LE NEWS, Nessun segno sulla neve, recensioni

Tra le più belle recensioni a “Nessun segno sulla neve”


E’ sempre amato e apprezzato questo libro, il mio primo lavoro, che scava nell’animo umano, e sorprendentemente un animo maschile, visto che è stato scritto da una donna. Un thriller psicologico che mette a nudo le contraddizioni dell’epoca nella quale passioni personali e politiche hanno illuso un’intera generazione. Una lettura coinvolgente, ben interpretata da Lina Mazzotti, che ha scritto una delle più belle recensioini dedicate a questo libro per Cultura al Femminile.

“Il romanzo Nessun segno sulla neve è un giallo il cui protagonista è Francesco un medico oncologo cinquantenne e la sua famiglia. Giulia la moglie, conosciuta durante gli studi universitari e i quattro figli; Amanda la sua preferita e Goffredo, Michele genio informatico dall’animo generoso con il quale ha molta sintonia e Luigi diciannovenne il minore. Continua a leggere

http://www.culturalfemminile.com/2018/02/28/nessun-segno-sulla-neve-di-daniela-alibrandi/

Il libro ha vinto il Premio Letterario Circe 2013, è stato scelto dal Comune di Roma per un evento culturale dell’Estate Romana 2012 ed è in catalogo presso l’Italian & European Bookshop di Londra. Rieditato nel 2015 da Universoeditoriale è stato tradotto nell’edizione inglese “No steps on the snow”.

Disponibile in ebook e in cartaceo nelle librerie online Feltrinelli, Mondadori, IBS, Libreriauniversitaria etc… e in Amazon.it

https://www.amazon.it/NESSUN-SEGNO-SULLA-Nuova-Edizione-ebook/dp/B01M4JNG4V/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1519893492&sr=1-1&keywords=nessun+segno+sulla+neve&dpID=41S03d1OmUL&preST=_SY445_QL70_&dpSrc=srch 

 

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LE NEWS

Due parole sulla neve


Mi sveglio e guardo fuori. Dalle mie finestre domino la baia fino ai contorni antichi del castello di Santa Severa, e nevica! Sarà forse per il titolo di quel libro, o forse per l’amore sconfinato che nutro per il mio primo romanzo, che il mio pensiero va a “Nessun segno sulla neve”. Era inverno quando iniziai a scriverlo, ero ferma a letto dopo un brutto infortunio e immaginai che la nostra vita fosse una distesa di neve vergine, un’ estensione bianca e soffice, sulla quale camminiamo e cadiamo nei momenti bui della nostra vita. Ci illudiamo di segnare il nostro percorso, ma cosa accadrebbe se alla fine del cammino, voltandoci indietro, ci accorgessimo di non aver lasciato alcun segno sulla neve?

Ho scritto quel primo romanzo nel periodo che ho trascorso ferma nel letto, rivedendo molto delle mie esperienze, le lotte studentesche, la Roma del ’68, l’ipocrisia, le passioni disperate che proprio in quel momento sentivo riaffiorare nell’animo. Parlai con la voce del protagonista, un uomo, inusuale per una scrittrice, e ho amato girovagare nell’animo maschile, dipingendone le innumerevoli sfumature. Terminai la scrittura del romanzo durante la fisioterapia che mi riportò alla normalità. E io, grazie  ai mie personaggi e al loro modo di essere, così come all’ambientazione nella quale ero tornata a vivere, mi sentivo finalmente rinata.

E’ per questo che il posto che occupa quel libro nel mio cuore è speciale. Dopo non ho più smesso di creare storie e racconti, guardando sempre indietro, sperando di scorgere il segno dei miei passi sulla neve.

Proprio venerdì scorso “Nessun segno sulla neve” è stato ospite della rubrica Il libro della settimana, del settimanale L’Ortica del Venerdì, presentato nel restyling di copertina. Una soddisfazione in più che si è aggiunta alle tante che il romanzo mi ha donato. Infatti, oltre ad aver vinto il premio letterario nazionale Circe 2013, il libro è stato tradotto nell’edizione inglese “No steps on the snow”, del quale nel 2015 hanno parlato ben cinquanta blog letterari americani. Nel 2012 è stato scelto dal Comune di Roma per un evento culturale dell’Estate Romana. Il libro è inserito in due collane editoriali, Oltre la Città e Crimini Innocenti. Nel 2014, durante una visita in Inghilterra, ho potuto incontrare i miei lettori inglesi e lasciare loro una dedica sul libro, che è tuttora in catalogo presso l’Italian & European Bookshop di Londra.

  LA SINOSSI

Un thriller psicologico, la cui trama inizia ai giorni nostri e porta a un avvenimento criminoso mai risolto, avvenuto nel 1968, quando il protagonista del romanzo frequentava il liceo. Questa storia, che sembrava dimenticata e sepolta, torna ad essere improvvisamente e drammaticamente attuale per lui, ora brillante e stimato medico oncologo di mezza età, quando in un caldo e pigro pomeriggio settembrino, si diverte a navigare in internet insieme al figlio. Aiutato da quest’ultimo, infatti, entra in un importate network e si imbatte nel profilo della ragazza che amava disperatamente in quegli anni, dalla quale purtroppo non era mai stato ricambiato. E’ l’inizio di un viaggio interiore intriso di profonda nostalgia, ricordi e passioni, che porterà il suo destino a intrecciarsi in modo imprevedibile con quello della ragazza, divenuta ormai una donna matura. Il romanzo offre un affresco fedele e nostalgico della vita italiana durante quegli avvenimenti sociali e politici, che segnarono in modo indelebile un’intera generazione. Ad arricchire il racconto una trama gialla che, partendo da un episodio criminoso avvenuto allora, termina con un finale imprevedibile al giorno d’oggi.

ALCUNI PASSAGGI

“Quante volte i miei figli mi hanno chiesto in quegli anni “Papà, ma tu hai studiato in un’epoca che ha fatto storia, possibile che non ci sai raccontare mai niente del mitico ’68?”….Che ne volete sapere voi di una generazione intera che trovò finalmente il coraggio per sollevarsi e strapparsi il giogo che la attanagliava facendo proprio l’urlo di altre generazioni, di antiche schiavitù. Una generazione di giovani che come in una gigantesca “Ola” che pervase il mondo intero riuscì a dire “Basta!” Il sessantotto, io sono stato parte di quella storia, ma l’ho tradita come tante altre cose nella mia vita.”

 “Mi manca l’aria. Meglio fare una passeggiata qui intorno e, se è aperta la pizzeria all’angolo, mangerò una bella pizza e berrò una birra. Voglio ubriacarmi per non pensare. Milena di me avrà sempre quell’orribile ricordo. Se anche volesse incontrarmi, come potrò affrontarla, provarle come sono io, se in fondo lei ha ragione: sono poi così tanto diverso da come ero allora? Voglio solo l’aria fresca di questa serata di settembre. Esco e, mentre chiudo la porta a chiave, penso che le porte lasciate chiuse dentro di noi possono riaprirsi quando vogliono, anche se ci illudiamo di aver dato alla serratura tutte le mandate.”

“Adesso capisco che il bagliore è dovuto al sole sulla neve. Ma più corro verso di loro e più si allontanano da me e non riesco a capire perché mai i miei passi affannati e faticosi non lasciano alcun segno su questa neve soffice e fresca…”

Il romanzo è stato ripubblicato da Universoeditoriale nel 2015 (ISBN 9788890963421), nella nuova edizione impreziosita dal disegno di copertina di Carlo Grechi. Le precedenti edizioni sono fuori catalogo.

