ANTOLOGIA DI RACCONTI - I Doni della Mente, LE NEWS

La lettura è amore, così come lo è la scrittura


Scrivere è un atto d’amore, questo l’ho sempre pensato, ma quando si sente leggere con lo stesso sentimento ciò che si è scritto, il cerchio si chiude in una magia imperscrutabile. Lucia Caponetto legge “La Vera Storia della Befana”, una fiaba scelta dall’editore Morellini nell’ambito dell’iniziativa #Faivolareunafiaba. Mai come in questi giorni di isolamento è importante saper trascorrere il tempo insieme ai nostri bambini in modo sereno, nel mondo delle fiabe che, a volte, sono le uniche a poter spiegare loro le difficoltà dei problemi attuali.

“La vera storia della befana” è stata anche pubblicata da un mensile della RAI, da settimanali e in un numero dedicato ai bambini de “L’Ortica del Venerdì”. La fiaba fa parte della antologia “I Doni della Mente” (edizione inglese “Echoes of the soul”) disponibile in cartaceo e ebook su Amazon:

https://www.amazon.it/DONI-DELLA-MENTE-Racconti-Pensieri-ebook/dp/B019CRTCRI/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&dchild=1&keywords=I+Doni+della+mente&qid=1587548930&s=books&sr=1-1

e in ebook su kobo:

https://www.kobo.com/it/it/ebook/i-doni-della-mente

 

Standard
ARTICOLI LIBERA-MENTE, I Miei Racconti, LE NEWS

Anziani, una generazione condannata o semplicemente sfortunata?


Gli anziani sono scomodi, diciamoci la verità. Colpevoli di aver determinato l’innalzamento dell’aspettativa di vita, fardelli della società che sottraggono energie e risorse ai giovani a cui non sono riusciti a fornire un futuro sereno, o almeno programmabile. Con le loro pensioni, senza voler tirare in ballo quelle d’oro, o il lungo permanere nei posti di lavoro hanno davvero stancato. E non fa eccezione quello che sta avvenendo in conseguenza del Coronavirus. Sempre loro, gli anziani, che vanno a occupare le sale di rianimazione, cercano ancora di respirare, dopo lo sfacelo che hanno creato.

Non vi scandalizzate leggendo queste poche righe, perchè, portato all’eccesso, questo è il messaggio sublimale che viene raccolto dalle tante dichiarazioni incaute che, involontariamente, vengono trasmesse in modo scriteriato. Da tempo si è compreso che è molto più facile addossare a una generazione le colpe di chi per decenni ha legiferato senza tenere d’occhio il bene comune, in modo egoistico e privo di ogni lungimiranza. Adesso è facile puntare il dito contro chi dà fastidio per il solo fatto di esistere e percepire una pensione, visto che in tutte le salse è stato insinuato che, a causa loro, i giovani non avranno di che vivere.

E ora, quanta attenzione alla salute degli anziani! Sembra addirittura di capire che questo virus sia selettivo, mentre si dovrebbe dire una volta per tutte che si tratta di una particella infettiva capace di uccidere tutti, a qualsiasi età. Con messaggi errati, molti giovani si sono illusi di essere immuni alle conseguenze peggiori, che invece sono dietro l’angolo anche per loro, per i bambini perfino. Anche nella Fase Due ci si preoccuperà di liberare gli anziani dall’isolamento per ultimi, e viene il sospetto che non sarà per il loro bene, ma solo perchè non ci sono energie da sprecare.

Gli anziani di oggi se ne vanno in silenzio. Nati e cresciuti nel periodo in cui gli adulti non ascoltavano il disagio infantile, per poi divenire genitori quando sarebbero stati i giovani a non volerli ascoltare e a criticarli. In loro adesso c’è solo tristezza, solitudine e la certezza che non avranno nessuno vicino a confortarli nel momento estremo o ad accompagnarli nell’ultimo viaggio. Neppure un funerale, niente lacrime, soli e nudi in una doppia bara disinfettata e destinati alla cremazione.

Se ne vanno sì, portando con sé le ideologie che li hanno animati nelle rivolte studentesche, accompagnati dall’eco delle musiche dei Beatles e dei Rolling Stones, dal rombo delle moto di Easy Rider. Il frastuono della loro esistenza sparisce, privo della riconoscenza, non della gratitudine, di chi a loro deve molto. E scevro del rispetto che per secoli è stato riservato alla loro saggezza. Di quella generazione non resterà granché, perchè il mondo ha dimenticato ciò che ha rappresentato.

***

In tempi non sospetti il mio racconto “La Generazione Mancante” trattava già una situazione analoga, ambientata in un futuro non troppo lontano. Pubblicato da vari settimanali e da un mensile della RAI ha ottenuto una grande attenzione, se volete leggerlo è al seguente link:

https://danielaalibrandi.wordpress.com/2019/10/20/togliere-il-voto-agli-anziani-semplice-provocazione-o-reale-proposta-la-generazione-mancante/

Standard
LE NEWS

leggere aiuta sempre…


Anche in questo periodo di chiusura è possibile leggere i miei romanzi. “I Misteri del Vaso Etrusco” e “Nessun Segno sulla Neve” (Premio Circe 2013) sono acquistabili online sui siti dedicati o chiamando la sede de L'”Ortica” al numero 069941736 per riceverli a casa. “I Misteri del Vaso Etrusco”, in particolare, è ordinabile anche tramite le librerie COOP. Una bella lettura può esorcizzare le difficoltà che stiamo vivendo!

https://www.librerie.coop/libri/9788890963452-i-misteri-del-vaso-etrusco-universoeditoriale/

I MISTERI DEL VASO ETRUSCO (Edizioni Universo)

SINOSSI: La pluripremiata Alibrandi si cala ancora una volta nei cassetti più riposti della mente umana, dove fioche fiammelle gettano oscuri bagliori su verità difficili da raccontare. La sua comprensione delle ragioni del male, nell’incessante ricerca dell’equilibrio e degli squilibri dei chiaroscuri dell’animo, valica i confini del noir per trasportarci nella realtà nuda e cruda dei segreti della provincia.

