze.

Un romanzo scritto in maniera impeccabile. Un’autrice interessante che induce a riflettere su temi trattati con troppa tragicità e poco spirito critico. La Alibrandi è una innovatrice, ma vi direi troppo e vi farei perdere il gusto di amare un libro che va letto e analizzato. In questo romanzo ci viene mostrata l’altra faccia della medaglia di un’Italia dimenticata e di un’epoca giudicata frettolosamente come il necessario passaggio verso la modernità. Invece…

http://www.satisfiction.me/una-sola-morte-non-basta/

http://www.delvecchioeditore.com/libro/cartaceo/227/una-morte-sola-non-basta

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LA PAROLA AI LETTORI, LE NEWS

La recensione di una lettrice per “Una morte sola non basta”


Il pensiero dei lettori per un autore è il momento più significativo:

Sono una buona lettrice e ho letto l’ultimo libro di Daniela Alibrandi: -Una morte sola non basta- mi ha: sorpreso, coinvolto, emozionato, commosso.  È un libro scritto con una leggerezza sorprendente nonostante la tematica FORTE….I personaggi sono messi a fuoco fin da subito….sembra quasi di averli già incontrati….quindi ho provato una grande immedesimazione. Daniela Alibrandi deve assolutamente continuare a scrivere per donare a tutti noi che amiamo leggere momenti piacevoli che fanno bene allo spirito e soprattutto  al cuore… Passate parola.

Grazie

Pia Corciulo

UNA MORTE SOLA NON BASTA

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Eventi, LE NEWS, Trasmissioni televisive e radiofoniche

Registrazione della trasmissione Primo Spettacolo


RADIO CITTA’ FUTURA, DA ASCOLTARE!

La registrazione della trasmissione Primo Spettacolo di Radio Città Futura. Insieme alla giornalista Federica Manzitti percorriamo la trama del nuovo libro “Una morte sola non basta”, pubblicata da Del vecchio Editore, mettendone in luce la complessità e la particolare ambientazione storica e sociale.

https://www.youtube.com/watch?v=470sSNRS684

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Eventi, LE NEWS

Trasmissione Radiofonica Primo Spettacolo, 5 aprile 2016


Amici miei carissimi, siete tutti invitati ad ascoltare la trasmissione Primo Spettacolo di Radio Città Futura domani, 5 aprile alle ore 16.00, sintonizzandovi su 97.7 FM oppure seguendola in streaming. Sarò infatti in diretta dai microfoni della radio per parlare del mio nuovo libro “Una morte sola non basta”, Del Vecchio editore. Non mancate!!!

https://www.facebook.com/events/217601071961791/

UNA MORTE SOLA NON BASTA

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LE NEWS

“Una morte sola non basta” è in libreria!


UNA MORTE SOLA NON BASTAUNA MORTE SOLA NON BASTA QUARTA DI COPERTINA

 

“Una morte sola non basta”, Del Vecchio Editore, è ora in libreria! Cercate quella più vicina a voi!

http://www.delvecchioeditore.com/librerie.html

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I MIEI LIBRI, LE NEWS

“Una morte sola non basta”, ci siamo!!!


Non è descrivibile ciò che un autore sente a questo punto del percorso. La pubblicazione del suo libro. Quante volte ha immaginato questo momento, in quanti modi diversi lo ha sognato. E ora l’esplosione di sentimenti è intima e per certi versi indescrivibile. “Una morte sola non basta”, che esce per Del Vecchio Editore, è forse quello, tra i miei scritti, a cui tengo di più per gli argomenti che tratta e per il periodo storico contemporaneo nel quale è immersa la sua trama. Sento di aver dato con “Una morte sola non basta” un contributo significativo alla storia del nostro Paese e in particolare della mia amata Roma, colta nella sua trasformazione dalla semplicità degli anni cinquanta, al sogno del boom economico degli anni sessanta fino alle contraddizioni e alle ipocrisie degli anni settanta. La città eterna è infatti la cornice della storia di Ilaria e Michela, nate in un periodo nel quale non si prestava molta attenzione al disagio infantile. In un crescendo ininterrotto la storia delle due ragazze si segue nell’impietoso viaggio che le porterà a un finale inaspettato.