La versione cartacea del libro, che si sta attivando su tutto il territorio nazionale,  si può ordinare presso IBS e in tutti i negozi online https://www.ibs.it/nessun-segno-sulla-neve-libro-generic-contributors/e/9788890963421

Il libro è disponibile in ebook al seguente link:

Al libro è dedicata la pagina facebook https://www.facebook.com/NESSUN-SEGNO-SULLA-NEVE-504029679694675/

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LE NEWS, QUELLE STRANE RAGAZZE - Le recensioni

Tuttotoscanalibri, la prima emozionante recensione e i link utili


La recensione, la prima del romanzo, uno dei momenti più emozionanti che l’autore vive nel meraviglioso viaggio che è la pubblicazione di un libro. Dopo mesi trascorsi nella scrittura del romanzo, a contatto con i personaggi, vivendo del loro stesso modo di essere, dopo aver oltrepassato il momento nel quale scrive la parola fine e sancisce il distacco dalla storia che ha creato, è lì che lo scrittore dona il proprio lavoro al mondo. E la prima recensione è determinante, tanto più per questo romanzo. “Quelle strane ragazze”, infatti, rappresenta la versione integrale del libro “La fontana delle rane” (ora fuori catalogo), che vinse il Premio Perseide 2014 e, per esigenze concorsuali, venne pubblicato in una forma più leggera.

Oggi, la recensione a “Quelle strane ragazze”di Salvina Pizzuoli per Tuttotoscanalibri  rende il significato della trama nella sua totalità e profondità. Con grande sensibilità vengono descritte le varie tinte, forti e leggere, che colorano e sfumano i personaggi e i contorni della trama intrecciata e dell’avvolgente ambientazione. Di più non aggiungo, leggete la recensione del nuovissimo e interessante blog che inaugura con “Quelle strane ragazze” la sua attività.

tuttatoscana libri

Daniela Alibrandi “Quelle strane ragazze”

“Splendida e misteriosa nello stesso tempo l’ambientazione che Daniela Alibrandi riserva a questo suo romanzo, già editato e vincitore del Premio Perseide del 2014, ma che viene dato nuovamente alle stampe nella sua veste completa e ampliata, libera dai vincoli delle regole concorsuali che lo volevano più snello. Sullo sfondo Roma, la sua città, e in particolare un quartiere che sa di magico e favolistico, quello che ha preso il nome dall’architetto Coppedè che lo realizzò nel primo trentennio del secolo scorso. E ritroviamo i luoghi dove si svolge la vicenda che la scrittrice ci presenta con dovizia di particolari e ce li fa “vedere”, palcoscenico scenografico ad una storia incalzante, indecifrabile come un codice segreto, e inattesa, come le facciate dei palazzi che vi albergano: il Villino delle Fate, l’arco d’ingresso con il suo monumentale lampadario in ferro battuto, e soprattutto la fontana, la fontana delle rane che gorgoglia e canta le sue melodie d’acqua…. Continua a leggere

https://tuttatoscanalibri.com/narrativa/daniela-alibrandi-quelle-strane-ragazze/ 

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Il libro è immediatamente disponibile in versione cartacea al seguente link, https://www.youcanprint.it/fiction/fiction-thriller/quelle-strane-ragazze-9788827812662.html

ma dalla fine della prossima settimana potrà essere ordinato e prontamente consegnato  nelle 4.500 librerie indicate nella mappa interattiva che troverete entrando nel seguente link.  https://www.youcanprint.it/librerie-in-italia-self-publishing.html

Basterà cliccare sulla regione di appartenenza per individuare la libreria più vicina. Inoltre, al di là di quelle indicate nella mappa, il romanzo potrà essere ordinato da TUTTE le librerie sul territorio nazionale tramite la piattaforma Fastbook. Presto il romanzo, anche in versione ebook, sarà disponibile presso Feltrinelli, Mondadori, Amazon, in Italia e all’estero.

https://www.youcanprint.it/librerie-in-italia-self-publishing.html

                                      FACSIMILE MAPPA DELLE LIBRERIE
Mappa dell'Italia
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LE NEWS, QUELLE STRANE RAGAZZE -Il libro

“Quelle strane ragazze”, ci siamo!


QUELLE STRANE RAGAZZE” LA SINOSSI E I LUOGHI

Siamo all’inizio degli anni Novanta, il muro di Berlino è stato abbattuto da poco, l’assetto politico mondiale sta rapidamente cambiando e si sperimentano nuove forme di spionaggio. Nel quartiere romano Coppedè o Magico, come viene comunemente definito, sta iniziando una nuova giornata e attorno allo scrosciare della Fontana delle Rane si tessono le storie di diversi personaggi. Un uomo è solo in casa, deciso stavolta a riuscire nell’intento di togliersi la vita. Di fronte, in uno dei misteriosi edifici, alcune ragazze svolgono il lavoro di impiegate presso una prestigiosa organizzazione internazionale, coordinate dalla anziana segretaria del direttore. Le vite e i destini dei protagonisti si intrecceranno in modo imprevedibile, nell’osmosi di vicende mutevoli, che segneranno per sempre il loro percorso. Il quartiere quieto e suggestivo, con i suoi richiami onirici ed esoterici, fa da cornice a una trama che, dopo aver sorpreso il lettore sin dalle prime righe, lo lascerà alle prese con un finale mozzafiato. “Quelle strane ragazze” ha vinto il Premio Perseide 2014 con il titolo “La fontana delle rane”e ne rappresenta la nuova edizione in versione integrale ed ampliata.

IL QUARTIERE COPPEDE’ O MAGICO, COME VIENE COMUNEMENTE DEFINITO

Le storie che palpitano e si intrecciano, caratterizzando la trama di “Quelle strane ragazze”, si svolgono all’interno del quartiere Coppedè, o Magico come viene definito dai romani. Uno splendido e particolare angolo di Roma dove si fondono armoniosamente diversi stili architettonici ed artistici. Richiami all’arte greca, gotica  e medievale si amalgamano in un effetto imprevedibile e sorprendente con dettagli di Art Decò, Liberty e Barocca. Simboli onirici ed esoterici si mescolano alle chiare caratteristiche tipiche dell’architettura veneziana e fiorentina. Così come l’intreccio di esistenze apparentemente scollegate compongono, in un  ritmo serrato e con una crescente suspense, un mosaico inimmaginabile. E tutto si svolge e si compie in questo luogo, attorno allo scrosciare sommesso e  incessante della fontana delle rane.

                           NEI PROSSIMI GIORNI IN LIBRERIA

 

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LE NEWS

Cosa vedi in fondo ai suoi occhi? “Quelle strane ragazze” tra poco in libreria


Mancano pochi giorni all’uscita del thriller psicologico “Quelle strane ragazze”. Una trama che prende dalle prime pagine e non dà tregua, conducendo verso un finale imprevedibile ed emozionante. Il romanzo ha vinto il Premio Perseide 2014 con il titolo “La fontana delle rane”(ora fuori catalogo) e ne rappresenta la versione ampliata e integrale. Gli argomenti trattati sono molto delicati e accattivanti. Quindi restate collegati, presto il romanzo sarà diffuso su tutto il territorio nazionale e anche all’estero!

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I Miei Racconti, LE NEWS

La vera storia della Befana (una favola di ieri per i bambini di oggi)


LA VERA STORIA DELLA BEFANA 

I disegni c’erano, ma il testo no. Mi hanno chiesto di inventare una favola per i più piccoli nel giro di ventiquattro ore. Ci sono riuscita in una notte.