       NESSUN SEGNO SULLA NEVE (Edizioni Universo)

SINOSSI: PREMIO LETTERARIO NAZIONALE CIRCE 2013 – Un thriller psicologico, la cui trama inizia ai giorni nostri e porta a un avvenimento criminoso mai risolto, avvenuto nel 1968, quando il protagonista del romanzo frequentava il liceo. Questa storia, che sembrava dimenticata e sepolta, torna ad essere improvvisamente e drammaticamente attuale per lui, ora brillante e stimato medico oncologo di mezza età, quando in un caldo e pigro pomeriggio settembrino, si diverte a navigare in internet insieme al figlio. Aiutato da quest’ultimo, infatti, entra in un importate network e si imbatte nel profilo della ragazza che amava disperatamente in quegli anni, dalla quale purtroppo non era mai stato ricambiato. E’ l’inizio di un viaggio interiore intriso di profonda nostalgia, ricordi e passioni, che porterà il suo destino a intrecciarsi in modo imprevedibile con quello della ragazza, divenuta ormai una donna matura. Il romanzo offre un affresco fedele e nostalgico della vita italiana durante quegli avvenimenti sociali e politici, che segnarono in modo indelebile un’intera generazione. Ad arricchire il racconto una trama gialla che, partendo da un episodio criminoso avvenuto allora, termina con un finale imprevedibile al giorno d’oggi.

Se preferite l’ebook, questo è il link: https://www.amazon.it/NESSUN-SEGNO-SULLA-Nuova-Edizione-ebook/dp/B01M4JNG4V

Oggi, 30 marzo 2020, “Nessun segno sulla neve” è tra i primi 100 Best Seller di Amazon Italia”!

 

Standard
ARTICOLI LIBERA-MENTE, LE NEWS

Le rughe nell’animo… al tempo del Coronavirus


Pubblicato da L’Ortica del Venerdì il 17 aprile 2020

All’inizio era solo stupore, incredulità, impossibilità ad accettare il repentino cambio delle situazioni e degli scenari a cui eravamo abituati. Non sentire più nelle ore di punta il vociare, a volte festoso e più spesso lamentoso, dei bambini che entravano a scuola, il traffico dei genitori, che già stanchi nervosamente li accompagnavano, l’autobus preso d’assalto, i clacson e le tante, a volte troppe sollecitazioni esterne che impedivano perfino la concentrazione. Poi inaspettatamente tutto  si è chetato, anche lo schiamazzo delle improvvisate partite di calcio all’angolo della strada, persino l’odioso e continuo abbaiare dei cani. Tutti chiusi in casa per non contagiarsi con il nuovo, sconosciuto, temibile virus.

Sembrava impossibile, veniva da chiedersi se fosse realtà o se tutti insieme avessimo deciso di girare le scene di un film di fantascienza. All’improvviso volti irriconoscibili nascosti dalla mascherina, distanza tra di noi, sguardi sospettosi a indagare un colpo di tosse, uno starnuto non protetto dalla piega del gomito e non più dalla mano. Interminabili file, stavolta rispettate con rigore, per entrare in farmacia o al negozio di alimentari. Il foglio di via per non essere sanzionati, tutte precauzioni messe in atto per il bene comune.

E adesso il silenzio, profondo, totale, assordante, rotto solo dagli automezzi che continuano la raccolta differenziata e che con il loro rumore ci ricordano i carri dei monatti, quando durante la peste andavano di casa in casa a raccogliere i malati da portare al lazzaretto o i defunti da cremare. Già, come sta accadendo oggi a chi muore soffocato dal liquido nei polmoni. Viene da pensare che molti modi di morire sarebbero cento volte meglio. Tanta paura del colesterolo, dei trigliceridi, non mangiare questo o quello, tutti pronti al sacrificiio alimentare che preserva da complicazioni. E poi arriva un virus che fa rimpiangere perfino la morte vissuta con il conforto dei propri cari, una particella infettiva di dimensioni submicroscopiche che ti leva tutto, anche una fine dignitosa, il diritto ad essere accompagnato nell’ultimo viaggio dalle lacrime di chi ti ama.

Ed è proprio nel silenzio, assordante  e stupito dentro e fuori di noi, che i pensieri volano, come i molti volatili tornati a popolare la pineta vicina al mare. E’ come se la natura fosse l’unica autorizzata a parlare. Ci si accorge che non c’è voluto poi tanto che riprendesse i suoi spazi, dimostrandoci che lei è sempre stata lì, paziente, nonostante la cattiveria e l’indifferenza con cui è stata trattata. E non ci porta rancore, anzi, ci regala in un’inedita e intatta cornice il tripudio di profumi e colori a cui da tempo non si dava importanza.

Vivo sulla costa da anni e mi sorprendo nel vedere l’intraprendenza degli uccelli che con ampi voli rallegrano il panorama, planando sui balconi e sui terrazzi, quasi curiosi di scoprire che fine abbiano fatto i rumori che li tenevano lontani. E da qui scorgo il mare, la baia dove godevo di infinite camminate, un mare a cui adesso è vietato accedere. Osservo la striscia azzurra e vedo il suo colore che oggi è turchino, nostalgico. Mancano anche al mare quelle passeggiate, ne sono certa, ricordando le onde che al mio arrivo si allungavano a lambirmi le gambe, come un cucciolo che mi riconosceva festoso. Adesso lo immagino così solitario, mentre gode però della pulizia della spiaggia e del rispetto che non gli era più riservato.

