Restate collegati, l’edizione della Ianieri Edizioni è Fuori Catalogo e Fuori Commercio.
ECCO IL LINK ALLA NUOVA EDIZIONE MULTIDIMENSIONCRIME:
Restate collegati, l’edizione della Ianieri Edizioni è Fuori Catalogo e Fuori Commercio.
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Eravamo rimasti al momento nel quale mi avevano comunicato che l’inedito “Delitti Fuori Orario” era tra i finalisti del concorso letterario nazionale Romanzi in cerca d’autore, organizzato da Mondadori, Passione Scrittore e Kobo. Ero invitata all’evento letterario organizzato per la premiazione nell’ambito delle manifestazioni del Salone del libro di Torino. Gioia, soddisfazione, ansia, insomma, non stavo nella pelle.
Intanto Passione Scrittore iniziò a porre ai finalisti una domanda semplice: Cosa rappresenta per lei la scrittura? Le risposte venivano pubblicate sulla loro pagina Facebook. Ecco la mia:
“Per me lo scrivere è assoluta e incondizionata passione, carezza nell’anima che rende palpabili i sogni nascosti e realizza i viaggi impossibili. E’ il mio rifugio, il mio tutto”.
Non mancava molto alla premizione e ai frenetici giorni dedicati al Salone del Libro di Torino. I miei precedenti romanzi erano già stati sugli stand del Salone, ma per me era un’emozione nuova, e in un evento tanto singolare.
E ora il sogno che riguarda l’inedito “Delitti Fuori Orario” si sta per avverare…
Ieri sulla spiaggia di Santa Marinella, nel corso dell’evento “Solstizio a Mare”, le emozioni sono state tante. Letture appassionate di pensieri e racconti sbocciati durante la difficile prova della quarantena e della distanza, dell’isolamento e della solitudine. Parole vibranti che hanno reso il tramonto ancor più luminoso, il toccante reading dell’associazione Le Voci, accompagnato dalla musica di sottofondo di Rose Lee Haiden. E’ così che si può ricominciare, all’aria aperta, mentre gli ultimi raggi del sole carezzano il mare, seduti rispettando la distanza, ma condividendo intense emozioni. Adesso che nell’animo di tutti noi si sono scavate quelle rughe profonde che non spariranno mai, ma che ci avvicineranno sempre più.
E’stata un’avventura significativa la partecipazione al concorso “Romanzi in cerca d’autore” del 2018, organizzato da Mondadori in collaborazione con Passione Scrittore e Kobo Writing life. Stavo scrivendo un libro e mi è sembrato normale terminarlo e inviarlo nei termini del contest. Poi non ci ho penasto più, finché un pomeriggio mi è arrivata la telefonata che inconsapevolmente attendevo. Ho risposto con la diffidenza riservata alle chiamate che spesso irrompono nella nostra tranquillità solo per pubblicizzare prodotti. Poi, mi sono resa conto che a chiamarmi era qualcuno dello staff del concorso. Ero tra i finalisti con il mio romanzo giallo “Delitti Fuori Orario”. Io? Proprio io? mi veniva da chiedere, mentre l’operatrice scandiva il giorno e l’ora della premiazione alla quale ero ovviamente invitata. Indescrivibile l’esplosione di sentimenti che mi ha investito subito dopo aver chiuso la comunicazione!
E’ cominciata così un’avventura affascinante, che descriverò prossimamente, per rivivere insieme a voi l’emozione di un successo, proprio ora che quel sogno si sta per realizzare. Restate collegati!
“DELITTI FUORI ORARIO” DELLA IANIERI EDIZIONI E’ FUORI CATALOGO. IL ROMANZO E’ STATO RIEDITATO AL SEGUENTE LINK:
Il libro è sempre disponibile, in cartaceo e in ebook, in tutti gli store online. IBS lo sta promuovendo proprio in questi giorni. E per chi ama il cartaceo,“Un’ombra sul fiume Merrimack” (Novelwriting 2012 e più volte Best Seller di Amazon Italia) si può ordinare in 4.500 librerie. Al seguente link troverete quella più vicina a voi:
Inoltre è disponibile in tutte le librerie del territorio nazionale servite da Fastbook
LEGGETE L’ANTEPRIMA GRATUITA!
