Donne contro il Femminicidio: le parole che cambiano il mondo con Daniela Alibrandi



Anche quest’anno sono presente alla Fiera del Libro Piùlibripiùliberi di Roma(6/10 dicembre), con ben due libri! “Una morte sola non basta”, Del Vecchio Editore e “Il vaso di Bemberly”, L’Erudita di Giuilio Perrone Editore. Molte saranno le iniziative e che dire? Emozionata, entusiasta e soddisfatta! Presto comunicherò le date degli eventi che riguardano i miei lavori. A presto amici miei carissimi!


http://www.delvecchioeditore.com/libro/cartaceo/227/una-morte-sola-non-basta
http://www.lerudita.it/il-vaso-di-bemberly/
Nella nuova opera, l’autrice Daniela Alibrandi ci sorprende ancora una volta, regalandoci qualcosa di diverso da quello a cui ci aveva abituato: una storia quotidiana, uno spicchio di vita di una famiglia dei nostri giorni che vive le ansie, le difficoltà, le gioie, gli amori, le delusioni e le sorprese comuni.
La famiglia di Mirko, Rosy e Adele è una famiglia in cui regna un forte reciproco affetto, reso tanto più tenace da tragiche esperienze vissute nel passato. I personaggi si trovano a combattere sfide legate alla difficoltà economica che può costringere a considerare l’idea di abbandonare il proprio nido e i propri affetti, al dolore della malattia acutizzato dall’impossibilità di trovare persone competenti cui potersi affidare, alla lotta di chi riconosce i limiti della propria istruzione e tenta di riscattarsi. Emerge anche il fastidio di vivere in un piccolo centro con i suoi pettegolezzi, rivalità e antipatie, che però è anche una potente risorsa perché, tuttosommato, vi sopravvive l’umana compassione e la collaborazione nel momento del bisogno.
Il racconto è dunque uno spaccato di vita, di un paese e di una famiglia, animato dall’intrecciarsi di vicende ed emozioni di più generazioni che convivono, nonni e nipoti. Non si può però definire frettolosamente questo libro come un romanzo verista, o un romanzo storico, come ho definito altri dell’autrice, perché qui il contesto storico fa solo da sottile cornice. La penna dell’autrice è come la pennellata veloce di un quadro impressionista: non indugia nella descrizione fisica, ma tratteggia le emozioni che ora un periodo storico, ora un luogo, ora un personaggio suscitano in chi ci vive o lo incontra. Così io sono sicura senza ombra di dubbio di aver riconosciuto quella casa, quella farmacia, quella parrucchiera del mio paese, ma in realtà quel luogo può essere qui o altrove, in questo tempo o in un altro a seconda dell’occhio del lettore che interpreta quell’emozione abilmente trasmessa dal testo.
In questo modo l’autrice offre una grande opportunità al lettore, quella di partecipare all’esperienza autoriale, la possibilità di rendere più viva e più personale la storia che sta leggendo, perché è il suo bagaglio di conoscenza di luoghi e persone che dà completamente vita ai personaggi e agli spazi del racconto. L’autrice riesce a compiere ciò scrivendo una storia piana che si svolge secondo il ritmo della quotidianità, dove gli unici balzi temporali sono i ricordi dei protagonisti; dove la drammaticità che essi sperimentano non è mai superiore a quella che il comune lettore può aver sperimentato e quindi riconoscere; così anche la comicità, nel racconto così come nella vita reale, ha la forza di affacciarsi nella drammaticità delle situazioni e nei momenti di massima tensione, può ad esempio avere le sembianza di una parola storpiata come spesso accade di fare a nonna Adele…anche in questo caso Daniela trova sempre la soluzione brillante che strappa una vera e prepotente risata.
È un libro che si può leggere tutto d’un fiato, ma che consiglio di assaporare lentamente affinché ai sentimenti e alle emozioni rinchiusi nel profondo dell’anima del lettore sia concesso il tempo di riemergere, risvegliati dalla lettura, e di dare a loro volta vita e consistenza al racconto.
Ancora una volta ringraziamo Daniela per questa avventura ed esperienza che ci fa vivere…buona lettura.
Si è svolta in un’atmosfera carica di emozioni intense e considerazioni profonde la presentazione dell’antologia “Mezzaluna” a cura della Associazione Veledicarta, che ha organizzato l’evento insieme all’Associazione Spazi e in collaborazione con l’Istutito Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi.
Video: Il saluto di Eugenio Finardi
Il tema scelto per la creazione della raccolta è stato la ripartenza e ha preso spunto dal successo del 1991 di Eugenio Finardi, autore della canzone dal titolo omonimo. Il cantautore ha seguito personalmente gli autori nel percorso di creazione dell’opera. Ed è stato davvero emozionante per me incontrare e in alcuni casi conoscere gli altri autori, sapendo che tutti insieme siamo riusciti a rendere l’antologia un’opera significativa.
Video: Vengono presentati gli autori che hanno partecipato alla creazione dell’opera con i propri racconti. Li ricordiamo tutti…Gli uccelli e la luna di Susanne Portman, La vendetta di Annio Gioacchino Stasi, La bella lingua di Dante di Francesco Troccoli, La generazione mancante di Daniela Alibrandi, Naufragi di Alessandro Pera, Lillina di Paola Colanton, Piazza Marina di Cinzia Pierangelini, Taksim di Maurizio Centi, Un piccolo passo… di Mery Tortolini
Il concetto della ripartenza è stato interpretato in maniera diversificata e le nove storie brevi hanno abbracciato una vasta gamma di situazioni, analizzando i contesti più disparati. E’ così che nell’opera racconti storici si susseguono ad altri di fantasia o introspettivi, di estrema attualità oppure di fantascienza.