È la natura adesso a indicarci la strada per non tornare a essere ciò che siamo stati, ci offre una chiave di lettura che per troppo tempo abbiamo ignorato. Adesso abbiamo capito che gli scenari possono cambiare in un attimo, che la libertà ci può essere tolta con poche mosse, che l’unione tra di noi è importante per vincere la distanza sociale. Stiamo sperimentando formule nuove lavorative e didattiche, che potranno svuotare le città dal traffico e dall’inquinamento assassino. Stiamo comprendendo l’importanza delle risorse umane e materiali che non dovremo mai più lasciare andare. Abbiamo capito troppe cose tutte in una volta e stranamente vediamo che la pelle proprio in questi giorni, non sottoposta ai soliti stress, mostra meno rughe, che i capelli tornano rigogliosi senza l’assalto degli acidi agenti atmosferici. Ma le rughe ora ce le abbiamo nell’animo e non ci sarà nessuna crema miracolosa a cancellarle, perché sono rughe di maturità, di consapevolezza, e in alcuni laceranti momenti, di estrema tristezza.

Daniela Alibrandi                                                                                                

 

 

Standard
ARTICOLI LIBERA-MENTE, LE NEWS

“Più salute = meno libertà, l’equazione crudele”


Propongo di seguito il mio articolo “Più salute=meno libertà, l’equazione crudele”, uscito oggi su OrticaWeb.

“…Avremmo dovuto indignarci di fronte all’abbandono di strutture sanitarie che erano autentiche eccellenze, avremmo dovuto disperarci, strapparci i capelli e graffiarci il volto fino a farlo sanguinare, come di fronte a un lutto senza rassegnazione, nel vedere un solo giovane laureato, in medicina come in altre facoltà, decidere di lasciare il Paese per trasferirsi dove le sue capacità venissero valorizzate…. “                        Leggi nel seguente link:

Più Salute-Meno Libertà, l’equazione crudele

PIU’ SALUTE=MENO LIBERTA’, L’EQUAZIONE CRUDELE  di Daniela Alibrandi 

Mai si sarebbe potuta immaginare un’equazione tanto cruda, quanto crudele. Soprattutto nell’epoca delle reti informatiche, delle relazioni sociali spesso delegate a dinamiche virtuali, in un quadro che ci faceva vedere la libertà come un bene acquisito.

E invece la realtà è diversa. Adesso che siamo costretti a stare sdraiati sui nostri divani o sui letti, in questa allucinante distanza sociale, ci accorgiamo che forse supini lo siamo stati per troppo tempo. Gli scenari cambiano in fretta, le strade divengono deserte, non si può passeggiare se non con “il foglio di via”, il territorio è facilmente controllabile. E sappiamo che tutto ciò viene fatto per il bene comune, per combattere il nemico invisibile.

Eppure la riflessione nasce irrefrenabile, mentre avremmo dovuto e potuto individuare da molto tempo le ganasce che adesso ci stritolano. La Sanità di un grande Paese, come quello che ci illudiamo di essere, non può collassare dopo dieci giorni di emergenza sanitaria.

Avremmo dovuto indignarci di fronte all’abbandono di strutture sanitarie che erano autentiche eccellenze, avremmo dovuto disperarci, strapparci i capelli e graffiarci il volto fino a farlo sanguinare, come di fronte a un lutto senza rassegnazione, nel vedere un solo giovane laureato, in medicina come in altre facoltà, decidere di lasciare il Paese per trasferirsi dove le sue capacità venissero valorizzate. Ci rendiamo conto che non era il caso di farla tanto difficile con numeri chiusi, specializzazioni, abilitazioni, un lungo percorso a ostacoli la cui vittoria spesso è stata garantita solo “ai figli di”, alla conservazione di poltrone secondo una consuetudine “dinastica”, non meglio identificata.

E adesso quegli stessi ragazzi che abbiamo ignorato vengono presi e gettati nella realtà più drammatica e difficile che abbia mai investito il nostro Paese. Così, come le giovani leve chiamate a donare il proprio entusiasmo per difendere l’indifendibile.

C’è qualcosa che non torna nei messaggi che stiamo ricevendo. Gli anziani e la loro mortalità, vissuta come un fatto ineluttabile, come se il loro destino fosse già segnato, se non per il coronavirus, per altre cause. Una scelta concettuale difficile da accettare, soprattutto in un popolo la cui cultura ha affondato le radici nell’esperienza e nella saggezza degli anziani. Un messaggio che non giova neanche ai giovani, illudendoli di non essere in pericolo, quasi che la mortalità sia un fatto destinato solo a una fascia di popolazione. Questo virus uccide e può uccidere tutti, questa è la cruda realtà, prima ne prendiamo atto e prima si arriverà alla consapevolezza sociale di accettare le regole per il bene generale.

Ci si aggira tra le quattro mura delle nostre abitazioni, in cerca di un qualcosa che non troviamo più. Non dobbiamo cedere alla voglia di uscire, di stare insieme agli altri, di correre verso il mare, che è stato sempre per eccellenza un luogo capace di curare. Vorremmo leggere un buon libro, ma le librerie sono serrate, come se la lettura fosse meno importante di un vizio, quale il fumo, meno essenziale di un alimento o di una medicina. E non quel respiro profondo di cui il nostro animo ha necessità, ora più che mai.

E ci accorgiamo improvvisamente che oltre ad essere supini, siamo stati anche disattenti. Non abbiamo mai prestato abbastanza attenzione ai litigiosi occupanti della meravigliosa fuoriserie che è il nostro Paese. Li sentivamo gridare, contendersi la guida, il sedile davanti, la libertà di aprire i finestrini, mentre avremmo dovuto esigere l’attenzione al muro di cemento armato contro cui ci si andava a schiantare.

Finirà questa emergenza, come sono terminate tutte quelle del passato, e si dovranno tirare le somme, dare più importanza ai numeri. Dovremo ricordare il tragico appuntamento delle ore 18.00 con i numeri elencati dalla protezione civile, di contagiati e di morti. Dovremo essere più guardinghi, stare attenti ai numeri che verranno comunicati sull’emorragia dei cervelli italiani all’estero, sulla quantità e la destinazione delle risorse. Scopriremo una coesione sociale, forse la più grande che abbiamo mai sperimentato. L’ho sempre detto, la gente italiana è gente tosta e non si smentirà neanche ora, che deve sconfiggere un nemico tanto subdolo da approfittare di un abbraccio, di una carezza, della tenerezza di cui adesso abbiamo sempre più bisogno.