Il libro è anche diffuso all’estero nell’edizione inglese “A Shadow on Merrimack River”
Se fate una visita virtuale all’ ITALIA BOOK FESTIVAL(16-24 maggio), non mancate di visitare lo stand di Del Vecchio Editore. Tra le bellissime pubblicazioni della casa editrice anche il mio libro “Una morte sola non basta”.
Questo libro, pubblicato da Del Vecchio Editore nel 2016, ha ottenuto ottime recensioni dai critici letterari, ne hanno parlato testate giornalistiche nazionali, è stato presentato lo scorso anno presso la biblioteca della Camera dei Deputati ed è inserito, in edizione italiana,nel catalogo di prestigiose università statunitensi quali Harvard e Yale.
La trama tratta di un tema scottante, come la violenza sui minori, e l’ambientazione è stata più volte elogiata. Infatti fa da cornice all’intreccio della storia una Roma colta in un periodo storico e sociale non molto lontano dai giorni nostri. La città eterna fotografata dalla semplicità degli anni Cinquanta, al boom economico degli anni Sessanta, fino alle contraddizioni degli anni Settanta. Una lettura da non perdere!
SINOSSI
Roma, anni Cinquanta. L’Italia si sta lasciando alle spalle l’orrore della guerra, e si avvia a grandi passi verso gli anni del boom economico. Due uomini si incontrano su una panchina dell’ospedale San Camillo. Due storie si incrociano per pochi minuti per poi proseguire parallele e distanti. Anni Settanta. Il sogno del “miracolo italiano” lascia il passo alle contraddizioni e ai fermenti della rivoluzione sociale e dei movimenti giovanili. Due ragazze, poco più che adolescenti, si conoscono. Segnate, ognuna a sua modo, dalla violenza e dal silenzio di chi avrebbe dovuto proteggerle, continuano a collezionare errori e profonde delusioni. Nell’amicizia che si instaura, riconoscono entrambe la possibilità di un reciproco riscatto, che porterà a un epilogo imprevedibile. Sullo sfondo, si staglia la città eterna in continuo mutamento, che con le sue atmosfere e i suoi linguaggi commenta le fragilità e le contraddizioni di un’intera epoca e del Belpaese. In una narrazione limpida, senza artifici, che si sviluppa in un crescendo ininterrotto, seguiamo Ilaria e Michela.
Il libro è disponibile nelle librerie del territorio nazionale (Feltrinelli, Mondadori etc…), in tutti i negozi online nell’edizione cartacea ed ebook e presso il sito dell’editore Del Vecchio.
http://www.delvecchioeditore.it/prodotto/una-morte-sola-non-basta/
Link all’articolo:
“I Misteri del Vaso Etrusco”(menzione di Merito al Premio La Felicità Ritrovata) e “Nessun Segno sulla Neve” (Premio Circe 2013), i due romanzi di Daniela Alibrandi pubblicati da Edizioni Universo sono acquistabili online sui siti dedicati o presso la sede de L’Ortica chiamando il numero 069941736
Il mese di maggio è abitualmente ricco di fermenti e iniziative culturali. Ma questo maggio dei libri 2020 è, per forza di cose, molto diverso. Ci si sente spaesati senza il gradevole frastuono del Salone del Libro di Torino, dove i miei romanzi sono sempre presenti, con l’impossibilità di organizzare presentazioni ed eventi culturali e con l’uscita posticipata dei nuovi testi. Per questo ha un significato ancora più profondo l’aver ricevuto due importanti riconoscimenti nei primi giorni di questo mese.
Il mio romanzo “I Misteri del Vaso Etrusco” (Edizioni Universo) è stato premiato con la Menzione di Merito al Premio Letterario Nazionale La Felicità Ritrovata. Un riconoscimento importante per una trama particolare, che si svolge in un borgo antico ai giorni nostri e fa riflettere sul valore della famiglia e sulla forza che porta a superare le grandi sfide attuali.
Inoltre Tuttatoscanalibri ha consigliato la lettura del mio romanzo “Quelle Strane Ragazze” (Premio Letterario Perseide 2014), un thriller psicologico totalmente ambientato nel magico quartiere romano Coppedé, inserendomi tra i giallisti italiani, insieme ai grandi nomi di questo genere di letteratura.
Due enormi soddisfazioni e un’emozione unica!