(Il racconto è stato pubblicato in vari settimanali e in una pubblicazione della RAI)

Foto  del settimanale  “L’Ortica del Venerdì”

Silvia era rientrata da poco a casa. Si era fatto tardi come sempre e lei si sentiva molto stanca. Ma era la sera del cinque gennaio e sapeva che i suoi figli aspettavano in quella notte, come tanti altri bambini, l’arrivo della Befana.

La casa era fredda e lei corse subito ad accendere il camino. I ciocchi di legna erano talmente umidi che non riuscivano a prendere fuoco. Alla fine, aiutandosi con una ventola Silvia vide che la legna iniziava a scoppiettare. Era ora di mettere su la minestra per i suoi piccoli, che stavano per tornare. Erano andati ad acquistare le calze da appendere sotto al camino. Robertino, Giulia e Giovannina rientrarono di lì a poco.

“Ciao mamma, guarda cosa abbiamo comperato?” disse Giovannina, la più piccola alzando le manine e mostrando una calza rosa a strisce bianche. Robertino gliela sfilò dalle mani e fece finta di gettarla nel camino.

“No, dammela! Mamma lo vedi è sempre lui!” gridò Giavannina.

“Robertino non mi fare inquietare, ridai immediatamente la calza a tua sorella!” disse Silvia pazientemente. Lui, invece, continuava a correre su e giù per la stanza con quella calzetta in mano, continuando a minacciare di gettarla nel fuoco.

“Uhu!” cominciò a piangere Giovannina, stropicciandosi gli occhi.

“Continua dai, così stanotte la Befana non ti porterà proprio niente!” gli gridò Giulia, la sorella più grande. A quella minaccia Robertino si fermò di colpo e restituì la calza alla sorellina, abbracciandola.

“Non piangere dai, lo sai che io scherzo!”. Giovannina afferrò la calza e ci si asciugò le grosse lacrime, abbozzando un immediato e tenero sorriso.

Ognuno di loro aveva voluto un colore diverso per la propria calza. Mentre quella di Giovannina era rosa a strisce bianche, Giulia ne aveva scelta una rossa a strisce verdi e Robertino una gialla a strisce blu. Tutti e tre, apparentemente tranquilli, andarono a posizionare le calze ai lati del camino.

“Che buon odore di minestra!” disse Robertino, avvicinandosi alla mamma. Silvia carezzò i suoi capelli rossi.

“Tra poco sarà pronto. Apparecchiate la tavola per piacere?”.

“Mamma, io non posso, perché voglio iniziare la ricerca sulla Befana, mi devo mettere un momento al computer, prima di cena” disse Giulia, la più grande, una ragazzina dai capelli neri come la pece.

“Ti aiuto io mamma!” si offrì Giovannina. Era una bimbetta bionda e la mamma si sbizzarriva ancora a pettinarla con la coda o con i ciuffetti ai lati della testa. Faceva tenerezza piccolina com’era, mentre prendeva i piatti che le porgeva la mamma e li andava a posizionare sul tavolo dove ancora non arrivava bene in altezza.

Robertino invece, avendo già dimenticato i buoni propositi, stava dando fastidio a Giulia, mentre lei stampava la cartina geografica di Betlemme.

“Vedi è qui che è nato Gesù” gli disse Giulia, indicandogli un luogo preciso della mappa. Lui vi gettò uno sguardo distratto e tornò a farle un dispetto, mentre lei iniziava a battere sui tasti del computer per scrivere almeno l’inizio della ricerca.

 Le immagini scomparvero dallo schermo.

“Mamma! Lo vedi! E’ sempre lui, guarda, ora come faccio a fare la ricerca!”

“Robertino…BASTA!” gli urlò la mamma e poi rivolta a Giulia:

“Adesso è ora di cena, dai, venite a mangiare. Alla ricerca penseremo domani, ti aiuterò io”. Robertino era elettrizzato, non stava un minuto fermo e anche mentre le sorelle gustavano la zuppa, lui trovava il modo di infastidirle.

“Guarda Robertino che ha ragione Giulia, se continui così la Befana riempirà le loro calze di dolci e di giochi e per te riserverà solo il carbone, è questo che vuoi?” Lui si grattò il naso coperto di lentiggini e per un po’ non disturbò. Silvia ricordò di avere un vecchio libro di favole e pensò che sarebbe stato bello, dopo cena, mettersi sul divano di fronte al camino, e leggere ai figli la fiaba della Befana. Così anche Robertino si sarebbe calmato, finalmente.

Più tardi, seduti davanti al camino che scoppiettava, distesero una coperta che li avvolgeva tutti, mentre la mamma sfogliava il libro di fiabe, che le apparteneva da quando anche lei era una bambina.

“C’era una volta una donna bellissima, che era molto generosa e preparava sempre torte e dolci per donarli a chi lavorava nei boschi. Quando iniziò a vedere sul suo volto delle rughe, cominciò a guardarsi continuamente allo specchio e a evitare la presenza e l’amicizia degli altri. Ma questo non bastava a fermare i segni del tempo su di lei che, isolandosi sempre più e vivendo senza affetti, divenne in breve vecchia.

Anche quando alla sua porta bussarono i tre Re Magi, chiedendole di essere accompagnati da Gesù Bambino, perché dovevano consegnargli dei doni, lei si limitò a indicare loro la direzione della Stella Cometa, ma si rifiutò di accompagnarli”.

Silvia fermò per un attimo la lettura, per guardare i suoi figli che non fiatavano. Giovannina si era già addormentata, Giulia aveva poggiato il capo su quello della sorellina e stava per cedere al sonno, mentre Robertino era vispo e, stando vicino a lei, non fermava il dondolio delle gambe.

“Dai mamma, continua!”disse lui, ansioso di conoscere il finale della fiaba

“Subito dopo la Befana si pentì, si vestì di corsa e cercò di raggiungere i Re Magi, ma non vi riuscì…. Uahh!” Silvia sbadigliò, iniziava a sentire le palpebre pesanti. Anche Robertino aveva fermato quel fastidioso dondolamento e aveva poggiato il capo sulla sua spalla. Dal camino veniva un tepore infinito e anche Silvia si addormentò.

°°°

Fu Robertino il primo a svegliarsi. Aveva sentito un gran rumore provenire dalla cappa del camino. Le sue sorelle e sua madre dormivano beate e lui sgusciò fuori dalla coperta per vedere cosa stava accadendo. Una gran quantità di fuliggine cadde sui ciocchi spegnendoli e, in quel fumo, lui non vide più nulla. Quando la cenere si posò, lui si trovò di fronte una vecchia, con un gran fazzoletto stretto sulla testa, che si poggiava  stanca a una scopa. Lui non riusciva neanche a parlare, portò le mani alla bocca:

“Uh!” fece con meraviglia.

“Ciao, hai sentito parlare di me? Sono la Befana!” Robertino sapeva di essere sempre stato dispettoso e di aver fatto inquietare la mamma, le sorelle e anche le maestre di scuola.

“Sei venuta a darmi il carbone?” le chiese lui, rosso in viso.

“Tu devi essere Robertino, o mi sbaglio?”

“Sì, sono io ed è vero che sono stato cattivo”ammise lui, con aria colpevole.

“Ah!” disse la Befana, andandosi a sedere al tavolo di cucina. Sembrava molto affaticata. Robertino iniziava a sentire meno timore e volle parlarle.

“E’ vero che un tempo eri bellissima?” La Befana sorrise, le mancavano dei denti e sul naso aveva un vistoso neo. Sembrava vestita di stracci. Infilò una mano nella tasca del giacchetto e ne tirò fuori un ritratto.