Standard
LE NEWS, Video Gallery

“Viaggio a Vienna” (Morellini Editore), un’anticipazione…


Un’anticipazione della trama per i molti di voi che attendevano l’uscita di “Viaggio a Vienna” (Morellini Editore ) per questo difficile mese di marzo e che sarà invece la novità d’autunno, preannunciata dalla stessa casa editrice.

Morellini Editore è con Daniela Alibrandi Autore.

Uscirà quest’autunno il nuovo romanzo di Daniela Alibrandi Autore, “Viaggio a Vienna” che racconta la storia di Anna, una donna piena di vita, con una professione, quella di giornalista, che pratica con grande entusiasmo. Mentre riesce a vivere su piani diversi due importanti storie sentimentali, è angosciata per non essere ancora divenuta madre. A causa di una misteriosa esperienza, si trova adesso nello stato di coma. In molti si alternano al suo capezzale nell’intento di farla svegliare, rammentandole fatti salienti e persone importanti della sua esistenza. Lei afferra le sollecitazioni che la portano a rievocare molto del suo vissuto, ma ciò che primeggia è il ricordo del viaggio a Vienna, una memoria che nasconde un segreto inconfessabile. E in un crescendo impietoso ci troveremo a voler seguire Anna, accompagnandola nella composizione dell’imprevedibile puzzle che lentamente troverà la sua definizione.

Il romanzo è ordinabile presso la casa editrice  https://www.morellinieditore.it/scheda-libro/daniela-alibrandi/viaggio-a-vienna-9788862987646-579361.html

Standard
LE NEWS

Sembra un secolo, ma era solo un anno fa!


Era solo il 20 marzo 2019 quando il mio romanzo “Una morte sola non Basta” (Del Vecchio Editore) veniva presentato alla Biblioteca della Camera dei Deputati, nell’ambito di un evento organizzato dalla FUIS. Rivedendo le foto oggi, nella realtà in cui siamo piombati, sembrano appartenere a un’altra vita. Ricordo che prima di essere ammessa alla biblioteca avevo voluto fare una passeggiata per le vie limitrofe. La piazza del Pantheon che brulicava di turisti, i vicoli di Roma a emanare la solita inconfondibile atmosfera. E poi un bel caffè a Sant’Eustacchio, prima di iniziare una delle avventure più emozionanti che la mia attività letteraria potesse regalarmi.

E nel bar di Sant’Eustacchio eravamo ammassati gli uni agli altri, per raggiungere il bancone dove dei camerieri veloci e gentili preparavano instancabilmente un numero infinito di caffè. Quell’aroma di chicchi appena tostati, di magica miscela, capace di risuscitare anche l’animo più addormentato è un indelebile ricordo.

https://www.facebook.com/Daniela-Alibrandi-Autore-108488582556510/

E poi via, verso la biblioteca della Camera dei Deputati. Mai avrei pensato di presentare un mio lavoro in quel luogo. Niente, mentre entravo e mi tremavano le gambe, mi ha fatto presagire il cambiamento tanto drastico e repentino di quel magnifico scenario.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Oggi chiusa come tutti nella mia abitazione, dalla quale vedo il mare a cui è stato vietato anche l’accesso, immagino quella stessa piazza vuota, silenziosa. Pochi passsanti, che indossano la mascherina e posseggono il “foglio di via”, che attesti la loro effettiva necessità di trovarsi in quel luogo. Il caffè chiuso, alle finestre qualche tricolore a ricordarci che siamo italiani, un popolo forte, che è riuscito a superare sempre le enormi difficoltà storiche e sociali che  si sono presentate negli anni, nei secoli.

Ma anche l’animo più fiero si riempie d’angoscia, solo ricordando la voglia e la bellezza dello stare insieme, solo riflettendo sulla difficoltà di sconfiggere un nemico tanto subdolo da approfittare di un abbraccio, di una carezza, della tenerezza di cui adesso abbiamo sempre più bisogno.

Standard
ARTICOLI LIBERA-MENTE, LE NEWS

Per me il termine Femmina”…


“Per me il termine Femmina racchiude un universo complesso, morbido, luminoso, contrastante, passionale, profondo, divertente e soprattutto incompreso, forse proprio per l’imponderabile versatilità che contraddistingue la natura femminile in contrasto con la prevedibile natura maschile. “

https://oubliettemagazine.com/2017/11/01/donne-contro-il-femminicidio-30-le-parole-che-cambiano-il-mondo-con-daniela-alibrandi/

Standard
ARTICOLI LIBERA-MENTE, LE NEWS

Il Coronavirus e la voglia di stare insieme


Pubblicato da OrticaWeb

IL CORONAVIRUS E LA VOGLIA DI STARE INSIEME                        di Daniela Alibrandi 

E’ già successo almeno tre volte negli ultimi sessantadue anni, eppure ce l’abbiamo fatta. Dall’album di famiglia spuntano reminiscenze dell’epidemia di poliomielite che, zitta zitta nel lontano ’58, fece ben 8.000 vitttime in Italia. La memoria di un fagottino portato via da casa di corsa e di signori protetti da mascherine in volto, che praticavano punture a tutta la famiglia. Il ricordo appannato di una ragazzina che non giocò finchè non tornò quel fagottino a casa guarito, miracolato si disse.

E poi ancora nel ’76 quando in un’estate bollente, ma strana, esplose la legionella o legionellosi e mieté centinaia di vittime prima in America, tra i reduci legionari che si erano riuniti in un convegno, e poi in tutto il mondo. Si ipotizzò che dipendesse da un virus presente nella carta utilizzata nel congresso americano, ma poi si scoprì che si trattava di un batterio ed era nell’aria e nell’acqua. Il pericolo si annidava nei condotti di aria condizionata o nelle cipolle delle docce poco usate, addirittura nelle fonti idriche, perfino quelle termali. Di nuovo il terrore e l’angoscia.