Una bellissima sorpresa. Tuttatoscana mi annovera tra i giallisti italiani e consiglia il mio libro “Quelle strane ragazze” (Premio Letterario Perseide 2014). Un’emozione unica apparire insieme ai nomi che ho sempre ammirato e seguito, Gianrico Carofiglio, Andrea Camilleri, Donato Carrisi, Maria Castellett e molti altri, tra cui amo ricordare Maurizio De Giovanni, che per me è un mito!
In ebook e cartaceo ordinabile in tuttte le librerie del territorio nazionale, nei negozi online e in distribuzione globale in tutto il mondo
https://danielaalibrandi.wordpress.com/category/distribuzione-globale/
Allora è così che si invecchia amore mio, e non l’avrei mai detto quando credevo che il rosso passionale avrebbe lasciato il posto a tenui colori pastello. C’è stato un tempo nel quale avrei giurato che il battito veloce del cuore si sarebbe tramutato in quello stanco di un volatile in caduta, che la rugiada sui petali di rosa null’altro sarebbe stata che lacrime di occhi anziani e stanchi, che un giorno di noi non sarebbe rimasto poi granché.
E invece no, ci si rende conto di invecchiare nella veloce vertigine che assale nel levarsi dal letto al mattino, nella fatica a salire le ripide scale, nell’affanno di una corsa che non è più facile come quelle che ricordavamo. Ma il resto no, amore mio dolcissimo. Il battito di quelle ali è sempre più veloce, la rugiada riflette ancora il tuo sorriso sensuale e vicino a te il rosso è sempre più luminoso e passionale.
Ci si invecchia nel non stancarsi mai di stare insieme, nel desiderare la notte al ritmo dei nostri respiri, nel prenderci per mano ancora, seppure a volte tremeranno, e nel riuscire a udire solo le frasi d’amore che sgorgano sempre più belle e vive, anche se rischieranno di essere coperte dai sonori ronzii del nostro udito. Ci si invecchia pensando che dove andrai tu, verrò anch’io, sempre con te amore mio.
Tratto da “I doni della mente” su Amazon in Edizione cartacea ed ebook
In versione ebook anche su Kobo:
https://www.kobo.com/it/it/ebook/i-doni-della-mente
Il nuovo sito di Del Vecchio Editore e il bellissimo spazio dedicato a “Una morte sola non basta”, il mio libro definito dalla critica un grande romanzo neo-realista. Presentato lo scorso anno presso la biblioteca della Camera dei Deputati, “Una morte sola non basta” è inserito in catalogo, in edizione italiana, nelle prestigiose biblioteche statunitensi di Harvard e Yale.
“Un romanzo scritto in maniera impeccabile. Un’autrice interessante che induce a riflettere su temi trattati con troppa tragicità e poco spirito critico. La Alibrandi è una innovatrice.”

Una bella esperienza la diretta di Orticaweb a cui ho partecipato insieme alla sessuologa Elena Botti. Il Covid ha trasformato le nostre abitudini e la sfera sessuale. Nei miei romanzi ho affrontato spesso e con varie sfumature l’argomento del sesso, ma come viverlo in un contesto come quello attuale?
“Del resto chiusi in casa, probabili vittime di un nemico invisibile e sconosciuto, con la totale incertezza del domani… direi che ci sono tutti gli elementi tensivi di un buon thriller, una situazione limite che può risvegliare qualcosa anche nella sfera sessuale”
Oggi è la giornata dedicata al libro e al diritto d’autore. E’ anche nota come la giornata del libro e delle rose, perchè nella giornata di San Giorgio in Catalogna ogni uomo dona una rosa alla sua donna. Per questo a Barcellona i librai regalano una rosa per ogni libro venduto.
Posso vantare le origini andaluse della mia nonna materna e, anche se l’usanza è della Catalogna, voglio dedicare oggi la mia poesia “Dedicata alla rosa”, scritta in occasione della celebrazione dell’Anno di Raffaello (per cui ogni giorno viene deposta una rosa sulla tomba del grande artista), organizzata lo scorso mese di febbraio dalla FUIS con la collaborazione dell’Accademia della Rosa.
Scrivo romanzi, nella mia attività letteraria ho composto solo due poesie e l’ho fatto, come sempre, con il cuore!