“Decidi tu se ero bella o no!” e gli mostrò l’immagine di una donna con i capelli lunghi scuri e gli occhi grandi e buoni.

“Wow, accidenti se eri bella, ma cosa ti è successo?”

“Quello che può accadere a tutti, anche a te, sai? Non si deve mai restare da soli, senza amici o affetti. I sentimenti vanno coltivati, come una pianta che va curata e annaffiata, altrimenti avvizzisce”

“Ah, è così che sei diventata vecchia e, posso dirtelo, anche un po’brutta?” La Befana si rabbuiò e rimise il ritratto nella tasca.

“Già, è stato proprio per questo”. Robertino voleva saperne ancora di più.

“La fiaba dice che tu non riuscisti a raggiungere i Re Magi, cosa accadde dopo?”

“Eh, fu un grave errore quello di non seguirli, e iniziai a cercare da sola Gesù Bambino. Dovunque c’era un piccolino io andavo a portare nella notte dei doni, sperando di poter ritrovare Gesù”.

“Che storia! E non l’hai ancora trovato?”

“Fino ad ora no, ma sono tanto stanca, non so per quanto potrò ancora girare e cercarlo… mi vuoi aiutare tu?”

“Io!” rispose Robertino sbalordito “Ma io sono un bambino cattivo”

“Non esistono bambini cattivi, tu sei solo molto vivace e mi serve proprio uno come te”. Robertino ricordò che sua sorella Giulia aveva stampato la cartina geografica di Betlemme, dove era nato Gesù.

“Se vuoi io ti posso aiutare, guarda qui c’è la mappa per trovare Betlemme”. La Befana stava masticando un pezzo di pane che aveva trovato sul tavolo e lo guardava contenta.

“Sì dai, prendila. Tu sali dietro di me sulla scopa e mi indicherai la strada”. Lui guardò la mamma e le sorelle che dormivano. Temeva di lasciarle sole.

“Non ti preoccupare, torneremo prima del loro risveglio” lo rassicurò la Befana “Dai, indossa il giaccone e andiamo”.

Lui fece ciò che gli diceva, salì sulla scopa e si strinse al corpo di quella vecchia.

“Reggiti forte!” gli intimò lei.  La scopa sembrò mettersi in moto e lui sentì che i suoi piedi si sollevavano dal pavimento. Vide che imboccavano il camino strettissimo e, come un tappo di spumante, venivano scagliati lontano nel cielo, fuori dal comignolo.

Il vento liberò la mappa dalla fuliggine che l’aveva sporcata. Ora volavano nella notte fredda e stellata e Robertino guardava i pianeti e gli astri corrergli vicini. Il cielo era talmente limpido che lui avrebbe potuto staccare una stella, se solo avesse avuto il coraggio di allungare una mano. Ma lui non avrebbe mai lasciato la presa. La Befana correva veloce e la luna sembrava una lampada accesa che illuminava ogni cosa. Le luci delle case apparivano sempre più lontane e lui vide scorrere al di sotto montagne, vallate e fiumi. Robertino stringeva la mappa e, senza staccarsi dalla Befana, cercava di aprire un po’la mano per poter riconoscere la via. Quando vide una grande distesa blu gli sembrò che fosse il Mar Mediterraneo. Illuminato dalla luna esso sembrava un grande topazio splendente. Veniva solcato da barconi carichi di persone. Lui riusciva persino a udire delle voci di bimbi:

“Mamma ho sete! Mamma, non ce la faccio più, quando arriviamo!”.

“Chi sono quelli Befana?” chiese incuriosito.

“Sono dei bambini come te, ma più sfortunati. Stanno scappando dalla guerra e dalla fame in cerca di un po’di felicità”.

Robertino vide che il panorama cambiava. Ora si vedevano distese di sabbia, le cui dune sembravano disegnare delle dolci catene montuose. Elefanti e cammelli correvano nella notte. Anche da lì si levavano delle voci di bimbi.

“Mamma, ho fame! Mi fa male la pancia! Mamma non ho più forza”.

“E qui chi vive, Befana?”domandò ancora Robertino, sbalordito.

“Sono altri bambini. Non tutti, sai, hanno la fortuna di vivere come te e le tue sorelle. Ci sono tanti bimbi che soffrono, perché non hanno cibo a sufficienza, né cure mediche. Ecco perché in futuro tu dovrai essere più riflessivo e meno vivace”.

“Befana, siamo quasi a Betlemme!” disse a un tratto lui, guardando bene la mappa.

“Sì, ci siamo, vedo la stella cometa da lontano!” disse la Befana e la scopa accelerò la sua corsa. Di stelle comete, però, se ne vedevano tante e questo era un po’strano. Si sentivano anche dei suoni molto forti provenire da quella parte.

“Sei sicuro che Betlemme sia lì?” gli chiese la Befana.

“La mappa dice così”, rispose lui interdetto. La scopa rallentò, pur mantenendo quella direzione. Le stelle comete arrivavano veloci, ma cadevano facendo un grande fracasso e incendiando ciò che colpivano.

“Non sono stelle comete! Accidenti, queste sono bombe!” disse allarmata la Befana.

“Ho paura Befana! Torniamo indietro!”. Ormai erano in mezzo ai razzi che, fischiando, li sfioravano quasi, mentre loro cercavano di allontanarsi velocemente dalla terra di Gesù. Un suono di sirene prolungato aumentò la loro angoscia. Robertino doveva addirittura gridare per farsi udire dalla vecchia, che riusciva ancora a dribblare tra le bombe.

“Questa è una guerra Befana, voglio tornare da mamma!”

“Hai ragione, ti riporto a casa!” e così dicendo la scopa si impennò e raggiunse una distanza tale da metterli al sicuro. Robertino era sgomento e la Befana esclamò.

“Ecco perché non riuscivo a trovare Gesù. Il motivo è che molti si sono dimenticati di lui! Il mondo non ricorda più quel bimbo che, deposto in una mangiatoia povero e infreddolito, era ricco solo di amore per gli altri!”.

“Già, che tristezza Befana!” disse lui, abbracciando quella vecchia ancora più forte, mentre prendevano la strada del ritorno.

Magicamente Robertino tornò a vedere un paesaggio familiare, mentre rapidamente la scopa rientrava dal comignolo. Giunsero alla base del camino con un grande fracasso.

“E adesso che farai Befana per trovare Gesù?”.

“Forse non ci riuscirò mai. Mi toccherà cercarlo ancora per molto tempo!”

“Eh sì, ho paura  anch’io Befana che dovrai lavorare per molti anni a portare i doni ai bimbi” disse serio Robertino. Lei ci pensò un po’ su e poi disse:

“Ma sì, del resto sai che ti dico? Io cercavo Gesù in ogni bambino, mentre ora ho capito che in ogni bambino c’è Gesù”. Lui sorrise radioso.

°°°

Era mattina quando Robertino si svegliò raggomitolato sotto la coperta insieme alle sorelle e alla mamma. Tutti stavano aprendo gli occhi e sbadigliando. Giulia e Giovannina corsero a vedere le calze appese al camino. Nelle loro trovarono alcuni dolci e dei grandi pezzi di carbone. In quella di Robertino c’era invece un meraviglioso trenino e delle gustose caramelle.

“Guarda mamma, la Befana è stata qui stanotte e ha lasciato anche un bel trenino! Ma per chi sarà?” dissero in coro Giulia e Giovannina.

“E’chiaro, per tutti e tre!” affermò Robertino pieno di entusiasmo “Perché giocassimo insieme senza litigi e dispetti”.