Il mio racconto è, stranamente, fantascientifico. Io, infatti, solitamente scrivo thriller psicologici, noir, sono incline quindi a un genere diverso. “La generazine mancante”, invece, è ambientata nel 2089, quando alcune difficoltà, già evidenti nella nostra società attuale, avranno raggiunto un’esasperazione tale da far credere che non vi possa essere un ritorno. Per pareggiare il conto disumano, che è già iniziato silenziosamente, un’intera generazione dovrà scomparire. La mia chiave di lettura porterà a individuare il significato della “ripartenza” attraverso le considerazioni e gli accadimenti descritti nella storia.
Sono intervenuti per l’associazione culturale Veledicarta Maurizio Centi, curatore dell’antologia, e Domenico Muscolino, che ha presentato l’evento. Per l’ICSBA Annio Gioacchino Stasi e Pietro Cavallari. Ha presenziato all’evento, inoltre, il giornalista Francesco Ventimiglia, collaboratore Rai, autore e sceneggiatore di programmi radiotelevisivi di servizio, informazione, intrattenimento, cultura e fiction. Indimenticabile il suo intervento, durante il quale ha letto un suo scritto, dando luogo a un dialogo filosofico su temi quali la “paura” e la società “liquida”.
La sede nella quale si è svolto l’evento è tra le più prestigiose e significative. Il Palazzo Mattei di Giove, la cui costruzione è iniziata nel 1598 e terminata nel 1613, ospita l’Istituto per i Beni Sonori e Audiovisivi, che ha il compito di documentare, valorizzare e conservare il patrimonio sonoro e audiovisivo nazionale. Composto attualmente da oltre 450.000 supporti, l’istituto conserva, oltre al prezioso archivio storico, anche una ricchissima collezione di strumenti quali fonografi, grammofoni e altri apparecchi dalla fine dell’ottocento agli anni cinquanta.
E’ stata quindi una piacevole immersione non solo nella lettura e nell’efficace dialogo su temi filosofici e di grande interesse, ma anche nella realtà di un luogo antico e dall’atmosfera magica. Nel cortile del palazzo, ricco di affreschi e bassorilievi, si respira la storia. Ed è facile immaginare di vedere Giacomo Leopardi affacciarsi alla finestra della casa nella quale soggiornò tra 1822 e il 1823. La via su cui sorge l’edificio, Via Caetani, ci riporta invece alla nostra storia contemporanea, al giorno buio nel quale venne ritrovato il corpo senza vita di Aldo Moro.
A impreziosire l’evento è stata la trasmissione del video “L’Arte della Felicità” di Alessandro Rak, con l’accompagnamento della voce di Eugenio Finardi sulle note della canzone “Mezzaluna”. Il cantautore ha voluto salutare il pubblico con un messaggio video. La sua intervista introduce anche le pagine dell’antologia.
Video: “L’Arte della Felicità” di Alessandro Rak e la canzone Mezzaluna cantata da Eugenio Finardi.
Suggestive le letture di Patrizia Managò e di Mery Tortolini
Una serata davvero indimenticabile!
Giovedì 19 ottobre, alle ore 17, presso l’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, Palazzo Mattei di Giove, Via M. Caetani 32, al centro di Roma, avrà luogo la presentazione dell’antologia “MEZZALUNA“. L’evento è organizzato dalle Associazioni Culturali Spazi e Veledicarta.
La locandina:
“1991: la storia di una crisi, dell’angoscia che a volte la accompagna e dello scatto di reni con cui ci si rialza in piedi, con la figura di una donna sullo sfondo. Prendendo ispirazione da una splendida canzone scritta nel 1991 da Eugenio Finardi e intitolata Mezzaluna, nove autori hanno raffigurato il senso di una ripartenza componendo tutti insieme, una pennellata per ciascuno, un grande affresco. Nove racconti scritti in totale libertà: storie plausibili e giochi di metafore, racconti ironici, storici, fantastici, o addirittura surreali, e una diversità di stili e di registri.
Eugenio Finardi, con la generosità e il garbo che lo caratterizzano, li ha accompagnati di persona in questo viaggio, conferendo senso al nostro progetto.”
Tra i nove autori, amici, ci sono anch’io con il mio racconto “La Generazione Mancante”. In questa storia ho affrontato il tema della lotta generazionale, fornendo una nuova chiave di lettura per un futuro non molto lontano, quando dovrà essere ignorata un’intera generazione al fine di pareggiare il conto disumano che è partito, silenziosamente, già nella società attuale. E da lì l’umanità potrà ripartire alla ricerca di quei valori che si stanno perdendo inesorabilmente. Un racconto molto coinvolgente che induce a riflessioni profonde.
All’evento interverranno Domenico Muscolino, Ass.ne Culturale Veledicarta, Piero Cavallari, ICBSA, Annio Gioacchino Stasi, ICSBA, Maurizio Centi, curatore dell’antologia, Francesco Ventimiglia, collaboratore RAI e autore di programmi televisivi e testi teatrali. Le letture saranno affidate a Patrizia Malagò.
Insieme a me saranno presenti con i loro bellissimi racconti gli autori Susanne Portman, Annio Gioacchino Stasi, Francesco Troccoli, Alessandro Pera, Paola Colantoni, Cinzia Pierangelini, Maurizio centi, Meery Tortolini.
E’ un evento pubblico da non perdere!
“Una morte sola non basta”, Del Vecchio Editore, marzo 2016. I critici: “E’un grande romanzo (neo)realista”
http://www.delvecchioeditore.com/libro/cartaceo/227/una-morte-sola-non-basta
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“Un’ombra sul fiume Merrimack” ,Premio Novel Writing 2012, Youcanprint Ediziioni, Amazon, Kobo.
https://www.youcanprint.it/fiction/fiction-generale/unombra-sul-fiume-merrimack-9788891106391.html