Una morte sola non basta"

http://www.delvecchioeditore.com/libro/cartaceo/227/una-morte-sola-non-basta

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LE NEWS

SUL PODIO DEI BEST SELLER FREE DI AMAZON ITALIA


Vincitore del Premio Internazionale Novel Writing 2012

Vincitore del Premio Internazionale Novel Writing 2012

“Un’Ombra sul Fiume Merrimack” ha raggiunto il podio dei Best Seller Free di Amazon Italia! Dopo essere arrivato al secondo posto nel settore Narrativa Stortica e tra i primi dieci di quello Gialli e Thriller è rimasto tra i 100 Best seller del Kindle Store anche dopo la promozione gratuita. Un grazie ai lettori!

Un paio di recensioni a cinque stelle lasciate dai lettori di Amazon, che ringrazio:

http://www.amazon.it/UNOMBRA-FIUME-MERRIMACK-Daniela-Alibrandi-ebook/dp/B00BCGTIVI/ref=zg_bs_1338391031_f_3

images Acquisto verificato

Un giallo con un bel colpo di scena finale (finalmente!)
Diana è una ragazzina italiana che nel 1965 si è trasferita a Manchester, nel New Hampshire con la madre e il nonno. Un pomeriggio d’inverno lei è la sua amichetta Jenny vanno di nascosto a pattinare sul fiume gelato Merrimack. All’improvviso Diana sente incominciare a cedere la lastra sotto i suoi piedi e vede la sagoma di un cadavere scorrere sotto il sottile diaframma di ghiaccio. Le due ragazzine tacciono la loro scoperta per paura di essere punite per il pericolo corso. Ma un assassino è in circolazione e non si fermerà…. Sullo sfondo gli Stati Uniti in guerra nel Vietnam, una nazione che non parla dei suoi caduti, ancora in ricerca di una sua identità e di una storia condivisa.
Bel giallo, scritto con mestiere, calibrato nei tempi e nei modi. La storia prende e l’assassino non è così prevedibile come sembra…. Anzi!
Buona prova per l’autrice con un romanzo che nulla ha da invidiare ai ben più balsonati autori nostrani o d’oltreoceano.

imagesAcquisto verificato

Libro che mi ha sorpreso: bella la cover che dà già l’dea di solitudine, bello il titolo che ti fa pregustare il giallo che sai arriverà, ma soprattutto ottima la narrazione, l’ambiente, i caratteri, la datazione e la sorpresa finale.La storia è commovente e anche un po’ da capire: Diana è senza amici, in un paese straniero con un carico di dolore notevole e trova un’amica che la comprende……il resto è da leggere! Un grande brava all’autrice!

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I MIEI LIBRI, LE NEWS

“Una morte sola non basta” il sogno che diventa realtà


Una morte sola non basta

no stile incalzante, semplice, immediato e coinvolgente.

L’affresco di vent’anni di storia sociale e culturale d’Italia, raccontato attraverso la lente di un grande e coinvolgente romanzo (neo)realistico

Nelle librerie dal 25 febbraio 2016

Esce, per Del Vecchio Editore,Una morte sola non basta di Daniela Alibrandi. E’ la storia commovente e avvincente di una relazione profonda e complessa che porta i segni della violenza e delle fragilità di un’epoca. E’ 
il racconto del passaggio all’età adulta di due giovani – prima bambine e poi adolescenti – le cui storie nascono 
si sviluppano e si concludono intrecciandosi con le vicende di un’intera generazione e la Storia di una nazione in fermento, colta nella transizione dalla semplicità degli anni Cinquanta al folgorante e ottimistico sviluppo del boom economico degli anni Sessanta, fino alle contraddizioni, ai contrasti e alle ipocrisie degli anni Settanta.