La mamma, meravigliata di sentire parole tanto assennate dal suo piccolo, si voltò verso di lui per abbracciarlo, ma si accorse che era tutto sporco di fuliggine: “Come mai sei ridotto in questo stato, Robertino?” gli chiese allarmata.

Lui non rispose, si avvicinò al vetro appannato della finestra, vi passò una mano e guardò verso i primi raggi di sole. Gli sembrò di vedere controluce l’immagine di una vecchina su una scopa, che svaniva all’orizzonte.

Lui solo sapeva perché.

                                                                      Daniela Alibrandi

“La vera storia della Befana” fa parte della nuova antologia “Storie tra luci e ombre”, in ebook e cartaceo, tra i Best Seller di Amazon Italia e in ebook su Kobo.

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Eventi, LE NEWS

Il primo bellissimo incontro dell’anno!


L’anno inizia con un incontro letterario molto interessante. Lunedì 8 dicembre alle ore 21.00 sarò ospite infatti del circolo letterario Equilibri Sopra le Righe, presso la libreria Ilfilodisofia di Santa Marinella. Dialogheremo insieme dei molti aspetti legati alla nascita di un libro e in particolare del mio nuovo romanzo “Il vaso di Bemberly”, pubblicato nel maggio 2017 da L’Erudita di Giulio Perrone Editore.

Il libro ha già ottenuto molto successo alla fiera di Roma Piùlibripiùliberi ed era presente al Pisa Book Festival. E’ un romanzo che parla di famiglia, di legami profondi, gli unici che possono risolvere le pesanti sfide attuali, sociali ed economiche. Ambientato in un borgo antico ricco di reperti risalenti all’epoca etrusca, il romanzo porta in una dimensione quasi favolistica che riscopre valori apparentemente dimenticati.

L’incontro è aperto al pubblico e sarà gradita la presenza e il contributo di chi si trova in sintonia con i temi proposti.

http://www.lerudita.it/il-vaso-di-bemberly/

 

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LE NEWS, UNA MORTE SOLA NON BASTA - Le numerosissime recensioni

La recensione di Maggie van der Toorn


Raramente ho provato un’emozione così grande leggendo le recensioni ai miei lavori. Fatto sta che, mentre giungevo alle ultime battute, ho sentito lacrime  di commozione bagnarmi il volto.

So di avere scritto con “Una morte sola non basta” un libro coraggioso, e c’è voluta forza ad affrontare con grinta argomenti tanto spinosi. Sono andata avanti senza sosta, per mesi, confortata solamente dalla vicinanza dei miei personaggi, che vedevo muovere nelle ambientazioni ricche del dimenticato fascino di Roma.

Tante cose sono state dette sul mio romanzo, pubblicato da Del Vecchio Editore nel marzo 2016 e presente nelle fiere nazionali del libro più importanti come il Salone del Libro di Torino, Pisa Book Festival e Piùlibripiùliberi di Roma. Sono stata definita l’entomologa del linguaggio e la biografa della convulsione. E il libro come un grande romanzo neo realista, un Roman Dur, come direbbe Simenon, ricco di una trama che ha investigato un periodo storico a noi non troppo lontano, mai analizzato in modo tanto originale. E ancora moltissime indimenticabili impressioni espresse spontaneamente dai lettori, che mi hanno regalato soddisfazioni immense.

Poi ho letto la recensione scritta da Maggie van der Toorn per la rubrica letteraria Ex Libris di Ultima Voce e sono stata coinvolta dalle sue parole, dal modo immediato e diretto con il quale mi ha fatto capire quanto il messaggio che ho inteso inviare con questo libro sia importante e profondo, un proiettile di ghiaccio che penetra fino all’animo e si scioglie, indelebile. E nel palpitare dei suoi pensieri mi sono ritrovata e rivista in quelle ore di solitudine nelle quali ho dato voce a chi è spesso dimenticato.

Leggete la recensione, ne vale davvero la pena, bellissimo anche l’accostamento musicale scelto per il  libro.

“Leggo l’ultima pagina e mi tolgo gli occhiali. Strofino gli occhi non più giovani, un po’ stanchi di vedere il cambiamento del mondo e mi chiedo quanta differenza ci sia con quello in cui ho vissuto la mia gioventù. Questo romanzo mi ha toccato profondamente, mi ha incuriosita e mi ha fatto riflettere. L’ho comprato qualche giorno fa, attratta …” (Continua a leggere)

https://geartiscultura.com/2019/10/28/una-morte-sola-non-basta-di-daniela-alibrandi/

 

 

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LA STAMPA, LE NEWS, UNA MORTE SOLA NON BASTA - Rassegna stampa

Webcomunicazioni dà spazio all’evento dell’8 dicembre a Piùlibripiùliberi


Daniela Alibrandi alla Fiera del libro “Più libri più liberi”

L’8 Dicembre 2017, dalle ore 17:00 alle 18:30, alla Fiera del libro “Più libri più liberi”, presso il centro convegni La Nuvola in Roma (Viale Asia 40-44, quartiere Eur / Roma), lo stand E50 di Del Vecchio Editore, la scrittrice Daniela Alibrandi incontrerà i suoi lettori insieme al romanzo “Una morte sola non basta”. Sarà un appuntamento da non perdere con una scrittrice che sta suscitando sempre maggiore interesse nel panorama letterario italiano.

La casa editrice Del Vecchio ha pubblicato nel marzo 2016 “Una morte sola non basta”, un’opera che viene già definita un grande romanzo neo realista. La trama, infatti, tratta di un argomento scottante

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Eventi, LE NEWS

L’8 dicembre il Firmacopie alla fiera Piùlibripiùliberi di Roma


L’8 dicembre dalle 17.00 alle 18.30 sarò presso lo stand E50 di Del Vecchio Editore per il Firmacopie! Quale occasione migliore per incontrarci nell’ambiente che amiamo di più, amici e lettori carissimi. Quest’anno l’unica fiera al mondo dedicata esclusivamente all’editoria indipendente si sposta dalla tradizionale sede del Palazzo dei Congressi al nuovo Centro Congressi della capitale, La Nuvola, progettata dall’architetto Massimiliano Fuksas. Sarà un evento notevole, in una cornice innovativa e originale.
Il mio incontro con Del Vecchio ha dato origine alla nascita del libro “Una morte sola non basta”, una delle più apprezzate pubblicazioni, sia in termine di contenuti, per i quali è già definito un grande romanzo neorealista, sia per la grafica del tutto originale che contraddistingue non solo “Una morte sola non basta”, ma tutte le pubblicazioni di questa rinomata casa editrice. Io sarò lì amici, presso lo stand E50, l’8 dicembre ore 17.00/18.30 e vi aspetterò per trascorrere insieme un frammento di tempo che lascerà un ricordo indelebile.

https://www.facebook.com/events/365274870566055/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella fiera Piùlibripiùliberi verrà esposto anche un altro mio libro, il nuovissimo “Il vaso di Bemberly” (stand D43), pubblicato nel mese di maggio 2017 da L’Erudita di Giulio Perrone Editore!

 

 

 

 

 

 

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ARTICOLI LIBERA-MENTE, Interviste, LE NEWS

“In ogni donna c’è una prostituta” il mio articolo per Cultura al Femminile


“In ogni donna c’è una prostituta”, questo ha affermato un noto psichiatra, intervistato relativamente alle accuse e alle denunce di molestie sessuali di cui tanto si sta parlando in questi giorni.

http://www.culturalfemminile.com/2017/11/09/donna-ce-prostituta-cura-daniela-alibrandi/

“IN OGNI DONNA C’E’ UNA PROSTITUTA”                             di Daniela Alibrandi

 

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I MISTERI DEL VASO ETRUSCO - recensioni, LE NEWS, LE RECENSIONI

La recensione di Marta Geri


Nella nuova opera, l’autrice Daniela Alibrandi ci sorprende ancora una volta, regalandoci qualcosa di diverso da quello a cui ci aveva abituato: una storia quotidiana, uno spicchio di vita di una famiglia dei nostri giorni che vive le ansie, le difficoltà, le gioie, gli amori, le delusioni e le sorprese comuni.