Ancora, negli anni ’80, si scoprì che esisteva l’Aids. Per la verità già si conosceva, ma presente solo in zone endemiche, soprattutto in Africa. Eppure imparammo che non era il caso di fare l’amore senza protezioni, che anche un bacio poteva portare alla morte, che era un male pericoloso per tutti, poichè con i contatti intimi e le trasfusioni si poteva diffondere. Non era più un flagello destinato a determinate categorie o in circoscritte aree del pianeta. Negli spot televisivi iniziammo a vedere il contorno viola attorno a figure umane e, per un bel po’, ci sembrò di scorgere quel minaccioso limite viola anche attorno a chi ci stava vicino sull’autobus, nella metro, al supermercato. Ne era avvolto addirittura chi ci chiedeva di uscire o cercava di carezzarci, di baciarci.

E adesso il Coronavirus, anzi il Nuovo COVID 19, che fa ancora più paura scritto così. Stavolta la sfida è bella dura, anche perchè la confusione è tanta. Abbiamo infatti l’impressione che ci si stia ritorcendo contro tutto il castello di carte che siamo riusciti a costruire negli anni, legiferando senza lungimiranza. Adesso sì che servirebbero tutti gli infermieri e i medici che hanno dovuto lasciare questo meraviglioso Paese per lavorare all’estero. Adesso sì che sarebbe utile uno snellimento burocratico. Semplici e amare constatazioni che non hanno un colore politico.

Posso solo dire che negli anni abbiamo sempre vinto. Dopo l’epidemia di polio del ’58 l’Italia e Roma in particolare divennero, negli anni ’60, la culla della dolce vita. Dopo aver conosciuto e temuto l’Aids, siamo consapevolmente tornati a baciarci liberamente, senza più notare quella striscia viola tra noi e chi ci sta vicino. Abbiamo ripreso a sdraiarci sui prati, a ridere e a stare insieme, ironizzando su tutto come solo noi italiani sappiamo fare.

Ora sembriamo gli untori d’Europa, quelli che forse ingenuamente sono stati troppo trasparenti e scrupolosi rispetto ad altri. Ma siamo un popolo fiero, abbiamo sempre resistito e vinto. Perchè se è vero che l’italiano si sa adattare, è anche vero che sa dimostrare la forza della sua storia e della sua civiltà.

Adesso, con le scuole chiuse e il divieto di stare insieme, riscopriremo forse la bellezza delle feste in famiglia, delle serate con gli amici. Scopriremo che gli eventi culturali non sono poi così noiosi, che era bello toccarsi e non solo con il piede, che fino a ieri un abbraccio forte, fortissimo, era capace di darci coraggio e speranza. E scopriremo che il web, le chat, i post e i Mi PIACE possono farci ancora sentire una vicinanza virtuale, ma non dovranno mai più sostituire i rapporti umani. Forse riscopriremo  la carezza, l’amicizia, la voglia di stare insieme. L’aspetto positivo da trarre anche in questa infausta occasione sarà il saper dominare la rete, e non esserne dominati.

Perchè la gente italiana è gente tosta, e il mondo se ne accorgerà ancora meglio nel futuro, quando nonostante tutto l’Italia, come una bellissima donna affascinante, elegante e gentile, tornerà ad attrarre senza timori chi oggi la isola. Le sue piazze brulicheranno ancora di appassionati corteggiatori, le sue antiche fontane appagheranno amanti sempre più assetati e le sue bellezze naturali saranno di nuovo una mèta ambita. E tutti saranno accolti senza rancori, perchè la gente italiana è così, è gente tosta.

Pubblicato da OrticaWeb

 

Standard
LE NEWS

Viaggio a Vienna, una storia difficile da dimenticare…


Purtroppo per sopravvenute difficoltà relative alle restrizioni dovute al Coronavirus, risulta incerta la distribuzione del romanzo, prevista per il mese di marzo.

Manca davvero poco all’uscita del romanzo “Viaggio a Vienna”, Morellini Editore. La trama, misteriosa e coinvolgente, non permetterà che se ne lasci la lettura!

https://www.morellinieditore.it/scheda-libro/daniela-alibrandi/viaggio-a-vienna-9788862987646-579361.html?fbclid=IwAR3k_DHfpDrg5z-9EL7GkVqemYyNJv-Yv1deNVz87BVBEOe5Q5xrHH1LiPo

Prenotatelo e sarete i primi a conoscere il mistero dell’enigmatico Viaggio a Vienna.

“Un mistero si nasconde nella mente della protagonista: solo lo stato onirico indotto dal coma potrà condurla a ripercorrere le memorie di un viaggio a Vienna e giungere così alla verità”

Ricordate: “Viaggio a Vienna” di Daniela Alibrandi, Morellini Editore, ISBN 9788862987646

                                 I link delle librerie online:

 

Standard
LE NEWS

“I Delitti Negati” comunicazioni


ARTICOLO AGGIORNATO:

“I DELITTI NEGATI”(L’Erudita, ISBN: 978-88-6770-538-2)  é FUORI CATALOGO

USCITO CON IL TITOLO “DELITTI NEGATI NEI SACRI SOTTERRANEI” (dicembre 2021) PER IANIERI EDIZIONI E’ ANCHE QUESTA FUORI CATALOGO

Presto la nuovissima edizione

 

Standard
LE NEWS, Nessun segno sulla neve, recensioni

Quando un libro non finisce mai di stupire… di Alessia Moricci


“Nessun segno sulla neve” è stato il mio primo romanzo, scritto in un momento per me molto difficile. Ero ferma a letto per un infortunio, non sapendo quale sarebbe stato l’esito del trauma. Un lavoro da seguire, una casa da mandare avanti, i figli da crescere… eppure proprio in quel momento ho avuto l’ispirazione che mi ha portato a voler  scrivere il romanzo, quello che ha aperto la via alla mia nuova vita. Da allora ne ho scritti molti di libri, ho conseguito significativi successi, ma “Nessun segno sulla neve” occupa sempre un posto speciale nel mio cuore. E’ per questo che l’emozione è ancora più grande quando, a distanza di anni dalla sua uscita, ricevo una recensione come quella che Aessia Moricci mi ha inviato due giorni fa. E’ la conferma che “Nessun segno sulla neve” non finisce mai di stupire!