Ilaria e Michela condividono molte cose. Sono nate nella Roma degli anni Cinquanta e hanno affrontato entrambe la violenza di genere e non di chi avrebbe invece dovuto proteggere la loro infanzia. Si incontrano già adolescenti: hanno ormai lasciato alle spalle i sogni del “miracolo italiano” e, anche in conseguenza di ciò che hanno subìto, cominciano a collezionare errori e profonde delusioni. Nel coinvolgente rapporto che si instaura, nascerà il tentativo di un reciproco riscatto che le porterà a un epilogo totalmente imprevedibile.

L’autrice: nata a Roma, ha vissuto tra l’Italia e gli Stati Uniti. Si è occupata di relazioni internazionali e 
di scambi culturali con l’estero, nell’ambito dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa. Ha vinto numerosi premi letterari nazionali, tra questi Il Volo di Pègaso, La Città e Il Mare, il Memorial Miriam Sermoneta e Mani in Volo. E’ rientrata, inoltre, tra i finalisti del concorso nazionale La Memoria. Tra i suoi romanzi, in catalogo presso la Italian & European Bookshop di Londra, Nessun Segno sulla Neve, tradotto anche in inglese, è vincitore del premio letterario nazionale Circe 2013. Nel 2012 ha pubblicato Il Bimbo di Rachele e Un’Ombra sul Fiume Merrimack. Quest’ultimo, anch’esso tradotto in inglese, è tra i vincitori del Premio Letterario Internazionale Novel Writing Month. Nel 2014 è uscito La Fontana delle Rane che ha vinto la seconda edizione del premio letterario nazionale Perseide. E’ stata insignita di numerosi riconoscimenti anche per i suoi racconti, pubblicati in diverse antologie e su diverse riviste e ora raccolti nella pubblicazione I Doni della Mente, disponibile nell’edizione inglese Echoes Of The Soul. Con Una morte sola non basta è al suo quinto romanzo.

«Una scrittrice appassionata e onesta, senza artifici.»  La Repubblica

I siti internet dell’autrice: danielaalibrandi.wordpress.com

http://danielaalibrandi.wix.com/danielaalibrandi

Pagine: 350 – euro 16 – ISBN 9788861 101593

Del Vecchio Editore via dei Giardini, 2  – 00062 Bracciano (RM)

www.delvecchioeditore.com

http://www.notizieinunclick.it/una-morte-sola-non-basta/

 

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LE NEWS

MAGNIFICO NUOVO ARTICOLO DI PROSA E POESIA


http://www.prosaepoesia.net/lettere-allautore/lettori-e-scrittori/#recensionialibrandi 20160110_100020

 

"Nessun segno sulla neve", nuova edizione, vincitore del Premio letterario Nazionale Circe 2013

“Nessun segno sulla neve”, nuova edizione, vincitore del Premio letterario Nazionale Circe 2013

 

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LE NEWS

Certe immagini colpiscono a fondo


Certe immagini colpiscono a fondo. Sento suonare e apro la porta illuminando i loro sorrisi emozionati di gente cresciuta, invecchiata volendomi il bene più profondo. Sono loro, oggi come nei miei ricordi di ieri, lei con le rughe più segnate attorno al sereno sguardo di mamma col quale ci ha sempre avvolto e protetto; lui appesantito, con il solito sorriso di un bambino dolcissimo, di fratellino che mi viene incontro e mi abbraccia, come a ricordare insieme che nei giorni bui della nostra prima infanzia, io sono stata capace di non giocare più, finché lui non fosse tornato a casa. E lei la piccola sorellina che ora mi guarda con l’inconfondibile sguardo di tenera creatura nel bel volto di donna. Sono loro, la mia prima famiglia, e sono venuti a trascorrere il giorno di Natale con me, come tanti anni fa, quando eravamo solo noi quattro, e io non avevo conosciuto ancora gli altri amori che la vita mi ha dato. Sono loro che mi abbracciano commossi, perché era tanto che non ci ritrovavamo insieme e io, affondando il volto nel loro calore, sorrido felice. Finalmente è tornato il Natale.

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