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“Quelle strane ragazze”. Una trama che prende dalle prime pagine e non dà tregua, conducendo verso un finale imprevedibile ed emozionante. Il romanzo ha vinto il Premio Perseide 2014 con il titolo “La fontana delle rane”(ora fuori catalogo) e ne rappresenta la versione ampliata e integrale.

http://www.mondadoristore.it/Quelle-strane-ragazze-Daniela-Alibrandi/eai978882781266/
https://www.amazon.it/dp/B07C54B1TB/ref=dp-kindle-redirect?_encoding=UTF8&btkr=1
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“Nessun segno sulla neve”, Premio letterario nazionale Circe 2013, Universo Editoriale.
http://danielaalibrandi.wixsite.com/nessunsegnosullaneve

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“Il bimbo di Rachele” Apollo Edizioni 2012, ora Amazon e-book e cartaceo, Kobo.

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“I doni della mente” Antologia di racconti brevi vincitori di premi letterari nazionali, Amazon, ebook e cartaceo, Kobo.

“No steps on the snow” (Edizione inglese di “Nessun segno sulla neve”) Amazon ebook e cartaceo.

“A shadow on Merrimack River”Novel Writing 2012 (Edizione inglese di “Un’ombra sul fiume merrimack), Amazon

“Echoes of the soul” (Edizione inglese de “I doni della mente”), Amazon.