“Nessun segno sulla neve” è un romanzo tra passato e presente, con un finale spasmodico ed inaspettato, che racconta la storia d’amore di un uomo maturo, un medico affermato e rispettabile, eppure cinico e disilluso, per una donna, Milena, amata platonicamente durante gli anni di liceo e rincontrata grazie a facebook. Il protagonista da anni trasgredisce le regole della famiglia, vivendo una doppia vita: in apparenza ha una vita perfetta, con una moglie devota, dei figli amorevoli, un’ottima posizione sociale, di nascosto frequenta altre donne e ha come amante fissa la segretaria del suo studio privato. Francesco, questo il nome del protagonista, vive in uno stato di perenne insoddisfazione interiore che lo conduce a ricercare la sua vecchia compagna di liceo e suo primo amore, Milena. Ma da questo momento in poi la sua vita cambierà per sempre.

Il romanzo è una narrazione a due voci, la voce principale di Francesco, che alterna il racconto del presente ai ricordi dei tempi del liceo, e la voce di Milena, in corsivo, che scrive una sorta di diario. Attraverso i ricordi del protagonista, il lettore può addentrarsi nelle atmosfere della contestazione studentesca, è infatti sul finire degli anni Sessanta che Francesco conosce Milena e se ne innamora perdutamente. Purtroppo, però, accanto a Milena c’è la presenza di un altro giovane, Roberto, ed avvengono alcuni fatti tragici, legati alle lotte studentesche tra le opposte fazioni di destra e sinistra, che determineranno il definitivo allontanamento di Francesco da Milena. Tra memoria personale e rievocazione storica, il romanzo ha una svolta quando il rapporto con Milena riprende e si concretizza come storia d’amore vissuta appieno ai giorni nostri, ma niente è come sembra. A questo punto infatti il libro volge al thriller, lasciando veramente stupefatti i suoi lettori: l’autrice li riesce a cogliere di sorpresa, non facendo presagire nulla di quanto accadrà, e lo stupore finale del lettore è anche lo stupore del protagonista, in virtù del meccanismo psicologico dell’identificazione e del rispecchiamento.

Pur non essendovi un giudizio morale dell’autrice sui personaggi del libro, implicitamente si può ravvisare un monito, e cioè che le relazioni vanno maneggiate con cura, non sempre essere cinici è conveniente, e bisogna sempre cercare di mettersi nei panni altrui. In fondo nel libro si parla di libertà, la libertà tanto agognata nel ’68, con slogan come “vogliamo tutto e subito”, “vivere senza fermarsi mai e godere senza freni”. Ma “la nostra libertà finisce dove inizia la libertà degli altri”, sembra quasi volerci dire Daniela Alibrandi, tra le pieghe di questo suo avvincente romanzo noir.”

Standard
I MISTERI DEL VASO ETRUSCO - Rassegna stampa, LA STAMPA

Dal Web: LADISPOLI, DANIELA ALIBRANDI PRESENTE IN CITTÁ


La biblioteca comunale “Peppino Impastato” ospita la pluripremiata scrittrice romana.

https://www.orticaweb.it/ladispoli-daniela-alibrandi-presente-in-citta/?fbclid=IwAR1t0divZR3ssm33aZ8Eg416KwK0nR60lLK0q9VyaJJP6ldj0WMkx_VT2kM

Si è svolta venerdì 7 febbraio a Ladispoli la presentazione del libro “I Misteri del Vaso Etrusco” di Daniela Alibrandi. Edito da Edizioni Universo è l’ottavo romanzo dell’autrice di best seller noir, che questa volta a sorpresa si tinge di rosa.

“Il mistero racchiuso nelle mura domestiche che sconfina nelle mura del borgo, dove i personaggi vivono e dove i lettori possono ritrovare il senso di appartenza ad un luogo, il compiacimento che può dare l’essere chiamato per nome entrando in un bar, come in fila all posta. Una familiarità rassicurante ancora viva nel nostro territorio che, a chi è nato e cresciuto, come la stessa autrice in città, si augura di provare”.

Daniela Alibrandi
Altiero Staffa

Superlativa l’interpretazione di Altiero Staffa che, cimentatosi nella lettura di alcune parti del romanzo, ha dato vita ad un intenso confronto con il pubblico presente, arricchito dagli interventi di Giorgia Gioacchini e Alessia Moricci, al fianco dell’autrice in qualità di esperte di letteratura, territorio e del vasto operato di Daniela Alibrandi.

«La pluripremiata Alibrandi si cala ancora una volta nei cassetti più riposti della mente umana, dove fioche fiammelle gettano oscuri bagliori su verità diffici da raccontare… Continua a Leggere…

https://www.orticaweb.it/ladispoli-daniela-alibrandi-presente-in-citta/?fbclid=IwAR1t0divZR3ssm33aZ8Eg416KwK0nR60lLK0q9VyaJJP6ldj0WMkx_VT2kM.

Daniela Alibrandi, Giorgia Gioacchini, Alessia Moricci

“I Misteri del Vaso Etrusco” è disponibile nelle maggiori piattaforme on line o chiamando lo 06 99 41 736

Standard
Eventi, LE NEWS

E allora come è andata in biblioteca?


È sempre una ricchezza per tutti la presenza di persone che sanno raccontare il territorio, la vita di tutti noi attraverso l’immaginazione. Ci forniscono una istantanea utile a comprendere meglio la realtà, alla conoscenza reciproca e del contesto sociale, contribuiscono a rafforzare l’identità della comunità. Ringrazio Daniela Alibrandi per assolvere a questa necessaria funzione!” Alessia Moricci

Un incontro intenso nel quale si è aperto un fitto e interessante dialogo con il pubblico presente, una situazione che non sempre decolla con la stessa spontaneità e con un simile interesse. Alla avvincente conversazione hanno partecipato in molti, anche il bravissimo attore chiamato a recitare… una meravigliosa esperienza!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Giorgia Gioacchini ha introdotto l’incontro parlando a larghe linee della mia attività letteraria…

E poi, mi ha posto la prima domanda, che mi ha un po’ spiazzato:  Sei conosciuta come autrice di thriller, com’è che sei giunta a una trama come quella de “I Misteri del Vaso Etrusco”, intrisa di sentimenti positivi così intensi?”