DEDICATA ALLA ROSA
Persiste ogni cosa nella fragranza della rosa
Ricordo di intime atmosfere
E delle profumate brezze leggere
La osservo e ammiro esile e sinuosa
Elegante e fiera come una modella in posa
O trepidante e pura come una donna in sposa
Tra i suoi morbidi petali umidi di rugiada
Non v’è timore di quel che accada
Solo profumo e amore, dolci memorie di belle signore
Palpitanti labbra carnose, schiuse come petali di rose
Sul gambo non soffermo il mio sguardo
Lì di toccare non mi azzardo
Potrei ferirmi con le sue spine
Scendendo in un limbo senza fine
Ferirmi di ricordi mai scordati
Di disperazioni e sentimenti lacerati
Potrei ferirmi con il tuo Addio
Che non posso e non voglio fare mio.
Daniela Alibrandi, poesia pubblicata su “I Doni della Mente”
Scrivere è un atto d’amore, questo l’ho sempre pensato, ma quando si sente leggere con lo stesso sentimento ciò che si è scritto, il cerchio si chiude in una magia imperscrutabile. Lucia Caponetto legge “La Vera Storia della Befana”, una fiaba scelta dall’editore Morellini nell’ambito dell’iniziativa #Faivolareunafiaba. Mai come in questi giorni di isolamento è importante saper trascorrere il tempo insieme ai nostri bambini in modo sereno, nel mondo delle fiabe che, a volte, sono le uniche a poter spiegare loro le difficoltà dei problemi attuali.
“La vera storia della befana” è stata anche pubblicata da un mensile della RAI, da settimanali e in un numero dedicato ai bambini de “L’Ortica del Venerdì”. La fiaba fa parte della antologia “I Doni della Mente” (edizione inglese “Echoes of the soul”) disponibile in cartaceo e ebook su Amazon:
e in ebook su kobo:
https://www.kobo.com/it/it/ebook/i-doni-della-mente
Gli anziani sono scomodi, diciamoci la verità. Colpevoli di aver determinato l’innalzamento dell’aspettativa di vita, fardelli della società che sottraggono energie e risorse ai giovani a cui non sono riusciti a fornire un futuro sereno, o almeno programmabile. Con le loro pensioni, senza voler tirare in ballo quelle d’oro, o il lungo permanere nei posti di lavoro hanno davvero stancato. E non fa eccezione quello che sta avvenendo in conseguenza del Coronavirus. Sempre loro, gli anziani, che vanno a occupare le sale di rianimazione, cercano ancora di respirare, dopo lo sfacelo che hanno creato.
Non vi scandalizzate leggendo queste poche righe, perchè, portato all’eccesso, questo è il messaggio sublimale che viene raccolto dalle tante dichiarazioni incaute che, involontariamente, vengono trasmesse in modo scriteriato. Da tempo si è compreso che è molto più facile addossare a una generazione le colpe di chi per decenni ha legiferato senza tenere d’occhio il bene comune, in modo egoistico e privo di ogni lungimiranza. Adesso è facile puntare il dito contro chi dà fastidio per il solo fatto di esistere e percepire una pensione, visto che in tutte le salse è stato insinuato che, a causa loro, i giovani non avranno di che vivere.
E ora, quanta attenzione alla salute degli anziani! Sembra addirittura di capire che questo virus sia selettivo, mentre si dovrebbe dire una volta per tutte che si tratta di una particella infettiva capace di uccidere tutti, a qualsiasi età. Con messaggi errati, molti giovani si sono illusi di essere immuni alle conseguenze peggiori, che invece sono dietro l’angolo anche per loro, per i bambini perfino. Anche nella Fase Due ci si preoccuperà di liberare gli anziani dall’isolamento per ultimi, e viene il sospetto che non sarà per il loro bene, ma solo perchè non ci sono energie da sprecare.
Gli anziani di oggi se ne vanno in silenzio. Nati e cresciuti nel periodo in cui gli adulti non ascoltavano il disagio infantile, per poi divenire genitori quando sarebbero stati i giovani a non volerli ascoltare e a criticarli. In loro adesso c’è solo tristezza, solitudine e la certezza che non avranno nessuno vicino a confortarli nel momento estremo o ad accompagnarli nell’ultimo viaggio. Neppure un funerale, niente lacrime, soli e nudi in una doppia bara disinfettata e destinati alla cremazione.