Tra i miei libri ecco quelli di cui abbiamo parlato: “Il vaso di Bemberly”, L’Erudita di Giulio Perrone Editore maggio 2017, “Una Morte sola non basta”, Del Vecchio Editore marzo 2016 e la nuova edizione di Universo Editoriale dicembre 2015 del mio primo libro “Nessun segno sulla neve”.
https://www.facebook.com/Daniela-Alibrandi-Autore-108488582556510/
https://www.facebook.com/Una-Morte-Sola-Non-basta-1665854637074596/?ref=br_rs
https://www.facebook.com/NESSUN-SEGNO-SULLA-NEVE-504029679694675/
Nel cuore antico di Santa Marinella, presso la libreria Ilfilodisofia si è svolta la presentazione del mio nuovo libro “Il vaso di Bemberly”, pubblicato da L’Erudita di Giulio Perrone Editore, ed è stata un’occasione indimenticabile. La cittadina di Santa Marinella era carezzata da una brezza tiepida che sapeva di mare, nella luminosa cornice di un pomeriggio di settembre. La libreria Ilfilodisofia, che si trova a due passi dal Castello Odescalchi e dal Porto Turistico, ha accoltol’evento letterario nel migliore dei modi…
Prima di iniziare sono stata intervistata dalla giornalista Maria Teresa Vitali di Telesantamarinella.tv, un discorso molto interessante che ha toccato diversi argomenti di carattere personale e letterario. A riprendere il nostro dialogo Claudio Lippi di Telesantamatinella.tv. E intanto la libreria si animava con l’arrivo di lettori e amici. Bellissimo è stato scoprire che alcuni dei presenti avevano già letto tutti i miei precedenti libri!
A presentare “Il vaso di Bemberly” è stata Alessandra de Antoniis, nota speaker di Telesantamarinella.tv che, con grande abilità, mi ha portato ad approfondire gli argomenti del romanzo, analizzando le molteplici sfumature della narrazione. I momenti toccanti, le allegorie e il significato intrinseco del messaggio che ho voluto trasmettere. “Cos’è veramente questo vaso dal nome tanto particolare e quale la metafora?” Il vaso, metaforicamente, rappresenta la speranza che ci sia sempre una soluzione a tutti i problemi, C’è sempre il vaso di Bemberly, ripete spesso a se stessa nonna Adele, ora che si trova ad affrontare le tante sfide attuali, quelle a cui si sente impreparata e che minacciano la sua famiglia.
E’ proprio vero, il tempo vola quando si trascorre in armonia! Molti e avvincenti gli aspetti che sono stati analizzati con l’attenta partecipazione del pubblico, come l’amore fisico che viene descritto nel libro, che sa di purezza, o il chiacchiericcio femminile della piccola comunità del borgo, dinamiche interpersonali tuttora esistenti, che contrastano con l’aiuto vicendevole che una minuscola società riesce a dare, trovando un’unione inaspettata di fronte alle sfide attuali. E una riflessione profonda è stata dedicata a come riescano ad essere straordinarie delle vite semplicemente ordinarie. Il messaggio che ho voluto trasmettere con “Il vaso di Bemberly” riguarda proprio la riscoperta dei valori che sembrano inesorabilmente persi.
La recitazione della voce dell’attore Avio Focolari, che ha interpretato alcuni dialoghi del romanzo, e la mia lettura della emozionante recensione inviatami da un lettore hanno chiuso la piacevole serata. Le foto finali insieme ad alcuni partecipanti e allo staff di Telesantamarinella.tv, che ringrazio moltissimo. Un GRAZIE di cuore a tutti i partecipanti, e alla libreria Ilfilodisofia, che ha accolto con grande amicizia questo indimenticabile evento letterario!
L’ARTICOLO
http://webcomunicazioni.it/alla-libreria-ilfilodisofia-un-evento-da-non-perdere.htm
Presso la libreria Ilfilodisofia in Viale Roma 27 a Santa Marinella (Rm), verrà presentato venerdì 29 settembre alle ore 18,30 il nuovo successo editoriale della scrittrice Daniela Alibrandi. “Il vaso di Bemberly”, pubblicato nello scorso mese di maggio da L’Erudita marchio Giulio Perrone Editore, sta già riscuotendo infatti un grande successo.
A presentare il libro insieme all’autrice sarà Alessandra de Antoniis e alla voce dell’attore Avio Focolari verrà affidata la recitazione di alcune pagine del libro. La libreria Ilfilodisofia è situata nel cuore antico della cittadina di Santa Marinella, a due passi dal Castello Odescalchi e dal Porto Turistico.
La Alibrandi, nota in Italia e all’estero per i suoi thriller psicologici, ha descritto ne “Il vaso di Bemberly” una storia particolare, legata alla vita di un piccolo borgo, ricco di antichità etrusche, ma devastato dalla crisi economica. È in questo minuscolo universo che l’autrice dipinge a tinte forti quei sentimenti che sembrano essere dimenticati, come il ruolo e il valore del nucleo familiare. Con sottili spunti satirici, infatti, vengono descritte le dinamiche interpersonali tuttora esistenti in una piccola comunità, dove regnano le vecchie faide e i pettegolezzi. Una comunità che trova però la forza di unirsi inaspettatamente per fronteggiare le minacce esterne. Una nonna e i suoi due nipoti, il borgo con le sue atmosfere e un vaso, il vaso di Bemberly, sono gli ingredienti di questa trama che ci trasporta in un mondo dal sapore favolistico, immerso nella più cruda realtà attuale. E l’autrice consegna al lettore tre storie ordinarie che divengono straordinarie.
Ricordiamo tra i precedenti successi della scrittrice, alcuni dei quali tradotti nelle edizioni inglesi, Una morte sola non basta, pubblicato nel marzo 2016, Nessun segno sulla neve (Premio Circe 2013), La fontana delle rane (Premio Perseide 2014), Un’ombra sul fiume Merrimack (Novel Writing 2012), Il bimbo di Rachele e l’antologia I doni della mente. Le sue prime opere sono in catalogo presso l’Italian & European Bookshop di Londra.
Il mio nuovo libro “Il vaso di Bemberly”, pubblicato lo scorso mese di maggio da L’Erudita marchio di Giulio Perrone Editore, verrà presentato venerdì 29 settembre, alle ore 18,30, presso la libreria Ilfilodisofia di Santa Marinella. Sono felice dell’ospitalità che Ilfilodisofia offre all’evento, perchè in quel luogo si respira un’atmosfera particolare. La libreria si trova in Viale Roma 27, nel centro storico della cittadina, a due passi dal Castello Odescalchi, dal Porto Turistico e dal meraviglioso mare di quel tratto di costa. E’ uno di quei posti in cui i veri lettori amano trascorrere del tempo, dove in un’ambiente antico si può godere del contatto con i libri e si trova sempre ciò che si sta cercando.
Molti eventi culturali vengono organizzati nella libreria durante il corso dell’anno e particolare attenzione viene riservata alla letteratura destinata ai bambini, a cui è dedicato uno spazio dove, oltre alle pubblicazioni, è disponibile una vasta gamma di giochi didattici.
Insomma, è un appuntamento da non perdere. Con me dialogherà Alessandra De Antoniis, vi saranno piacevoli letture, mentre alla voce dell’attore Avio Focolari verrà affidata la recitazione di alcune parti del libro. Vi aspetto, ricordate venerdì 29 settembre alle ore 18,30, non mancate!