“Ho sempre indagato il male assoluto nei miei romanzi, nei quali sono entrata ad esempio, nell’animo di una donna violentata (Nessun segno sulla neve), in quello dei mostri che a volte si celano nella stessa famiglia (Una morte sola non basta), mentre in questo preciso romanzo, pubblicato da Edizioni Universo, ho inteso…. Ascoltate il video

La domanda che mi ha posto invece Alessia Moricci mi ha dato modo di esaminare il perchè ho deciso di ambientare questa trama in un paesino: “Perché parlare di un mondo racchiuso in un borgo antico al giorno d’oggi, perché trattare argomenti quali la crisi economica, la delocalizzazione delle aziende e la perdita del lavoro, la malattia senza diagnosi e qual è il messaggio che hai inteso trasmettere scrivendo questo libro?

“Ho voluto ambientare la trama attualissima in un borgo antico per un motivo molto semplice: la città si è arresa alle nuove sfide, ha modificato la sua struttura e il suo aspetto adattandoli alla crisi, senza lottare per mantenere vive le tradizioni, come invece avviene nelle piccole comunità. E’ proprio lì infatti che al di là delle faide famigliari, del chiacchiericcio femminile, delle vendette antiche, la società è capace di stringersi e fare fronte comune contro gli attuali e crudeli confronti.”

Una delle splendide letture dell’attore Altiero Staffa, nella quale si parla del Treno dei Pendolari

Due parole tecniche sulla magnifica cover, esaminata da Alessia Moricci:

“Il peritesto visivo, l’apparato grafico del libro, è curato e raffinato. La copertina, per i colori scelti, il font e l’immagine stilizzata del vaso con il libro sopra, richiama i colori delle ceramiche etrusche. Tra l’altro l’immagine stilizzata della Kylix sulla copertina costituisce il simbolo, il logo, del premio letterario Euphronios che si svolgerà la prossima estate a Cerveteri e al quale il libro di Daniela Alibrandi concorrerà”

 

Standard
Eventi, LE NEWS

Nuovo imperdibile appuntamento con “I Misteri del Vaso Etrusco”


Venerdì 7 febbraio, ore 16,30, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Peppino Impastato di Ladispoli.

“I Misteri del Vaso Etrusco”, il fantastico remake pubblicato lo scorso dicembre da Edizioni Universo, sta vivendo una nuova vita, se possibile ancora più dinamica della precedente (“Il vaso di Bemberly” ora fuori catalogo), riscuotendo perfino l’attenzione del mondo del Teatro. La trama toccante e coinvolgente, che riesce a trasformare delle vite ordinarie rendendole indimenticabili e straordinarie, sta ispirando infatti una pièce. E non è l’unica novità che ci riserva il libro. “I Misteri del Vaso Etrusco” è stato inserito nel concorso letterario nazionale Euphronios, che si terrà nell’estate 2020.
Con me dialogheranno Alesssia Moricci e Giorgia Gioacchini. Le avvincenti letture saranno affidate all’attore Altiero Staffa.
L’incontro è pubblico e gratuito… non mancate!

LA TRAMA: In un borgo antico ricco di reperti archeologici dell’epoca etrusca, nonna Adele e i suoi nipoti, Mirko e Rosy, ai quali ha fatto anche da madre, si trovano a combattere contro un destino che non dà mai tregua. Il forte legame con la terra d’origine, il peso della crisi economica e la crudeltà di un male sconosciuto che ha colpito la nipote portano nonna Adele a vendere la cosa più preziosa che possiede e che, lei crede, risolleverà le sorti della famiglia: l’antIco vaso etrusco. L’autrice dipinge una vicenda semplice e profonda che, attraverso una narrazione limpida e senza artefici, porta a riscoprire il valore del nucleo familiare, nido che protegge dalle più aspre dinamiche paesane. Daniela Alibrandi consegna al lettore la storia di tre vite ordinarie che diventano straordinarie grazie alla capacità di fondersi in una comprensione inaspettata, che rimarrà l’unica via di sopravvivenza.

BIOGRAFIA E BIBLIOGRAFIA: https://danielaalibrandi.wordpress.com/category/biografia/

“La pluripremiata Alibrandi si cala ancora una volta nei cassetti più riposti della mente umana, dove fioche fiammelle gettano oscuri bagliori su verità difficili da raccontare. La sua comprensione delle ragioni del male nell’incessante ricerca dell’equilibrio e degli squilibri dei chiaroscuri dell’animo, valica i confini del noir per trasportarci nella realtà nuda e cruda dei segreti della provincia”        La giornalista Antonella Scaramuzzino.

Dove acquistare il libro:

Standard
LE NEWS

Da OrticaWeb “I Suoi Passi Leggeri”…


“I SUOI PASSI LEGGERI” di Daniela Alibrandi

“I Suoi Passi Leggeri”, pubblicato nel volume “Micol” e nell’antologia “I Doni della Mente”, è giunto tra i finalisti al Concorso Letterario Nazionale “La Memoria” e pubblicato da un periodico della RAI.