La famiglia di Mirko, Rosy e Adele è una famiglia in cui regna un forte reciproco affetto, reso tanto più tenace da tragiche esperienze vissute nel passato. I personaggi si trovano a combattere sfide legate alla difficoltà economica che può costringere a considerare l’idea di abbandonare il proprio nido e i propri affetti, al dolore della malattia acutizzato dall’impossibilità di trovare persone competenti cui potersi affidare, alla lotta di chi riconosce i limiti della propria istruzione e tenta di riscattarsi. Emerge anche il fastidio di vivere in un piccolo centro con i suoi pettegolezzi, rivalità e antipatie, che però è anche una potente risorsa perché, tuttosommato, vi sopravvive l’umana compassione e la collaborazione nel momento del bisogno.

Il racconto è dunque uno spaccato di vita, di un paese e di una famiglia, animato dall’intrecciarsi di vicende ed emozioni di più generazioni che convivono, nonni e nipoti. Non si può però definire frettolosamente questo libro come un romanzo verista, o un romanzo storico, come ho definito altri dell’autrice, perché qui il contesto storico fa solo da sottile cornice. La penna dell’autrice è come la pennellata veloce di un quadro impressionista: non indugia nella descrizione fisica, ma tratteggia le emozioni che ora un periodo storico, ora un luogo, ora un personaggio suscitano in chi ci vive o lo incontra. Così io sono sicura senza ombra di dubbio di aver riconosciuto quella casa, quella farmacia, quella parrucchiera del mio paese, ma in realtà quel luogo può essere qui o altrove, in questo tempo o in un altro a seconda dell’occhio del lettore che interpreta quell’emozione abilmente trasmessa dal testo.

In questo modo l’autrice offre una grande opportunità al lettore, quella di partecipare all’esperienza autoriale, la possibilità di rendere più viva e più personale la storia che sta leggendo, perché è il suo bagaglio di conoscenza di luoghi e persone che dà completamente vita ai personaggi e agli spazi del racconto. L’autrice riesce a compiere ciò scrivendo una storia piana che si svolge secondo il ritmo della quotidianità, dove gli unici balzi temporali sono i ricordi dei protagonisti; dove la drammaticità che essi sperimentano non è mai superiore a quella che il comune lettore può aver sperimentato e quindi riconoscere; così anche la comicità, nel racconto così come nella vita reale, ha la forza di affacciarsi nella drammaticità delle situazioni e nei momenti di massima tensione, può ad esempio avere le sembianza di una parola storpiata come spesso accade di fare a nonna Adele…anche in questo caso Daniela trova sempre la soluzione brillante che strappa una vera e prepotente risata.

È un libro che si può leggere tutto d’un fiato, ma che consiglio di assaporare lentamente affinché ai sentimenti e alle emozioni rinchiusi nel profondo dell’anima del lettore sia concesso il tempo di riemergere, risvegliati dalla lettura, e di dare a loro volta vita e consistenza al racconto.

Ancora una volta ringraziamo Daniela per questa avventura ed esperienza che ci fa vivere…buona lettura.

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Eventi, LE NEWS

Antologia “Mezzaluna” al Palazzo Mattei di Giove


Si è svolta in un’atmosfera carica di emozioni intense e considerazioni profonde la presentazione dell’antologia “Mezzaluna” a cura della Associazione Veledicarta, che ha organizzato l’evento insieme all’Associazione Spazi e in collaborazione con l’Istutito Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi.

Video: Il saluto di Eugenio Finardi

Il tema scelto per la creazione della raccolta è stato la ripartenza e ha preso spunto dal successo del 1991 di Eugenio Finardi, autore della canzone dal titolo omonimo. Il cantautore ha seguito personalmente gli autori nel percorso di creazione dell’opera. Ed è stato davvero emozionante per me incontrare e in alcuni casi conoscere gli altri autori, sapendo che tutti insieme siamo riusciti a rendere l’antologia un’opera significativa.

Video: Vengono presentati gli autori che hanno partecipato alla creazione dell’opera con i propri racconti. Li ricordiamo tutti…Gli uccelli e la luna di Susanne Portman, La vendetta di Annio Gioacchino Stasi, La bella lingua di Dante di Francesco Troccoli, La generazione mancante di Daniela Alibrandi, Naufragi di Alessandro Pera, Lillina di Paola Colanton, Piazza Marina di Cinzia Pierangelini, Taksim di Maurizio Centi, Un piccolo passo… di Mery Tortolini

Il concetto della ripartenza è stato interpretato in maniera diversificata e le nove storie brevi  hanno abbracciato una vasta gamma di situazioni, analizzando i contesti più disparati. E’ così che nell’opera racconti storici si susseguono ad altri di fantasia o introspettivi, di estrema attualità oppure di fantascienza.

Il mio racconto è, stranamente, fantascientifico. Io, infatti, solitamente scrivo thriller psicologici, noir,  sono incline quindi a un genere diverso. “La generazine mancante”, invece, è ambientata nel 2089, quando alcune difficoltà, già evidenti nella nostra società attuale, avranno raggiunto un’esasperazione tale da far credere che non vi possa essere un ritorno. Per pareggiare il conto disumano, che è già iniziato silenziosamente, un’intera generazione dovrà scomparire. La mia chiave di lettura porterà a individuare il significato della “ripartenza” attraverso le considerazioni e gli accadimenti descritti nella storia.

Sono intervenuti per l’associazione culturale Veledicarta Maurizio Centi, curatore dell’antologia, e Domenico Muscolino,  che ha presentato l’evento. Per l’ICSBA Annio Gioacchino Stasi e Pietro Cavallari. Ha presenziato all’evento, inoltre, il giornalista Francesco Ventimiglia, collaboratore Rai, autore e sceneggiatore di programmi radiotelevisivi di servizio, informazione, intrattenimento, cultura e fiction. Indimenticabile il suo intervento, durante il quale ha letto un suo scritto, dando luogo a un dialogo filosofico su temi quali la “paura” e la società “liquida”.

La sede nella quale si è svolto l’evento è tra le più prestigiose e significative. Il Palazzo Mattei di Giove, la cui costruzione è iniziata nel 1598 e terminata nel 1613, ospita l’Istituto per i Beni Sonori e Audiovisivi, che ha il compito di documentare, valorizzare e conservare il patrimonio sonoro e audiovisivo nazionale. Composto attualmente da oltre 450.000 supporti, l’istituto conserva, oltre al prezioso archivio storico, anche una ricchissima collezione di strumenti quali fonografi, grammofoni e altri apparecchi dalla fine dell’ottocento agli anni cinquanta.

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E’ stata quindi una piacevole immersione non solo nella lettura e nell’efficace dialogo su temi filosofici e di grande interesse, ma anche nella realtà di un luogo antico e dall’atmosfera magica. Nel cortile del palazzo, ricco di affreschi e bassorilievi, si respira la storia. Ed è facile immaginare di vedere Giacomo Leopardi affacciarsi alla finestra della casa nella quale soggiornò tra 1822 e il 1823. La via su cui sorge l’edificio, Via Caetani, ci riporta invece alla nostra storia contemporanea, al giorno buio nel quale venne ritrovato il corpo senza vita di Aldo Moro.