COME IL TE’ NEL DESERTO
E siamo qui a cercare di sorseggiare un tè bollente nel pomeriggio rovente della città di laguna. Non è solo affetto grande, o amicizia sincera e neppure solamente stima profonda. E’ il sentimento strano e genuino che le comprende tutte, la stima, l’affetto e anche la nostalgia di chi si è e si poteva essere. E’ l’immensa vibrazione che si prova poche volte nella vita, quella inconfondibile sicurezza di essere finalmente e inequivocabilmente capiti.
E ridiamo sì, per ogni cosa detta e pensata, per quella promessa fatta tanto tempo fa di rivedersi un giorno, per riflettersi e riconoscersi al di là delle venature che segnano lo specchio.
E ridiamo per il tè bollente che riesce a farci sentire come chi lo beve nel deserto, mentre calde folate di vento festoso ci avvolgono e ci carezzano fino nell’anima.
E tu non sai più come e perché questa atmosfera è entrata nella tua vita, hai solo la certezza che non potrà mai uscirne. Per quanto ti impegni nel cercare di ricordare l’inizio, non ci riesci, e ti convinci parola dopo parola che il destino, il fato o qualche entità sconosciuta ti ha immerso nello scenario che stai vivendo. Ti senti in un emisfero dove non avevi ancora camminato. E lo fai con passi delicati, senza sorprenderti dell’imprevedibile assenza di gravità che ti permette un movimento leggero, tra i tuoi pensieri e nei tuoi ricordi, anche quelli che sembravano talmente nascosti da non poter essere più recuperati. Ci rivediamo? Sì, forse tra un anno, e non importa tra quanto, perché quella comprensione ti mancherà già tra un minuto, e cerchi di catturarla ora che l’abbraccio è forte.
Daniela Alibrandi
Una serata indimenticabile all’interno del misterioso castello di Santa Severa, presentando il mio nuovo libro “Il vaso di Bemberly” pubblicato nel mese di maggio 2017 da L’Erudita di Giulio Perrone Editore, alla presenza di un folto e meraviglioso pubblico. Con me ha dialogato Assunta di Febo e Irene Pignatelli ha letto alcuni brani del romanzo, mentre la voce dell’attore Avio Focolari ha recitato alcuni dialoghi. La cantante Laila Raggi, presente in platea, si è esibita in un estemporaneo e graditissimo intermezzo cantando “Grande Grande” di Mina, un’esibizione applauditissima visto che, data l’improvvisazione, non è stata accompagnata da un supporto musicale.
Un’emozione indelebile…il castello medievale illuminato per accogliere l’evento di presentazione del mio nuovo libro “Il vaso di Bemberly”. Nell’ampio cortile delle Barrozze, che si è presto animato con l’arrivo del folto e meraviglioso pubblico, una tiepida brezza estiva ha cullato le tante parole dette, lette e perfino cantate! Con me hanno dato vita alla magia Assunta Di Febo, che ha introdotto ai temi del romanzo in un dialogo interessante, avvincente e anche divertente, Irene Pignatelli, che ha letto alcune pagine con grande sensibilità e passione, la voce di Avio Focolari, che ha recitato alcuni dialoghi del libro e, in un’esibizione improvvisata e spontanea, la cantante Laila Raggi.
“Uno dei momenti artistici più intensi. Nel pubblico vedo la grande cantante Laila Raggi, mia cara amica e lettrice. Un pensiero veloce, la possibilità che si avveri un sogno, sentire la sua splendida voce, mentre parlo del mio libro. “Te la senti Laila di intonare qualcosa per me? Non c’è musica nè il supporto di basi musicali, ma la tua voce non ne ha bisogno. Il libro parla d’amore, di quello intenso, profondo vero, dell’amore che lega la famiglia, i giovani, i valori che ancora possono essere attuali…lo faresti per me Laila?” Lei mi guarda, ci pensa un attimo “Sì, canto!” E nell’atmosfera magica dell’antico castello, battuto dal tiepido vento estivo, si è levato il suo canto caldo, magnifico e vibrante, regalando a me e ai presenti un ricordo indimenticabile…”
Il dialogo con Assunta Di Febo, alla mia destra, inizia in modo scherzoso. Ma presto lei, con grande sensibilità, mi porta ad approfondire gli argomenti del romanzo, evidenziandone le sfumature toccanti, le allegorie e il significato intrinseco del messaggio che ho voluto trasmettere. “Cos’è veramente questo vaso dal nome tanto particolare e quale la metafora?”
“Il vaso, metaforicamente, rappresenta la speranza che ci sia sempre una soluzione a tutti i problemi, C’è sempre il vaso di Bemberly, ripete spesso a se stessa nonna Adele, ora che si trova ad affrontare le tante sfide attuali, quelle a cui si sente impreparata e che minacciano la sua famiglia.”
Nel video descrivo l’aspetto favolistico che si percepisce leggendo il romanzo, che sembra narrare una fiaba moderna vissuta in un luogo antico.
Nonna Adele viene da una realtà diversa, abituata al profumo della terra arata, del mosto che diventa vino, a scendere dal monte per correre fino al mare, alle lenzuola candide lavate con la cenere e stese al sole. Un mondo che si trasforma rapidamente sotto i suoi occhi
Parlo di me: “Volevo stare più vicina alla natura e mi sono trasferita in un luogo che mi ha accolto e mi ha insegnato molto…”
Ho descritto l’amore, anche fisico, in modo che lasci una sensazione di purezza, perchè la genuinità dei sentimenti e dei tanti valori che nel tempo sembrano essere stati dimenticati può essere ancora attuale. Il messaggio che ho voluto trasmettere con il mio libro riguarda proprio la riscoperta di ciò che sembra oggi inesorabilmente perso.