Se ne vanno sì, portando con sé le ideologie che li hanno animati nelle rivolte studentesche, accompagnati dall’eco delle musiche dei Beatles e dei Rolling Stones, dal rombo delle moto di Easy Rider. Il frastuono della loro esistenza sparisce, privo della riconoscenza, non della gratitudine, di chi a loro deve molto. E scevro del rispetto che per secoli è stato riservato alla loro saggezza. Di quella generazione non resterà granché, perchè il mondo ha dimenticato ciò che ha rappresentato.
***
In tempi non sospetti il mio racconto “La Generazione Mancante” trattava già una situazione analoga, ambientata in un futuro non troppo lontano. Pubblicato da vari settimanali e da un mensile della RAI ha ottenuto una grande attenzione, se volete leggerlo è al seguente link:
Anche in questo periodo di chiusura è possibile leggere i miei romanzi. “I Misteri del Vaso Etrusco” e “Nessun Segno sulla Neve” (Premio Circe 2013) sono acquistabili online sui siti dedicati o chiamando la sede de L'”Ortica” al numero 069941736 per riceverli a casa. “I Misteri del Vaso Etrusco”, in particolare, è ordinabile anche tramite le librerie COOP. Una bella lettura può esorcizzare le difficoltà che stiamo vivendo!
https://www.librerie.coop/libri/9788890963452-i-misteri-del-vaso-etrusco-universoeditoriale/
I MISTERI DEL VASO ETRUSCO (Edizioni Universo)
SINOSSI: La pluripremiata Alibrandi si cala ancora una volta nei cassetti più riposti della mente umana, dove fioche fiammelle gettano oscuri bagliori su verità difficili da raccontare. La sua comprensione delle ragioni del male, nell’incessante ricerca dell’equilibrio e degli squilibri dei chiaroscuri dell’animo, valica i confini del noir per trasportarci nella realtà nuda e cruda dei segreti della provincia.

NESSUN SEGNO SULLA NEVE (Edizioni Universo)
SINOSSI: PREMIO LETTERARIO NAZIONALE CIRCE 2013 – Un thriller psicologico, la cui trama inizia ai giorni nostri e porta a un avvenimento criminoso mai risolto, avvenuto nel 1968, quando il protagonista del romanzo frequentava il liceo. Questa storia, che sembrava dimenticata e sepolta, torna ad essere improvvisamente e drammaticamente attuale per lui, ora brillante e stimato medico oncologo di mezza età, quando in un caldo e pigro pomeriggio settembrino, si diverte a navigare in internet insieme al figlio. Aiutato da quest’ultimo, infatti, entra in un importate network e si imbatte nel profilo della ragazza che amava disperatamente in quegli anni, dalla quale purtroppo non era mai stato ricambiato. E’ l’inizio di un viaggio interiore intriso di profonda nostalgia, ricordi e passioni, che porterà il suo destino a intrecciarsi in modo imprevedibile con quello della ragazza, divenuta ormai una donna matura. Il romanzo offre un affresco fedele e nostalgico della vita italiana durante quegli avvenimenti sociali e politici, che segnarono in modo indelebile un’intera generazione. Ad arricchire il racconto una trama gialla che, partendo da un episodio criminoso avvenuto allora, termina con un finale imprevedibile al giorno d’oggi.

Se preferite l’ebook, questo è il link: https://www.amazon.it/NESSUN-SEGNO-SULLA-Nuova-Edizione-ebook/dp/B01M4JNG4V
Oggi, 30 marzo 2020, “Nessun segno sulla neve” è tra i primi 100 Best Seller di Amazon Italia”!
Pubblicato da L’Ortica del Venerdì il 17 aprile 2020

All’inizio era solo stupore, incredulità, impossibilità ad accettare il repentino cambio delle situazioni e degli scenari a cui eravamo abituati. Non sentire più nelle ore di punta il vociare, a volte festoso e più spesso lamentoso, dei bambini che entravano a scuola, il traffico dei genitori, che già stanchi nervosamente li accompagnavano, l’autobus preso d’assalto, i clacson e le tante, a volte troppe sollecitazioni esterne che impedivano perfino la concentrazione. Poi inaspettatamente tutto si è chetato, anche lo schiamazzo delle improvvisate partite di calcio all’angolo della strada, persino l’odioso e continuo abbaiare dei cani. Tutti chiusi in casa per non contagiarsi con il nuovo, sconosciuto, temibile virus.