A impreziosire l’evento è stata la trasmissione del video “L’Arte della Felicità” di Alessandro Rak, con l’accompagnamento della voce di Eugenio Finardi sulle note della canzone “Mezzaluna”. Il cantautore ha voluto salutare il pubblico con un messaggio video. La sua intervista introduce anche le pagine dell’antologia.

Video: “L’Arte della Felicità” di Alessandro Rak e la canzone Mezzaluna cantata da Eugenio Finardi.

Suggestive le letture di Patrizia Managò e di Mery Tortolini

Una serata davvero indimenticabile!

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Eventi, LE NEWS

A Palazzo Mattei di Giove un nuovo interessante appuntamento letterario


Giovedì 19 ottobre, alle ore 17, presso l’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, Palazzo Mattei di Giove, Via M. Caetani 32, al centro di Roma, avrà luogo la presentazione dell’antologia “MEZZALUNA“. L’evento è organizzato dalle Associazioni Culturali Spazi e Veledicarta.

La locandina:

1991: la storia di una crisi, dell’angoscia che a volte la accompagna e dello scatto di reni con cui ci si rialza in piedi, con la figura di una donna sullo sfondo. Prendendo ispirazione da una splendida canzone scritta nel 1991 da Eugenio Finardi e intitolata Mezzaluna, nove autori hanno raffigurato il senso di una ripartenza componendo tutti insieme, una pennellata per ciascuno, un grande affresco. Nove racconti scritti in totale libertà: storie plausibili e giochi di metafore, racconti ironici, storici, fantastici, o addirittura surreali, e una diversità di stili e di registri.
Eugenio Finardi, con la generosità e il garbo che lo caratterizzano, li ha accompagnati di persona in questo viaggio, conferendo senso al nostro progetto.

Tra i nove autori, amici, ci sono anch’io con il mio racconto “La Generazione Mancante”. In questa storia ho affrontato il tema della lotta generazionale, fornendo una nuova chiave di lettura per un futuro non molto lontano, quando dovrà essere ignorata un’intera generazione al fine di pareggiare il conto disumano che è partito, silenziosamente, già nella società attuale. E da lì l’umanità potrà ripartire alla ricerca di quei valori che si stanno perdendo inesorabilmente. Un racconto molto coinvolgente che induce a riflessioni profonde.

All’evento interverranno Domenico Muscolino, Ass.ne Culturale Veledicarta, Piero Cavallari, ICBSA, Annio Gioacchino Stasi, ICSBA, Maurizio Centi, curatore dell’antologia, Francesco Ventimiglia, collaboratore RAI e autore di programmi televisivi e testi teatrali. Le letture saranno affidate a Patrizia Malagò.

Insieme a me saranno presenti con i loro bellissimi racconti gli autori Susanne Portman, Annio Gioacchino Stasi, Francesco Troccoli, Alessandro Pera, Paola Colantoni, Cinzia Pierangelini, Maurizio centi, Meery Tortolini.

E’ un evento pubblico da non perdere!

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Eventi, LE NEWS, Trasmissioni televisive e radiofoniche

In trasmissione “A tu per tu” in onda oggi 6 ottobre!


Un dialogo molto interessante quello che abbiamo imbastito durante la rubrica di approfondimento “A tu per tu” in onda su Telesantamarinella.tv. Gli argomenti letterari che abbiamo esaminato sono stati molti. A partire dal come sono nati i miei libri, al modo nel quale ci si accorge di essere uno scrittore, per finire a quello che è l’attuale mondo dell’editoria e ai consigli che devono sempre accompagnare uno scrittore esordiente, nel momento in cui decide di pubblicare il proprio libro. Antonella de Antoniis mi ha posto alcune domande precise circa  le insidie che si possono nascondere in un percorso tanto luminoso come quello che porta alla pubblicazione di un libro. E’ da ascoltare!

Per me un’ esperienza bellissima, circondata da simpatia, cortesia e grande professionalità. Un ringraziamento di cuore ad Alessandra de Anroniis che mi ha intervistato, a Bruno Zoi e alle sue acute considerazioni e a tutto lo staff di Telesantamarinella.tv

Tra i miei libri ecco quelli di cui abbiamo parlato: “Il vaso di Bemberly”, L’Erudita di Giulio Perrone Editore maggio 2017, “Una Morte sola non basta”, Del Vecchio Editore marzo 2016 e la nuova edizione di Universo Editoriale dicembre 2015 del mio primo libro “Nessun segno sulla neve”.

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https://www.facebook.com/Daniela-Alibrandi-Autore-108488582556510/

https://www.facebook.com/Una-Morte-Sola-Non-basta-1665854637074596/?ref=br_rs

https://www.facebook.com/NESSUN-SEGNO-SULLA-NEVE-504029679694675/ 

 

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Eventi, LE NEWS

“Il vaso di Bemberly”, bellissima presentazione venerdì 29 alla libreria Ilfilodisofia


Nel cuore antico di Santa Marinella, presso la libreria Ilfilodisofia si è svolta la presentazione del mio nuovo libro “Il vaso di Bemberly”, pubblicato da L’Erudita di Giulio Perrone Editore, ed è stata un’occasione indimenticabile. La cittadina di Santa Marinella era carezzata da una brezza tiepida che sapeva di mare, nella luminosa cornice di un pomeriggio di settembre. La libreria Ilfilodisofia, che si trova a due passi dal Castello Odescalchi e dal Porto Turistico, ha accoltol’evento letterario nel migliore dei modi…

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Prima di iniziare sono stata intervistata dalla giornalista Maria Teresa Vitali di Telesantamarinella.tv, un discorso molto interessante che ha toccato diversi argomenti di carattere personale e letterario. A riprendere il nostro dialogo Claudio Lippi di Telesantamatinella.tv. E intanto la libreria si animava con l’arrivo di lettori e amici. Bellissimo è stato scoprire che alcuni dei presenti avevano già letto tutti i miei precedenti libri! 

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A presentare “Il vaso di Bemberly” è stata Alessandra de Antoniis, nota speaker di Telesantamarinella.tv che, con grande abilità, mi ha portato ad approfondire gli argomenti del romanzo, analizzando le molteplici sfumature della narrazione. I momenti toccanti, le allegorie e il significato intrinseco del messaggio che ho voluto trasmettere. “Cos’è veramente questo vaso dal nome tanto particolare e quale la metafora?” Il vaso, metaforicamente, rappresenta la speranza che ci sia sempre una soluzione a tutti i problemi, C’è sempre il vaso di Bemberly, ripete spesso a se stessa nonna Adele, ora che si trova ad affrontare le tante sfide attuali, quelle a cui si sente impreparata e che minacciano la sua famiglia.

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E’ proprio vero, il tempo vola quando si trascorre in armonia! Molti e avvincenti gli aspetti che sono stati analizzati con l’attenta partecipazione del pubblico, come l’amore fisico che viene descritto nel libro, che sa di purezza, o il chiacchiericcio femminile della piccola comunità del borgo, dinamiche interpersonali tuttora esistenti, che contrastano con l’aiuto vicendevole che una minuscola società riesce a dare, trovando un’unione inaspettata di fronte alle sfide attuali. E una riflessione profonda è stata dedicata a come riescano ad essere straordinarie delle vite semplicemente ordinarie. Il messaggio che ho voluto trasmettere con “Il vaso di Bemberly” riguarda proprio la riscoperta dei valori che sembrano inesorabilmente persi.