Presto la nuovissima edizione del romanzo
La domanda resterà senza risposte, così come a me è capitato di rimanere senza parole davanti alla determinazione, alla delicatezza e perfino alla dolcezza con cui è scritto questo pezzo… è da leggere!

Un altro capolavoro di Daniela Alibrandi. Non è un thriller, ma ti cattura l’attenzione come se lo fosse. Lo avverti subito, quando già all’inizio ti senti immerso, senza neanche accorgertene, nell’atmosfera di quel borgo montano, di origini etrusche, dalla cui piazza centrale si poteva scorgere “una striscia di mare perennemente azzurra”. Un luogo abitato da gente semplice, adagiato in un circolo chiuso di affetti, di pettegolezzi, di solidarietà. L’autrice, come sempre, riesce a darci l’affresco sociale di questa comunità della provincia italiana, popolata da tanti personaggi diversi, ma accomunati da un atavico senso di appartenenza “al paese”, alla cultura contadina, alla vendemmia, all’odore del mosto che diventa vino. Poi, all’interno di tutto ciò c’è la famiglia, la grande presente nella multiforme letteratura della Alibrandi. La famiglia con le sue dinamiche interne, declinate sia nel bene che nel male. Qui però c’è solo il bene palpabile, c’è il sublime racconto degli affetti. Qui c’è un’anziana signora, nonna Adele, che dopo la morte della figlia e del genero, con la sua tenacia, diventa la guida concreta di quel che resta della famiglia. Figura che non delude, fortemente affettiva e accudente, che i due nipoti bonariamente prendono spesso in giro per i suoi frequenti strafalcioni. C’è la paura, del tutto attuale, di dover emigrare o perdere il posto di lavoro per progetti di delocalizzazione dell’industria. C’è l’intrecciarsi di due storie d’amore, entrambe di una purezza incredibile. C’è anche l’amore fisico, che trova rifugio tra le ombre di una necropoli etrusca. L’amore e la morte. La morte lontana, scolpita nei sarcofaghi e nella sacralità di un popolo antico e misterioso,ma presente e palpabile in quelle stanze fredde. Scene d’amore, raccontate con grande stile ed eleganza. C’è il vaso di Bemberly, eccolo, col suo simbolismo, eccolo, con le sue raffigurazioni enigmatiche che ricompongono e chiudono quel circolo di affetti che ha percorso tutto il romanzo. C’è il finale bellissimo, come tutti i finali di questa grande scrittrice, ove il dolore è raccontato con sussurri, come nei versi di una poesia o nelle scene di un meraviglioso sogno.
Bruno Brundisini

“Ma la programmazione al Castello punta a soddisfare anche i palati più esigenti e curiosi, dall’Orchestra sinfonica Renzo Rossellini che sfoggia un Concerto multimediale (9/8) all’incontro con Daniela Alibrandi (27/7)”
Un appuntamento particolarmente interessante, che avrà luogo nella cornice suggestiva e incantevole dell’antico castello medievale. Il libro, che è stato pubblicato a maggio 2017 dall’Erudita, marchio di Giulio Perrone Editore, sta già suscitando molto interesse e ottenendo ottime recensioni. Con l’autrice dialogherà Assunta Di Febo, il reading sarà a cura delle Voci di Santa Marinella e la recitazione di alcuni brani del romanzo sarà affidata alla voce dell’attore Avio Focolari.”
https://www.laziocrea.it/laziocrea/?s=daniela+alibrandi

“Ma la programmazione al Castello non si esaurisce qui: mercoledì 26 luglio, alle 21, l’Orchestra sinfonica Renzo Rossellini si esibisce ne Il fascino degli Ottoni: dal Castello al Ragtime Concerto per gruppo di Ottoni; giovedì 27 luglio, alle 21, per Racconti in Blu c’e’ l’incontro con Daniela Alibrandi ne Il Vaso di Bemberly”