Non mi è mai piaciuto mio nonno, dico sul serio. Anzi per la verità non sono mai riuscito a soffrire la sua presenza dentro casa nostra. La nota stonata che trasformava la melodia della nostra vita familiare in una nenia tediosa che non si aveva voglia di ascoltare. Eppure non c’era nulla da fare, nonostante avessi più volte manifestato la mia insofferenza a quella presenza pesante e deprimente, tutta la mia famiglia si univa compatta dalla sua parte, lasciandomi solo. Mi chiedevo perché mai i miei genitori nutrissero devozione verso quel rottame umano che minava la nostra serenità. Mio padre era aperto a ogni dialogo con me e mio fratello più piccolo e la comprensione che mia madre aveva nei nostri confronti era infinita. Sì, ma non per ciò che riguardava l’argomento nonno. Così io capii ben presto che era inutile insistere. Avrei dovuto sopportare quell’uomo con i suoi occhi affossati e cerchiati di nero e quel viso deformato da una paresi che gli torceva la bocca, dai lati della quale colava sempre un po’di saliva, e la cui smorfia lasciava intravedere i resti ingialliti della sua antica dentatura. Avrei ancora dovuto vedere i suoi capelli ricci, candidi e radi, che stanchi ricadevano sulla sua fronte segnata. Tutto di lui mi inquietava, odiavo il suo odore di vecchio, detestavo le sue mani macchiate e rugose al punto da non riuscire più a mangiare il pane se solo lo aveva toccato. E infine quel numero marchiato all’interno del suo polso 12956, con un inchiostro blu, ancora nitido tanto da contrastare con la sua pelle quasi trasparente, come un livido che non se ne sarebbe mai andato. Insomma io odiavo quel suo essere ebreo. Mi ricordavo di lui così da sempre, vecchio e impaurito, irrimediabilmente ferito dal destino che gli aveva tolto tutto, ma con un guizzo nello sguardo intriso di antico orgoglio, pervaso dalla strana consapevolezza di appartenere a tradizioni e storie impossibili da soffocare, nonostante tutto. Il suo inspiegabile orgoglio di essere ebreo. Continua a leggerehttps://www.orticaweb.it/i-suoi-passi-leggeri-di-daniela-alibrandi/

 

Il racconto fa parte della antologia “I Doni della Mente” su Amazon, in e book e cartaceo, su Kobo in ebook

https://www.amazon.it/DONI-DELLA-MENTE-Racconti-Pensieri/dp/1521363919/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=I+Doni+della+Mente&qid=1580126873&s=books&sr=1-1

https://www.kobo.com/it/it/ebook/i-doni-della-mente

Standard
Eventi, LE NEWS

Intanto segnate la data! Venerdì 7 febbraio alle ore 16,30…


Save the date! Venerdì 7 febbraio alle 16,30 l’incontro presso la Biblioteca Peppino Impastato di Ladispoli con “I Misteri del Vaso Etrusco”.

Si è conclusa ieri, con una riunione informale presso la sede della casa editrice Universo Edizioni, l’organizzazione dell’evento che avrà luogo tra quindici giorni. E’ stato bello notare come tante persone tengano alla diffusione di una storia, che scava profondamente nelle dinamiche interpersonali tuttora esistenti in un piccolo borgo, alle prese con sfide attuali, quali la crisi, la desertificazione, l’impoverimento culturale.

Uno staff che si è prodigato nella scelta dei tanti dettagli che enfatizzano la storia raccontata nel romanzo, una trama che trasforma delle vite ordinarie rendendole indimenticabili e straordinarie. Questo fantastico remake de “Il vaso di Bemberly” (adesso fuori catalogo) sta vivendo una nuova vita, se possibile ancora più dinamica della precedente, riscuotendo perfino l’attenzione del mondo del Teatro.

“I Misteri del Vaso Etrusco” è stato inserito nel concorso letterario nazionale Euphronios, che si terrà nell’estate 2020. Una notizia che mi ha fatto un enorme piacere.

L’evento del 7 febbraio sarà caratterizzato da uno stile nuovo e coinvolgente, una cornice particolare, nella quale si muoveranno i protagonisti del romanzo, animati da chi li presenterà insieme a me. Alessia Moricci e Giorgia Gioacchini analizzeranno le tante sfumature della trama e delle ambientazioni e l’attore Altiero Staffa ne reciterà alcune parti. L’evento sarà pubblico e gratuito.

Inutile dire che vi aspetto!

 

Standard
LE NEWS

“Viaggio a Vienna” (Morellini Editore), in anteprima la splendida novità del 2020!


Care amiche e cari amici lettori, a causa di difficoltà dovute alle restrizioni imposte per il contenimento del Coronavirus, la distribuzione del romanzo Viaggio a Vienna (Morellini Editore),prevista per il corrente mese di marzo, è stata purtroppo posticipata.
Al seguente link troverete il magnifico spazio che l’editore ha dedicato alla trama del romanzo.

Già prenotabile in tutte le librerie del territorio nazionale, nei negozi on line e direttamente alla casa editrice!

https://www.morellinieditore.it/scheda-libro/daniela-alibrandi/viaggio-a-vienna-9788862987646-579361.html?fbclid=IwAR0Ds55I5bLRsVD8oG3XBxJPPeCUR0GViGoABukPMvwxCoSr6VzAVE-oZK0

Restate collegati!

Standard
Dove acquistare i miei libri, LE NEWS

Dove acquistare “UNA MORTE SOLA NON BASTA”


UNA MORTE SOLA NON BASTA

versione cartacea:

 

In tutte le librerie del territorio italiano, in quelle del circuito Feltrinelli, Mondadori e Rizzoli, su Kobo e nei negozi Amazon di tutto il mondo e direttamente ai seguenti link:

http://www.delvecchioeditore.com/libro/cartaceo/227/una-morte-sola-non-basta

https://www.ibs.it/morte-sola-non-basta-libro-daniela-alibrandi/e/9788861101593

http://www.libreriauniversitaria.it/morte-sola-non-basta-alibrandi/libro/9788861101593

https://www.amazon.it/Una-morte-sola-non-basta/dp/8861101593/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1467810047&sr=1-1

UNA MORTE SOLA NON BASTA

versione ebook:

Standard
LE NEWS

Una bella favola di ieri da raccontare ai bambini di oggi


Vai al link della favola: https://danielaalibrandi.wordpress.com/2018/01/05/la-vera-storia-della-befana-una-favola-di-ieri-per-i-bambini-di-oggi/

Pubblicata anche da un periodico della RAI

Standard