Sembrava impossibile, veniva da chiedersi se fosse realtà o se tutti insieme avessimo deciso di girare le scene di un film di fantascienza. All’improvviso volti irriconoscibili nascosti dalla mascherina, distanza tra di noi, sguardi sospettosi a indagare un colpo di tosse, uno starnuto non protetto dalla piega del gomito e non più dalla mano. Interminabili file, stavolta rispettate con rigore, per entrare in farmacia o al negozio di alimentari. Il foglio di via per non essere sanzionati, tutte precauzioni messe in atto per il bene comune.
E adesso il silenzio, profondo, totale, assordante, rotto solo dagli automezzi che continuano la raccolta differenziata e che con il loro rumore ci ricordano i carri dei monatti, quando durante la peste andavano di casa in casa a raccogliere i malati da portare al lazzaretto o i defunti da cremare. Già, come sta accadendo oggi a chi muore soffocato dal liquido nei polmoni. Viene da pensare che molti modi di morire sarebbero cento volte meglio. Tanta paura del colesterolo, dei trigliceridi, non mangiare questo o quello, tutti pronti al sacrificiio alimentare che preserva da complicazioni. E poi arriva un virus che fa rimpiangere perfino la morte vissuta con il conforto dei propri cari, una particella infettiva di dimensioni submicroscopiche che ti leva tutto, anche una fine dignitosa, il diritto ad essere accompagnato nell’ultimo viaggio dalle lacrime di chi ti ama.
Ed è proprio nel silenzio, assordante e stupito dentro e fuori di noi, che i pensieri volano, come i molti volatili tornati a popolare la pineta vicina al mare. E’ come se la natura fosse l’unica autorizzata a parlare. Ci si accorge che non c’è voluto poi tanto che riprendesse i suoi spazi, dimostrandoci che lei è sempre stata lì, paziente, nonostante la cattiveria e l’indifferenza con cui è stata trattata. E non ci porta rancore, anzi, ci regala in un’inedita e intatta cornice il tripudio di profumi e colori a cui da tempo non si dava importanza.
Vivo sulla costa da anni e mi sorprendo nel vedere l’intraprendenza degli uccelli che con ampi voli rallegrano il panorama, planando sui balconi e sui terrazzi, quasi curiosi di scoprire che fine abbiano fatto i rumori che li tenevano lontani. E da qui scorgo il mare, la baia dove godevo di infinite camminate, un mare a cui adesso è vietato accedere. Osservo la striscia azzurra e vedo il suo colore che oggi è turchino, nostalgico. Mancano anche al mare quelle passeggiate, ne sono certa, ricordando le onde che al mio arrivo si allungavano a lambirmi le gambe, come un cucciolo che mi riconosceva festoso. Adesso lo immagino così solitario, mentre gode però della pulizia della spiaggia e del rispetto che non gli era più riservato.
È la natura adesso a indicarci la strada per non tornare a essere ciò che siamo stati, ci offre una chiave di lettura che per troppo tempo abbiamo ignorato. Adesso abbiamo capito che gli scenari possono cambiare in un attimo, che la libertà ci può essere tolta con poche mosse, che l’unione tra di noi è importante per vincere la distanza sociale. Stiamo sperimentando formule nuove lavorative e didattiche, che potranno svuotare le città dal traffico e dall’inquinamento assassino. Stiamo comprendendo l’importanza delle risorse umane e materiali che non dovremo mai più lasciare andare. Abbiamo capito troppe cose tutte in una volta e stranamente vediamo che la pelle proprio in questi giorni, non sottoposta ai soliti stress, mostra meno rughe, che i capelli tornano rigogliosi senza l’assalto degli acidi agenti atmosferici. Ma le rughe ora ce le abbiamo nell’animo e non ci sarà nessuna crema miracolosa a cancellarle, perché sono rughe di maturità, di consapevolezza, e in alcuni laceranti momenti, di estrema tristezza.
Daniela Alibrandi ![]()
Propongo di seguito il mio articolo “Più salute=meno libertà, l’equazione crudele”, uscito oggi su OrticaWeb.