“…Il libro narra una storia divertente, a tratti toccante, che porta a riscoprire le dinamiche interpersonali tuttora esistenti nella comunità di un piccolo borgo di provincia, ricco di reperti antichi risalenti all’epoca etrusca. Un luogo dove oggi sono rimaste non più di un migliaio di anime, che soffrono la crisi economica e guardano impotenti i pochi giovani andare lontano alla ricerca di un lavoro. Tra loro nonna Adele, che per una serie di circostanze si è trovata a dover crescere i suoi nipoti, non si arrende a vederli andare via. Farà del tutto per opporsi al destino che sembra non dare tregua, fino a vendere la cosa più preziosa che possiede e che, lei crede, risolleverà le sorti della famiglia: il vaso di Bemberly.
Daniela Alibrandi porta a riscoprire, con divertenti e sottili spunti satirici, il valore della famiglia, restituendole il suo insostituibile ruolo. Nel romanzo i pettegolezzi, le invidie e le vecchie faide di paese trovano la capacità di fondersi in una comprensione inaspettata e nel vicendevole aiuto, dando origine a quell’unione che rimarrà l’unica via di sopravvivenza. E con delicatezza l’autrice consegna al lettore la storia di tre vite ordinarie che diventano straordinarie.”
https://www.nicolazingaretti.it/?s=daniela+alibrandi
VEDI IL PROGRAMMA SU ARTEMAGAZINE:
http://www.artemagazine.it/appuntamenti/item/4850-castello-di-santa-severa-un-castello-sempre-aperto
Da Baraonda News Beatrice Pucci:
http://www.baraondanews.it/c/157195/13188/-il-vaso-di-bemberly–nel-cuore-di-santa-marinella.html
Bellissima, intima e profonda la recensione di Salvina Pizzuoli apparsa oggi su Lettori e Scrittori di Prosa e Poesia, a cura di Lamberto Salucco.
(“Il Vaso di Bemberly” è ora fuori catalogo ed è stato rieditato da Edizioni Universo con il titolo “I Misteri del Vaso Etrusco”)
Un piccolo paese, un piccolo nucleo familiare, nonna Adele e i suoi due nipoti Rosy e Mirko, una piccola comunità pettegola ma che sa essere anche attenta ai bisogni dei suoi componenti, e un vaso: questi gli ingredienti della vicenda, ma è attorno a quest’ultimo che ruota il nucleo narrativo, protagonista egli stesso non solo all’interno della famigliola, ma anche fuori campo dove partecipa e aleggia sul narrato con la sua misteriosa presenza e il valore portante di cui è stato investito, e affettivo e materiale.
“Fatto sta che quando Adele ne parlava le si illuminava il volto e le si inumidiva lo sguardo.”
“Pensò di andare a liberare il vaso di Bemberly dal telo che vi poneva tutti i giorni […] Quando si trovò davanti quell’opera nuda, riuscì a godere ancora una volta dei suoi colori […] che da un lato le ricordavano la trasparenza del mare e dall’altro il verde dei prati nei quali era stata abituata a correre.”
“Rosy e Mirko volsero lo sguardo, come calamitati, verso il vaso che troneggiava nella parete opposta. Lorella seguì il loro sguardo e anche lei notò, forse per la prima volta, il bell’oggetto di fronte. Ancora silenzio e respiri veloci. Poi fu Mirko a parlare:“ Non te lo permetterò mai nonna, non potrei guardarmi allo specchio la mattina, sapendo che hai sacrificato forse la cosa più preziosa, comunque quella che ti è più cara, per me. Non se ne parla proprio.”
Non solo un vaso, ma un mondo di cui nonna Adele è custode, cui è affidata, come ultima ancora di salvezza, la felicità della famiglia: “C’è sempre il vaso di Bemberly”, ripeteva a se stessa, quasi a rincuorarsi, nonna Adele.
Il vaso di Bemberly come la vita è fonte di gioia ma altresì di dolori, è speranza ma anche delusione, è stupore e pure sopruso.
La storia, a lieto fine, racconta il piccolo nucleo domestico, del quale il lettore scoprirà pian piano le traversie, in un momento ulteriormente difficile della sua esistenza, durante il quale l’amore, la tenacia e la tensione per superare le controversie sono ancora messi a dura prova, ma custoditi all’ombra del vaso di Bemberly.
È una storia bella, che fa piacere leggere, perché sa di antico, di valori spenti nel frenetico vorticare del vivere odierno in cui velocità e consumo di beni e di sentimenti dominano, invasivi. Non a caso è ambientato in un mondo dal sapore magico e favolistico, un mondo lontano e dimenticato ma che fa piacere incontrare trascorrendoci dentro anche se solo tra le righe di questa storia semplice, come le cose vere della vita, quelle da riconquistare.
http://www.prosaepoesia.net/lettere-allautore/lettori-e-scrittori/#vasoBemberly
Save the date!
Giovedì 27 luglio, alle ore 21.00, il mio nuovo libro “Il vaso di Bemberly” verrà presentato presso il Castello di Santa Severa, Cortile delle Barrozze. L’evento è inserito nell’ambito della rassegna Racconti in Blu, sei incontri con autori di narrativa, poesia e musica contemporanea. Un appuntamento particolarmente interessante, che avrà luogo nella cornice suggestiva e incantevole dell’antico castello medievale.