La recitazione della voce dell’attore Avio Focolari, che ha interpretato alcuni dialoghi del romanzo, e la mia lettura della emozionante recensione inviatami da un lettore hanno chiuso la piacevole serata. Le foto finali insieme ad alcuni partecipanti e allo staff di Telesantamarinella.tv, che ringrazio moltissimo. Un GRAZIE di cuore a tutti i partecipanti, e alla libreria Ilfilodisofia, che ha accolto con grande amicizia questo indimenticabile evento letterario!

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I MISTERI DEL VASO ETRUSCO - Rassegna stampa, LA STAMPA, LE NEWS

“I misteri del Vaso etrusco”(Edizioni Universo), nella prima edizione “Il vaso di Bemberly”


                                                               L’ARTICOLO

http://webcomunicazioni.it/alla-libreria-ilfilodisofia-un-evento-da-non-perdere.htm

ALLA LIBRERIA ILFILODISOFIA UN EVENTO DA NON PERDERE

Presso la libreria Ilfilodisofia in Viale Roma 27 a Santa Marinella (Rm), verrà presentato venerdì 29 settembre alle ore 18,30 il nuovo successo editoriale della scrittrice Daniela Alibrandi. “Il vaso di Bemberly”, pubblicato nello scorso mese di maggio da L’Erudita marchio Giulio Perrone Editore, sta già riscuotendo infatti un grande successo.

A presentare il libro insieme all’autrice sarà Alessandra de Antoniis e alla voce dell’attore Avio Focolari verrà affidata la recitazione di alcune pagine del libro. La libreria Ilfilodisofia è situata nel cuore antico della cittadina di Santa Marinella, a due passi dal Castello Odescalchi e dal Porto Turistico.

La Alibrandi, nota in Italia e all’estero per i suoi thriller psicologici, ha descritto ne “Il vaso di Bemberly” una storia particolare, legata alla vita di un piccolo borgo, ricco di antichità etrusche, ma devastato dalla crisi economica. È in questo minuscolo universo che l’autrice dipinge a tinte forti quei sentimenti che sembrano essere dimenticati, come il ruolo e il valore del nucleo familiare. Con sottili spunti satirici, infatti, vengono descritte le dinamiche interpersonali tuttora esistenti in una piccola comunità, dove regnano le vecchie faide e i pettegolezzi. Una comunità che trova però la forza di unirsi inaspettatamente per fronteggiare le minacce esterne. Una nonna e i suoi due nipoti, il borgo con le sue atmosfere e un vaso, il vaso di Bemberly, sono gli ingredienti di questa trama che ci trasporta in un mondo dal sapore favolistico, immerso nella più cruda realtà attuale. E l’autrice consegna al lettore tre storie ordinarie che divengono straordinarie.

Ricordiamo tra i precedenti successi della scrittrice, alcuni dei quali tradotti nelle edizioni inglesi, Una morte sola non basta, pubblicato nel marzo 2016, Nessun segno sulla neve (Premio Circe 2013), La fontana delle rane (Premio Perseide 2014), Un’ombra sul fiume Merrimack (Novel Writing 2012), Il bimbo di Rachele e l’antologia I doni della mente. Le sue prime opere sono in catalogo presso l’Italian & European Bookshop di Londra.

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Eventi, LE NEWS

Il 29 settembre alle 18,30 alla libreria Ilfilodisofia con “Il vaso di Bemberly”


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Il mio nuovo libro “Il vaso di Bemberly”, pubblicato lo scorso mese di maggio da L’Erudita marchio di Giulio Perrone Editore, verrà presentato venerdì 29 settembre, alle ore 18,30,  presso la libreria Ilfilodisofia di Santa Marinella. Sono felice dell’ospitalità che Ilfilodisofia offre all’evento, perchè in quel luogo si respira  un’atmosfera particolare. La libreria si trova in Viale Roma 27, nel centro storico della cittadina, a due passi dal Castello Odescalchi, dal Porto Turistico e dal meraviglioso mare di quel tratto di costa. E’ uno di quei posti in cui i veri lettori amano trascorrere del tempo, dove in un’ambiente antico si può godere del contatto con i libri e si trova sempre ciò che si sta cercando.

Molti eventi culturali vengono organizzati nella libreria durante il corso dell’anno e particolare attenzione viene riservata alla letteratura destinata ai bambini, a cui è dedicato uno spazio dove, oltre alle pubblicazioni, è disponibile una vasta gamma di giochi didattici.

Insomma, è un appuntamento da non perdere. Con me dialogherà Alessandra De Antoniis, vi saranno piacevoli letture, mentre alla voce dell’attore Avio Focolari verrà affidata la recitazione di alcune parti del libro. Vi aspetto, ricordate venerdì 29 settembre alle ore 18,30, non mancate!

 

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LE NEWS

Come il tè nel deserto


COME IL TE’ NEL DESERTO

E siamo qui a cercare di sorseggiare un tè bollente nel pomeriggio rovente della città di laguna. Non è solo affetto grande, o amicizia sincera e neppure solamente stima profonda. E’ il sentimento strano e genuino che le comprende tutte, la stima, l’affetto e anche la nostalgia di chi si è e si poteva essere. E’ l’immensa vibrazione che si prova poche volte nella vita, quella inconfondibile sicurezza di essere finalmente e inequivocabilmente capiti.

E ridiamo sì, per ogni cosa detta e pensata, per quella promessa fatta tanto tempo fa di rivedersi un giorno, per riflettersi e riconoscersi al di là delle venature che segnano lo specchio.

E ridiamo per il tè bollente che riesce a farci sentire come chi lo beve nel deserto, mentre calde folate di vento festoso ci avvolgono e ci carezzano fino nell’anima.

E tu non sai più come e perché questa atmosfera è entrata nella tua vita, hai solo la certezza che non potrà mai uscirne. Per quanto ti impegni nel cercare di ricordare l’inizio, non ci riesci, e ti convinci parola dopo parola che il destino, il fato o qualche entità sconosciuta ti ha immerso nello scenario che stai vivendo. Ti senti in un emisfero dove non avevi ancora camminato. E lo fai con passi delicati, senza sorprenderti dell’imprevedibile assenza di gravità che ti permette un movimento leggero, tra i tuoi pensieri e nei tuoi ricordi, anche quelli che sembravano talmente nascosti da non poter essere più recuperati. Ci rivediamo? Sì, forse tra un anno, e non importa tra quanto, perché quella comprensione ti mancherà già tra un minuto, e cerchi di catturarla ora che l’abbraccio è forte.

Daniela Alibrandi

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Eventi, LE NEWS, Photo Gallery

Castello di Santa Severa, “Il vaso di Bemberly” e Photo Gallery


Una serata indimenticabile all’interno del misterioso castello di Santa Severa, presentando il mio nuovo libro “Il vaso di Bemberly” pubblicato nel mese di maggio 2017 da L’Erudita di Giulio Perrone Editore, alla presenza di un folto e meraviglioso pubblico. Con me ha dialogato Assunta di Febo e Irene Pignatelli ha letto alcuni brani del romanzo, mentre la voce dell’attore Avio Focolari ha recitato alcuni dialoghi. La cantante Laila Raggi, presente in platea, si è esibita in un estemporaneo e graditissimo intermezzo cantando “Grande Grande” di Mina, un’esibizione applauditissima visto che, data l’improvvisazione, non è stata accompagnata da un supporto musicale.

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http://www.lerudita.it/il-vaso-di-bemberly/

https://www.amazon.it/Il-vaso-Bemberly-Daniela-Alibrandi/dp/886770236X/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1502301584&sr=1-1&keywords=il+vaso+di+Bemberly

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