“…Avremmo dovuto indignarci di fronte all’abbandono di strutture sanitarie che erano autentiche eccellenze, avremmo dovuto disperarci, strapparci i capelli e graffiarci il volto fino a farlo sanguinare, come di fronte a un lutto senza rassegnazione, nel vedere un solo giovane laureato, in medicina come in altre facoltà, decidere di lasciare il Paese per trasferirsi dove le sue capacità venissero valorizzate…. “ Leggi nel seguente link:
PIU’ SALUTE=MENO LIBERTA’, L’EQUAZIONE CRUDELE di Daniela Alibrandi ![]()
Mai si sarebbe potuta immaginare un’equazione tanto cruda, quanto crudele. Soprattutto nell’epoca delle reti informatiche, delle relazioni sociali spesso delegate a dinamiche virtuali, in un quadro che ci faceva vedere la libertà come un bene acquisito.
E invece la realtà è diversa. Adesso che siamo costretti a stare sdraiati sui nostri divani o sui letti, in questa allucinante distanza sociale, ci accorgiamo che forse supini lo siamo stati per troppo tempo. Gli scenari cambiano in fretta, le strade divengono deserte, non si può passeggiare se non con “il foglio di via”, il territorio è facilmente controllabile. E sappiamo che tutto ciò viene fatto per il bene comune, per combattere il nemico invisibile.
Eppure la riflessione nasce irrefrenabile, mentre avremmo dovuto e potuto individuare da molto tempo le ganasce che adesso ci stritolano. La Sanità di un grande Paese, come quello che ci illudiamo di essere, non può collassare dopo dieci giorni di emergenza sanitaria.
Avremmo dovuto indignarci di fronte all’abbandono di strutture sanitarie che erano autentiche eccellenze, avremmo dovuto disperarci, strapparci i capelli e graffiarci il volto fino a farlo sanguinare, come di fronte a un lutto senza rassegnazione, nel vedere un solo giovane laureato, in medicina come in altre facoltà, decidere di lasciare il Paese per trasferirsi dove le sue capacità venissero valorizzate. Ci rendiamo conto che non era il caso di farla tanto difficile con numeri chiusi, specializzazioni, abilitazioni, un lungo percorso a ostacoli la cui vittoria spesso è stata garantita solo “ai figli di”, alla conservazione di poltrone secondo una consuetudine “dinastica”, non meglio identificata.
E adesso quegli stessi ragazzi che abbiamo ignorato vengono presi e gettati nella realtà più drammatica e difficile che abbia mai investito il nostro Paese. Così, come le giovani leve chiamate a donare il proprio entusiasmo per difendere l’indifendibile.
C’è qualcosa che non torna nei messaggi che stiamo ricevendo. Gli anziani e la loro mortalità, vissuta come un fatto ineluttabile, come se il loro destino fosse già segnato, se non per il coronavirus, per altre cause. Una scelta concettuale difficile da accettare, soprattutto in un popolo la cui cultura ha affondato le radici nell’esperienza e nella saggezza degli anziani. Un messaggio che non giova neanche ai giovani, illudendoli di non essere in pericolo, quasi che la mortalità sia un fatto destinato solo a una fascia di popolazione. Questo virus uccide e può uccidere tutti, questa è la cruda realtà, prima ne prendiamo atto e prima si arriverà alla consapevolezza sociale di accettare le regole per il bene generale.
Ci si aggira tra le quattro mura delle nostre abitazioni, in cerca di un qualcosa che non troviamo più. Non dobbiamo cedere alla voglia di uscire, di stare insieme agli altri, di correre verso il mare, che è stato sempre per eccellenza un luogo capace di curare. Vorremmo leggere un buon libro, ma le librerie sono serrate, come se la lettura fosse meno importante di un vizio, quale il fumo, meno essenziale di un alimento o di una medicina. E non quel respiro profondo di cui il nostro animo ha necessità, ora più che mai.
E ci accorgiamo improvvisamente che oltre ad essere supini, siamo stati anche disattenti. Non abbiamo mai prestato abbastanza attenzione ai litigiosi occupanti della meravigliosa fuoriserie che è il nostro Paese. Li sentivamo gridare, contendersi la guida, il sedile davanti, la libertà di aprire i finestrini, mentre avremmo dovuto esigere l’attenzione al muro di cemento armato contro cui ci si andava a schiantare.