Il libro, che è stato pubblicato a maggio 2017 dall’Erudita di Giulio Perrone Editore, sta già suscitando molto interesse e ottenendo ottime recensioni, alcune delle quali già figurano in questo sito alla pagina dedicata.

Gli argomenti su cui dialogare non mancheranno. Con me sarà Assunta Di Febo e il reading sarà curato dall’associazione “Le Voci” di Santa Marinella…e non finirà lì…
Indirizzo: Via del Castello (Statale Aurelia Km 52,600) 00058 Santa Severa, Santa Marinella (Rm)
http://www.castellodisantasevera.it/event/racconti-in-blu/
L’evento è pubblico e gratuito, ed è adatto anche ai bambini.
Sarà un’occasione speciale, non mancate!
VEDI LA MAPPA
https://www.google.it/maps/@42.0148325,11.9537697,15z

https://www.amazon.it/dp/B0FVS11QFW
https://www.amazon.it/dp/B0FVM9RVML



Sentire palpitare le emozioni che la lettura del suo libro riesce a suscitare!

Ho rinviato la lettura de “Il vaso di Bemberly” al rientro dalle vacanze per poterne gustare appieno il contenuto, parola per parola. E l’attesa è stata premiata, oltre le aspettative, dal nuovo capolavoro di Daniela che seppure scritto con estrema semplicità, ha un valore gigantesco. La narrazione mi ha coinvolto in modo pieno, facendomi anche commuovere nei punti più intensi del romanzo. Ha rafforzato i veri valori della vita nei quali credo fermamente e mi ho fatto riflettere su altri in modo approfondito. Le azioni, i discorsi di nonna Adele che nella sua semplicità ha dimostrato di sapere come mandare avanti una famiglia dovrebbe far riflettere. In questa società di tanti finti “dotti”, esperti di tutto, il libro di Daniela è un esempio di come non c’è bisogno di ricorrere a paroloni o discorsi arzigogolati per capire le leggi della vita. Il vaso, nel suo quasi nullo valore estrinseco, si dimostra al contrario l’oggetto che mette in risalto un valore immenso: la gratitudine! Ristabilisce infatti la serenità familiare, anzi la arricchisce dando tranquillità economica a tutti i componenti della famiglia e favorisce un altro sentimento forte: l’Amore! E in tutte le sue forme. Voglio ringraziare Daniela per la nuova emozione che ha saputo trasmettere con il suo nuovo libro ed ora non mi resta altro che attendere con desiderio il prossimo. Vai Daniela e complimenti!
Commento lasciato da Giacomo Messenio, un lettore che ringrazio di cuore, sulla mia pagina autore
https://www.ibs.it/vaso-di-bemberly-libro-daniela-alibrandi/e/9788867702367?inventoryId=75197147
Presentare un libro in un’atmosfera come quella di sabato scorso, 10 giugno, è un’esperienza indimenticabile. Nella sede della casa editrice Giulio Perrone, ho infatti presentato il mio nuovo libro “Il vaso di Bemberly”, pubblicato da L’Erudita, marchio di Giulio Perrone Editore. Con me Marta Sallustio ha aperto l’incontro descrivendo l’interesse che ha suscitato il mio libro e l’attività che L’Erudita rivolge soprattutto al sostegno degli autori esordienti o emergenti. Una casa editrice seria e di grande professionalità.
https://www.facebook.com/lerudita/?ref=br_rs
E ho avuto una “presentatrice” d’eccezione! Maria Rosaria Milana…
L’attore Avio Focolari, non potendo essere presente, ha registrato alcuni pezzi del romanzo, dando vita, con la sua voce, ai personaggi del libro. Particolarmente apprezzata la lettura del dialogo nel quale l’attore è riuscito a interpretare tre persone diverse (nonna Adele, il medico e la nipote Rosy) in pochi minuti.
Qui sono io a leggere alcune pagine del mio nuovo libro “Il vaso di Bemberly”, che narrano del carattere particolare di nonna Adele, una contadina dal temperamento forte, che si deve confrontare con le sfide attuali.
Svegliarmi il giorno successivo attorniata dai tanti graditi omaggi floreali dei miei lettori, con i quali ho trascorso delle ore magiche! Un ricordo che porterò sempre con me, insieme alla nostalgia del clima affettuoso, colmo di sentimenti genuini e profondi che abbiamo vissuto insieme. Adesso posso tenere il libro appena pubblicato tra le mani, con la certezza che anche la storia narrata da “Il vaso di Bemberly” susciterà emozioni.