Finirà questa emergenza, come sono terminate tutte quelle del passato, e si dovranno tirare le somme, dare più importanza ai numeri. Dovremo ricordare il tragico appuntamento delle ore 18.00 con i numeri elencati dalla protezione civile, di contagiati e di morti. Dovremo essere più guardinghi, stare attenti ai numeri che verranno comunicati sull’emorragia dei cervelli italiani all’estero, sulla quantità e la destinazione delle risorse. Scopriremo una coesione sociale, forse la più grande che abbiamo mai sperimentato. L’ho sempre detto, la gente italiana è gente tosta e non si smentirà neanche ora, che deve sconfiggere un nemico tanto subdolo da approfittare di un abbraccio, di una carezza, della tenerezza di cui adesso abbiamo sempre più bisogno.

Un’anticipazione della trama per i molti di voi che attendevano l’uscita di “Viaggio a Vienna” (Morellini Editore ) per questo difficile mese di marzo e che sarà invece la novità d’autunno, preannunciata dalla stessa casa editrice.

Morellini Editore è con Daniela Alibrandi Autore.
Uscirà quest’autunno il nuovo romanzo di Daniela Alibrandi Autore, “Viaggio a Vienna” che racconta la storia di Anna, una donna piena di vita, con una professione, quella di giornalista, che pratica con grande entusiasmo. Mentre riesce a vivere su piani diversi due importanti storie sentimentali, è angosciata per non essere ancora divenuta madre. A causa di una misteriosa esperienza, si trova adesso nello stato di coma. In molti si alternano al suo capezzale nell’intento di farla svegliare, rammentandole fatti salienti e persone importanti della sua esistenza. Lei afferra le sollecitazioni che la portano a rievocare molto del suo vissuto, ma ciò che primeggia è il ricordo del viaggio a Vienna, una memoria che nasconde un segreto inconfessabile. E in un crescendo impietoso ci troveremo a voler seguire Anna, accompagnandola nella composizione dell’imprevedibile puzzle che lentamente troverà la sua definizione.
Il romanzo è ordinabile presso la casa editrice https://www.morellinieditore.it/scheda-libro/daniela-alibrandi/viaggio-a-vienna-9788862987646-579361.html
Era solo il 20 marzo 2019 quando il mio romanzo “Una morte sola non Basta” (Del Vecchio Editore) veniva presentato alla Biblioteca della Camera dei Deputati, nell’ambito di un evento organizzato dalla FUIS. Rivedendo le foto oggi, nella realtà in cui siamo piombati, sembrano appartenere a un’altra vita. Ricordo che prima di essere ammessa alla biblioteca avevo voluto fare una passeggiata per le vie limitrofe. La piazza del Pantheon che brulicava di turisti, i vicoli di Roma a emanare la solita inconfondibile atmosfera. E poi un bel caffè a Sant’Eustacchio, prima di iniziare una delle avventure più emozionanti che la mia attività letteraria potesse regalarmi.
E nel bar di Sant’Eustacchio eravamo ammassati gli uni agli altri, per raggiungere il bancone dove dei camerieri veloci e gentili preparavano instancabilmente un numero infinito di caffè. Quell’aroma di chicchi appena tostati, di magica miscela, capace di risuscitare anche l’animo più addormentato è un indelebile ricordo.
https://www.facebook.com/Daniela-Alibrandi-Autore-108488582556510/
E poi via, verso la biblioteca della Camera dei Deputati. Mai avrei pensato di presentare un mio lavoro in quel luogo. Niente, mentre entravo e mi tremavano le gambe, mi ha fatto presagire il cambiamento tanto drastico e repentino di quel magnifico scenario.
Oggi chiusa come tutti nella mia abitazione, dalla quale vedo il mare a cui è stato vietato anche l’accesso, immagino quella stessa piazza vuota, silenziosa. Pochi passsanti, che indossano la mascherina e posseggono il “foglio di via”, che attesti la loro effettiva necessità di trovarsi in quel luogo. Il caffè chiuso, alle finestre qualche tricolore a ricordarci che siamo italiani, un popolo forte, che è riuscito a superare sempre le enormi difficoltà storiche e sociali che si sono presentate negli anni, nei secoli.
Ma anche l’animo più fiero si riempie d’angoscia, solo ricordando la voglia e la bellezza dello stare insieme, solo riflettendo sulla difficoltà di sconfiggere un nemico tanto subdolo da approfittare di un abbraccio, di una carezza, della tenerezza di cui adesso abbiamo sempre più bisogno.